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BlizzCon 2015

Provato Overwatch

Blizzard ha approfittato della BlizzCon per svelare tre nuovi personaggi del suo attesissimo sparatutto. Si tratta di un terzetto composto da Genji, D.VA e Mei: li abbiamo visti in azione durante l'evento californiano.

provato Overwatch
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Non voglio staccarmi più da Overwatch. Sballottato da un press tour all'altro ho giocato la beta troppo di fretta, proprio prima di partire per la BlizzCon. E qui cerco di rimediare: nella saletta allestita per la stampa all'interno del Convention Center ci sono 12 postazioni con una demo aggiornatissima, che include i tre personaggi presentati durante la conferenza di apertura. Mi metto in coda, aspetto il mio turno, gioco in attacco e poi in difesa. "Thank you for playing Overwatch", è la scritta che appare - laconica e riverente - alla fine dei due match. Mi alzo e mi rimetto in fila. La scusa, mi dico, è quella di beccare una partita sulla nuova mappa Hollywood, annunciata proprio ieri, che si snoda attraverso set cinematografici all'ombra di colline californiane. Dapprima un obiettivo da conquistare, e poi una sgargiante "limo" da scortare, nerissima, attraverso le strade di una scenografia western e i magazzini nascosti dietro le quinte. La scusa regge poco: alla quarta volta che rifaccio la fila i ragazzi dello staff cominciano a sorridere. M'importa poco: Overwatch è frenetico e trascinante, ha una sorta di magnetismo che non trovo in uno shooter dai tempi del primo Modern Warfare. Overwatch è come un Team Fortress elevato all'ennesima potenza, un titolo che sa valorizzare l'abilità del singolo ed il gioco di squadra, sostenuto da una varietà senza paragoni. Saranno 21 i personaggi inclusi nel pacchetto di lancio, e tutti portano con sé precise strategie di attacco e difesa, sinergie uniche con altri membri del team. Il dinamismo interno dei match, in cui la composizione della squadra può cambiare in un attimo, i ritmi arrembanti delle sparatorie, la necessità di interpretare il proprio ruolo e la mobilità di un fluidissimo arena shooter potrebbero mandare in estasi qualsiasi appassionato del genere, stanco dell'immobilismo di Call of Battlefield oppure refrattario alle lungaggini ruolistiche di Destiny.
Non voglio più staccarmi.

21!

Oltre ad aver presentato tre nuovi personaggi, qui alla BlizzCon si è finalmente scoperto quale sarà la strategia di pubblicazione di Overwatch. In molti speravano che Blizzard scegliesse di seguire la strada del free-to-play, puntando sul modello virtuoso sfruttato con enorme successo da Heroes of the Storm. E invece - sorpresa - la Origins Edition avrà un prezzo d'acquisto probabilmente in linea con gli standard dei titoli Tripla A, pronta a sbarcare anche su console (Xbox One e Ps4). I più maliziosi dicono che sia proprio la decisione di conquistare anche questo mercato ad aver "rotto le uova nel paniere" di Blizzard, che ha dovuto scegliere un modello economico più tradizionale per confrontarsi coi giocatori armati di pad. In verità le caratteristiche del prodotto fanno pensare che l'accesso ad un sostanzioso roster iniziale sia necessario per divertirsi un po' e non essere d'intralcio alla squadra: avere a disposizione solo pochi eroi in rotazione, come avviene nel MOBA della casa di Irvine, non è proprio il massimo della vita, ed un costo d'ingresso per il pacchetto base era largamente preventivabile. Costo che, per altro, non si sa ancora; come nulla sappiamo della versione console, dell'ottimizzazione e della qualità della conversione. Speriamo di poterla provare entro breve, per valutare la fluidità e la componente tecnica, nonché il feeling dei controlli. Qui ad Anaheim, per il momento, abbiamo invece potuto testare le tre "nuove leve": Genji, D.VA e Mei. Per considerazioni più puntuali sulla Closed Beta e sugli altri personaggi vi rimandiamo al nostro recente articolo, consigliandovi al contempo di tenere d'occhio queste pagine per approfondimenti sui vari protagonisti. Per il momento parliamo invece del terzetto inedito, cominciando da Genji, un ninja cibernetico esperto nell'utilizzo delle lame e nel lancio degli shuriken. Forse non letale quanto il fratello Hanzo, risulta certamente più complesso da utilizzare, richiedendo tempismo e precisione. Le tre stellette ninja con cui bersaglia gli avversari hanno un range d'attacco molto ampio, e possono essere scagliate in sequenza (tasto sinistro) oppure a cono (tasto destro), per cercare di colpire un bersaglio ravvicinato molto mobile oppure un paio di avversari arroccati in una stanza. Le tempistiche del fuoco di base di Genji sono molto particolari, vanno assimilate e interiorizzate, e scoraggiano in maniera abbastanza evidente lo scontro diretto. Arrivati ai ferri corti, infatti, è meglio cercare di sfruttare l'attacco in corsa (shift), con cui Genji si lancia velocissimo verso il nemico per colpirlo con la sua lama. Utile in certi casi per sfuggire da situazione pericolose (lo scatto è rapido e piuttosto esteso), questo attacco può essere in certi casi risolutivo, soprattutto se appaiato con l'abilità Deflect, che permette di usare la lama per rispedire i proiettili al mittente. La soddisfazione di resistere senza pericolo ad una smitragliata di Bastion, avanzando sotto il fuoco incessante per poi finire l'avversario con un colpo di katana è indescrivibile. Sfruttare in combinazione le due skill di Genji, tuttavia, risulta molto difficile nel corso delle fasi più animate. Altrettanto complesso è usare la ultimate in maniera davvero efficace: Genji estrae la sua lama e si prepara ad affondare nelle carni dei nemici una serie di colpi ferocissimi, ma dal momento che la sua energia non è molta una carica a testa bassa potrebbe finir male. Meglio utilizzarla con attenzione, cercando magari di aggirare un gruppo di avversari grazie alle stesse abilità motorie del fratello Hanzo, che permettono a Genji di arrampicarsi agilmente sui muri.

Complessivamente questo eroe ci è parso molto affascinante ma complesso da padroneggiare, pensato per i veterani e poco adatto per cominciare. D.VA è di contro un personaggio più facile da interpretare, anche perché si tratta di un Tank che riesce ad assorbire una buona dose di danni. La sua abilità Defense Matrix permette di distruggere tutti i proiettili in arrivo frontalmente, allungando di conseguenza la resistenza del Mech di cui si trova alla guida. Nel caso in cui il suo mezzo venisse distrutto, D.VA verrebbe comunque proiettata all'esterno, con l'opportunità di continuare a combattere sfruttando solo la sua pistola. Accumulando qualche kill o semplicemente aspettando per un po', sarà comunque possibile richiamare il Mech e tornare all'assalto, grazie alle due mitragliatrici che bersagliano insistentemente i nemici, senza alcun tempo di ricarica. L'altra abilità a disposizione di D.VA è una sorta di scatto con cui raggiungere rapidamente i punti da attaccare o difendere, fuggire da situazioni compromettenti, ed eventualmente caricare gli avversari per spingerli via. Anche la ultimate si basa sulla possibilità di entrare ed uscire dal mezzo armato: attivandola, D.VA avvia l'autodistruzione del Mech, che dopo qualche secondo esplode spazzando via tutto quello che gli sta attorno. Una difesa estrema da usare quando gli avversari stano conquistando un obiettivo: basta eseguire uno sprint per arrivare nel cuore dell'azione, e dare il via all'esplosione. Nel caso in cui lo scoppio dovesse mietere un paio di vittime, D.VA potrà richiamare subito un altro mezzo. Complessivamente si tratta di un eroe meno aggressivo di quanto possa sembrare, poco adatto agli assalti frontali, e insospettabilmente utile in fase difensiva.

Il suo design si avvicina a quello di un anime di stampo orientale, così come del resto quello di Mei, un altro personaggio specializzato nella difesa. La sua arma, una pistola congelante, presenta le più disparate funzionalità. É in grado di sparare stalattiti che colpiscono dalla distanza (tasto destro), oppure di congelare gli avversari con un raggio ghiacciato, rallentandone i movimenti fino a cristallizzarli completamente, lasciandoli quindi inermi alla mercé dei compagni. Con la pistola Mei può anche innalzare pareti di ghiaccio, utili per rallentare l'avanzata dei nemici ma anche per isolarne uno dal gruppo. Infine, usando l'abilità Cryo-Freeze, Mei si avvolge in un cristallo ghiacciato, ignorando completamente tutti i danni subiti e curandosi al contempo. Un ottimo sistema per recuperare un po' di vita nelle fasi meno concitate, o per cercare di imbastire una fuga quando le cose si mettono male, aspettando magari l'arrivo di qualche compagno di squadra. La ultimate di Mei, Blizzard, danneggia (molto moderatamente) e congela i nemici in un'area piuttosto ampia, permettendo quindi di fare piazza pulita di un intero team nel caso in cui l'assalto della squadra sia ben coordinato. Complessivamente, ci è parso uno dei personaggi più versatili del pacchetto, caratterizzato da meccaniche molto varie e quindi non fossilizzato sulle stesse routine. Un supporto importante, se sfruttato a dovere.

Overwatch Con Genji, Mei e D.VA il numero dei personaggi di Overwatch sale a ventuno: saranno questi gli eroi che faranno parte del roster iniziale dello sparatutto, il cui arrivo è previsto in primavera. Non sappiamo ancora quando saranno aggiunti alla closed bete, attualmente in corso, ma speriamo di poterli rigiocare presto, per scoprire più nel dettaglio quali sinergie possono creare con gli altri personaggi. A proposito di beta, qui ad Anaheim confermano che ne arriverà una anche su console, anche se non possono darci dettagli più specifici. Visti i ritmi ipercinetici delle partite, siamo un po' preoccupati riguardo all'utilizzo del pad, ma staremo a vedere (tanto la possibilità di avere un multiplayer cross-platform è già stata esclusa). Per il momento, comunque, Overwatch continua a stupire, almeno su PC, rivelandosi una reinterpretazione nuova e fresca degli shooter competitivi a squadre, e calamitando l'attenzione di chiunque ci metta le mani sopra. Finito: torno a giocare.

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