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Provato Rainbow Six Siege: Beta

Abbiamo provato la Closed Beta del promettente shooter di Ubisoft Montreal: le novità sono sicuramente interessanti, ma l'eliminazione della modalità in singolo giocatore potrebbe aver danneggiato il futuro successo del titolo.

provato Rainbow Six Siege: Beta
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Il 24 Settembre, in contemporanea su PS4, Xbox One e PC, ha avuto inizio la fase Beta di Rainbow Six Siege, ultimo succoso assaggio in vista della release definitiva del 1° Dicembre. Grazie ai miglioramenti implementati in seguito ai feedback riceviti in Alpha, i giocatori hanno potuto finalmente mettere le mani sull'ultima sostanziosa build del promettente shooter di Ubisoft Montreal, confrontandosi a tutto tondo con la direzione intrapresa dal celebre brand ideato da Tom Clancy. Inutile dire che i test hanno avuto anche il merito di mettere a nudo alcuni problemi di troppo con il matchmaking e la stabilità dei server, permettendo al team di sviluppo di lavorare sodo per evitare gran parte degli intoppi che solitamente sorgono al lancio di un titolo incentrato sul multiplayer. L'obiettivo di Siege, comunque, è sempre parso piuttosto chiaro fin dal suo annuncio sul palco dell'E3 2014: realizzare uno sparatutto in prima persona dalle meccaniche sicuramente moderne, che fosse però corroborato dai rigorosi (e oggigiorno quasi dimenticati) tatticismi tipici della serie, così da risultare appetibile sia agli utenti più hardcore, cresciuti a pane e briefing (gli appassionati di Rainbow Six capiranno), sia agli utenti più casual, che in Siege potranno trovare una fresca alternativa alla frenesia offerta dai soliti Battlefield e Call of Duty. Oltretutto -ma questo è ancora tutto da dimostrare- Siege potrebbe rappresentare una nuova preziosa aggiunta alla fertilissima galassia degli E-Sport che, nel bene o nel male, rappresenta ormai uno dei banchi di prova fondamentali per decretare il successo di un titolo competitivo. Infine, ed è notizia proprio di questi giorni di Beta, sembra che il team di sviluppo abbia deciso di accantonare definitivamente l'idea di sviluppare una modalità Storia per singolo giocatore. Dobbiamo ammettere che la notizia ci ha un po' colti di sorpresa, non solo perché il team di sviluppo aveva più volte calamitato le aspettative della stampa e dei giocatori su questa importante modalità (pur senza mostrare nulla di concreto), ma soprattutto perché questo taglio netto, ad appena 2 mesi dalla release, potrebbe avere conseguenze negative sulla presa commerciale del titolo, rilanciando le quote degli altri illustri contendenti di fine anno, rappresentati da Call of Duty Black Ops 3 e Star Wars Battlefront. È chiaro che è ancora troppo presto per decretare vincitori e vinti, anche perchè Siege al suo arco ha più di una freccia. Ma cerchiamo di analizzare nel dettaglio le importanti novità apportate al titolo con questa Closed Beta.

Troppo Deathmatch?

Nei mesi scorsi abbiamo avuto modo di confrontarci più volte con l'offerta ludica di Rainbow Six Siege, raccontandovi approfonditamente alcune delle modalità offerte dal comparto multigiocatore (Hostage Rescue in primis) e la modalità cooperativa Terrorist Hunt. In questa Beta, stranamente, Hostage Rescue non era presente (probabilmente i feedback dell'Alpha non sono stati troppo esaltanti), ma abbiamo avuto comunque modo di saggiare le altre due tipologie di match competitivo presenti, Bomb e Secure Area. Si tratta, in verità, di due modalità nella sostanza davvero molto simili tra loro, che condividono, inoltre, la stessa impostazione da Team Deathmatch (l'eliminazione di ogni componente della squadra avversaria decreta immediatamente la vittoria del team). In Bomb, l'obiettivo degli attaccanti sarà quello di individuare e disinnescare due bombe all'interno della struttura al centro della mappa, irrompendo attraverso i numerosissimi punti di "breccia" sfruttando le consolidate strategie offerte dai rampini e dalle cariche d'assalto. Inoltre, proprio all'inizio del match, ad un membro casuale del team verrà fornita una valigetta (che andrà recuperata in caso di morte del portatore designato), contenente un sofisticatissimo device elettronico che andrà posizionato in prossimità di una delle due bombe per iniziare il countdown di disinnesco (basta disattivare una sola delle due bombe per vincere). Alla squadra in difesa, naturalmente, spetterà il compito di barricare nel migliore dei modi le due stanze contenenti gli ordigni, posizionando con giudizio i gadget ed intervenendo tempestivamente qualora la squadra d'assalto riuscisse ad avviare la procedura di disinnesco. La modalità ci è parsa sicuramente intrigante, anche se la disposizione delle bombe, al momento sempre allo stesso piano e in stanze ravvicinate, causa forse un addensamento troppo massiccio di giocatori nella stessa porzione di mappa, negando uno sfruttamento più dinamico e versatile della buona ampiezza offerta dalla planimetria della struttura principale, e trasformando il più delle volte la partita in un normalissimo deathmatch; sarebbe certamente interessante saggiare le dinamiche di gioco che si verrebbero a creare con le bombe posizionate a due piani differenti. In Secure Area, invece, la squadra d'assalto dovrà individuare la posizione di un contenitore di materiale altamente tossico, sempre all'interno di una delle stanze della struttura centrale, occupandola per almeno 10 secondi consecutivi. In questo caso, ancor di più rispetto alla modalità Bomb, eliminare la squadra avversaria sarà quasi sempre la scelta preferibile, soprattutto perché il team difensivo non sarà suddiviso tra più obiettivi, rimanendo barricato nella stanza del contenitore e lasciando scorrere i 3 minuti di match per ottenere la vittoria. È chiaro che lo scopo di ogni modalità di Siege, più che riuscire a fornire degli obiettivi PVP davvero diversificati (anche se sarebbe opportuno per dare più respiro alle dinamiche di gioco), sia quello di valorizzare le interessantissime tecniche di irruzione e barricamento, contribuendo ad esaltare la sinergia tra i differenti Operatori ed il gioco di squadra. Tuttavia, e si tratta di un aspetto innegabile, Hostage Rescue, Bomb e Secure Area non ci sono sembrate sufficientemente in grado di differenziare l'evoluzione dei vari match, tramutandosi spesso e volentieri in una rincorsa all'eliminazione del team avversario.
Per quanto concerne il comparto cooperativo, i giocatori hanno potuto finalmente approcciarsi alla celebre modalità Terrorist Hunt (già presente in altri capitoli della serie), facendo squadra con altri 4 alleati per eliminare un numero elevato di terroristi sparsi per le mappe di gioco e controllati dall'intelligenza artificiale. Interessante è stata l'aggiunta dei cosiddetti "bomber", temibili terroristi (abbattibili solo con un headshot) che si lanciano alla carica dei giocatori facendosi esplodere, e delle cariche di prossimità (del tutto simili per estetica al C4) posizionate come trappole nei pressi delle zone di breccia. La modalità, per i più temerari, è affrontabile anche in solitaria, selezionando "Lone Wolf" prima della creazione della partita.


Operator System 2.0

Oltre alle modalità PVP e Terrorist Hunt, la Closed Beta ci ha permesso di testare un buon numero di nuovi Operatori e di mettere mano alla prima bozza del sistema di sblocco e personalizzazione dell'equipaggiamento. I primi, con l'introduzione delle squadre anti-terrorismo dei GSG 9 (Germania) e degli Spetsnaz (Russia), hanno visto in Fuze, Doc e IQ le più interessanti aggiunte tra le fila degli Operatori d'assalto e di difesa. Fuze, forte del suo scudo e della sua armatura pesante, può appiccicare alle pareti un piccolo device in grado di lanciare una serie di mini-granate in rapida successione al di là del muro, distruggendo tutti gadget lungo la sua traiettoria ed uccidendo qualsiasi nemico nel raggio dell'esplosione. Doc, invece, è il primo medico "reale" di Siege, capace di rianimare dalla distanza gli alleati caduti utilizzando una piccola pistola a dardi. IQ, un po' come Pulse (che in questa Beta, tra l'altro, è stato nettamente ridimensionato nelle sue capacità di scouting attraverso le pareti), è in grado di rilevare a distanza gli impulsi elettromagnetici emessi dai gadget elettronici, così da sbarazzarsi o semplicemente aggirare eventuali cariche esplosive o jammer posizionati dal team difensivo. I nuovi Operatori, escluso Doc, così come quelli già esaminati durante l'Alpha, hanno tutti delle vere e proprie "nemesi" in grado di contrastare (se usati in maniera opportuna) le loro abilità speciali, così da garantire un buon bilanciamento tra attacco e difesa e favorire i giocatori più scaltri. Lo sblocco degli Operatori avverrà in un'apposita schermata dedicata, spendendo i cosiddetti punti "Renown", currency virtuale guadagnabile al termine di ogni partita o visualizzando per la prima volta gli eccellenti video tutorial dedicati ai vari pilastri ludici di Siege. Il primo Operatore sbloccato all'interno di un'unità costerà sempre 500 Renown, mentre per ogni acquisto successivo il prezzo aumenterà in step incrementali di 500.

Scudi

Gli scudi sono uno dei gadget più rappresentativi di Rainbow Six Siege. Alcuni si estendono per offrire una protezione integrale anche in posizione eretta, come quello di Montagne, mentre altri hanno una lampada fotovoltaica in grado di abbagliare l'avversario, come quello di Blitz. Sono state mosse molte critiche alla superiorità della protezione offerta da questi gadget, ritenuta davvero troppo sbilanciata. La verità è che un Operatore "scudato" rimane temibile solo frontalmente, senza contare la limitata potenza di fuoco e precisione di cui gode rispetto agli altri Operatori (può usare solo la pistola, scoprendo inoltre la testa in caso di mira di precisione). Con un team affiatato è sufficiente aggirarlo per colpirlo di lato o farlo esplodere con gli esplosivi.

La personalizzazione del loadout dei vari Operatori in nostro possesso avverrà anch'essa in una funzionale schermata, dove, inoltre, potremo visualizzare tutte le statistiche delle partite affrontate con quel personaggio ed un breve (e poco ispirato) Bio per conoscere il background di quest'ultimo; alla release sarà anche possibile visualizzare un video specifico per ogni Operatore, così da avere un assaggio immediato delle sue peculiarità tattiche. Tutte le bocche da fuoco, siano esse primarie o secondarie, saranno customizzabili con svariate ottiche, puntatori laser, impugnature, compensatori e silenziatori, oltre che eccentriche (e costosissime) skin colorate, il tutto spendendo una quantità specifica di Renown (non ci sono ancora informazioni su eventuali microtransazioni in-game); naturalmente non sarà possibile personalizzare le armi dell'operatore "recluta", il quale potrà sì contare su una varietà maggiore di armi e di gadget standard, ma non potrà godere dei benefici portati dai mirini, dalle impugnature e dalle canne avanzate. Interessanti sono anche i disegni dei pattern di sparo per ogni arma di gioco, facilmente consultabili nella schermata dell'Operatore e capaci di indicarci (approssimativamente) la forza e la direzione del rinculo e dello spread dei colpi. Dal punto di vista grafico il passo avanti rispetto all'Alpha è stato evidente, con un illuminazione (non dinamica) davvero piacevole ed in grado, insieme alle svariate opzioni relative all'anti-aliasing, di restituire un'immagine di gioco molto morbida e pulita. Anche le esplosioni e gli svariati effetti volumetrici sono graficamente buoni e funzionali (con il bagliore delle flashbang davvero riuscitissimo e sufficientemente punitivo). L'ottimizzazione è anch'essa di buon livello, senza alcun calo di framerate anche durante le situazioni più concitate; è comunque presente un benchmark in-game per poter verificare la bontà delle impostazioni grafiche selezionate.

Rainbow Six Siege La Beta di Rainbow Six Siege ci ha permesso di farci un'idea molto concreta sulla direzione intrapresa da Ubisoft con il celebre brand ideato da Tom Clancy. Dispiace l'improvvisa eliminazione della modalità Storia, che sicuramente avrebbe potuto dare al titolo una spinta in più. Tuttavia, il comparto multigiocatore, vero cuore della produzione, ci è sembrato davvero solido, così come quello cooperativo, con la sola pecca di non aver differenziato in maniera veramente incisiva gli obiettivi dei match PVP, lasciando che troppo spesso le partite si risolvano in una rincorsa all'eliminazione integrale della squadra avversaria. Per il resto, le meccaniche di gioco di Siege sono brillanti e ricche di tatticismi. I nuovi Operatori, sempre ben bilanciati tra attacco e difesa, non fanno altro che concorrere alla creazione di tattiche sempre più elaborate. Inoltre, grazie all'introduzione della personalizzazione del loadout degli Operatori, Ubisoft Montreal ha dato voce a quella che forse era la più grande mancanza di Siege durante l'Alpha. La speranza, in vista della release del 1°Dicembre, è quella di scoprire delle modalità PVP maggiormente diversificate nello svolgimento e negli obiettivi di mappa, e magari qualche ulteriore modalità cooperativa da affiancare alla già brillante Terrorist Hunt.