PlayerUnknown's Battlegrounds Oggi alle ore 21:00

Giochiamo in diretta con il fenomeno del momento!

Provato Penarium

Benvenuti nel circo del dolore

provato Penarium
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Venghino, signori, venghino! Accorrete, fedelissimi lettori, all’anteprima dello “spettacolo spettacolare” del team Self Made Miracle! Assisterete a mirabolanti performance acrobatiche, fuochi, piroette, contorsioni e agonie! Plaudirete entusiasti dinanzi alle funamboliche prove mortali di questo delizioso tendone in 8 bit! Abbiamo equilibristi che danzano sul filo della paura, giocolieri che tengono in aria palloncini a orologeria, saltimbanchi e istrioni che intrattengono il pubblico a costo della vita! Oggi, solo per i vostri occhi, esibizioni volteggianti e salti al cardiopalma, tra il clamore del divertimento e le urla di terrore! Si ristorino, lorsignóri, e si divertano, s’accomodino e si delizino in questo “arcade arena game” in due dimensioni, ebbri di sangue e di ossa maciullate.
Benvenuti al Penarium, signore e signori: il Circo dei Dolori.

CIRCO DE LOS HORRORES

Il grande sogno di Willy, grassoccio e sbarbatello figlio di un povero contadino, è quello di abbandonare la noiosa masseria paterna e partire per una grande avventura. E quale occasione migliore se non quella di unirsi a una compagnia circense itinerante? Ma il pallido e sinistro proprietario del circo ha in serbo una spiacevolissima sorpresa per lo sfortunato Willy. Piuttosto che spettatore o collaboratore, il contadinello scopre di essere l’attrazione principale di un gioco mortale: la preda di un pubblico desideroso di sangue, il quale altro non aspetta che di vederlo stremare nell’arena in cui è costretto a esibirsi come una bestia in gabbia, avversato da trappole di ogni genere. L’idea alla base della trama e la struttura di gioco richiamano alla mente non poche analogie con Battleblock Theater. Proprio come nel gioiello The Behemoth, infatti, anche in Penarium dovremo sopravvivere al bombardamento continuo di mefistofelici marchingegni di morte, mentre un roboante pubblico plaudente brama la nostra vita, quasi più dello spettacolo stesso. Gli obbiettivi da compiere per aver salva la pelle variano da livello a livello e, almeno per ora, un buon ventaglio di sfide, differenziate adeguatamente tra di loro, sembra non far avvertire il peso della ripetitività. Come brave scimmie ammaestrate ci troveremo a dover distruggere un numero variabile di barili, raccogliere entro un certo limite di tempo alcuni mortiferi palloncini, premere la giusta sequenza d’interruttori e via discorrendo, il tutto mentre saremo obbligati a proteggerci da una sciarada di diavolerie che renderanno la nostra esperienza un vero inferno circense. Gli strumenti di morte che ci verranno scagliati contro sono crudele esternazione della mente di un sadico torturatore: faremo i conti con lame rotanti, con razzi dotati sensori di movimento, con enormi e famelici dragoni cinesi che ci seguiranno lungo tutta l’arena, raggi laser e chi più ne ha più ne metta. Alcune insidie non hanno effetti mortali ma serviranno soltanto a complicarci ancor di più la vita, come getti d’acqua che ci faranno perdere il controllo e una melma vischiosa che frenerà i nostri movimenti, lasciandoci quindi alla mercé degli attacchi. Rallentare e titubare, in molti casi, equivale a morire: la rapidità degli spostamenti è, infatti, uno degli elementi cardine del gameplay di Penarium poiché ogni colpo che subiremo decreterà game over, costringendoci a ricominciare lo stage dall'inizio.
Le arene sono composte da piattaforme situate a diversi livelli d’altezza, le quali forniscono punti d’appoggio da cui balzare attentamente per sfuggire alle trappole. La precisione dei salti e il tempismo delle schivate divengono fondamentali per superare indenni gli ostacoli: ogni minima incertezza, ogni salto mal calibrato o anche solo un infinitesimale ritardo nello schivare un proiettile può significare fine immediata della partita in corso. Un simile gameplay, calcolato al millimetro, è figlio di meccaniche “trial and error” molto invasive, rese ancor più complesse dalla generazione casuale di alcune tipologie di minacce, il che non permette sempre di prevedere i pericoli e regolare di conseguenza i propri spostamenti. Siccome la frustrazione è pronta ad assalirvi in ogni momento, l’utilizzo di un controller per affrontare il circo degli orrori è spassionatamente consigliato: tramite il pad dell’Xbox360, già pienamente supportato in questa versione beta, controllare la rapsodica frenesia di saltelli, schivate e rocambolesche fughe da missili radiocomandati risulta più immediato e comodo rispetto all'uso della tastiera.

Come diversivo per far sbollire un po’ la rabbia durante la campagna, e per allenare i nostri riflessi e i nostri polpastrelli, potremo inoltre cimentarci in sfide collaterali che incrementano la varietà dell’offerta ludica. Al momento ne sono disponibili due: la prima è una classica modalità Arena in cui raccogliere quanti più barili e monete possibili per aumentare i nostri record, mentre la seconda è una modalità multiplayer locale, sia versus sia cooperativo. In quest’ultima, il caos incontrollato su schermo si fa ancor più predominante e le abilità del singolo lasciano il posto a una baraonda di sangue e morte: è un difetto connaturato in giochi di questo genere, in cui la velocità e il tempismo sono caratteristiche difficilmente conciliabili quando ci sono più giocatori sullo stesso schermo, ma è sicuramente un plus che tenta di rimpinguare la longevità del titolo. Per migliorare le nostre performance nella modalità Arena, inoltre, e vantarcene su una aggiornata classifica leaderboard online, potremo acquistare (tramite le monete raccolte) dei particolari power up utili a rendere innocue alcune trappole. Questi potenziamenti, utilizzabili soltanto durante le sfide secondarie, si sbloccheranno però man mano che avanzeremo nella campagna, rendendo quindi la progressione imprescindibile e necessaria per godere in toto anche delle modalità extra. Proseguendo lungo la trama, inoltre, si renderanno disponibili per le sessioni multiplayer anche nuovi stage, i quali sembrano necessitare, tuttavia, di un bel lavoro di restyling affinché possano differenziarsi significativamente l’uno dall'altro. Allo stato attuale, tutte le aree di gioco sembrano somigliarsi, oltre che nel mero design estetico, anche nella struttura e nella disposizione delle piattaforme. Gioverebbe, a tal proposito, l’inserimento di un editor di livelli che permetta d’incrementare considerevolmente non solo la longevità, ma anche la qualità del colpo d’occhio. Da questo punto di vista artistico, infatti, Penarium utilizza una pixel art piuttosto anonima: una sorta di plastilina grezza che nelle mani creative della community potrebbe modellarsi in quadri sempre nuovi e variopinti. Insomma, sarebbe utile che il team comprendesse come la varietà degli stage dovrebbe muoversi di pari passo con quella degli strumenti di morte che li caratterizzano. L’idea di utilizzare la pixel art per dar vita al mondo di gioco non è comunque del tutto peregrina viste le atmosfere del titolo: il cumulo di blocchi asettici, smorti e quasi privi di espressione (tranne che per il volto sempre spaventato del protagonista), accompagnato da una musichetta circense in stile 8 bit, acuisce l’effetto di macabra inquietudine che pervade questo spregevole Circo delle Pene.

Penarium Appena si spalanca il tendone del menù, con la sua estetica retrò, il suo obsoleto rapporto d’aspetto in 4:3 e la sua nostalgica pixel art, sembra quasi di trovarsi davanti a uno di quei browser game che si divertono a torturare il giocatore con sfide impossibili e a coinvolgerli soltanto per una manciata di minuti. Nulla di più sbagliato: Penarium è un arcade game crudele, frenetico e impietoso, che richiede una certa dose di abilità, con una curva d’apprendimento notevole, per essere padroneggiato al meglio. Cerca anche di abbozzare coraggiosamente una componente narrativa che potrebbe farci empatizzare col destino del povero protagonista, lungo una campagna principale ancora in fase di progettazione. Non sappiamo per quanto tempo Penarium riuscirà ad intrattenerci né quanta varietà sarà in grado di offrirci, ma questo succoso e pur breve assaggio è sufficiente a farci desiderare che tale circo videoludico itinerante faccia una rapida tappa anche sui nostri personal computer.

Quanto attendi: Penarium

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 0
ND.
nd

Altri contenuti per Penarium