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BlizzCon 2015

Provato Overwatch

La nostra ultima prova dello shooter targato Bizzard conferma le precedenti impressioni: ci troviamo di fronte a un titolo solido che punta ad innovare un genere immobile da tanto, troppo tempo.

provato Overwatch
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

Le date da ricordare per quest'autunno non sono certo poche, ma ce n'è una che ha piacevolmente sconvolto i nostri piani, guadagnandosi il proverbiale cerchio in rosso sul nostro calendario videoludico: Overwatch apre ufficialmente la sua fase beta, e la data prefissata per il grande evento è il prossimo 27 ottobre. A dir la verità, con il recente RtB 2015, una notizia del genere ce l'aspettavamo un po' tutti, tanto che in redazione è già partita la bagarre per accaparrarsi i vari Tracer e Reaper. Ad ogni modo, come nella più classica delle tradizioni Blizzard, si tratterà di una pubblicazione a rilascio graduale, e, almeno per il primo periodo, le desideratissime beta key saranno disponibili in numero estremamente limitato. Paura di restarne fuori? Non temete, dalle pagine di Battle.net ci informano che a breve verranno indetti numerosi weekend di test su larga scala, così da permettere l'accesso anche al grande pubblico. Insomma, ormai ci siamo, e per ingannare l'attesa vi proponiamo un resoconto della nostra ultima prova, tenutasi proprio ai recenti campionati di Praga, dove, per ben due giornate, abbiamo ampiamente assaporato tutte le varietà dell'intero roster, analizzandolo fin nei minimi dettagli. Prima di lasciarvi ai particolari, però, vi ricordiamo anche della nostra intervista esclusiva con il game developer Geoff Goodman, dove potrete trovare altre news e curiosità sul prossimo titolo Blizzard, che ha tutta l'aria di voler rivoluzionare il mondo degli FPS.

Quattro classi, infinite possibilità

Oramai è chiaro a tutti: Overwatch è un FPS atipico, eccentrico e, senza ombra di dubbio, smisuratamente divertente. Trascrivere il suo articolatissimo gameplay, però, è allo stesso tempo semplice e complicato, e un veloce paragone con il Team Fortress di Valve non può più bastare. La dinamica dei ruoli è certamente l'elemento fondante del gioco, ma non si tratta di una sottile diversità basata sulla gittata delle armi o sulla quantità del DPS, quanto piuttosto di una gestione profondamente strategica delle arene, costruita sulle abilità e sulle tempistiche ad esse legate, che riesce a catturare il giocatore sin dai primi minuti di gioco. Blizzard ha sempre puntato sulla caratterizzazione dei suoi personaggi, e se con Heroes of the Storm ci ha dimostrato di saper innovare anche il genere MOBA, grazie a personaggi unici come Abathur, con Overwatch la magia sta per ripetersi. Basta pensare agli attuali tank presenti nel roster: avreste mai detto che un gigante come Winston sia anche uno dei più personaggi mobili? Per non parlare di Reinhardt, il primo full-melee in uno sparatutto competitivo. La classe supporto non è da meno, con Symmetra che può addirittura teletrasportare i compagni di squadra, oppure l'incantevole Mercy, che oltre a librarsi nell'aria può resuscitare il team con la sua abilità finale. Questi sono solo alcuni degli esempi presenti, ma la diversità passa anche per altri innumerevoli dettagli che rendono ogni personaggio davvero inimitabile, e all'occasione, insostituibile. È esemplare come anche l'avvenente Widowmaker, di professione cecchino, possa contare su di un ROF (rate of fire) altissimo qualora passi alla modalità di fuoco secondaria, rinunciando ovviamente a gran parte del danno originale. Parlando con gli sviluppatori infatti, è emersa anche questa ulteriore particolarità, che aggiunge nuove prospettive alla composizione del team. Come accade in HotS, saranno presenti personaggi più definiti ed altri più ibridi, destinati quindi a rivestire il ruolo del jolly, azzardando il famoso piede in due staffe. In questi casi (uno su tutti Lucìo), l'idea di fondo non è quella di moderare le differenze e i potenziali sbilanciamenti, quanto la volontà di creare una vasta gamma di personaggi che si adatti agli stili e alle tendenze dei giocatori, come fossero vestiti cuciti su misura. Questa diversità poi, non è solo una questione di abilità, ma si riversa perfettamente anche nel feeling delle armi, creando così una molteplicità di gunplay davvero particolari. Gli esempi calzanti qui sono il guru robotico Zenyatta, con il suo set di animazioni stravagante e quasi irregolare, e il Samurai Hanzo, le cui frecce cambiano potenza e gittata in base alla tensione del suo arco. La risposta percepita allo scoccare di ogni freccia è qualcosa di originalissimo per uno sparatutto competitivo, ma del resto avete mai visto un Samurai senza Katana? A fronte di quanto appena detto non bisogna pensare che Overwatch si sia dimenticato delle classiche dinamiche da FPS, tutt'altro: se provenite dalla scuola di Call of Duty, da sempre scandita dal classico corri- spara-granata, vi troverete a vostro agio con il Soldato 76, che incarna alla perfezione tale archetipo grazie ad un moveset canonico e al tipico fucile d'assalto.

Se poi la vostra formazione è di tipo "Arena", allora dovete assolutamente provare Pharah, che potrà contare su di un devastante lanciarazzi multiplo in puro stile Quake/Unreal. In quest'ottica, il bilanciamento della squadra e delle conseguenti strategie diventa un'operazione di grande peso, anche perché le modalità viste sinora si basavano su obiettivi che vanno al di là del tipico deathmatch, concentrandosi invece sulla conquista e la difesa di determinati bersagli. Nella divertentissima modalità Trasporto, ad esempio, dovremo fungere da scorta ad un carico prezioso, portandolo da un punto A ad uno B entro lo scadere del tempo. Che si impersoni la difesa o l'attacco, una dipartita nelle fasi finali può pesare enormemente sulle sorti del match, per questo la scelta del personaggio deve tener conto anche la velocità di movimento, al fine di poter tornare repentinamente nel clou della battaglia senza perdere secondi preziosi. La già citata mobilità è infatti diversa per ogni personaggio: pochissimi beneficeranno della semplice corsa, e, laddove non c'è, si potrà invece contare su qualche abilità sostitutiva come blink, dash e i più comuni strafe. Per restare in tema, un eroe come McCree si rivela utilissimo nei combattimenti a medio raggio per via della sua lunga gittata, ma la sua lentezza e la sua agilità limitata ci hanno più volte lasciato fuori dalle zone calde del match. Ad un primo sguardo sembrerebbe che questa disparità generi inevitabilmente un forte sbilanciamento, eppure, tutto sembra funzionare egregiamente: nelle lunghe sessioni di prova ci è capitato raramente di avvertire una sensazione eclatante di vantaggio/svantaggio verso il team avversario, e anche i match caratterizzati dalle composizioni più improbabili si sono rivelati sempre tenutissimi ed avvincenti.

Ciò significa che Blizzard sta riuscendo nell'impresa, creando un equilibrio davvero encomiabile nonostante un concept così complesso. Il merito del successo è sicuramente dovuto anche alla famosa dinamica dell'Hero Swap, che ad ogni morte ci permette di rientrare in campo scegliendo un altro personaggio, così da poterci adattare prontamente alle esigenze di ogni scontro. In questo scenario, appare chiaro che la versatilità del giocatore stesso rivestirà un ruolo preponderante, innalzando così la componente strategica a livelli mai visti in un FPS: tutto questo potrebbe garantire ad Overwatch una scena competitiva davvero unica nel suo genere.

Overwatch La nostra ultima prova dello sparatutto made in Blizzard non fa che confermare le impressioni precedenti: Overwatch è qualcosa di unico, originale ed incredibilmente solido, che punta coraggiosamente ad innovare un genere che, soprattutto in ambito competitivo, sembra immobile da lungo tempo. Al suo interno ritroviamo infatti tutto il meglio degli Arena Shooter, dei recenti FPS e persino un pizzico di MOBA, eppure, tutto ha un gusto nuovo, fresco e incredibilmente convincente. Elementi come la differenziazione degli eroi, uniti ad una caratterizzazione e ad un’immediatezza senza pari, si dimostrano sempre più come i principali punti di forza di questa produzione, e il potenziale che ne scaturisce è davvero enorme. Oramai gli occhi di tutti sono puntati sull’imminente beta, che oltre al semplice stress test, avrà il compito di sondare il terreno, ottenere feedback e sperimentare un primo abbozzo di quello che potrebbe essere il meta futuro. Da parte nostra, siamo convinti che Overwatch abbia tutte le carte in regola per diventare un grande sparatutto competitivo. Del resto, Blizzard è famosa per le sue rivoluzioni videoludiche e dal prossimo 27 ottobre scopriremo se ci è riuscita di nuovo.