Nioh giocato su PlayStation 4 Pro

Durante l'evento londinese dedicato a PlayStation 4 Pro abbiamo potuto provare Nioh sulla nuova console Sony, ecco le nostre impressioni.

provato Nioh giocato su PlayStation 4 Pro
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  • PS4
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Ogni incontro con Ni-Oh ci fa tremare le "vene e i polsi". Ne avvertiamo la presenza anche dalla distanza, sentiamo che ci chiama a sé, che ci cattura col suo fare diabolico, ne percepiamo il ferroso fetore di sangue e morte. Ogni nuovo incontro con Ni-Oh ci spaventa e ci elettrizza, ci entusiasma e ci incuriosisce, perché non vediamo l'ora di scoprire ciò che nasconde, in quali trappole letali è pronto a irretirci. L'action game di Team Ninja ha già dimostrato durante la sua open beta di poter potenzialmente divenire il miglior "souls-like" che sia mai stato realizzato, e il tempo che ci separa dalla sua release ufficiale (prevista per il 27 febbraio dell'anno venturo) è oramai quasi agli sgoccioli. Un'altra occasione per mettere le mani sul titolo ci è stata generosamente concessa nel corso dell'evento londinese allestito in onore di PlayStation 4 Pro: non appena messo piede all'interno del sontuoso Showfloor, allora, abbiamo immediatamente captato lo spirito maligno di Ni-Oh che ci ordinava di smembrare la carcassa di qualche putrido Yokai nella fulgida magnificenza dell'Ultra HD.

La sfida del samurai

Prima di assistere alla presentazione privata di Ni-Oh in cui il game director Yosuke Hayashi ha spiegato un po' più nel dettaglio le tecniche di rendering adottate dal gioco su PlayStation 4 Pro, ci siamo subito fiondati su una postazione di prova per liberarci nuovamente dalle nostre spoglie mortali. Nella demo presente a Londra erano disponibili due livelli avanzati: Falling Snow e Spider Nest Castle. Ni-Oh - hanno ribadito gli sviluppatori - prende spunto da ambientazioni orientali e le carica del tetro folklore del Sol Levante, modificando luoghi realmente esistenti e avvolgendoli con una patina da fiaba oscura, tra demoni, spiriti e divinità.

Come la denominazione suggerisce apertamente, Falling Snow ci trasporta in una landa innevata, nei pressi del tempio di Honno-ji, all'alba del 1600. Col "brivido" di chi s'avventura alla scoperta di terre ignote, ci siamo mossi con cautela, tenendo sempre la guardia rigorosamente alzata, sminuzzando qualche Yokai più sciocco del solito e rispedendo al creatore femminei spiritelli fluttuanti. Dopo solo due nemici, con grande sgomento, ci siamo trovati dinanzi l'ingresso del santuario dove dimorava il boss di fine livello: un'elegante cutscene ci ha quindi introdotti a Yuki-Onna, bellissima incarnazione dello spirito che dimora nella neve, dalle sembianze di una delicatissima ed eterea fanciulla. Inevitabilmente intimoriti dallo scontro, abbiamo iniziato ad attaccare a testa bassa, studiando i pattern dell'avversario, memori delle sonore sconfitte subite durante la fase beta. Ebbene, ben presto ci siamo resi conto che lo Yuki-Onna non ci infliggeva poi chissà quanto danno, mentre i nostri colpi sembravano farle decisamente male. Il boss disponeva di attacchi sia ravvicinati, con un'esplosione di ghiaccio e neve che ci avrebbe inondati nel caso ci fossimo trovati a poca distanza, sia ad ampio raggio, facilmente parabili o schivabili selezionando l'impugnatura "bassa". Quando abbiamo attivato lo spirito della volpe di fuoco che dimorava dentro di noi e che ci ha garantito un enorme boost offensivo, inoltre, ci siamo sentiti quasi invincibili: d'improvviso, però, avvicinandoci alla creatura quando la barra dell'energia era a malapena a metà, siamo stati privati in modo repentino del nostro potere. Ciò è avvenuto perché l'energia del fuoco che avevamo risvegliato era stata letteralmente "spenta" dall'afflato glaciale del boss: in Ni-Oh, quindi, dovremo considerare anche le variabili imposte dalle magie elementali, che potrebbero scontrarsi tra di loro e annullarsi vicendevolmente. Nonostante la piacevole sorpresa, però, l'amabile Yuki-Onna è stata "liberata" con un solo, rapido tentativo: considerata la breve durata del livello, la presenza di pochissimi nemici e la semplicità con cui abbiamo avuto il sopravvento sul boss, il seme del dubbio ha iniziato a germogliare in noi. Chiedendo delucidazioni al team di sviluppo riguardo la difficoltà della build, ci è stato chiarito che, per l'occasione, il grado di sfida era stato impostato volutamente verso il basso, per permettere a tutti di saggiare, senza troppa frustrazione, il gameplay di Ni-Oh e le migliorie tecniche permesse dal nuovo hardware Sony.

Un po' dispiaciuti dalla rivelazione (perché - ammettiamolo - per un attimo avevamo pensato che Pro ci avesse fatto magicamente diventare dei "Pro gamer"), abbiamo selezionato il secondo stage disponibile, Spider Nest Castle, chiaramente pensato per torturare tutti gli aracnofobici. Molto più lugubre e oscuro di quanto non fosse la prima area, il castello presentava cunicoli stretti, viscidi, ansiogeni, contornati di ragnatele e colmi di vicoli ciechi in cui aspettarsi imboscate di orridi ragni. Anche questa breve zona ci ha costretto a fronteggiare pochissimi nemici standard prima di entrare nella sala del secondo boss: un Joro Gunno, ancora una volta una donna (molto meno "graziosa" della precedente) dalle sembianze di un aracnide.
Il duello, per lo più fatto di colpi dal range ridotto, ci è parso persino più semplice di quello con Yuki-Onna, nonché meno vario, privo di guizzi o routine inaspettate: è anche vero che con la consapevolezza di una difficoltà ridotta è davvero difficile giudicare la reale pericolosità e il reale comportamento in battaglia di un nemico che, nella versione finale, sarà probabilmente di tutt'altro spessore. Consci comunque del tasso di sfida dimezzato, abbiamo esplorato gli ambienti con molta più serenità, riscoprendo le bellezze di una direzione artistica di rara maestria, che mescola poesia e orrore, delicatezza e violenza. La differenziazione dei luoghi ed il ricercato level design sono due dei motivi principali per Team Ninja ha deciso di strutturare il mondo di gioco in zone separate e non come un unico, interconnesso open world.
La volontà di raffigurare ambienti iconici del Giappone, molto distanti e diversi tra di loro, ed elaborarli nel dettaglio ha costretto il team a suddividere la progressione in macro aree, tutto a beneficio della varietà artistica.

Una volta posato il pad, siamo allora corsi rapidamente alla presentazione di Hayashi-San, per scoprire in che modo questa eccellente art design venga magnificata dal passaggio a PlayStation Pro. Come sulla versione "standard", Ni-Oh permette ai giocatori di scegliere tre modalità: Cinema, Azione e Cinema Variabile. Su televisori in Full HD, il Movie Mode garantisce una risoluzione di 1920x1080p con antialiasing di migliore qualità a 30fps, mentre l'Action Mode gira a 1920x1080p (senza lo stesso filtro di antialiasing) e a 60 fotogrammi. Per quanto concerne i pannelli con supporto al 4K e HDR, invece, il Movie Mode si mantiene stabile ad una risoluzione di 3840x2160p (non nativa, ma raggiunta tramite checkerboarding) a 30 frame, e l'Action Mode resta invece pur sempre a 1920x1080p e 60 fps. La differenza con l'edizione base, in termini di pulizia dell'immagine, è evidente ma non eclatante, specialmente nella modalità Azione, che su PS4 standard raggiunge una risoluzione inferiore al Full HD. Insieme a Rise of the Tomb Raider, Ni-Oh è uno di quei titoli che donano agli utenti la possibilità di selezionare i settaggi più confacenti al loro modo di giocare, concedendogli di decidere se puntare sulla qualità o sulla fluidità, il che, in un prodotto del genere, in perfetto equilibrio tra tempistiche e abilità personali, è un plus non da poco. L'opera Tecmo-Koei non brilla certo per quantità poligonale, né per complessità delle geometrie ambientali, ma l'uso dell'HDR compensa parzialmente simili deficit grafici, rincarando la volumetria dei particellari e dell'effettistica, dando quindi maggior consistenza ai filtri di luce delle lanterne, ai fiocchi di neve e ai fiotti di sangue. Così che la nostra anima mortale abbia un involucro decorato con più raffinatezza.

Nioh Ni-Oh si preannuncia essere un vero gioiello, sia sul fronte artistico che su quello del gameplay: un action-gdr dal combat system sopraffino e dalla direzione artistica ricercata e di grande atmosfera, nonché profondamente complesso, impietoso, crudele, eppure, al contempo, soddisfacente ed esaltante. La demo presentata allo Showfloor in quel di Londra, con un gradiente di difficoltà volutamente settato verso il basso, non ha purtroppo reso onore al profondissimo sistema di combattimento, ma ci ha comunque dato occasione di carpire maggiori informazioni sulla variegata art design, che dona grande fascino a quest’avventura in ostili lande orientali. Il colpo d’occhio viene valorizzato altresì dalla rinnovata potenza di PlayStation Pro, grazie alla quale i coreografici balletti di morte, cosparsi di sangue saltellante e scintille di arcani sortilegi, si palesano nello splendore del 4K e dell’HDR. Ma la grande peculiarità di Ni-Oh, su Pro come su PS4 base, riguarda pur sempre la possibilità di optare per la fluidità o la ricchezza grafica, in un’esperienza di gioco personalizzabile a seconda delle singole preferenze. In Ni-Oh, alla fine, morire è un piacere perverso sia in Ultra HD, sia a 30 fotogrammi al secondo, sia in 1920x1080p, sia a 60 fps: l’importante è sapere che, quando avverrà, il luogo in cui riposeremo sarà artisticamente degno del nostro sacrificio. Ancor meglio se irradiato dalla luce dell’HDR.

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