(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Primo episodio della dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2!

GamesCom 2016

ReCore - Versione PC

Nell'evento pre-Gamescom di Microsoft abbiamo potuto metter di nuovo le mani su ReCore, questa volta in versione PC, nella gloriosa bellezza del 4K.

provato ReCore - Versione PC
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

La nostra prova di ReCore all'E3 ci aveva lasciati con l'amaro in bocca. Il titolo, nato da un concept di Keiji Inafune, si era presentato con una demo giocabile su Xbox One che non faceva certo ben sperare per la qualità del prodotto finale, a causa di un mondo di gioco piuttosto anonimo e di un gameplay ridondante e non propriamente rifinito. Nell'evento pre-Gamescom tenutosi allo Showfloor di Microsoft abbiamo potuto metter di nuovo mano su questo action-adventure in terza persona, questa volta in versione PC, nella gloriosa bellezza del 4K. Inutile negare che neanche la pulizia grafica e la risoluzione in ultra HD sembrano in grado di salvare il prodotto da un art design tutt'altro che esaltante.

Sabbia e Rottami

ReCore mescola senza soluzione di continuità sequenze shooter, momenti dedicati al platforming e qualche sporadica fase esplorativa, in ambienti però estremamente lineari. In questo ibrido di meccaniche di gioco prese di peso da altri esponenti del genere, tuttavia, il titolo cerca disperatamente una propria personalità ponendo l'accento su un livello di difficoltà abbastanza elevato. L'avventura di Joule Adams, alla ricerca del Far Eden, luogo idilliaco in un mondo desertico, raso al suolo da un ignoto cataclisma, non fa alcuno sconto al giocatore, e lo pone dinanzi a situazioni parecchio caotiche e confusionarie, nelle quali il game over è una possibilità non certo remota. A complicare gli scontri a fuoco ci pensa la necessità di colpire gli avversari robotici che ci sbarreranno la strada con proiettili specifici. I nemici, in sostanza, sono tutti caratterizzati da un determinato cromatismo: blu, rosso, bianco e giallo. Ognuno sarà dunque vulnerabile solo se bersagliato con colpi dello stesso colore della sua armatura. Possiamo cambiare al volo i proiettili tramite l'uso delle frecce direzionali, ma poiché all'interno delle arene molto spesso i robot ci attaccheranno in gruppi eterogenei, ne consegue una baraonda disorientante che limita la leggibilità della scena, ed aumenta, di conseguenza, in mondo non sempre onesto, anche il livello di difficoltà del prodotto. La necessità di dover cambiare frequentemente il colore delle munizioni per far fronte alle minacce ricorrenti azzoppa il dinamismo delle sparatorie, la cui fluidità è minata anche da un sistema di lock on automatico parecchio impreciso, che alle volte oscilla tra due avversari di diversa tipologia e non permette così di aver pieno controllo della situazione. Nei pochi minuti di demo che abbiamo potuto provare, in ogni caso, a sorprenderci è stata la discreta varietà di nemici, che spaziava da piccole sentinelle volanti a grossi esoscheletri a forma di ragno, passando per potenti gorilla sputafuoco che riempivano l'intero campo di battaglia con rigurgiti di fiamme, ognuno col proprio pattern d'azione. Non si può dire tuttavia lo stesso delle armi in dotazione: nella build era disponibile solo un fucile al plasma, in grado di alternare normali proiettili perforanti con potenti sfere d'energia, che infliggono più danno ma consumano più munizioni. Confidiamo che nella versione completa l'arsenale venga incrementato con nuovi gingilli capaci di diversificare e variare le altrimenti blande e ripetitive sequenze shooter.

Non contribuiscono di certo ad ampliare la dinamicità delle battaglie neanche i movimenti della nostra protagonista, ancora un po' ingessate e poco fluide, in special modo quando si cimenta in un dash laterale, con cui schivare gli attacchi delle macchine assassine. Durante gli scontri verremo altresì affiancati da piccole creature, anch'esse totalmente meccaniche: ogni animaletto di metallo è dotato di caratteristiche proprie, e dovremo per questo imparare a dosarne l'uso a seconda dei differenti tipi di robot che ci troveremo difronte. I pets non sono però comprimari immortali ed occorrerà tenere pertanto sott'occhio anche la loro energia: quando verranno ridotti allo stremo, ci troveremo nell'impellenza di rianimarli, caratteristica che dona un pizzico di strategia in più ad un gameplay altrimenti assai monotono.

Scegliere quale aiutante mettere in campo e quale strategia adottare per riuscire a riportarlo in vita potrebbe donare a ReCore quella dose di verve che sembra mancargli sotto ogni altro aspetto. Persino le brevissime sequenze platform inserite nella build di prova necessitano di una rifinitura imprescindibile, minate come sono da compenetrazioni imperfette e animazioni ingessate e grossolane. La colpa è imputabile anche ad un level design privo di reale mordente, stracolmo di stanze tutte molto simili tra di loro. La direzione artistica di ReCore, quindi, si rivela uno degli anelli più deboli della produzione, inscenando ambienti a metà tra lo sci-fi ed il post apocalittico. La risoluzione in 4K, pur rendendo l'immagine a schermo molto limpida e pulita, non fa altro che mettere in luce le mancanze artistiche, evidenziando ancor di più il mediocre livello di dettaglio dello scenario, avido di particolari e incapace di delineare una visione davvero originale dell'universo di gioco. Fortunatamente, almeno su PC, il frame rate che impensieriva la versione Xbox One ci è sembrato più stabile, con solo qualche sporadico e quasi impercettibile calo durante i momenti più concitati. Considerate le debolezze grafiche, tuttavia, questi micro-scatti non ci sembrano davvero giustificabili fino in fondo, soprattutto nella configurazione high-end sulla quale abbiamo potuto testarlo.

ReCore Anche il nostro secondo incontro con ReCore ci ha instillato più dubbi che certezze. Il gioco soffre in special modo di una certa povertà artistica, che influisce negativamente sulle sezioni shooter, incapaci di trovare una vera e propria identità ludica. La meccanica che impone di cambiare colore dei proiettili a seconda degli avversari, simile a quella di Ikaruga, non è implementata con il giusto criterio, e finisce col rendere le sparatorie solo delle singhiozzanti bolge di morte. Se a ciò si aggiungono delle fasi platform poco rifinite e una progressione schematica e rigida, appare chiaro come questo nuovo action adventure non prometta faville. L'uscita del titolo è ormai imminente, ed il tempo per perfezionarlo è tristemente agli sgoccioli: non resta quindi che attendere la nostra recensione per comprendere se ReCore riuscirà a riservarci qualche inaspettata sorpresa.

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