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PES 2017 - Gamescom 2016

Alla Gamescom, abbiamo provato una nuova build di PES 2017, scoprendo in anteprima i contenuti della demo, in arrivo il 24 agosto.

PES 2017

Videoanteprima
PES 2017
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPad
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Passaggio dopo passaggio, tackle dopo tackle, tiro dopo tiro, prima o poi Pro Evolution Soccer bucherà la rete. E l'edizione del 2017 ce la mette di nuovo tutta per fronteggiare alla pari il diretto concorrente targato EA. Il calcistico Konami, anche quest'anno, non si reinventa, casomai si rinnova: e le novità si chiamano Real Touch e Precise Pass, due feature che fanno compiere a PES un deciso passo in avanti sul versante simulativo, senza tuttavia rinunciare a parte della spettacolarità che contraddistingue le sue (ancora evidenti) inclinazioni arcade. Il nostro incontro col Global Brand Manager Adam Bhatti alla Gamescom di Colonia ci ha permesso di provare una build più avanzata rispetto a quella testata a Milano e di scoprire in anteprima i contenuti della demo pubblica prevista per il 24 agosto.

... E lo scudetto è cucito sul petto!

Adam Bhatti ci ha accolto con un bel sorriso sulle labbra: è sicuro di aver tra le mani quello che potrebbe essere la migliore versione del calcistico giapponese da anni a questa parte. È con l'entusiasmo di un bambino che ci introduce le principali caratteristiche della nuova edizione: innanzitutto i contenuti esclusivi, permessi in gran parte delle fruttuose partnership con il Barcellona, il Liverpool ed il Borussia Dortmund, con tutto ciò che ne consegue per quanto riguarda la possibilità di migliorare l'aspetto estetico dei giocatori e degli stadi. Il realismo scenico di PES, mai come in questo caso, raggiunge vette di grande spessore, grazie ad una trasposizione maniacale dei visi dei singoli calciatori, in particolar modo quelli compresi nelle squadre sponsorizzate. Potremmo quasi dire, a tal punto, che il gioco suddivide chiaramente atleti "standard" e "premium" (un'operazione simile - lasciateci passare il paragone - a quella messa in atto da Polyphony con le auto di Gran Turismo 5): volti come Neymar, Messi e Iniesta (guarda caso tutti militanti tra le fila del Barça) posseggono un livello di dettaglio incredibile, quasi fotorealistico ad uno sguardo ravvicinato. Sotto questo punto di vista, l'engine compie un lavoro egregio, così come nella rappresentazioni degli stadi su licenza, con un occhio di riguardo per atmosfera, bordo campo e spalti gremiti di pubblico plaudente. Stesso discorso anche per i players leggendari, tra i quali figurano Ronaldo, Ronaldinho e Puyol, il cui set di animazioni ed esultanze è stato progettato tenendo conto delle loro reali movenze in campo: lo stile di gioco che li caratterizza, quindi, sarà il più simile possibile a quello che utilizzavano davvero durante le partite. Ecco, se sotto quest'aspetto PES ogni anno compie balzi da gigante, quando la telecamera si posiziona a distanza prima del fischio d'inizio, cominciano purtroppo ad intravedersi le solite mancanze. Sebbene graficamente il gioco sia sempre in gran forma, le reazioni dei calciatori senza palla, il collegamento tra le animazioni durante la corsa, e qualche sporadica collisione irrealistica ci fanno intuire come la stessa cura posta nei modelli poligonali delle star non sia stata attuata a pieno per ogni giocatore. Sono difetti atavici della serie, che vengono sì smussati poco alla volta (e l'edizione del 2017 non fa eccezione) ma senza un miglioramento davvero integrale sotto il profilo simulativo.

Ed in effetti, più che rivelarci maggiori informazioni sul fronte ludico, nel corso della breve presentazione Bhatti si è preoccupato di fornirci una panoramica generale su quello che, contenutisticamente parlando, dovremo aspettarci dal nuovo PES: le licenze delle competizioni mondiali quest'anno comprendono la Champions League, la UEFA Super Cup, la UEFA Europa League e l'AFC Champions League, con 30 stadi rispetto ai 24 dell'edizione passata, mentre le squadre italiane della serie A pienamente sponsorizzate saranno 18 su 20 (con esclusione della Juventus, ribattezzata per l'occasione PM Black White, e del Sassuolo). Sempre per ciò che concerne il campionato tricolore, la Serie B non disporrà invece delle licenze ufficiali dei diversi club, ma avrà al suo interno quantomeno i nomi reali dei giocatori. Per un prospetto più completo dell'intero parco di squadre e nazionali, potete tranquillamente consultare l'aggiornato sito ufficiale del gioco. Dopo averci confermato che i telecronisti italiani saranno i medesimi dello scorso anno (preparatevi all'accoppiata Caressa-Marchegiani), Adam Bhatti ci ha infine invitato a testare con mano una build avanzata del calcistico, che abbiamo poi scoperto essere la stessa demo che verrà rilasciata il 24 agosto su console (ma non su PC, sul quale si renderà disponibile soltanto al lancio del prodotto, il 15 settembre). Iniziamo dai contenuti: la versione di prova permetterà di giocare con ben 7 club (Barcellona, Atletico Madrid, Arsenal, River Plate, Boca Juniors, Corinthians, e Flamengo) e due nazionali (Francia e Germania) all'interno di due stadi (il Camp Nou ed il Neu Sonne Arena). Quanto al gameplay, dopo esser scesi in campo non possiamo far altro che confermare le impressioni del nostro precedente hands-on: in breve, il ritmo si mantiene più tattico e meno frenetico rispetto ai recenti trascorsi della serie, con un fraseggio più lento e ponderato. Sono i già citati Real Touch e Precise Pass a dare alla partita una maggiore sensazione di realismo, permettendoci di controllare al meglio ogni passaggio ed ogni infiltrazione in fase d'attacco.

Abbiamo avuto il tempo, purtroppo, di giocare soltanto due partite, durante le quali non abbiamo riscontrato nessun significativo svarione né da parte degli arbitri, né dei portieri. Ma per valutare con precisione i loro comportamenti sul lungo termine dovremo dedicare al titolo molto più tempo: l'occasione si presenterà a brevissimo col prossimo avvento della demo, e non abbiamo di certo alcuna intenzione di lasciarcela sfuggire.

Pro Evolution Soccer 2017 Nuovo anno, nuova stagione calcistica, nuova sfida tra i titani di Konami ed EA: dalla sua, PES schiera una formazione arricchita dal supporto di partnership che gli permettono di offrire un realismo grafico con pochi paragoni. I giocatori che oseremmo definire “premium” posseggono infatti un livello di dettaglio incredibile nella resa dei volti, delle movenze e delle esultanze. Lo stesso trattamento hanno subito anche i players “leggendari”, per un effetto, a prima vista, davvero poderoso. Ovviamente simile maniacale attenzione non è stata riposta allo stesso modo per tutti i calciatori, e permangono pertanto ancora movimenti un po' impacciati ed alcune grossolane collisioni, seppur migliorate rispetto alla scorsa edizione. Ampliato anche il ventaglio delle licenze, con campionati sponsorizzati e stadi ulteriormente rifiniti, capaci di trasmettere le stesse sensazioni di un match reale. Lievi ma significative aggiunte al gameplay rendono poi questo nuovo PES un titolo più riflessivo e meno caotico, pronto ad affrontate a viso aperto il suo diretto rivale senza chiudersi a catenaccio in una formula di gioco stantia ed incapace di rinnovarsi. L'imminente uscita della demo ci aiuterà a comprendere infine le migliorie apportate all'intelligenza artificiale di arbitri e portieri, oltre che a sperimentare sul lungo termine, prima della release ufficiale, quale impatto abbiano i tanto sbandierati Real Touch e Precise Pass sull'effettivo realismo delle partite.

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