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E3 2016

Provato ReCore

Durante lo Showcase Microsoft abbiamo avuto modo di provare ReCore. Il nuovo titolo di Keiji Inafune ci ha purtroppo deluso moltissimo, scoprite in questo articolo cosa, secondo noi, non ha funzionato.

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ReCore

Videoanteprima
ReCore
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One

Dopo una conferenza dal ritmo altissimo, Microsoft non è certamente rimasta con le mani in mano. Nella giornata di ieri la compagnia americana ha infatti aperto le porte alla stampa, permettendoci di provare alcuni dei suoi titoli di punta prima dell'inizio effettivo dell'E3 2016. Tra i giochi di maggior spessore mostrati allo Showcase spiccavano ovviamente Gears of War 4 e Forza Horizon 3 ma è stato ReCore a stuzzicare le nostre attenzioni. La produzione di Keiji Inafune si è presentata lo scorso anno con un trailer accattivante, in grado di mettere sul piatto idee a prima vista interessanti e un design particolarmente ispirato. Il dualismo tra la giovane protagonista e i suoi robot ci aveva fatto sperare in una produzione di alto livello, aspettative purtroppo distrutte dopo la demo odierna.

Basta poco per restare delusi

Non ci è voluto molto per notare che qualcosa nello sviluppo di ReCore fosse andato storto. Sono bastati pochi passi per scivolare in un mondo anonimo, lontanissimo dalle prospettive serie e mature dipinte dai primi filmati. L'ambientazione attuale non mostra nessuna qualità artistica, con enormi stanzoni tutti uguali tra loro, una progressione estremamente lineare e una povertà di idee in termini di design dei livelli piuttosto imbarazzante. ReCore non è altro che un action adventure in terza persona senza spunti originali, che cerca di raccogliere meccaniche da altri giochi e fonderle insieme per un'esperienza diversa, fallendo però clamorosamente. La nostra eroina si muove per i livelli goffamente, con animazioni ruvide e poco precise, spesso incastrandosi nelle sporgenze dopo un doppio salto o scontrandosi con le pareti. Per essere un titolo mostrato con orgoglio da Microsoft negli ultimi anni, la cura per tutto l'impianto tecnico ci è sembrata completamente insufficiente, e persino gli effetti visivi e la pulizia dell'immagine non sono stati in grado di farci cambiare opinione. Nonostante questa povertà, il frame rate non regge gli spostamenti rapidi della telecamera, crollando sotto i trenta frame persino durante le semplici fasi platform. La cosa preoccupante, purtroppo, è che al lancio mancano meno di tre mesi, un tempo davvero esiguo per sistemare tutte le problematiche qui riscontrate. Se tecnicamente si può forse sperare nel miracolo, quando si va ad esaminare il gameplay ci si accorge che le meccaniche proposte da Armature e Inafune non funzionano, rendendo il gioco lento, in maniera quasi esasperante. ReCore alterna banali fasi da sparatutto in terza persona ad alcuni elementi di platforming e di esplorazione, miscelati però in maniera confusionaria nel gameplay; una descrizione forse dura ma necessaria per farvi capire bene l'attuale stato dei lavori. Lo shooting è quanto di più elementare ci si possa aspettare, con un lock-on sui nemici automatico e spesso addirittura invasivo. L'arma in dotazione in questa demo (sperando poi di vedere nel gioco finale un arsenale ben più corposo) proponeva un tipo di sparo a raffica e un colpo caricato in grado di causare danni ingenti in breve tempo. Per riuscire a disfarsi dei nemici però non bisognerà soltanto tempestarli di proiettili, ma si dovrà prestare molta attenzione anche al tipo di colore che sfoggiano. Come in Ikaruga dovremo infatti tentare di allineare il colore dei nostri proiettili a quello del bersaglio, così da causare un maggior quantitativo di danno. A differenza dello shooter Treasure, però, i colori a nostra disposizione qui sono quattro: Rosso, Blu, Giallo e Bianco, da alternare con la pressione delle frecce direzionali. Non c'è un sistema veloce che riesca a sfruttare alla perfezione questa meccanica o a renderla divertente, e ci si trova spesso imbrigliati in combattimenti molto statici, costretti a dover eliminare ogni singola minaccia solo per poter proseguire nella stanza successiva. Un sistema di gioco che stanca in breve tempo e che andrebbe quantomeno corretto, abbassando al resistenza dei nemici al danno o limitandone il potere rigenerativo.

A caccia con un ragno e un cane

In questa piccola demo avevamo al nostro fianco solo due delle quattro creature della versione finale, sufficienti però a darci un'idea di come funzioneranno. Sostanzialmente i pet svolgono un ruolo di puro supporto nel combattimento, attaccando i nemici che gli indichiamo o difendendoci in maniera passiva, ma possono poi essere sfruttati nel corso delle fasi platform, come rampini o gadget per superare zone altrimenti invalicabili. Il ragnetto Seth, che abbiamo trovato nella seconda metà della demo, poteva aggrapparsi agilmente alle superfici elettriche, trascinandoci per gli stage in maniera rapidissima e lanciandoci verso appigli altrimenti irraggiungibili. Non abbiamo trovato particolare difficoltà nel superare queste sequenze, anche se la telecamera, spesso e volentieri, ha faticato nel seguire correttamente la protagonista, soprattutto nelle aree più strette. Esattamente come i proiettili, poi, anche i nostri animaletti robotici avranno a disposizione attacchi speciali di uno specifico colore e potranno essere scambiati in battaglia rapidamente per sfruttare le vulnerabilità degli avversari.

Nel trailer mostrato in conferenza Microsoft ha rivelato la presenza di altre creature, come un immenso gorilla chiamato Duncan, ma anche così i contenuti fino ad oggi mostrati ci sembrano davvero pochi per risollevare la produzione. Latitano un vero senso di progressione, l'interfaccia non è particolarmente pulita né tantomeno accattivante, e soprattutto manca quel feeling speciale che ci era parso di intravedere durante le primissime presentazioni. Fanno la loro comparsa invece anche alcune boss fight di scarso interesse, con pattern non particolarmente originali e tutto sommato dimenticabili. I casi insomma sono due: o ReCore non era ancora pronto per essere mostrato al pubblico nella giornata odierna, oppure il prossimo 16 settembre, quando il gioco sarà sugli scaffali dei negozi, gli appassionati potrebbero trovarsi di fronte a un'amarissima sorpresa.

ReCore Restare fiuciosi sulle possibilità di ReCore dopo questa prova è davvero complicato. Per cercare di non depennare dalla lista dei titoli desiderati questa produzione i giocatori dovranno fare un vero e proprio atto di fiducia verso Microsoft e Keiji Inafune. Purtroppo non riusciamo a salvare davvero nulla di questa demo: il gameplay ci è sembrato poco ispirato, i movimenti terribilmente legnosi e il design piatto. Non ci resta che sperare in una nuova prova nel più breve tempo possibile, per fugare ogni dubbio. Il futuro di ReCore non è mai stato più incerto.

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