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Provato PES 2015

Una nuova prova con mano del calcistico Konami al PES Open Day!

provato PES 2015
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

'The Pitch is Ours'. Il campo è il loro, insomma; è questa la catchphrase con la quale Konami ha deciso di accompagnare la campagna marketing del nuovo PES 2015. Oltre che come un semplice slogan, però, la frase può benissimo esser letta come una piena dichiarazione di intenti: la software house giapponese (così come milioni di giocatori in tutto il mondo) sa benissimo chi è stato a gettare le fondamenta che hanno permesso al genere delle simulazioni calcistiche di crescere, evolversi, diversificarsi e, qualsiasi sia la vostra attuale preferenza, diventare quello che, nel bene e nel male, oggi conosciamo; alla luce di tutto ciò, Konami stessa non ha mai negato che, dopo un anno che gentilmente definiremo 'sabbatico', sia proprio questo il capitolo della saga destinato a riportare la serie il più vicina possibile ai fasti di un tempo. Complici una nuova generazione di console ed un motore di gioco che finalmente sembra essere stato 'addomesticato' a dovere per le esigenze calciofile del PES Prodution Team, sono molti i motivi per i quali seguire da vicino le ultime fasi dello sviluppo di Pro Evolution Soccer 2015: in occasione del PES Open Day organizzato da Halifax (distributore italiano del gioco) ed Everyeye, abbiamo avuto modo di mettere nuovamente mano all'ultima fatica firmata Kei Masuda e soci per scoprirne di più.

SQUADRA CHE VINCE...

Iniziamo col dire che per i fan di vecchia data della serie, questo capitolo di PES ha tutti i connotati di una vera e propria epifania: nonostante le battaglie verbali sui forum di tutto il mondo, infatti, gli appassionati del calcistico Konami non cercano nel loro beniamino un'imitazione in bella copia del celebre rivale, bensì quella stessa personalità e qualità che, dalla fine degli anni novanta fino a buona parte del primo decennio del nuovo secolo, ha permesso alla saga calcistica di dominare quel 'campo' che ora cerca di riconquistare; sotto questo punto di vista, il lavoro svolto è da considerarsi di tutto rispetto: dimenticato in fretta un fatale 2014, il nuovo capitolo si presenta ai nastri di partenza con una serie di miglioramenti in grado di riportare la memoria indietro nel tempo.
Prime tra tutti, delle dinamiche di tiro completamente riviste rispetto a quelle sciagurate del precedente capitolo: PES 2015 abbandona infatti la pesante sensazione di ritardo tra l'input del giocatore e l'effettiva sassata del proprio avatar; l'impressione, da confermare con una prova più estesa, è quella di una generale revisione del sistema di tiro (sia automatico che manuale) per conformarlo a quello visto nei capitoli migliori della serie. Nonostante una lentezza forse ancora troppo accentuata dei tiri 'a pallonetto', infatti, la soddisfazione regalata dal tirare dalla media o lunga distanza è supportata da una traiettoria finalmente più fedele alle proprie scelte in fase di mira.

Nulla di tutto ciò sarebbe ovviamente apprezzabile se la reattività dei portieri fosse rimasta a dir poco lacunosa come negli ultimi episodi del franchise: fortunatamente, anche sotto questo punto di vista il lavoro svolto sembra essere convincente; rispetto agli svarioni in grado di compromettere un match intero ai quali abbiamo assistito durante le prive prove con mano di PES 2015, la situazione è migliorata (come mostrano i molti 0-0 inizialmente racimolati dai presenti). Gli estremi difensori possiedono ora un'agilità molto più accentuata che in passato e spesso si comportano come ci aspetteremmo di veder fare dalle loro controparti reali: aspettatevi quindi un Neuer propenso a lanciarsi in uscite e uno-contro-uno coraggiosi o un Buffon quasi impunibile dalla lunga distanza. In generale, Konami sembra aver efficacemente risolto l'annoso problema dei 'punti ciechi' che, se opportunamente bersagliati, si traducevano in rete il novanta per cento delle volte, mentre rimane invece qualche perplessità nell'efficacia dei numeri 1 durante i rimpalli più ravvicinati e le situazioni più caotiche all'interno dell'area piccola.
Molto migliorato anche il ritmo di gioco, più equilibrato che in passato anche grazie ad una rinnovata precisione dei passaggi che permette la costruzione di trame 'palla a terra' più convincenti ed una latenza dei comandi sensibilmente ridotta. Non convince pienamente la fase difensiva, sicuramente bisognosa di un'assimilazione più approfondita ma, ad oggi, purtroppo minata da un leggero ritardo nella reazione post-tackle dei calciatori: se è vero che ciò rende più realistica la fase di contrasto e obbliga il giocatore ad una più attenta valutazione dei propri interventi, vedere una simile lentezza colpire anche giocatori che nella realtà fanno della velocità e dell'esplosività la loro miglior arma lascia quantomeno con l'amaro in bocca (specialmente nel caso in cui un loro tentennamento di troppo causi un contropiede altrimenti evitabile). Nonostante ciò, tutta la fase di non possesso risulta comunque meno in balia del caso rispetto alle recenti uscite, con un sistema di 'tracking' del proprio avversario (attivabile tramite la pressione continua del tasto X in prossimità della propria area di rigore) che sembra trasportato di peso dal passato e che, insieme ad altri aspetti come una maggior fedeltà alle reali caratteristiche degli uomini del proprio reparto arretrato, promettono una maggiore puntualità nel recupero palla.
Croce e delizia di tutto il franchise, fa il proprio ritorno anche un sistema di movimento dei giocatori dal feeling 'semi-forzato': le direzioni percorribili sono ovviamente molte più delle sole otto alle quali la serie ci aveva abituato ai suoi esordi, ma la sensazione provata non è mai pienamente di estrema libertà, come se ci si sentisse quasi limitati a muoversi lungo esse. Peccato capitale per alcuni, elemento imprescindibile di un gameplay ormai assodato per altri, molta della digeribilità o meno di questo aspetto del sistema di controllo sarà inevitabilmente dovuta alle proprie abitudini e al proprio franchise di riferimento; insieme agli altri aspetti che sembrano rientrare direttamente dai migliori capitoli del franchise, comunque, il tutto rafforza in modo ancora maggiore il 'feeling PES' con il quale Konami sembra aver voluto contraddistinguere questa edizione 2015 della serie.


VOLTI DA CAMPIONE

Per quanto l'occasione favorisse ovviamente la prova della componente multiplayer del titolo Konami, in chiusura di evento abbiamo avuto modo di testare anche l'intelligenza artificiale avversaria all'opera: la prima cosa a saltare all'occhio è sicuramente la fedeltà della CPU nel ricreare le tattiche tipiche delle formazioni che ci troveremo ad affrontare; La Demo disponibile (la stessa presente all'ultima Gamescom, in versione PS4) proponeva quindi una selezione di sei Nazionali nella quale era perfettamente riconoscibile l'ormai fin troppo noto stile 'tiki-taka' della Spagna, il pressing a tutto campo e senza tregua della Germania o ancora il pericoloso contropiede dell'Olanda, costringendo ad opporre le giuste contromisure contro ogni avversario. La possibilità di tenere maggiormente palla contro squadre meno abituate ad impostare il gioco ma letali nel ribaltamento di fronte, ad esempio, sarà compensata dalla necessità di porre particolare attenzione nel non perdere il controllo della sfera e nella fase difensiva mentre, viceversa, sarà più opportuno avviare un pressing il più deciso possibile. Sensibilmente migliorato appare anche il movimento senza palla dei propri compagni di squadra, ora più inclini a lanciarsi negli spazi e a chiamare palla in modo più ponderato che in passato.
Decisamente più convincente rispetto alla build mostrata in occasione dell'E3 losangelino, la ciliegina sulla torta del motore grafico presentato da Konami è sicuramente la sbalorditiva fedeltà dei calciatori virtuali rispetto alle loro controparti reali e l'espressività dei loro volti, ben visibile nelle smorfie di gioia e dolore apprezzabili durante esultanze e replay. Migliorato ma non ancora pienamente efficace, invece, il comparto animazioni: rispetto alla concorrenza il lavoro da effettuare sembra infatti ancora molto, non tanto nella fluidità e nella fedeltà dei movimenti durante le giocate più ricercate, ma proprio all'interno della fase di conduzione di palla 'standard', nella quale anche le poche movenze caratteristiche di questo o quel campione si perdono in un mare di movimenti ancora poco naturali, come presi da una fase di motion capture di Angelo 'Soldatino' Di Livio.

UN PES MAI VISTO

Se la vostra postazione di gioco da sogno include obbligatoriamente un videoproiettore di ultima generazione, merita una segnalazione il nuovo Epson EH-TW5200 tramite il quale abbiamo potuto testare PES 2015 in questa occasione: con un contrasto di 15.000:1, una resa luminosa di 2000 lumen ed il supporto alla modalità di visione in 3D, si dimostra infatti uno dei proiettori più performanti sul mercato, e i risultati rimangono sbalorditivi anche da distanze ravvicinate.

Pro Evolution Soccer 2015 In attesa di una sempre più imminente versione dimostrativa disponibile al grande pubblico, PES 2015 ribadisce come, tra le migliori frecce al suo arco, ci sia un ritorno al passato capace di coinvolgere il gameplay in modo finalmente convincente: se la nuova simulazione Konami sarà in grado di far innamorare nuovamente di se tutti i giocatori ormai emigrati da anni verso altri lidi calcistici è ancora troppo presto per dirlo, ma sicuramente tutti gli appassionati del franchise non potranno che apprezzare la ricomparsa di elementi in grado di recuperare il feeling tipico dei migliori esponenti della serie. Non mancano, ovviamente, zone d'ombra più o meno tipiche della serie, ancora tutte da verificare in presenza di una build molto più completa, ma le sensazioni positive emerse sin dalle prime occhiate all'edizione 2015 di PES continuano ad instillare in noi testimoni dell'epoca d'oro della saga un cauto ottimismo riguardo ad una ritrovata qualità all'interno del lavoro di Masuda-san e del suo team. Sicuramente, con un'uscita che lascia alla concorrenza quasi ben due mesi di vantaggio, coraggio e tempo per perfezionare il codice di gioco non mancano: il resto, come sempre, lo deciderà il campo.