The Evil Within (Episodio 5) Adesso online

Una serata all'insegna dell'orrore...

Provato Monster Hunter 4 Ultimate

Una prova approfondita dell'hunting game targato Capcom

provato Monster Hunter 4 Ultimate
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Monster Hunter è l'esemplificazione perfetta della divergenza, rimasta inalterata nel corso degli anni, tra i gusti dei videogiocatori occidentali e quelli giapponesi. Le differenze in termini di pubblico e di vendite di franchise come quello Capcom parlano da sole, ed altrettanto diverse sono, conseguentemente, le attenzioni che i publisher riservano ai vari mercati quando si parla di questa tipologia di titoli. Non ci stupisce affatto, quindi, che alcuni capitoli di Monster Hunter non siano mai usciti fuori dai confini del paese del Sol Levante, oppure che, anche in un'epoca come quella attuale, in cui i publisher sembrano aver finalmente ceduto al fascino della release simultanea (o quasi) per i mercati principali, i videogiocatori europei e quelli americani potranno mettere le mani sulla versione localizzata del nuovo capitolo della saga, quel Monster Hunter 4 che in Giappone è disponibile da più di un anno (dall'ormai lontano Settembre 2013), soltanto il prossimo Febbraio. La notizia positiva, però, è che da noi il gioco uscirà fin da subito nella sua versione definitiva, una trasposizione fedele della versione espansa conosciuta in Giappone come "Monster Hunter 4G". Il controverso universo di Monster Hunter quindi tornerà presto ad ospitare anche il pubblico occidentale, e noi -dopo una prova approfondita durata svariate ore di gioco, in cui possiamo dire di aver visto quasi tutto ciò che il titolo ha da offrire- siamo pronti a raccontarvi parte della nostra esperienza: un corposissimo antipasto in attesa della recensione vera e propria del titolo, atteso sul mercato europeo per il prossimo 13 Febbraio.

DI NUOVO A CACCIA

Fa sempre un certo piacere, tornare nel feroce mondo di Monster Hunter: un mondo pieno zeppo di tremende creature pronte a farvi la pelle alla minima distrazione. Un'esperienza sempre appagante, un gioco solido che non vuole in nessun modo staccarsi dalle proprie radici, da quella struttura ormai un po' datata ma sempre intrigante, intrisa di un fascino eterno intaccato solo minimamente -soprattutto per noi occidentali, in realtà- da un gameplay talvolta fin troppo tendente alla ripetitività -che spesso sfocia nel grinding estremo- e storicamente avaro di innovazioni nella transizione da un capitolo al successivo (anche se questa volta la carne al fuoco non è affatto poca). La cosa strana è che, nonostante tutto, il gioco continua a funzionare alla grande, ed è in grado di assorbire completamente il giocatore grazie ad una quantità mastodontica di contenuti e alle sue meccaniche, tanto semplici da capire quando complesse da padroneggiare. Monster Hunter 4 Ultimate non è affatto diverso da predecessori, ma aggiunge nuovi elementi, affina ulteriormente un impianto ludico che negli anni si è fatto apprezzare da un pubblico sempre più ampio, creandosi una folta schiera di seguaci anche fuori dalla sua terra di origine, quel Giappone in cui l'hunting game di Capcom è ancora oggi uno dei titoli più amati in assoluto. Nella sua versione Ultimate, il gioco ci dona una quantità di mostri senza precedenti, soprattutto per quanto riguarda le creature più grandi e temibili: se i mostri di piccola taglia sono "solo" 23, quelli di grandi dimensioni sono ben 73. Se vi sembrano pochi, vi basti pensare che in Monster Hunter 3 Ultimate ce n'erano solamente 51 di grandi dimensioni e 22 più piccoli: il numero di mostri di grossa taglia presenti nel nuovo capitolo, da solo, è pari al totale di tutti quelli presenti nel gioco precedente. Ogni singola creatura è realizzata con grande cura, con punti deboli e caratteristiche che non troverete in nessun altro nemico del gioco: le diverse “personalità” e la grande varietà di attacchi ed abilità che tali mostri sono in grado di sfoggiare sono merce rara, al giorno d'oggi, e rendono ogni combattimento unico e spettacolare. Ovviamente non stiamo parlando di novantasei creature completamente nuove: la maggior parte di esse erano già presenti nel capitolo precedente o rappresentano il gradito ritorno nella serie di creature recuperate da capitoli passati, così come da tradizione della serie Capcom. Ma il discorso non cambia: contenutisticamente parlando, almeno da un punto di vista quantitativo, Monster Hunter 4 Ultimate non è davvero secondo a nessuno.

La staticità del gameplay che anima il titolo è perfettamente controbilanciata dalla dinamicità del combat system, che pur con tutte le sue limitazioni e la sua legnosità di fondo, continua ad essere una delle esperienze più variegate ed appaganti per la console portatile Nintendo e non solo. Questo nuovo capitolo ha portato con sé considerevoli aggiunte da non sottovalutare, fra cui spiccano sicuramente due nuove classi di armi, che portano il totale di quelle disponibili nel gioco a 14: il Falcione Insetto e quella che, in seguito ad una traduzione italiana decisamente poco fortunata, è diventata la "Spad-ascia caricata". Tra queste nuove tipologie di armi, onestamente, la prima è quella che ci ha colpito di più: se la Spad-Ascia Caricata sembra una versione riveduta e corretta della classiche armi mutaforma già viste in passato (nel caso specifico parliamo di spada e scudo che si trasformano in una potentissima ascia), i Falcioni Insetto sono senza ombra di dubbio tra le armi più originali del gioco. Ad un primo sguardo, le armi di questa tipologia sembrano semplici bastoni o lance dalla forma alquanto bizzarra, ma ovviamente non è così: al loro interno risiede un insetto (la cui natura varia in base all'arma stessa) in grado di immagazzinare energia per il giocatore, la quale potrà fornirgli buff diversi in base al suo colore: quella rossa aumenta l'attacco, quella bianca la mobilità e l'efficacia dell'abilità salto con l'asta (anche questa un'abilità molto particolare esclusiva della suddetta tipologia di armi), mentre quella verde vi farà recuperare un po' di vita. Potremo usare l'insetto con la combinazione R + X, mentre con la combinazione R + A lo richiameremo e ne assorbiremo il potenziamento in questione. Questo ci rimanda ad una caratteristica fondamentale di tutti i giochi della saga: le differenze fra le varie armi sono davvero abissali, e vanno ad influenzare profondamente sia l'approccio alle battaglie che lo stesso schema dei controlli, che spesso subisce variazioni sostanziali in base al nostro equipaggiamento offensivo. Il combat system non ha subito grandi stravolgimenti, e continua a trascinarsi dietro tutti i pregi e buona parte dei difetti dei capitoli precedenti. Quello che all'apparenza sembra un sistema di combattimento fin troppo macchinoso ed impreciso, nasconde in realtà un'anima profondamente tattica, fortificata ulteriormente dalla fenomenale varietà delle armi e dei nemici che ci troveremo a cacciare. I ritmi -con le dovute eccezioni- non sono sicuramente fra i più frenetici: in Monster Hunter a farla da padroni sono il posizionamento e lo studio attento del nemico, dei suoi attacchi e dei suoi punti deboli. Le novità portate dal quarto capitolo della serie, per non stravolgendo completamente le dinamiche di gioco, si fanno decisamente sentire, andando di fatto a modificare e smussare alcuni piccoli dettagli che ancora, fino al tutto sommato recente Monster Hunter 3 Ultimate, continuavano ad essere grezzi, limitati e limitanti.

In primo luogo c'è stata la rimozione di una delle caratteristiche più controverse del capitolo precedente: la caccia sottomarina, che in passato -comprensibilmente, a nostro modesto parere- non aveva riscosso molto successo; il level design si è fatto leggermente più intricato e le mappe presentano ora una rinnovata verticalità, che sembra sposarsi perfettamente con le altre novità introdotte nel sistema di gioco, fra cui non possiamo non citare la nuova scalata, finalmente più fluida e completamente controllabile, e la possibilità di saltare in groppa ai mostri in seguito ad un attacco a mezz'aria ben assestato, altra gradita novità di questo quarto capitolo di Monster Hunter. Torna inoltre la possibilità di utilizzare fino a un massimo di due compagni Felyne dei quaranta che potremo arruolare, che ci assisteranno fedelmente durante le nostre battaglie. Le missioni invece, pur essendo veramente tante, tendono -soprattutto nelle prime fasi di gioco- ad essere leggermente troppo ripetitive: si parte con un discreto numero di missioni -molte delle missioni di primo livello sono opzionali e rappresentano degli ottimi tutorial per i neofiti- per poi passare alle canoniche missioni di caccia, alternate come sempre a quelle di raccolta. La parte più interessante del gioco, ovviamente, resta comunque quella inerente alla caccia delle creature di grossa taglia, quelle più complesse da abbattere (o catturare) e più remunerative in termini di risorse. Una delle cose più sorprendenti, in effetti, è la semplicità e la discrezione con cui il gioco vi propone alcuni dei tanti tutorial presenti ad inizio gioco. Come detto poco fa, buona parte di essi sono delle semplici missioni opzionali di primo livello, che possono essere attivate in qualunque momento a discrezione dell'utente. Una trovata tutto sommato semplice, ma molto efficace e meno tediosa di quella scelta da molti altri giochi moderni, che alla sesta iterazione con meccaniche completamente identiche continuano a proporre interminabili tutorial obbligatori che sembrano frutto di un copia-incolla di quelli del capitolo precedente. Il focus del gioco è decisamente posto sull’esplorazione: le indicazioni saranno poche e spesso frammentarie, e lasceranno ai giocatori l’onere di scovare da soli i vari mostri ed i segreti delle missioni. Conoscere l’ambiente che vi circonda sarà importantissimo, e le descrizioni delle missioni, come al solito, non vi daranno mai indizi di alcun tipo sull’esatta ubicazione delle varie creature, le quali verranno comunque presentate -la prima volta che le incontreremo- con gradevolissime cutscene che partiranno non appena entreremo nell’area in cui queste si trovano. Un concetto di esplorazione che ben si sposa, per altro, con la natura itinerante del “campo base”, il quale si sposterà durante il gioco seguendo le gesta del giocatore ed assecondando la storyline che farà da sfondo alle nostre gesta. Ma non temete: potrete spostarvi da un’area all’altra in qualunque momento utilizzando un utilissimo fast travel, sempre disponibile sul touch screen.

UN AMBIENTE RISTRETTO

Abbiamo parlato ad inizio articolo di come questo titolo sia nato e cresciuto con la mente rivolta principalmente al mercato giapponese, territorio in cui il brand è più forte ed il gaming si sta rapidamente spostando verso i dispositivi portatili. Questo rende tutto sommato comprensibile la scelta di pubblicare il titolo come esclusiva per la piccola console portatile di Nintendo, nonostante questa limiti leggermente l'esperienza di gioco. In attesa dell'arrivo nel vecchio continente del New 3DS (che arriverà nei negozi in contemporanea con il gioco), ci siamo dovuti affidare per le nostre prove ai vecchi 3DS/3DS XL, con risultati tutt'altro che lusinghieri. Non tanto per il comparto tecnico, tutto sommato più che dignitoso, quanto per la mancanza del secondo stick analogico, a tratti davvero frustrante. A dire la verità, in preda alla disperazione abbiamo anche riesumato dopo tantissimo tempo lo sfortunato circle pad pro, cosa che non accadeva da anni. Inutile dire quanto la presenza dello stick destro abbia migliorato la nostra esperienza di gioco, nonostante le dimensioni eccessive e l'oggettiva bruttezza del sopraccitato accessorio. Le problematiche derivanti dall'impossibilità di muovere la telecamera durante un combattimento -durante le fasi di gioco più concitate è davvero difficilissimo muoverla con la croce direzionale posta sotto allo stick sinistro o grazie alla croce presente sul touch screen- vengono comunque mitigate dalla possibilità di centrare la telecamera alle spalle del nostro personaggio con la semplice pressione del tasto dorsale sinistro e dal ritorno del lock sui nemici di grosse dimensioni che, nella sua semplicità, funziona e riesce in qualche modo a "limitare i danni".

Monster Hunter è particolare anche in questo: mentre tutto il resto del mondo videoludico cerca di espandersi, l'hunting game per eccellenza ha scelto di trincerarsi dietro all'hardware della piccola console portatile Nintendo, senza nessun segnale che lasci presagire un suo approdo sulla sorella maggiore Wii U come invece era accaduto per il capitolo precedente; mentre tutti cercano di puntare ad un'esperienza free-roaming, lui continua a mettere in bella mostra le sue aree circoscritte e numerate, mantenendo completamente inalterata una struttura che accompagna i fan della serie da anni, senza alcuna variazione di sorta. L'hunting game di Capcom continua per la sua strada testardo come pochi, ma lo fa con una classe ed uno stile invidiabile, proponendo una formula che, anche strutturalmente, continua a funzionare nonostante il peso degli anni inizi a farsi sempre più pressante. Monster Hunter si accontenta di quello che il 3DS ha da offrire, limitandosi a sfruttare al massimo il debole hardware della console della grande N per fornire un prodotto comunque bello da vedere, gratificante da giocare e sempre pronto all'uso, così come piace al suo bacino d'utenza principale. Nonostante la limitatezza dell'hardware, il colpo d'occhio regalato dal titolo non è davvero niente male, grazie anche ad una gestione piuttosto saggia del "level of detail", alle piccole dimensioni degli ambienti di gioco e, soprattutto, alle limitate dimensioni degli schermi del 3DS, che sicuramente aiutano non poco a nascondere, o comunque a rendere meno evidenti, alcune palesi mancanze del comparto tecnico.

Monster Hunter 4 Ultimate Monster Hunter 4 ci sta convincendo molto, questo non possiamo negarlo. L'anima del gioco è rimasta pressoché inalterata rispetto ai vecchi capitoli, senza eccessivi stravolgimenti che avrebbero potuto mettere in discussione equilibri ormai consolidati, ma le novità ci sono e si vedono subito: le nuove tipologie di armi sono decisamente interessanti e ben caratterizzate (soprattutto per quanto riguarda il Falcione Insetto) e le minime modifiche introdotte nel level design delle aree di gioco e nel combat system ci sono sembrate decisamente ispirate e ben integrate con il granitico sistema di gioco alla base della serie. Monster Hunter 4 Ultimate, come da tradizione, è un gioco complesso e scorbutico, un'esperienza impegnativa ma estremamente gratificante, sempre esigente ma, al tempo stesso, estremamente corretta nelle ricompense. Il sistema di combattimento, al netto di alcune piccole sbavature ed imperfezioni, presenta delle basi estremamente solide e, ora più che mai, risulta divertente ed appagante. Purtroppo prima di esprimere un giudizio definitivo sul titolo dobbiamo aspettare ancora un po', mettere insieme gli ultimi pezzi di questi interessantissimo puzzle e, magari, provare il netcode ed il funzionamento dell'online, la cui assenza era -a nostro avviso- uno dei peggiori difetti della versione portatile del capitolo precedente: crediamo fermamente che la possibilità di andare a caccia in compagnia debba essere una caratteristica imprescindibile per un titolo del genere.

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