Electronic Entertaiment Expo 2015
Electronic Entertaiment Expo 2015 Dal 16/06/2015 al 18/06/2015

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E3 2015

Provato Rainbow Six Siege

Dopo il divertimento con l'Alpha abbiamo provato nuovamente Rainbow Six Siege all'E3 2015, in attesa dell'uscita prevista per il mese di dicembre.

provato Rainbow Six Siege
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Pochi secondi tra la vita e la morte. Tre minuti ci sono concessi per occupare la base, tre minuti dobbiamo resistere (prima dell'arrivo dei rinforzi?). I round nel multiplayer di Rainbow Six Siege, la sua modalità principe, si consumano nell'arco di una manciata di secondi, dove bisogna dare il tutto per tutto, mantenendo un focus costante e tenendo d'occhio ogni angolo della mappa. Dopo aver giocato a lungo alla Alpha dello sparatutto Ubisoft, siamo tornati sul campo di battaglia in occasione dell'E3 2015 per saggiare una nuova mappa appartenente alla modalità Hostage Rescue. E' un piccolo incontro, perchè nei prossimi giorni avremo l'occasione anche di giocare alla modalità Terrorist Hunt, annunciata sul palco della conferenza Ubisoft, che propone un gameplay meno frenetico, esaltando così la tattica sia in single player che in multiplayer.
Rainbow Six Siege è atteso nel corso dell'anno su Playstation 4, Xbox One e PC. Non vi è ancora una data definitiva, sebbene vi consigliamo di marcare con un cerchio rosso la data del 24 settembre, giorno in cui tutti coloro che avranno prenotato il gioco potranno accedere alla Closed Beta.


Difensori e Assaltatori

Nella modalità Hostage Rescue cinque membri della squadra d'assalto fronteggeranno un manipolo ben attrezzato di cinque professionisti, che tengono in ostaggio funzionari politici e pezzi grossi dall'identità mai chiarita. Nell'Alpha le partite erano al meglio delle 4 vittorie, mentre qui all'E3 probabilmente per snellire i tempi e consentire a tutti di provare con mano il multiplayer sono sufficienti due round vinti per portare a casa la partita. Ogni giocatore seleziona il proprio operatore, contradistinto da una preciso arsenale che comprende due armi primarie (fucile d'assalto quasi per tutti), due armi secondarie (granate e altri diversivi) e due gadget tecnologici, come il drone a terra di proprietà delle forze assalitrici. A turno si gioca in fase di difesa oppure di attacco. Gli obiettivi sono diametralmente opposti, ma è differente anche la fase preliminare. Ciascuna squadra ha trenta secondi a disposizione per installare barricate e sbarrare ogni porta e finestra (nel caso dei difensori) oppure per esplorare con i droni la mappa, spiando quello che fanno gli avversari ed individuando gli spot migliori per attaccare. A questo punto comincia il round vero e proprio. Qui all'E3 ci siamo fatti guardare come team-leader da un membro di Ubisoft, che ci ha fornito preziosi consigli per immergerci senza indugio nella partita: come scrivevamo in apertura i momenti di stanca sono assenti ed ogni secondo rischia di essere l'ultimo secondo.

La protezione dell'ostaggio, che anche se colpito non morirà sul colpo, ma sanguinerà copiosamente finché non lo curerete, piuttosto che l'assalto congiunto dell'edificio, regalano emozioni differenti. Tuttavia la tensione è palpabile ad ogni istante, anche per merito di un sistema di controllo molto reattivo ed estremamente intuitivo nella disposizione dei tasti: quest'ultimo aspetto consente a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con gli sparatutto ad entrare in sintonia con il titolo, richiedendo dunque solo un certo impegno per padroneggiare la componente tattica ed esplorare tutte le sfaccettature di un gameplay alquanto simulativo.
Prima di ricapitolare il nostro hands on spendiamo alcune parole sulla nuova arena che abbiamo testato. Si tratta di un campo di addestramento militare, composto da diversi percorsi di guerra e poligoni di tiro lungo il perimetro esterno, ed al centro un edificio grigio al cui interno si nascondono i difensori. Tale facility è organizzata su due piani differenti, collegati da un'unica rampa di scale; le stanze sono piuttosto irregolari nella disposizione e ad essere onesti nelle poche partite che abbiamo giocato non siamo riusciti ad imprimere nella nostra testa l'esatta planimetria. La nuova mappa ben rappresenta lo spirito del titolo, concreto e mirato ad esaltare le componenti caratteristiche di Rainbow Six Siege. Ci è piaciuto non poco giocare nei panni degli attaccanti, non fosse altro per la possibilità di arrampicarsi lungo le pareti esterne e sparare verso le stanze interne in questa posizione precaria.

Rainbow Six Siege Rainbow Six Siege all'E3 2015 è una garanzia delle buone intenzioni dello sparatutto Ubisoft. Benché fino ad ora ci sia stato concesso solo di testare con mano la stessa modalità esplorata in lungo ed in largo durante l'Alpha (Hostage Rescue), confermiamo le ottime impressioni e confermiamo come il sistema di controllo sia alquanto intuitivo, consentendo quindi al giocatore di concentrarsi sulla parte strategica e tattica. Che è poi il cuore dell'FPS simulativo Ubisoft.

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