Provato Raw Data

Disponibile in Early Access, Raw Data mira a definire gli standard per gli action in Realtà Virtuale, facendo ottimo uso del Room Scaling.

provato Raw Data
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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ogni gioco può essere raccontato, descritto e spiegato in due modi: entusiasticamente, cercando di sottolineare le novità che propone e rendendo giustizia al lavoro di un team che ha investito sforzi e risorse; oppure paragonandolo ad altri prodotti già esistenti, in modo da analizzarlo secondo la logica di genere per fornire una visione d'insieme, collocandolo così in modo chiaro all'interno del mercato. La scelta dipende dalla qualità del prodotto preso in esame e da quanto ha stupito chi scrive l'articolo, e con Raw Data non è affatto facile orientarsi. Da una parte, infatti, si potrebbe dire che il titolo è un tower defense in soggettiva, tutto sommato abbastanza classico se non per l'ambientazione sci-fi a tinte cyberpunk, con in più l'innesto della Realtà Virtuale.
L'approccio opposto, tuttavia, ci porterebbe a dire che l'ultima fatica del team Survios è un'esperienza incredibile, che riesce nell'intento di dare un senso alla tecnologia Room Scale del visore Vive di HTC, ripagando finalmente il grande investimento fatto per acquistare l'hardware necessario a farlo funzionare. Quale dei due paradigmi critici si presta meglio in questo caso?

Infiltrazione, estrazione, fuga

Raw Data immerge il giocatore in un mondo futuristico a base di corporazioni, innesti cibernetici e hacking estremo, con uno stile molto occidentale ma che recupera a piene mani elementi da moltissimi altri media, con un occhio di riguardo per l'animazione nipponica (in particolare Ghost in the Shell e Psycho-Pass).
Una volta indossato il Vive e afferrati i controller di movimento, si può subito iniziare a respirare un'atmosfera che sa di aria purificata, carne fusa con il metallo e onnipresenza del web nella vita quotidiana delle persone. La parte iniziale di Raw Data è ambientata in quella che a tutti gli effetti è la base dell'organizzazione per la quale lavoriamo, dedita a rubare informazioni alle aziende che ormai dominano il pianeta, più ricche di uno stato e più influenti di ogni parlamento. Per trafugare questi dati vengono organizzate operazioni estreme: tali informazioni sono custodite su macchine inaccessibili all'esterno, quindi è necessario infiltrarsi fisicamente per raggiungere la sala server, inserendo poi un gigantesco strumento che decritta e copia i dati.
La base si apre su una stanza molto ampia, nella quale il computer centrale proietta davanti ai nostri occhi un'interfaccia olografica, percepibile in 3D grazie al visore prodotto da HTC. Il tutorial è quantomai necessario, visto che i controlli sono assolutamente intuitivi ma vanno comunque addomesticati. La buona notizia è che grazie alla reattività delle periferiche di Vive, tracciate in tempo reale con una latenza praticamente nulla dal sistema Lighthouse di Valve, ci si sente subito immersi nell'azione.
Le due ali laterali della stanza offrono quindi un poligono di tiro e un'area nel quale allenarsi con la propria katana. Le due tipologie di armi riflettono infatti i personaggi giocabili che Raw Data offre attualmente, e che è possibile scegliere per portare a termine le missioni di infiltrazione e furto di dati: si tratta di un agente classico, a suo agio con una fida pistola multiuso, e un ninja in tuta iper-tecnologica, che affida le sue possibilità di sopravvivere ad una lama laser. Prendere confidenza con entrambe le armi è a dir poco esaltante, soprattutto perché dopo pochi istanti ci si rende conto che a differenza di molti altri titoli per Vive, che mostrano in VR delle riproduzioni 3D dei controller limitando in alcuni casi il senso di immedesimazione, in Raw Data è possibile vedere delle mani tridimensionali che si muovono esattamente come le nostre, con in più il polso e una parte di avambraccio.

Realismo e immedesimazione sono insomma le parole d'ordine: se ci guardiamo attorno, quindi, noteremo subito che la pistola è esattamente dove la cercheremmo, infilata in una fondina sulla nostra coscia destra. Per afferrarla basta allungare la mano e stringere la presa sul controller, andando a premere uno dei due tasti laterali presenti sull'impugnatura. A questo punto potremo muovere l'arma in ogni direzione, osservandone il design futuristico, il calcio, il caricatore e la canna lucente. Dopo pochi istanti i primi bersagli verranno attivati e potremo fare fuoco premendo il trigger inferiore, posizionato proprio come il grilletto della pistola. La mira, in Raw Data, è un aspetto eccezionale, al punto che viene da chiudere un occhio per riuscire a far collimare meglio i due mirini posti sull'arma, e che possono fare la differenza tra un colpo a vuoto e un perfetto headshot.
Mentre si prende le confidenza con la pistola, un altro dettaglio che salta subito all'occhio è il contatore digitale olografico posto sul retro, e che mostra quanti proiettili sono ancora disponibili nel caricatore. Come fare, quindi, per ricaricare? Osservando il fianco sinistro, vediamo un supporto che ospita i caricatori di riserva; basta quindi allungare la mano, afferrarne uno e avvicinarlo al calcio della pistola per vederlo entrare, con il precedente che viene espulso e cade al suolo.
Se l'uso della pistola lascia a bocca aperta per realismo e fisicità, la katana è se possibile ancor più stupefacente: l'arma bianca è infilata in un supporto posto sulla nostra schiena, quindi basta allungare la mano destra sopra la spalla, stringere l'impugnatura e, una volta riportato il braccio verso il campo visivo, la troveremo lì, pronta per essere utilizzata. La spada è però spenta e dobbiamo utilizzare il trigger del controller per attivare la lama laser, che di colpo compare dall'impugnatura e si protende per almeno un metro. Sempre grazie al sistema di tracciamento dei controller, far muovere la spada nello spazio è intuitivo e fornisce un feedback perfetto, al punto che si riesce a far danzare la lama affettando ogni cosa, provando un senso di potenza che forse mancava dai tempi di Metal Gear Rising.

L'unica accortezza in un sistema di controllo così perfetto risiede nell'attivare la modalità avanzata: con quella base, infatti, le armi rimangono incollate alle mani, anche se si smette di premere le impugnature dei controller. Nella modalità più complessa, invece, è necessario mantenere la presa in ogni istante. Può sembrare un dettaglio insignificante, ma in realtà la difficoltà di gioco aumenta, in quando nella concitazione di uno scontro potrebbe capitare di far cadere la pistola mentre si sta facendo un rapido cambio del caricatore. In questo modo, però, si amplifica ancora di più il senso di presenza, al punto da sentirsi veramente al centro dell'azione.
Una volta superati entrambi i tutorial è ora di fare sul serio: malgrado la fase Early Access, Raw Data offre già un buon numero di missioni, ognuna ambientata in una sala server differente, sia per struttura che per nemici dai quali sarà necessario difendersi. La costante è solo l'inizio: dopo un fade al nero che prelude al caricamento del livello, ci si trova su un ascensore che ci porta al piano che ospita l'obiettivo. Al centro della stanza troveremo il server che dovremo sottoporre ad hacking, con uno slot specifico nel quale potremo infilare il nostro strumento di infiltrazione, una sorta di chiave USB molto avanzata, dotata di un'impugnatura sci-fi e tantissimi sensori. Eseguito questo passaggio, che a livello di gameplay è solo una formalità che dà il via alla missione, dovremo iniziare a difenderci. I sistemi di sicurezza delle varie sale server ci individueranno quasi subito e dovremo quindi combattere contro androidi, sentinelle volanti e robot che sembrano usciti da una versione moderna di Robocop.
Potremo ovviamente fare affidamento sulla nostra pistola o katana in base al personaggio che abbiamo scelto, con in più la possibilità di utilizzare vari gadget come torrette automatiche e granate, in modo da toglierci d'impaccio nelle situazioni più critiche. La Room Scale VR offerta dal vive dà in questo caso il suo meglio: in base allo spazio che avremo a disposizione nel mondo reale, potremo muoverci liberamente anche nella stanza che ospita la missione, con in più la possibilità di spostarci rapidamente grazie ad un pulsante sul controller sinistro. Non si tratta in tutto e per tutto dell'ormai abusato sistema di teleport: a tutti gli effetti ogni volta che si preme il tasto è come se si entrasse in una sorta di spazio accelerato, quindi il nostro movimento diventerà rapidissimo, così da coprire maggiori distanze (e addirittura ferire e potenzialmente distruggere un nemico che si trova sulla nostra traiettoria).

Ogni missione diventa quindi una sorta di danza flessuosa e feroce. Si possono usare le protezioni presenti nello scenario, chinandosi per ripararsi dai colpi, e poi lentamente uscire allo scoperto per abbattere a colpi di pistola alcuni androidi che si avvicinano. Ci si sposta poi rapidamente dall'altro lato della stanza, in modo da sfuggire ad uno sciame di droni che arrivano da alcune aperture poste sul soffitto, finendo nel contempo con un colpo preciso un robot corazzato che stava danneggiando la postazione che stavamo violando, vedendolo accasciarsi lentamente in un lago di liquido schiumoso rosa.
Ancora più incredibile è l'approccio nel caso in cui si vestano i panni del ninja, con il quale si può decapitare un androide con un fendente orizzontale, lanciando quindi la spada per abbatterne un altro che si stava avvicinando alle spalle, per poi spostarsi rapidamente dietro ad una protezione riprendendo l'arma bianca al volo, schivando così un missile incendiario che si stava dirigendo verso la nostra posizione precedente.
Le ondate si susseguono incalzanti, anche se per attivare la successiva è sempre necessario toccare e reinserire nel mainframe la chiave di violazione, in modo da arrivare fino allo scontro finale. È una piccola meccanica di gameplay che però ha un suo scopo: giocando a Raw Data si suda, in quanto l'azione è furiosa e non lascia tregua. Ci si muove continuamente, abbassandosi, sbracciandosi per utilizzare la spada o inserendo un caricatore dopo l'altro, nel tentativo di fermare l'avanzata di un sistema di sicurezza implacabile, che non si dispera se un centinaio di esseri artificiali cadono sotto i nostri precisissimi e implacabili colpi.

Raw Data Se dovessimo riassumere Raw Data in una parola, la scelta ricadrebbe su "empowering": un termine inglese che non ha una precisa traduzione italiana, ma significa sentirsi forti, in grado di dominare e gestire qualsiasi sfida. Il tutorial e le prime missioni sono tra le esperienze più esaltanti che ci sia capitato di provare con un videogioco negli ultimi anni, e il merito è tutto della Realtà Virtuale e più nello specifico nel Vive. Dopo Budget Cuts, la Room Scale VR ha quindi finalmente un nuovo titolo in grado di mostrarne le potenzialità, e benché a tutti gli effetti si tratti di un tower defense molto movimentato, Raw Data è già ora molto convincente. Non osiamo immaginare cosa potrà offrire il gioco completo, visto che di settimana in settimana le aggiunte sono molte, da androidi non morti privi di gambe a sale server buie, nel quale è necessario farsi luce con una piccola torcia montata sulla canna della pistola o grazie all'alone azzurrognolo emesso dalla lama laser della katana. Un'esperienza incredibile, quindi, per un titolo che sembra uscito da un romanzo di fantascienza e che da solo è in grado di ridefinire da solo le aspettative degli utenti in ambito VR.

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