Project CARS 2: provata la Modalità Carriera

Abbiamo avuto modo di provare a fondo la modalità carriera di Project CARS 2, nuovo racing game targato Slightly Mad Studios.

provato Project CARS 2: provata la Modalità Carriera
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Questo autunno si preannuncia come uno dei più combattuti per quanto riguarda il mondo dei giochi di corse (più o meno) simulativi. A pochi giorni dall'inaspettato annuncio di una data di uscita definitiva anche per l'attesissimo GT Sport, siamo riusciti a mettere le mani - nella sua scintillante versione PC - sul suo più temibile concorrente per quest'anno: Project CARS 2. In un batter d'occhio ci siamo trovati catapultati in un titolo corsistico in ottima salute, uno di quei pochi progetti che - a discapito dei due mesi che ancora ci separano dalla data di uscita - sembrano già pronti per approdare sugli scaffali dei negozi. Scalabile e performante sia da un punto di vista squisitamente tecnico che nel modello di guida, il simulatore dei britannici Slightly Mad Studios pare avere tutte le carte in regola per imporsi come un nuovo standard nel mondo delle simulazioni corsistiche videoludiche. Un netto miglioramento anche rispetto al precedente episodio, che pur poggiando il proprio impianto ludico sulle robuste fondamenta di un modella di guida e di simulazione della fisica di tutto rispetto, appariva sotto molti aspetti fin troppo acerbo e incompleto. Una delle principali mancanze del capitolo originale era proprio l'organizzazione della modalità carriera, fulcro dei nostri test iniziali su questo sequel.

Guidare in solitaria

Laddove GT Sport sembra voler aprire completamente le porte a una nuova dimensione di gioco prettamente online, Project CARS preferisce marciare a passo svelto verso il consolidamento della propria fruibilità in singolo. E i risultati sono eccellenti, sotto ogni punto di vista. Strutturalmente, i cambiamenti sono piccoli ma decisi: si va da un menu nettamente più funzionale a un'organizzazione più chiara degli eventi principali, passando per una gestione molto più azzeccata di quelli secondari. Il vecchio calendario ha lasciato spazio a una visione d'insieme più compatta e ragionata, pulita da vedere e facile da navigare. Sparisce invece la "barra social" laterale, da sempre mal funzionante e popolata di commenti "in stile Twitter" completamente inutili. Contenutisticamente parlando, ci troviamo di fronte a un piatto ricchissimo, insaporito ulteriormente da una miriade di piccole chicche non sempre fondamentali, ma senz'altro apprezzabili. Non ultima la possibilità di usufruire dei preziosi consigli del nostro ingegnere di pista per semplici modifiche rapide riguardanti assetto, ripartizione della frenata e quant'altro. Una novità che non solo riesce a strizzare l'occhio ai neofiti, spesso intimoriti dall'enorme quantità di parametri modificabili, ma finisce per catturare uno degli elementi più caratteristici del motorsport: il confronto nei box tra il pilota e un responsabile del team, la necessità di discutere con qualcuno per capire come risolvere un problema che pregiudica le nostre prestazioni in pista. Selezionando il problema da noi evidenziato, l'ingegnere ci fornirà una serie di migliorie possibili per perfezionare immediatamente il comportamento dell'auto, aiutandoci a immagazzinare informazioni utili per andare a "smanettare" a mano all'interno dei vari menu. Anche perché volendo, di roba da settare ce n'è davvero tanta, e a perdersi tra i menu di configurazione ci si mette davvero molto poco. Ogni singolo aspetto della nostra auto sarà pienamente configurabile, con effetti evidentissimi sulla guidabilità e sul comportamento delle vetture. Project CARS 2 si configura dunque come un perfetto alleato per gli appassionati di motori e delle simulazioni corsistiche a base di pixel.

Sfide all'ultima staccata

Per saggiare quanto profondo sia lo stacco con il passato, bastano davvero pochi giri di pista. Il nostro primo campionato è stato quello in compagnia di una buffa (ma velocissima) monoposto della Formula Rookie asiatica, uno dei campionati del cosiddetto "tier 6", il livello più basso tra quelli disponibili nella carriera. Per iniziare, abbiamo affrontato una prima stagione con il volante, e una con il pad. Sebbene quest'ultimo non sia riuscito a restituire le stesse identiche sensazioni ricevute impugnando il nostro fidato Logitech G29, non possiamo che accogliere con considerevole entusiasmo i notevoli miglioramenti mostrati dal gioco in termini di scalabilità del sistema di guida, nel primo capitolo troppo poco incline ad assecondare i bisogni dei "piloti della domenica". Pur non potendo garantire la stessa sensibilità restituita da una periferica dedicata, il titolo si lascia adesso giocare senza nessun problema anche pad alla mano, a patto di lasciare attivo qualche minimo aiuto aggiuntivo. Ma non temete: il massimo del divertimento resta ancora raggiungibile solo ed esclusivamente approcciando il gioco come una vera e propria simulazione, impugnando un volante e lasciandosi trasportare dalle prodezze di una fisica che sembra gestire le frenate, i cambi di direzione e gli spostamenti di peso come poche altre produzioni hanno saputo fare prima. Vedere la propria auto sobbalzare di fronte alle più impercettibili imperfezioni dell'asfalto restituisce un senso di realismo unico, decisamente superiore a quello ottenuto giocando al primo capitolo. Abbiamo soprattutto apprezzato la credibilità con cui le sospensioni reagiscono di fronte alle sollecitazioni. La stessa pista appare completamente diversa passando da una scattante e rigida indycar a una più dolce e pacata macchina stradale classica. Cambiando tipologia di macchina, insomma, cambiano totalmente anche le sensazioni al volante, com'è giusto che sia.

Graditissima ciliegina sulla torta, infine, la gestione del meteo e delle variazioni climitiche: durante ogni singola competizione personalizzata potremo addirittura aggiungere fino a un massimo di cinque variazioni climatiche diverse, le quali si susseguiranno durante la durata della gara in maniera casuale. Che sia una corsa personalizzata o l'ultimo appuntamento di un combattutissimo campionato, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo: anche il più assolato dei gran premi potrebbe venire sconvolto in un attimo da un nubifragio improvviso, che costringerà i piloti a un immediato cambio gomme. Sentire il grip dell'asfalto che diminuisce giro dopo giro in seguito all'aumentare e al protrarsi di una perturbazione improvvisa è senza dubbio una delle esperienze più esaltanti che Project CARS 2 possa offrire.

Ancora non impeccabile, invece, la gestione dell'intelligenza artificiale. Sebbene quest'ultima sia completamente configurabile e non faccia troppa fatica ad adattarsi alla difficoltà da noi decisa in termini di velocità e tempi sul giro, continua a non convincerci pienamente. Di tanto in tanto ci è parsa troppo accomodante - anche dopo aver alzato di molto lo slider dell'aggressività - durante i nostri tentativi di sorpasso, oppure inutilmente timorosa quando eravamo noi quelli sotto assedio. Alcuni di questi difetti sono resi ancor più evidenti dal - completamente rivisto e aggiornato - sistema di gestione delle penalizzazioni, che spesso e volentieri ci ha chiesto di restituire una posizione guadagnata in modo "illecito" in seguito a un leggero taglio di pista. In quei casi, ci è persino capitato di ricevere una penalità perché la macchina da cui dovevamo farci superare aveva deciso, inspiegabilmente, di accodarsi a noi nonostante stessimo procedendo a bordo pista alla velocità di 50km/h. In pieno rettilineo. Ma sono casi sporadici, sarà capitato un paio di volta in una trentina d'ore di gioco. Si tratta probabilmente di qualche semplicissimo bug destinato a scomparire prima del lancio. In fin dei conti, manca ancora un bel po' di tempo prima dell'arrivo nei negozi del gioco completo, e Project CARS 2 sembra avere davvero tutte le care in regola per imporsi come uno dei simulatori migliori attualmente sul mercato.

Project CARS 2 Il primo approccio con Project CARS 2 è stato indubbiamente ottimo, decisamente superiore anche alle nostre aspettative. Le sensazioni regalateci da queste prime ore in compagnia del corsistico di Slightly Mad Studios sono state semplicemente esaltanti, piene di momenti di stupore e di tanto divertimento. A discapito di qualche piccolissima sbavatura, ci siamo trovati tra le mani esattamente quello che sarebbe dovuto essere il primo capitolo: un gioco sviluppato da appassionati per appassionati, contenutisticamente straripante e magistralmente confezionato. Il parco auto e le possibilità di personalizzazione sono tantissime, e la rinnovata modalità carriera ci ha letteralmente rapiti. Pur non avendogli apportato chissà quali stravolgimenti strutturali, gli sviluppatori hanno saputo riorganizzare e potenziale praticamente tutti gli aspetti meno riusciti del primo, discusso (e discutibile, sotto molti punti di vista) episodio d’esordio. Ora come non mai, la carriera è il modo migliore per avvicinarsi al mondo delle competizioni virtuali di Project CARS 2, facendoci strada un poco alla volta, partendo - come nella realtà - dai kart o dalla “Formula Rookie” fino ad arrivare alle competizioni più importanti al mondo, sui tracciati più importanti al mondo. Eccellente, leggerissimo e profondamente scalabile sul fronte tecnico, anche il motore grafico sembra fare perfettamente il suo dovere. La resa delle varie condizioni climatiche è senza ombra di dubbio uno dei fiori all'occhiello di una produzione che sembra voler finalmente puntare in alto. Incrociamo le dita: dopo questa prova siamo particolarmente fiduciosi.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: i7 4790K @ 4.6ghz
  • RAM: 16gb DDR3
  • GPU: Asus Strix GTX 980

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