Provato Quantum Break

Abbiamo provato l’attesissimo action di Remedy. Un videogame frenetico e spettacolare unito a una serie tv con attori in carne e ossa, per un ibrido che sperimenta un nuovo tipo di narrazione e colpisce nel segno

provato Quantum Break
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    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Fuori fa freddo. Il termometro segna meno diciotto. Le strade sono ghiacciate, il bianco copre il grigio dell'asfalto dando una luce diversa a Helsinki, più accesa, mentre ci avviciniamo agli uffici della Remedy. Siamo qui per provare Quantum Break, per scoprire, per la prima volta pad alla mano, se il lavoro svolto da Sam Lake e compagni è davvero all'altezza delle aspettative. Remedy è una compagnia molto particolare. Quest'anno ha festeggiato i venti anni di attività. Eppure, nonostante una longevità che supera molte delle software house rivali, la compagnia finlandese è famosa solo per due titoli: Max Payne e Alan Wake. Due titoli che però hanno un peso specifico enorme, perché hanno segnato a loro modo diverse epoche. Max Payne è stato uno degli sparatutto più innovativi ai suoi tempi: uso del bullet time, quella narrazione così intensa e personale, quelle atmosfere noir irripetibili. Alan Wake è forse un titolo ancora più raffinato, che gioca con il concetto stesso di narrazione. Microsoft ha dato carta bianca a Remedy: gli ha dato tutto il tempo necessario per produrre il titolo che avevano in mente, per dare forma e sostanza alle loro ambizioni. E le ambizioni sembrano altissime, mai come in passato: unire due media diversi come videogame e serie tv, per creare una nuova forma di intrattenimento, qualcosa che noi giocatori non abbiamo mai provato prima. Ci sono riusciti? Troppo presto per dirlo, questo potremo capirlo solo quando finalmente giocheremo il titolo completo su Xbox One o PC il prossimo 5 aprile. Non andate via però, perché abbiamo molte cose da raccontarvi...

Riverside, Stati Uniti

Cosa è esattamente Quantum Break? Il titolo Remedy è un gioco d'azione che vuole provare una nuova strada, una nuova forma di narrazione. Da una parte c'è il gioco, un action in terza persona spettacolare e frenetico, più vicino a Max Payne che ad Alan Wake, con un protagonista che è in grado di controllare il tempo e usare speciali poteri durante le sparatore. Dall'altra Quantum Break è anche una serie tv: ogni tanto dovremo poggiare il pad e goderci la storia da un altro punto di vista, con una serie composta da otto episodi (ma non li vedremo tutti nella prima partita) di 20/25 minuti ciascuno, con attori di livello internazionale coinvolti come Shawn Ashmore, l'Iceman dei film degli X-Men, Dominic Monaghan (Lost, Il Signore degli Anelli), Aidan Gillen (Il Trono di Spade) o Lance Reddick (The Wire).

La storia è ambientata a Riverside, una fittizia città della costa est degli Stati Uniti. Nell'Università di Riverside, Paul Serene (Aidan Gillen) sta conducendo un esperimento su una macchina in grado di piegare il tempo e lo spazio. Per completarlo chiama il suo amico fraterno Jack Joyce (Shawn Ashmore). A quel punto arriva William Joyce, fratello di Jack (interpretato da Dominic Monaghan), che aveva collaborato con Paul all'esperimento, salvo poi accorgersi che era meglio fermarsi perché il rischio era quello di distruggere il tempo e, di conseguenza, terminare l'universo o qualcosa del genere. Durante l'esperimento si scatena l'inferno e Jack e Paul ne escono totalmente cambiati. Jack scopre di avere dei poteri che gli permettono di controllare lo scorrere del tempo intorno a lui. Paul invece esce dalla macchina del tempo tornando dal futuro, un futuro dove ha fondato la Monarch ed è pronto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi, anche a combattere contro chi un tempo era suo amico fraterno. Ecco, la storia di Quantum Break comincia così, come un film di fantascienza che non va troppo per il sottile: nulla di particolarmente originale, ma l'inizio è piuttosto promettente, anche se un po' frettoloso. Certe cose accadono molto velocemente, senza una reale spiegazione logica, ma insomma, basta passarci sopra e godersi lo spettacolo. Uno spettacolo che, pad alla mano, è davvero esaltante.

Time Splitter

Nella prima parte del gioco bisogna riuscire a scappare dall'università, invasa nel frattempo dai soldati della Monarch, liberando nostro fratello William che si è fatto catturare da alcuni degli uomini di Serene. Imbracciamo il primo fucile e cominciamo a fare fuoco. Quantum Break all'inizio sembra il più classico degli sparatutto in terza persona: ci si mette dietro un riparo, si prende la mira e si spara, cercando di avanzare lentamente per far fuori i nemici. C'è insomma un tasto per la copertura, uno per prendere la mira, un altro per sparare. In realtà, però, basta acquisire i primi poteri speciali per rendersi conto che l'esperienza di gioco che offre Quantum Break è molto personale. Ce ne sono quattro. Il Time Dodge permette di fare un veloce scatto in una direzione. Potrebbe sembrare un potere difensivo. Invece no, come tutto il gioco è un potere che da i risultati migliori se usato all'attacco. Avvicinatevi a un nemico e partirà un attacco corpo a corpo letale. Inoltre, alla fine di ogni Time Dodge il tempo rallenta qualche attimo per darvi modo di prendere meglio la mira, stile Bullet Time di Max Payne. Il Time Shield è uno scudo che protegge dai colpi dei nemici ma che funziona anche come attacco, perché scaraventa via gli avversari nelle vicinanze (usatelo insieme al Time Dodge per andare in mezzo a un gruppo di soldati e vedrete gli effetti). Time Rush invece è una corsa stile Flash: diventerete velocissimi mentre tutto intorno a voi si muoverà al rallentatore. Perfetto per scappare o per aggirare un nemico e coglierlo di sorpresa. Time Stop invece è una sorta di bolla temporale: chiunque si trova al suo interno viene rallentato notevolmente rispetto al mondo esterno. Lanciatela su un nemico per provare a bloccarlo. Infine, il Time Vision permette di avere un quadro della situazione e di individuare i nemici anche quando non sono immediatamente visibili. Questi sono i poteri che abbiamo potuto provare durante la demo, ma altri (almeno due, stando alle indicazioni su schermo) verranno sbloccati più avanti. Tra questi c'è sicuramente il Time Blast, una specie di granata temporale dagli effetti devastanti che abbiamo avuto modo di osservare durante la Gamescom. Quando si comincia a capire come usare i poteri, appare chiara l'idea di Remedy. Questo non è uno sparatutto in terza persona classico, uno di quelli dove si avanza di copertura in copertura stile Gears of War. Qui il ritmo è molto, molto dinamico. Bisogna correre, muoversi e soprattutto sfruttare al meglio i poteri e combinarli tra loro per creare strategia sempre diverse e dagli effetti spettacolari.

Ci sono ancora alcuni problemini: potrete usare diverse armi che potrete raccogliere dai nemici per terra, peccato che farlo sia un po' confusionario e troppo rapido. A volte capita di premere un tasto per sbaglio e raccogliere un'arma senza rendersene conto. Un difetti a cui Remedy sta già lavorando, comunque. Molto bene il level design, che alterna sequenze chiuse ad altre aperte, con zone ampie che permettono approcci sempre diversi. C'è una scena in particolarmente, ambientata nella libreria dell'Università, che ci ha ricordato il combattimento del concerto di Alan Wake: bisogna resistere contro un'ondata di nemici cercando di usare l'ambiente circostante a nostro vantaggio. Buona anche l'IA degli avversari, sempre pronti a girarvi alle spalle e attenti nel coprirsi non appena possibile. Più avanti, in una seconda parte della demo ambientata nel porto di Riverside, abbiamo fatto la conoscenza di un particolare tipo di nemici in grado di usare i poteri temporali come Jack. Qui per sopravvivere bisogna darsi da fare ed essere molto veloci e precisi: una bella sfida a cui, stando a quanto ci ha detto Remedy, ne seguiranno altre ancora più impegnative.

Punti di vista

Il gioco è diviso in quattro atti principali, ognuno composto da più livelli. Alla fine di ogni atto, però, prenderete brevemente il controllo di Paul Serene. In queste sequenze non dovrete combattere, ma solo prendere una decisione. Ad esempio, alla fine del primo atto dovrete decidere cosa farne di una ragazza, una studentessa che suo malgrado è stata testimone degli eventi di quella sera. Potrete decidere di ucciderla e dare la colpa a Jack Joyce, ma questo comunque vi metterà contro la città e l'opinione pubblica, con conseguenze difficilmente prevedibili. Oppure potrete usarla come strumento di comunicazione, farle rilasciare una dichiarazione in cui da la colpa a Jack Joyce dell'accaduto, ma questo lascerà comunque in vita una testimone che conosce il segreto di Paul Serene. Fatta la scelta, partirà un episodio della serie tv. Quello che vedrete insomma dipenderà dalle decisioni prese, ma in ogni caso preparatevi a un contenuto extra di qualità, con attori bravissimi, che vi farà vivere la storia anche da un altro punto di vista.

Quello di Serene, della Monarch e di alcuni dei suoi "impiegati". Inutile dirvi che il collegamento tra serie tv e gioco si farà sempre più stretto: non vogliamo anticiparvi nulla, ma ci saranno alcuni momenti in cui il confine sarà davvero sottile. Abbiamo avuto modo di vedere le due versioni del primo episodio. Sono entrambe girate con grandissima cura, con dialoghi ben scritti e attori, anche quelli che recitano le parti minori, davvero bravi. La produzione è stata curata direttamente a Los Angeles. Ci sono alcuni dettagli che stonano, purtroppo: alcuni effetti speciali sono un po' rozzi e in certi momenti sembra di vedere una serie tv a basso budget. Ma, fortunatamente, la qualità dei protagonisti, dei dialoghi e della storia sembra abbastanza elevata da tenerci incollati allo schermo fino alla fine. A noi, sinceramente, è venuta una gran voglia di vedere come va a finire.

Il primo della classe

Chiudiamo questa nostra prima presa di contatto con Quantum Break con un breve accenno alla parte tecnica del gioco. Quantum Break è splendido da vedere, davvero splendido. Non tanto per la qualità della recitazione o per la cura con cui sono stati ricreati certi ambienti, quanto piuttosto per il modo davvero unico e ispirato con cui i poteri temporali prendono vita. Non è solo questione di effetti speciali: tutto il mondo di gioco reagisce al tempo, anche il suono rallenta o accelera, mentre uno strano rimbombo sottolinea quando stiamo usando certi poteri. È come se l'aspetto estetico diventasse parte integrante del gamplay. Un risultato davvero eccellente, ottenuto grazie a una cura per i dettagli semplicemente maniacale. Non abbiamo potuto provare la versione PC: della versione Windows 10 infatti non c'era traccia. A parte l'annuncio a sorpresa dell'arrivo del gioco in contemporanea, la nostra prova si è svolta unicamente su Xbox One. Che, lo sottolineiamo ancora una volta, se l'è cavata alla grandissima.

Quantum Break C’è voluto parecchio tempo, forse un po’ più del previsto, ma alla fine Quantum Break è arrivato e ci ha convinti in pieno: il pedigree di una società storica come Remedy sta per impreziosirsi con un altro titolo assolutamente all’altezza di Max Payne e Alan Wake. La cosa migliore di Quantum Break è che si riconosce da lontano la firma di Remedy, i suoi tratti distintivi: l’ambientazione moderna, l’importanza della storia e della narrazione, la voglia di creare un action game dinamico e spettacolare. Eppure, allo stesso tempo, Quantum Break dà la sensazione di essere diverso da ogni altro titolo provato, di avere un carattere tutto suo. L’idea di utilizzare talenti di Hollywood in un videogame non è certo una novità: lo si fa dagli anni ’90, dall’avvento dei cd-rom, da Mark Hamill in Wing Commander, da 7th Guest o Tex Murphy o il primo Command and Conquer. Eppure, anche in questo aspetto Quantum Break riesce a distaccarsi dalla concorrenza, perché qui si assiste a una serie tv vera e propria, con sparatorie, inseguimenti, effetti speciali. Una strada diversa e intrigante per raccontare una storia e unire due media molto diversi tra loro. È presto per sbilanciarci, ma l’impressione che abbiamo avuto da questo primo contatto pad alla mano con Quantum Break è stata davvero positiva. Se avete una Xbox One o un PC, fate un cerchietto rosso intorno alla data del 5 aprile e assicuratevi di essere liberi: avete un intero universo da salvare.

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