Resident Evil 7 Demo: Beginning Hour

Esattamente come fece Konami con P.T., Capcom distribuisce a sorpresa e in esclusiva per PlayStation Network la demo del settimo Resident Evil. Rivoluzione apparente o definitiva?

Resident Evil 7

Videoanteprima
Resident Evil 7
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Le sorprese arrivano così, di botto, altrimenti non sarebbero sorprese. Ma quando sono sorprese davvero sorprendenti, si rimane anche un po' disorientati: è capitato a Konami con il progetto P.T. poi cancellato, ed è capitato a Capcom con questo Resident Evil 7. In entrambi i casi, il botto è stato talmente forte che c'è voluto un po' prima che gli appassionati ne prendessero davvero coscienza, in questo ultimo caso ancora non lo hanno fatto. Se ancora non ci avete capito niente, ecco la versione in breve: durante la conferenza PlayStation, Capcom annuncia Resident Evil 7 e la sua demo, messa a disposizione sul network Sony dopo circa un'ora dall'evento (potete scaricarla anche voi eh, accendete quella console!). Stessa identica mossa di Kojima, epoca Konami, utilizzata nel 2014 per scioccare in un colpo solo i fortunati presenti alla Gamescom, e i meno fortunati rimasti a casa, ovvero gli unici che avrebbero potuto scartare il "regalo", visto che non tutti viaggiano con una console in valigia da collegare alla bisogna. Ma le similitudini col colpo di teatro allestito per Silent Hills non finiscono qui: anche Resident Evil 7 sembra voler stravolgere completamente la sua classica struttura di gioco (classica mica tanto, visto che fino al sesto capitolo si è andati avanti con le invenzioni del quarto gioco), proponendo almeno in questo suo antefatto una visuale in primissima persona, e una struttura di enigmi che riportano alla mente i fasti degli episodi originali.

La Cucina

E pensare che Resident Evil 7 ce lo abbiamo sotto il naso da quasi un anno... la demo Kitchen, presentata all'E3 del 2015 come showcase tecnico del PlayStation VR, ne è infatti una versione embrionale, che certifica se mai ce ne fosse ulteriore bisogno la natura rivoluzionaria di questo settimo sorprendente capitolo. Il cambio di inquadratura non rappresenta solo una scelta artistica, la fisicità del personaggio, il modo naturale con cui interagisce con l'ambiente, non serve soltanto allo spettacolo e all'immedesimazione, ma sono entrambi dettagli introdotti per rendere il nuovo Resident Evil un gioco perfettamente compatibile con la realtà virtuale, ma in grado di funzionare anche senza di essa. Kitchen riscosse un grande successo, grazie anche alla scelta di mantenere il gioco segreto rendendo pubbliche solo le reazioni dei giocatori, che ha aiutato a trasformarlo in un piccolo grande caso. In quella demo, si era essenzialmente legati a una sedia, nel mezzo di una decrepita cucina, mentre alcuni personaggi poco rassicuranti ci ruotavano attorno interagendo con il nostro alter ego e tra di loro. Da ieri, Kitchen si è trasformato ufficialmente in Resident Evil 7 Teaser Demo: The Beginning Hour, ovvero un horror apparentemente incentrato molto più sull'esplorazione che sull'azione, e che si dipana in metri e non in chilometri, grazie a una mappa serrata come una prigione, ma stratificata in modo da nascondere sapientemente tutti i suoi segreti nonostante gli spazi angusti. Una sorta di The Room, o una sorta di Silent Hills (ancora lui), ma rispetto a quest'ultimo meno psichedelico e diabolico, con sfumature che corrono verso e attraverso i migliori serial killer degli Anni'70, e che riportano alla mente pellicole immortali come Le Colline hanno gli occhi, Non aprite quella porta e Scannati vivi. Resident Evil 7, o almeno questo suo "teaser demo", tralascia la vecchia mitologia a base di zombie, T-virus e malvagie corporation in favore di un approccio all'orrore più umano e folle. Quel numero alla fine del titolo farebbe pensare alla solita storyline, ma spero vivamente che Capcom abbia deciso finalmente di abbandonare del tutto i vecchi personaggi, nati per essere uno spettacolare cast di serie Z, ma presi talmente sul serio dal pubblico da generare trame e sottotrame che ne hanno distorto (distrutto?) completamente l'immagine. È necessario tirare la catena, "let it go" se mi permettete di citare Frozen, in modo che anche una nuova generazione di possibili appassionati possa tornare a chiedere una copia di Resident Evil al commesso del negozio di videogiochi.

La Prima Ora

Il teaser demo messo a disposizione in esclusiva per gli utenti PlayStation 4 (ma del gioco completo è prevista anche una versione Xbox One), nasconde in poco più di due gigabyte di download un intrigante antefatto ambientato tra le poche stanze di una decrepita casa a due piani fuori città, in cui una famiglia è stata sterminata e tutti i pochi indizi sembrano portare alla follia del primogenito.

La demo procede su due binari temporali, c'è un adesso (il giocatore) e un prima (tre uomini entrano nell'abitazione per girare un documentario), a cui si accederà trovando delle vhs da inserire nell'apposito videoregistratore. Questa "Beginning hour" non ha la pulizia dell'indimenticabile P.T., né la sua terrificante e onirica arguzia, ma lungo la sua breve durata riesce a dare molte più indicazioni su quello che sarà poi il gioco completo, lasciando intravedere lampi di enigmi e scorci di interfaccia grafica che hanno tutta l'aria di essere già pronti all'uso. Ma la cosa più interessante di questo antipasto è l'essenzialità del tutto, caratteristica che lo differenzia in modo deciso dall'esagerazione a tutti i costi che ha decretato il rumoroso fallimento del precedente capitolo. Tecnicamente, a parte qualche sbavatura, ci troviamo davanti a un prodotto semplice ma efficace, truccato alla perfezione in filtri e controfiltri cinematografici per nascondere sapientemente i limiti imposti anche dal supporto nativo alla realtà virtuale.

Resident Evil 7 Biohazard Non sarà raffinato come P.T., ma anche questa demo a sorpresa di Resident Evil 7 ha i suoi innegabili punti di forza. Ora bisogna scoprire quanto coraggio avrà Capcom nel perseverare su questa nuova struttura di gioco, e se riuscirà definitivamente a scrollarsi di dosso venti anni di saga aggiungendo al mix una nuova ondata di idee e situazioni. I dubbi ci sono, anche perché nonostante la solidità generale, il teaser demo che potete scaricare dal PlayStation Network non è certo l'horror più originale di questo mondo: quante volte abbiamo visto dei manichini che si spostano quando gli vengono date le spalle? Fortunatamente, Resident Evil 7 sembra essere molto di più, specialmente se giocato in realtà virtuale: ho provato prodotti simili in passato su Oculus, e anche le cose più banali si sono trasformate in una paura che non avevo mai sperimentato prima. Un demone che ti guarda a un metro dallo schermo fa ridere, ma a un metro dalla faccia ti fa gelare il sangue...

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