Electronic Entertaiment Expo 2015
Electronic Entertaiment Expo 2015 Dal 16/06/2015 al 18/06/2015

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E3 2015

Provato Mighty No. 9

Non è il nuovo Mega Man, anche se sembra il nuovo Mega Man. Un nuovo contatto con la nuova proposta di Keiji Inafune: un omaggio agli action a scorrimento di un paio di decenni fa, quelli che spopolavano su SNES e Mega Drive

provato Mighty No. 9
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • 3DS
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Mighty No. 9 non è Mega Man, ma se lo guardi a qualche metro di distanza, magari senza occhiali, potresti pensare che lo sia. Dopotutto è la nuova creatura prodotta da Keiji Inafune, che è pur sempre il papà di Mega Man. Come tale, e per una precisa scelta degli sviluppatori, Mighty si presenta come un omaggio agli action a scorrimento di un paio di decenni fa, quelli che spopolavano su SNES e Mega Drive. Solo che stavolta il mondo di gioco è tridimensionale e fatto di poligoni: niente paura, l'azione rimane ancorata alle due dimensioni, altrimenti che omaggio sarebbe?

Per Tutti i Palati

All'E3 2015 erano disponibili undici livelli da testare, oltre a modalità extra come quella Challenge (singolo e coop) e alla Boss Rush. La versione presente in fiera ci è parsa quella definitiva, e in effetti i mesi che mancano alla pubblicazione sono davvero pochi. Il gioco dovrebbe infatti uscire nei negozi, in Europa e in Giappone, il prossimo settembre.
Immediatamente non te ne accorgi, ma dopo qualche decina di minuti che hai afferrato joypad ti rendi conto che Mighty è un titolo che può essere giocato in maniera molto differente in base alle preferenze del giocatore. Si può vivere come un action canonico, puntando a eliminare tutti i nemici per arrivare alla fine del livello. Si può fare e non c'è nulla di male. Ma il vero nerd, quello che aspira al perfect run, ha la possibilità di interpretare ogni livello in maniera completamente diversa rispetto al giocatore saltuario. Tutto merito del sistema di combo, che beneficia dell'abilità del protagonista di "assorbire" i nemici. Ma andiamo con ordine.
L'impianto è molto tradizionale: si corre da sinistra a destra, si salta, ci si può aggrappare alle sporgenze ed eliminare i nemici robotici con l'arma d'ordinanza. Questi sono i fondamentali, e fin qui ci siamo. Da queste basi si sviluppa poi la profondità del gioco. Il protagonista ha a disposizione otto diverse trasformazioni, che possono essere assegnate singolarmente al tasto Y. Cambia l'aspetto, cambiano le armi. In base alla trasformazione si possono sfruttare lame rotanti, spade comode per gli attacchi ravvicinati, avere accesso ai missili o creare una sfera di fuoco intorno al personaggio e così via. Ogni arma speciale consuma una barra dedicata; alcune, poi, possono essere caricate e in quel caso la barra si consuma ancor più velocemente. Sul versante delle trasformazioni la varietà è assicurata, anche se durante la nostra prova, una volta entrati nella logica dell'assorbimento nemico, abbiamo quasi smesso di sfruttare le trasformazioni. Ecco infine giungere la parte che piacerà molto agli hardcore gamer (fermo restando che il gioco non sembra esattamente facile, a esclusione dei primi livelli).

Combo, Combo, Combo

La pressione del dorsale destro attiva il dash, lo scatto veloce. Dopo alcuni colpi i nemici si indeboliscono e cambiano colore. È il momento giusto per fare uno scatto veloce e "assorbirli". In questo modo si ha accesso a power-up temporanei (vedi colpi più potenti o corsa più veloce), ma non è tutto. Assorbendo il nemico col giusto tempismo si ottiene la valutazione massima (rappresentata sullo schermo da una percentuale) e si attiva la sequenza di combo. Da quel momento in poi, dopo aver indebolito ogni nemico, bisogna assorbirlo immediatamente, al momento giusto. In quel caso sullo schermo comparirà la percentuale massima, il 100%. Non si tratta di eliminare i nemici in sequenza il più velocemente possibile, ma di assorbirli velocemente dopo averli indeboliti. Una differenza sottile. Il gioco, in questo caso, sposta il suo focus e diventa una faccenda di record e punteggi. Guadagnare il 100% a ogni assorbimento consente di mantenere attiva la combo e di incrementare il punteggio. Per certi versi ogni livello si trasforma, può essere giocato con un approccio completamente diverso.
Pur nel suo impianto tradizionale, Mighty No. 9 ha tutte le carte in regola per offrire dinamiche nuove e sfaccettate. A settembre ne sapremo di più.

Mighty No. 9 Lo zampino di Keiji Inafune, il babbo di Mega Man, si vede eccome in questo Mighty No. 9. L’impianto di gioco è sì tradizionale, a prima vista, ma dalla nostra prova all’E3 2015 è emerso anche un titolo capace di adattarsi alle esigenze e ai gusti del giocatore. Merito del sistema di combo, che rende i livelli delle vere e proprie rincorse al record. Una dimensione ludica che farà la gioia degli amanti del perfect run. Per il resto non manca nulla: livelli che vi daranno filo da torcere, trasformazioni che garantiscono abilità speciali, salti che richiedono il giusto tempismo, boss rush per mettersi alla prova con tutti i boss, sfide in solitaria oppure in co-op per portare a termine singoli obiettivi e così via. Certo, l’omaggio al passato è evidente - e questo potrebbe scontentare i giocatori più giovani abituati a ben altri gameplay - ma ogni tanto è bene guardare alla tradizione con occhi nuovi. Non resta che aspettare il 18 settembre, quando il titolo sarà disponibile nei negozi.

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