Provato Pokemon Rubino Omega e Zaffiro Alpha

Provato il remake di uno dei più amati episodi di Pokemon

provato Pokemon Rubino Omega e Zaffiro Alpha
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  • 3DS
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

I fan li chiedevano a gran voce da tempo e la grande N, quasi inaspettatamente, durante un Nintendo Direct svoltosi circa un mese prima dell'E3 - esattamente il 7 maggio 2014 - ha svelato al mondo intero Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alfa, remake degli omonimi ed indimenticati Rubino e Zaffiro che diedero avvio alla terza generazione di Pokémon, giunti su Game Boy Advance la bellezza di undici anni fa. Dopo l'ottimo riscontro di pubblico e critica ottenuti da X ed Y, i primi veri episodi della serie "principale" ad uscire per la nuova famiglia di handheld Nintendo, i Game Freak sembrano essersi decisi ad osare, provando a proporci una commistione tra il vecchio ed il nuovo. La risposta da parte dei fedelissimi di sicuro non tarderà ad arrivare. Nell'attesa che, ricordiamo, si concluderà il 28 novembre prossimo, abbiamo potuto mettere le mani sulla speciale demo messa a disposizione da qualche giorno, la quale ci ha consentito, seppur con tra molte limitazioni ed in modo abbastanza superficiale, di farci un'idea di quello che ci aspetta se decideremo di finalmente di tornare ad Hoenn; un'immensa isola circondata a perdita d'occhio dalle acque e da un arcipelago composto da decine di altre piccole isolette tutte da esplorare grazie all'Ipervolo, piene di segreti e ovviamente di Pokémon rari da catturare.

BENTORNATI A HOENN

La demo ci vede nei panni del giovane Orlando; ragazzino vivace che desidera, un po' come tutti, diventare il miglior allenatore di Pokémon di sempre. Il piccolo accompagna Rocco, suo mentore e trainer molto più esperto, nel suo viaggio attraverso la regione di Hoenn. Dopo aver scambiato qualche chiacchiera con lui ed aver scelto il Pokémon iniziale tra i tre proposti al secondo stadio evolutivo (Grovyle, Combusken e Marshtomp), giunti a Verdeazzupoli ci imbattiamo immediatamente in due antagonisti di basso livello, appartenenti al Team Idro, una delle due organizzazioni criminali alla ricerca del segreto della Megaevoluzione. Una volta sconfitti agevolmente i due nella elementare sfida introduttiva in cui gli sviluppatori ci mostrano i primi rudimenti in materia di duelli, decidiamo di seguirli non solo per salvare il povero Pokémon selvatico che rischia di finire nelle loro grinfie, ma anche per essere i primi che riusciranno a catturarlo e carpire il segreto della Megaevoluzione.

Ovviamente, oltre alla totale assenza della componente esplorativa, il tasso di sfida si è sempre mantenuto a livelli bassissimi, con i Pokémon avversari ad uno stadio non evoluto e di circa dieci livelli inferiori ai nostri, cosa che purtroppo ha reso un po' meno divertente un'esperienza comunque nel complesso gradevole, stante anche la possibilità di traslare ciò che abbiamo guadagnato nella versione finale del gioco. Dubbi sull'eccessiva semplificazione del titolo in termini di allenamento e leveling delle creature, sono sorti nel momento in cui abbiamo trovato anche qui, come in X e Y, il "Condividi Esperienza". Come al solito, aspettiamo d'aver il titolo completo per giudicare. Ad ogni modo, tornando alla demo, la prima run si conclude con la consegna, da parte del nostro compagno di viaggio, del Megacerchio, un bracciale necessario affinché si crei l'intenso legame con il Pokémon in possesso della Megapietra, la quale consente, appunto, la Megaevoluzione. Una volta rientrati a Verdeazzupoli si sono sbloccate altre mini avventure (ad esempio aiutare i marinai di un'isola vicina ad allenarsi nei combattimenti e così via), tutte davvero molto brevi, che comunque ci hanno consentito di addentrarci un po' più a fondo nell'interessante mix propostoci dai Game Freak.

TRA IL VECCHIO E IL NUOVO

Come ricordavamo in apertura, i fan chiedevano da tempo un degno remake di Zaffiro e Rubino e, dopo ben undici anni, pare siano stati accontentati. Alfa ed Omega oltre a contenere, con qualche gradito ritorno, tutto ciò che ha reso indelebile l'esperienza su Game Boy Advance, giungono arricchiti anche di molte feature che hanno fatto capolino in questi anni nei più disparati episodi della serie, partendo proprio dalle Megaevoluzioni, introdotte con l'inizio della sesta generazione di X ed Y e che qui ritornano, sembra, con un ruolo abbastanza centrale, assieme ai Pokémon di tipo Fairy, categoria assente negli originali episodi. Torna anche Poké io&te che permette di prendersi cura delle proprie creature, coccolandole e viziandole. Lungi dall'essere una specie di Nintendogs, attraverso questa feature è possibile rinsaldare il legame con i propri Pokémon in modo da aumentare il livello d'affinità con loro. Ciò va a tradursi in una migliore resa degli stessi sul campo di battaglia dato che, maggiore sarà l'affinità, maggiori saranno le possibilità che la creatura infligga brutti colpi o che li schivi.

Oltre a coccolarli sarà possibile anche farli partecipare a veri e propri contest di stile, suddivisi in cinque categorie (Classe, Bellezza, Grazia, Acume e bellezza). Al di là di queste simpatiche varianti peraltro già viste, ciò che più ha alimentato la nostra curiosità è stato il ritorno delle Basi Segrete. Queste non sono altro che luoghi nascosti - chiaramente - a completa disposizione del giocatore che può li può abbellire a piacimento, visitare quelli degli altri giocatori ed, eventualmente, sfidarli, e collezionare le classiche bandierine. La nostra curiosità deriva, soprattutto, dalle possibilità offerte finalmente dal comparto online e dalla possibilità di condividere dati con i giocatori di tutto il mondo.

QUALCHE NOVITA’, STESSA QUALITA’

Per ciò che concerne il comparto tecnico e grafico, è evidente come l'engine utilizzato sia una piccola evoluzione di quello che abbiamo potuto ammirare nei precedenti X ed Y. I modelli poligonali, i colori vividi e la qualità delle texture ci sono sembrati leggermente più definiti e curati rispetto agli episodi usciti l'anno scorso. Le belle animazioni dei personaggi e dei Pokémon vivacizzano un'azione di gioco che si mantiene fluida, senza alcun calo di qualità, con nuove mosse, scontri e Megaevoluzioni davvero belle da vedere. La possibilità di spostare leggermente la levetta analogica per muovere il personaggio furtivamente (in punta di piedi, come si suol dire) è una piccola chicca che permette di aggirarsi nell'erba alta senza il rischio di imbattersi in Pokémon selvatici ed anzi, li rende visibili per abbassare leggermente il rateo di incontri casuali e lasciare al giocatore la scelta se affrontare gli scontri, oppure no. Non solo: muoversi in questo modo aumenta inoltre la possibilità di trovare Pokémon rari.

Per quanto riguarda il design generale, i due schermi dell'handheld Nintendo non hanno mostrato grandi innovazioni rispetto agli episodi immediatamente antecedenti, a parte una visuale a volo d’uccello che nelle fasi esplorative risulta più aderente a quella dei vecchi episodi e la vera novità Multi PokéNav, dispositivo con quattro funzioni che paiono interessanti: il NaviDex, il NaviMappa, il NaviTalk e il NaviSvago (solo il NaviTalk purtroppo viene mostrato nella demo). Una novità davvero interessante, che non vediamo l'ora di poter approfondire una volta tornati a Hoenn.

Pokemon Rubino Omega e Zaffiro Alpha La speciale versione demo ci ha permesso di farci un’idea un po’ più precisa di ciò che ci attende una volta tornati nella ridente isola di Hoenn. Nonostante l’imposizione di molte limitazioni inerenti la fase prettamente esplorativa e l’estrema facilità degli scontri che abbiamo affrontato, l’impatto è stato comunque davvero positivo. Chi si aspettava un semplice remake “fan service oriented” realizzato utilizzando unicamente l’engine di X e Y dovrà probabilmente ricredersi. La presenza di interessanti novità sapientemente miscelate con i canoni classici della serie e dei due episodi usciti nel 2003 non ci fa che ben sperare riguardo ad un risultato finale che si preannuncia di qualità. Zaffiro Alfa e Rubino Omega potrebbero essere i remake che i fan attendevano da tempo.

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