Provato Project Zero Maiden of Black Water

Abbiamo testato con mano la “Trial Version” del quinto capitolo di Project Zero, una demo piuttosto estesa che verrà resa disponibile gratuitamente sull'eshop a partire dal 30 ottobre.

provato Project Zero Maiden of Black Water
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  • Wii U
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Pur non presentando assi dal forte richiamo mediatico come accaduto negli anni precedenti, la line-up Nintendo prevista per i prossimi mesi propone comunque alcuni titoli potenzialmente molto interessanti. Il 4 dicembre arriverà finalmente in Europa Xenoblade: Chronicles X, attesissimo JRPG sviluppato dai Monolith Soft, già autori del capitolo precedente elevato oramai allo status di gioco di culto dagli appassionati. Nel contempo gli amanti dell'horror avranno pane per i loro denti, grazie alla pubblicazione di Project Zero V: Maiden of Black Water, quinto capitolo della celebre saga nata su Ps2 nell'ormai lontano 2001. Il titolo verrà distribuito in versione retail, con una gustosissima limited edition, e in formato digitale: Nintendo ha inoltre deciso di rendere disponibile al lancio una Trial Version, corposa demo che consentirà ai dubbiosi di farsi un'idea più completa sul prodotto, decidendo eventualmente di riscattarne l'intero pacchetto. Abbiamo avuto occasione di mettere le mani proprio su tale edizione introduttiva, composta dalle prime due ore di gioco, trascorse in compagnia di un horror molto promettente, sviluppato strizzando l'occhio ai ritmi e alle meccaniche dei classici del genere piuttosto che cavalcando la moda di una "modernizzazione a tutti i costi" (un atteggiamento che ha già snaturato sin troppe serie horror videoludiche negli ultimi anni). Non ci resta che avventurarci insieme verso la vetta del Monte Hikami per far luce sul mistero celato dietro la tetra maledizione che ne avvelena i boschi limitrofi.

Un horror d'annata

La Trial Version permette di giocare il prologo e i primi due capitoli di Project Zero V: nei panni di una ragazza misteriosamente scomparsa sull'oscura altura, luogo attorno al quale aleggia un clima mortifero, affronteremo un breve tutorial mentre tenteremo di trovare una via d'uscita dal decadente edificio nel quale ci siamo improvvisamente risvegliati. Senza entrare nei dettagli degli accadimenti per non rovinare l'esperienza di gioco a chi vorrà provarla in prima persona, saltiamo direttamente al primo capitolo, nel quale incontreremo la giovane Yuri Kozukata, ragazza dotata di spiccate capacità extrasensoriali che le permettono di stabilire un contatto con il Netherworld, il mondo dei morti. In questa prima sessione dovremo visitare un vecchio albergo diroccato alla ricerca di un album fotografico appartenuto alla famiglia un tempo proprietaria dello stabile: insieme alla nostra mentore Hisoka Kurosawa, potente sensitiva, ci addentreremo in stanze consumate dall'umidità e dalla muffa, in un edificio corrotto dalle acque del fiume vicino, che lentamente ne hanno invaso gli spazi. Sfruttando i nostri poteri avremo l'opportunità di evidenziare una scia psicometrica, capace di guidarci verso il nostro prossimo obiettivo, tenendo premuto il tasto ZR. Il cuore dell'esperienza di gioco è però costituito dall'utilizzo della celebre Camera Obscura, una macchina fotografica in grado di esorcizzare le tante presenze che infestano il mondo di gioco. Il sistema di combattimento è stato questa volta sviluppato per sfruttare al meglio il pad Wii U, il quale non solo permetterà di visualizzare in tempo reale la mappa dell'area, ma anche di simulare l'utilizzo di una effettiva fotocamera per novelli Ghostbusters: indirizzando la periferica verso lo schermo della TV basterà premere il tasto X per passare alla visuale in prima persona, così da poter scattare fotografie con rullini di diversa efficacia e potenza, proprio come da tradizione della serie. Per riuscire ad indebolire in maniera sostanziale i nostri avversari saremo spesso chiamati a variare l'angolazione dell'obiettivo, curvando e inclinando il pad di conseguenza, per racchiudere nell'inquadratura più nemici contemporaneamente oppure immortalare un massimo di cinque entità spettrali rilasciate dai fantasmi feriti e lanciare così un potente attacco critico. Inoltre, se riusciremo a scattare una foto nel preciso momento dell'assalto spettrale, produrremo un "Fatal Frame", respingendo l'aggressore e ottenendo la possibilità di scaricare velocemente il nostro rullino con rapidi "colpi" consecutivi, senza dover attendere i tempi di ricarica dell'otturatore.

Nella seconda parte della demo saremo chiamati ad incamminarci sul Monte Hikami, luogo in cui la nostra Hisoka è misteriosamente scomparsa. Percorrendo i sentieri montuosi potremo recuperare oggetti curativi e "munizioni" supplementari per la Camera, nonché piccoli bracieri. Questi ultimi costituiscono una novità per la serie: utilizzandoli potremo di fatto "asciugare" la nostra protagonista, liberandola dagli effetti di una misteriosa maledizione che però non abbiamo mai avuto occasione di fronteggiare nel corso della nostra prova.
Gli spettri si presentano in varie forme e tipologie, offrendo routine comportamentali piuttosto diversificate: oltre a fantasmi dall'andamento lento e dinoccolato abbiamo anche incontrato un trittico di simpatici fanciulli ectoplasmatici, molto rapidi nei movimenti ma sopratutto capaci di aggirarci in più occasioni, nascondendosi negli arbusti del bosco circostante. Nel corso della nostra prova abbiamo potuto anche gustare un piccolo assaggio del sistema di potenziamento della Camera Obscura, recuperando un obiettivo speciale, in grado di stordire temporaneamente le malvagie presenze, nonché abilità supplementari come la schivata rapida, ottima per sottrarsi alle prese avversarie.

La demo si è conclusa con uno scontro piuttosto ostico contro un vero e proprio boss, capace di teletrasportarsi rapidamente per lo scenario, invulnerabile allo stordimento e con un alto numero di punti vita. Abbattuta la minaccia un breve filmato ci ha rapidamente mostrato quanto verrà offerto dal titolo completo, con un rapido sguardo relativo agli altri due personaggi giocabili e ai tanti orrori che ancora si annidano tra le ombre dell'Hikami.
Questo primo impatto con l'esclusiva Wii U è stato certamente buono, lasciandoci soddisfatti e vogliosi di scoprire il prosieguo degli eventi. La trama, nella quale abbiamo deciso di non addentrarci proprio per evitare spoiler di sorta, sembra interessante seppur non particolarmente originale, ancorata ai più classici stilemi della tradizione horror giapponese, caratterizzata da eventi particolarmente violenti dai quali scaturiscono inarrestabili maledizioni, per un risultato finale che sembra porsi a metà strada tra Dark Water e Ju-on. Come precedentemente accennato Project Zero V propone un design piuttosto classico, quasi "d'altri tempi", caratterizzato da ritmi lenti e ragionati, movenze dei protagonisti pesanti e poco reattive, recupero di oggetti e documenti coi quali approfondire il tessuto narrativo. Se da un lato queste caratteristiche potrebbero stuzzicare i veterani del genere, dall'altro il rischio di scontentare una fetta di pubblico alla ricerca di una maggiore dinamicità del gameplay è piuttosto alto. Bisognerà inoltre valutare l'efficacia di un sistema di combattimento reso piuttosto atipico dall'introduzione del "paddone", in cui gli spostamenti sul campo di battaglia rivestiranno certamente un ruolo fondamentale data la necessità di tenersi sempre a debita distanza dagli spiriti.

Un aspetto sul quale questo Project Zero non riesce proprio a spiccare è purtroppo costituito dal comparto tecnico, piuttosto datato: totale assenza di anti-aliasing, texture in bassa definizione e una modellazione poligonale piuttosto grezza dipingono un quadro negativo, per un prodotto che non sfrutta pienamente l'hardware Nintendo. Animazioni legnose e un filtro che sporca eccessivamente l'immagine completano un quadro piuttosto deludente, per un titolo che ci ha più volte riportato alla mente il profilo tecnico di quel Siren: Blood Curse pubblicato agli albori di Ps3.

Project Zero Maiden of Black Water Il nostro hands-on con la Trial Version di Project Zero V ci ha tutto sommato soddisfatti. Il titolo Nintendo recupera le meccaniche classiche della serie adattandole all'utilizzo del peculiare pad, con risultati piuttosto convincenti. L'atmosfera che si respira per i boschi del Monte Hikami è cupa e lugubre, e pur non essendo incappati in forti spaventi dobbiamo ammettere che più di un brivido ci è corso lungo la schiena quando il buio della notte veniva squarciato dai lamenti delle tante anime in pena. Rimane ancora da valutare il bilanciamento del ritmo di gioco sulla lunga distanza: i lenti movimenti del nostro personaggio nonché la costante necessità di passare dalla visuale in terza alla prima persona durante i combattimenti rischiano di rendere poco fluida ed eccessivamente sincopata l'azione generale. Giudizio sospeso anche per il comparto narrativo, al momento avvolto dal più fitto mistero. Ad ogni modo gli amanti del genere possono dormire sonni tranquilli: se saranno capaci di chiudere un occhio su di un comparto tecnico piuttosto deludente siamo sicuri che Project Zero V saprà saziare i loro appetiti, con un titolo che sembra omaggiare "l'età dell'oro" dell'horror videoludico. Appuntamento al 19 ottobre sulle pagine di Everyeye con la review completa.

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