Provato Paper Mario Color Splash

Il mondo del nuovo Paper Mario si mostra ancora un po', svelandoci uno stage ambientato tra le stanze di un hotel abitato da simpatici Toad-fantasma.

provato Paper Mario Color Splash
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Ottobre si avvicina a grandi passi e con esso il giorno in cui i possessori di WiiU potranno metter le mani su Paper Mario: Color Splash, l'ultimo, coloratissimo rappresentante della serie imperniata sulle vicende dell'idraulico di casa Nintendo nella sua silenziosa versione di carta. I più attenti di voi ricorderanno che vi avevamo già parlato in maniera approfondita della sua formula di gameplay, dichiaratamente affine al precedente Sticker Star a scapito della vocazione più spiccatamente ruolistica dei suoi altri antenati, dei quali Il Portale Millenario può in qualche modo vantarsi di essere tra i più apprezzati dalla fanbase. A una settimana esatta dalla recensione del nuovo capitolo crediamo abbia poco senso ripetersi pari pari, invitandovi, nel caso v'interessasse avere un quadro più puntuale di cosa fareste bene ad aspettarvi, a dare un'occhiata al nostro speciale post-E3. Oggi invece, cortesia dello staff di Nintendo Italia, siamo qui a descrivervi un livello di gioco particolarmente interessante, che spicca tra i tanti che comporranno la world map dell'Isola Prisma in virtù di una marcata vicinanza ai canoni dell'adventure game. Benvenuti ad Albergo Ceruleo.

Who you gonna call?

Col GamePad finalmente fra le mani ci siamo dunque addentrati in questa breve ghost story ambientata in una struttura alberghiera che ha ormai chiuso i battenti per totale mancanza di clientela. Il micro-racconto inizia quando il Toad-receptionist al bancone della hall, spaventato da un gran numero di telefonate senza risposta provenienti dalla camera 201, chiede a Mario e a Huey, il secchiello assistente del Nostro baffuto, di andare in avanscoperta per verificare cosa stia succedendo. Tra libri svolazzanti da tipico effetto poltergeist e altre numerose bizzarrie paranormali, il duo scopre presto che il luogo è infestato da certi Toad dall'insolito aspetto ectoplasmatico che sono soliti raccogliersi in sala da pranzo per fare merenda ma che quest'oggi, afflitti da una serie di problemi personali, stanno tardando all'appuntamento, sparpagliati tra le varie stanze alla ricerca di qualcuno che possa aiutarli. È proprio qui che entra in gioco l'utente, chiamato a prender coscienza di ciò che angustia ogni singolo fantasmino per poi dirigere Mario, ora detective d'occasione, lungo i corridoi del lugubre edificio al fine d'investigare e infine risolvere ciascun "caso" in vista di una ricompensa finale, una delle tante Vernistelle disseminate nei meandri dell'Isola Prisma. Sapevamo già che l'esplorazione sarà un elemento cardine della formula di Paper Mario: Color Splash, ma la capatina ad Albergo Ceruleo ci ha dimostrato come, pur tenendo salde le sue redini ludiche, il titolo non mancherà di sperimentare quel tanto che basta, quantomeno in relazione al passato del brand. Nella fattispecie dell'esempio qui menzionato, porterà il giocatore a confrontarsi con un avanzamento che strizza l'occhio alle avventure interattive della tradizione videoludica, per cui sarà necessario leggere attentamente i dialoghi con gli NPC per cogliere indizi utili alla risoluzione dell'enigma di turno, fare su e giù tra i piani d'albergo per scovare oggetti speciali e riconsegnarli al legittimo proprietario e, soprattutto, scorgere le anomalie dello scenario per disvelare segreti altrimenti ben celati. A questo proposito rivestirà una certa importanza il nuovo martello spruzza-vernice del protagonista, attrezzo che, tra gli altri impieghi, gli consentirà di ritinteggiare con il colore adatto - dispensato in automatico dal software - tutte le aree dell'ambiente divenute sbiadite. Martellone il cui uso, come già noto, farà capo a delle riserve di tintura poste in interfaccia, ricaricabili raccattando le gocce di vernice sparse sul pavimento e "livellabili" riempiendo un altro specifico misurino di cartone. Inoltre la perlustrazione si legherà molto spesso alla già apprezzata meccanica di modifica dei fondali, per cui cliccando il tasto Y sarà possibile traslare certe porzioni sensibili della scena sullo schermo tattile del paddone per poi ritagliarne i lembi, il che aprirà a Mario l'accesso verso aree o percorsi prima preclusi.

È bene sottolineare, comunque, come anche nei livelli maggiormente sui generis come Albergo Ceruleo Paper Mario: Color Splash non rinuncerà ai suoi tratti di gioco distintivi. Parliamo ovviamente dei combattimenti a turni, d'indole marcatamente puzzle come in Sticker Star ma impreziositi dall'utilizzo di carte da colorare per aumentarne l'efficacia. Parliamo, soprattutto, della comicità leggera e dilagante che rende pressoché ogni situazione di gioco e ogni scambio di battute uno squisito siparietto, che spesse volte sfrutta la condizione cartacea di tutti i character e dell'intero universo ludico per scatenare qualche risata a denti stretti. Ecco allora che Paper Mario, tentando di saltare in groppa a Yoshi com'è solito fare in tutti i suoi videogiochi, cascherà inevitabilmente a terra per colpa della natura "appiattita" di entrambi; ancora, colorare un libro bianco nelle mani di uno dei Toad gli consentirà finalmente di leggerne la storia, salvo poi scoprirne la bassezza contenutistica. Un marchio di fabbrica, quello dell'umorismo, che raramente ci ha deluso nei vecchi episodi, e che siamo felici di ritrovare qui con una qualità di scrittura delle gag che, almeno a uno sguardo parziale, ci è parsa capace di alzare ulteriormente l'asticella in termini creativi.

Paper Mario Color Splash Questa scampagnata in anteprima ad Albergo Ceruleo ha messo in evidenza come la ricetta di Paper Mario: Color Splash, seppur molto diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere prima dell’avvento di Sticker Star, non vuole rinunciare a quel po’ di differenziazione nel gameplay che potrebbe realmente aiutare a mantenere l’interesse del giocatore acceso nel lungo periodo. Preso per quello che è, vale a dire un platform-adventure dalla comicità sbarazzina e autoreferenziale, il prodotto pare non mancare di una certa robustezza, oltretutto agevolata da un manto visivo al cartoncino che lascia a bocca aperta, quasi tangibile grazie a una ricchezza di dettagli ai limiti dell’artigianale. Il 7 ottobre è vicino, così come la nostra review: preparate le scorte di vernice, la prossima sarà una settimana particolarmente sgargiante.