Ni-Oh: Demo

Abbiamo provato l'alpha demo di Ni-Oh per PlayStation 4, scoprendo un interessante gioco d'azione che si ispira a Onimusha e Dark Souls: al netto di qualche spigolo da smussare, la demo ci ha convinti e incuriositi.

Ni-Oh

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Ni-Oh
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    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Certe volte le prime impressioni sono quelle che contano. Dopo aver visto il trailer con cui Ni-Oh si è ripresentato al pubblico, ricomparendo sulle scene ben dodici anni dopo il suo annuncio, avevamo etichettato il nuovo lavoro del Team Ninja come un mix piuttosto insolito fra Onimusha e Dark Souls. Dall'ormai defunta saga Capcom il titolo sembrava recuperare un combat system discretamente tecnico, con un piglio da action game ed un'evidente passione per combinazioni articolate e parate ad impatto. Dai capolavori di From Software, invece, Ni-Oh assimilava la difficoltà sopra le righe, e insomma il funereo sadismo che ha reso grandi le opere di Miyazaki. Dopo aver finalmente giocato la Demo pubblica che Tecmo-Koei ha distribuito su PlayStation Network, ci siamo convinti che la descrizione calzi davvero a pennello. Ma c'è da fare qualche precisazione: se possibile, Ni-Oh punta in maniera ancor più risoluta sulla complessità del sistema di gioco, rivelandosi - forse proprio per i tecnicismi del combat system - persino più intransigente e spietato dei titoli che l'hanno ispirato. Per lunghe decine di minuti, Ni-Oh ci ha massacrati, brutalizzati, squarciati e fatti a pezzi, lasciandoci spaesati e confusi come non succedeva dalla prima esplorazione di Boletaria. Per inciso: è stata una sensazione meravigliosa. Non crediamo, francamente, che si tratti di un problema di bilanciamento; bensì dell'incontro con un impianto ludico inedito, che dai Souls riprende modi e struttura, ma che procede poi su una strada evidentemente diversa. Ecco: proprio quando abbiamo definitivamente interiorizzato il sistema che ci ha accompagnato per Lothric, Lordran e Drangleic, arriva questa nuova avventura dalle atmosfere orientali pronta a nuclearizzare le nostre certezze, chiedendoci di imparare l'arte della spada e la pazienza dei samurai. Al netto di qualche spigolo da smussare, soprattutto sul fronte tecnico, la demo ci ha convinti e incuriositi, lasciando presagire l'arrivo di una grande esclusiva.

Onisouls

Il protagonista di Ni-Oh è basato su un personaggio realmente esistito, considerato come il primo Samurai occidentale della storia. Si tratta di William Adams, marinaio inglese che raggiunse il Giappone nel 1600. Entrato nelle grazie dello shogun, ebbe una grande influenza politica e fu una figura di spicco del processo di occidentalizzazione dell'arcipelago. Ovviamente il titolo di Tecmo-Koei mette da parte ricerca storiografica per presentarci un racconto ben più romanzato, in cui il nostro eroe si oppone all'incedere degli insidiosi Yokai, spiriti malvagi da sempre centrali nella mitologia giapponese. Buttandoci direttamente nel mezzo dell'azione, la demo non ci dà indizi concreti sulla narrazione e sulle motivazioni del protagonista, ancora nebulose come i demoni che di tanto in tanto si manifestano nel mondo di gioco. Fra castelli in fiamme e pirati sbarcati sulla costa, fra piccoli Aragami "Kawaii" che si rifugiano nei santuari e spiriti guida da evocare per infondere le armi con il loro potere elementale, Ni-Oh ci porta in un Giappone intriso di misticismo, riuscendo a costruire -anche grazie al design di nemici ed armature- un'ambientazione discretamente affascinante. Cupo e tenebroso, il (folk)lore di Ni-Oh potrebbe rappresentare un bel valore aggiunto per la produzione, anche solo per la distanza con il dark fantasy che imperversa in tutti gli esponenti del genere. Ad oggi, tuttavia, quello che più risalta è il sistema di combattimento. Data l'esperienza del Team Ninja con titoli di stampo action, era lecito aspettarsi un gameplay un po' meno generico rispetto a quello della saga Souls. II 60fps che -granitici- accolgono il giocatore, ribadiscono il punto e fanno presagire ottime cose: reattività, tempismo e senso della spazialità sono doti fondamentali se si vuole avere la meglio dei samurai e degli spiriti che ci assalgono.
Sostanzialmente, in Ni-Oh ci sono solamente tre classi di armi: affilatissime katane, lance insidiose, e armi a impatto come enormi asce e martelli. Ognuna ha un suo preciso moveset, e può essere impugnata in tre diverse posizioni. Cambiando "stance" si ha accesso ad una serie di mosse specifiche; solitamente l'impugnatura alta è caratterizzata da attacchi più lenti ma più efficaci, mentre quella bassa predilige la rapidità alla potenza. L'impugnatura centrale è invece la più bilanciata. Elemento fondamentale da tenere di conto è il Ki, che fa le funzioni della stamina. Ogni colpo consuma un po' di energia, così come ogni parata, e svuotare la barra perché siamo stati troppo irruenti ci lascerà in balia dei colpi avversari, costretti a fermarci per riprendere fiato. Ancor più che in Bloodborne, insomma, bisogna imparare a gestire il ritmo dei colpi, evitare di esporsi troppo ma anche di adottare una strategia passiva. Metabolizzare le sequenze d'attacco e il range dei colpi è fondamentale, così come sbloccare le abilità che ci permettono di personalizzare le combo e ridurre il consumo del Ki. Diversamente dagli esponenti della saga Souls, infatti, il potenziamento del protagonista non passa soltanto dall'aumento delle statistiche: qui bisogna anche sfruttare i punti abilità per apprendere nuove mosse, incrementare i danni inflitti da una certa stance, e migliorare l'efficacia della posizione di guardia.

Gradualmente il combat system diventa insomma tecnico e complesso: ci dà la possibilità di eseguire delle parate ad impatto che sembrano uscite da Soul Calibur, ci permette di personalizzare le combo scegliendo la tipologia e gli effetti dei colpi finali, e ancora ci incentiva a cambiare stance durante uno scontro per incrementare la potenzia dei colpi. Ogni arma ha la sua personalità e un bel ventaglio di strategie, e la profondità del sistema messo in piedi dal Team Ninja fa impallidire la maggior parte dei moderni action RPG. Lo sviluppo del personaggio ci permette anche di focalizzare le nostre attenzioni su tecniche Ninja e Justu magici.Migliorare queste capacità ci permetterà di costruire diabolici gadget (come shuriken o chiodi a quattro punte) oppure pergamene da utilizzare per potenziare temporaneamente le armi o rallentare i nemici. Gli oggetti che avremo così costruito saranno riforniti ogni volta che torneremo ad un santuario (che qui fa le veci dei falò di Dark Souls), e rappresenteranno un valido aiuto durante gli scontri e l'esplorazione. Ovviamente è impossibile prescindere dall'uso delle armi e sviluppare quindi una classe puramente magica, ma la varietà di build dovrebbe essere garantita. Molto diverso rispetto ai titoli From Software anche il sistema di loot. Praticamente ogni nemico (e anche i "fantasmi" dei giocatori uccisi, che possono essere evocati per una sfida) lascia cadere armi, amuleti e pezzi di armatura. Ogni oggetto ha un livello di rarità, neppure fossimo in un hack'n'slash, ed una serie di statistiche e modificatori. Il potenziamento del vostro personaggio, insomma, passa anche dal drop, incentivando a onor del vero un po' di farming. Anche la difficoltà abbastanza marcata ed il level design spingono in direzione dell'accumulo metodico di "anime" e risorse. Forse questo aspetto potrebbe essere bilanciato con più attenzione, e di sicuro qualche ritocco andrà apportato alla telecamera, che spesso e volentieri si incastra irrimediabilmente e fatica a seguire l'azione.

Al di là di questi problemi, l'impianto ludico e ruolistico di Ni-Oh ci è sembrato poggiare su basi più che solide, e ha stuzzicato genuinamente la nostra curiosità. Purtroppo è invece abbastanza carente il profilo tecnico, che al di là dei 60 frame al secondo mette in mostra una costruzione poligonale davvero troppo semplice e non si fa scrupolo riutilizzare in maniera quasi ossessiva texture ed elementi scenici. Il colpo d'occhio è insomma spartano e monocorde, e speriamo che il gioco finale possa proporci, oltre che qualche miglioramento, anche una buona varietà di ambienti.

Nioh From Software ha inventato un genere, ed era ora che un nuovo contendente arrivasse a calpestare il terreno dei Souls-like. Mentre Lords of the Fallen ha fallito in partenza, lontanissimo da quell'alchimia certosina e perfetta che ha reso grandi i titoli di Miayazaki, Ni-Oh sembra avere le carte per irretire gli appassionati. Oltre ad un'ambientazione affascinante e ultimamente poco utilizzata in ambito videoludico, il titolo del Team Ninja ha dalla sua un combat system profondo e interessante, cardine attorno al quale è costruita l'identità del prodotto. In tanti aspetti il gioco sembra una copia spudorata di Dark Souls: quasi identica è la divisione delle statistiche, spiccicati gli Elisir che funzionano come le Fiaschette Estus e i Santuari che hanno le stesse funzioni dei Falò; ma potremmo citare anche le scorciatoie da scoprire per velocizzare l'attraversamento delle aree. Eppure gli scontri all'arma bianca bastano per dare all'avanzamento un sapore tutto suo, più vicino nei ritmi ad un action fero e aggressivo, interamente basato sul tempismo e sulla gestione del Ki. Fermo restando qualche problema di bilanciamento ed un colpo d'occhio non proprio eccezionale, Ni-Oh ci ha conquistato, e siamo molto curiosi di vedere come se la caverà. Adesso, per un tris ideale di mortifere produzioni nipponiche, aspettiamo che torni sulle scene pure Deep Down.

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