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Provato Oculus Arcade VR

Quattro passi nella sala giochi virtuale di Oculus Arcade VR, app per il visore Samsung Gear VR che permette di rigiocare vecchie glorie di SEGA, Midway e Namco in un ambiente 3D avvolgente ma solitario.

provato Oculus Arcade VR
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  • Mobile Gaming
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La seconda edizione di Oculus Connect, del quale abbiamo pubblicato un ricco coverage a cavallo tra Settembre e Ottobre, è stata costellata di annunci importanti, anche se tra questi è mancato quello fondamentale, relativo ad una data di commercializzazione precisa e al prezzo della prima versione di Oculus Rift. Sul palco della conferenza, comunque, nell'esaltazione per i grandi nomi coinvolti in progetti futuri, alcuni titoli minori sono passati in secondo piano. Oculus Arcade VR fa parte di questi ultimi: è stato annunciato all'evento ed è da poco disponibile, grazie ad una prima versione dedicata al visore Samsung Gear VR.
Ci siamo quindi aggirati nella prima sala giochi virtuale della storia, respirandone l'atmosfera e provando alcune vecchie glorie del passato.

Ritorno al passato

Chi ha più di trent'anni e sin da tenera età annovera i videogiochi tra le proprie passioni, probabilmente ricorderà con nostalgia le classiche sale giochi: buie, con fumo di sigaretta onnipresente, dotate di cambia gettoni e con una prevalenza di avventori maschili quasi spietata. Oculus Arcade VR prova a ricreare quegli ambienti e la loro magia; riuscendoci però solo in parte (e non solo perché manca il fumo).
Appena indossato il visore e avviata l'app si viene trasportati sulla soglia di una sala giochi nella quale le luci al neon dominano la scena, dando ampio respiro ad una stanza nella quale i cabinati sono disposti sulla parete più lontana. Il colpo d'occhio porta subito a concentrare lo sguardo sul pavimento, in quanto è presente un grosso squarcio, con tanto di piastrelle divelte, che sfrutta la terza dimensione offerta dall'uso del visore 3D per far provare un forte senso di vertigine. Si tratta comunque di un elemento di poco conto, una sorta di "trucco" per far percepire al giocatore la meraviglia del visore. Le vere "star" di Oculus Arcade VR sono nascoste dai loghi di tre delle compagnie che hanno fatto la storia del videogioco da sala: SEGA, Midway e Namco.
Scelta una delle tre i corrispondenti cabinati si dispongono davanti a noi, permettendoci quindi di osservarne le riproduzioni, molto fedeli alla realtà. Il legno dei pannelli laterali, le decalcomanie ormai d'epoca e le proporzioni dei mobili sono infatti molto accurate, al punto da far venire voglia di toccarle. Una volta scelto uno dei giochi a disposizione ci si avvicina quindi automaticamente, come se ci si posizionasse alla giusta distanza per operare con lo stick digitale e i pulsanti, avendo lo schermo davanti al campo visivo.
A differenza di un cabinato vero, però, per giocare ad uno dei titoli incluso in Oculus Arcade VR serve uno gamepad Bluetooth, sincronizzato con il dispositivo mobile che stiamo utilizzando nel visore.
Ecco quindi che lo scollamento visivo e tattile tra ciò che si vede sul cabinato e il sistema di controllo che stiamo utilizzando rovina un po' l'esperienza, anche se ogni volta che si utilizza il D-pad, anche lo stick virtuale si inclina, restituendo anche il feedback audio dei microswitch in azione.

Tra i titoli da provare basta citare Golden Axe e i due Streets of Rage per quanto riguarda SEGA, mentre il classicissimo Pac-Man brilla nell'offerta di Namco insieme a Galaga. Meno ricca la selezione di Midway, anche se una partita a Spy Hunter non si può assolutamente rifiutare, mentre sono in arrivo anche altri titoli, come il mai dimenticato Rampage.
Il feeling che si prova giocando uno di questi vecchi titoli da bar è buono e il comparto audio fa la sua parte nel far immergere il giocatore, al punto tale da dimenticarsi della possibilità di guardarsi liberamente attorno, tanto gli occhi sono incollati allo schermo virtuale del cabinato. Ottima anche la possibilità di allontanarsi e scegliere un altro gioco in ogni momento, esattamente com'era possibile fare una volta, mentre si esplorava una nuova sala giochi appena scoperta a bordo spiaggia in una località di villeggiatura.

Oculus Arcade VR La sala giochi di Oculus Arcade VR affascina per il primo quarto d'ora, soprattutto per la cura con la quale sono stati realizzati i vari cabinati, anche in termini di emulazione dei giochi originali del tempo. Scaduto l'effetto iniziale, però, si inizia a soffrire di solitudine: l'ambiente è frequentato sempre e solo dal giocatore, senza la presenza di altri avventori, fattore che rende l'esperienza dolce e amara allo stesso tempo. Si vorrà quindi uscire dalla sala giochi virtuale abbastanza in fretta, non tanto per eventuali effetti negativi dovuti al Samsung Gear VR, decisamente all'altezza della situazione, ma perché i ricordi sono tali e non c'è ricostruzione virtuale che riesca a renderli migliori rispetto a quelli presenti nella mente di ogni appassionato.

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