Provato Resident Evil Revelations 2

Un survival ad episodi: Capcom rilancia la sua saga con il seguito ufficiale dello spin-off portatile

Resident Evil Revelations 2

Gameplay
Resident Evil Revelations 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Pare semplice, ma non lo è. Per niente. Non è che una mattina ti alzi, ti raccapezzi un attimo, e poi scaraventi il passato fuori dalla finestra. Nella vita vera le cose non funzionano così, inutile illudersi. Il cuor leggero è un falso mito. Magari negli pseudo spot, come nei proto-film americani, ecco lì viene più facile liberarsi del fardello, sfoggiando un bel sorrisone che manco il signor Durban. Qui no. Il funzionamento del passato non è dissimile a quello della marea: torna sempre. Gratta, rosicchia e rompe le palle, se lasciato fare. E attenzione, l’andazzo è piuttosto democratico e vale per tutti. Dall’innamorato non più corrisposto alla multinazionale giapponese che ha bisogno di vendere a manetta i propri titoli per non inguaiare il capitale azionario. Ecco, Resident Evil ha palesemente intrecciato un rapporto quasi morboso col proprio passato. Glorioso, sicuramente. Sfavillante, come no. Ma anche decisamente colloso, imbolsito, concausa evidente della mancanza di coraggio, o di idee chiare, nel momento in cui il franchise stesso ha gridato a tutta voce la necessità di adeguarsi al modo di intendere l’horror moderno, e la sua logica declinazione survival. Dopo i posticci palpeggiamenti action (capitoli 5 e 6), ed il raccapriccio concettuale di Operation Racoon City, Revelations è stata, precisamente, una piccola epifania. Un Resident Evil di razza e dannatamente ispirato, capace di importare gli stilemi che hanno reso grande la serie, e di cui Revelations 2 rappresenta la logica prosecuzione. Ok, piano con lo champagne. Non aspettatevi stravolgimenti, inflessioni nuove, o un’iconografia orrorifica diversa. Il cambiamento, qui, è progettuale, non filosofico. La consapevolezza che questa riuscita serie spin-off rappresenti una sorta di porto franco, un approdo sicuro per i fan più inflessibili, ma anche un non-luogo dove poter, nel tempo, sperimentare alcuni cambiamenti nel concept. Sono parole di Michiteru Okabe, abbottonatissimo producer del gioco. Al momento dunque, la novità più succosa riguarda la già conclamata distribuzione episodica: un modo per testare, in primis, il riscontro economico del DD, in combo con la suddivisione in quattro capitoli, nell’attesa che qualcuno si decida a pilotare un finto leak di Resident Evil 7. Il primo episodio di Resident Evil Revelations 2 uscirà il prossimo 25 Febbraio su PC e console old e current gen di Microsoft e Sony. Per colmare il gap temporale, ci siamo proiettati all’interno degli studi di Halifax per abbracciare un vecchio amico. Cacchio Barry, sul serio, sei una meraviglia. Allora, come se la passa tua figlia?

Classico e Moderno

I quattro episodi racconteranno due storyline parallele ma pronte naturalmente ad intersecarsi. Da una parte le attiviste di Terra Save, Claire Redfield e Moira Burton, dall’altra il padre di quest’ultima, Barry, ed una misteriosa bambina incontrata poco dopo lo sbarco dell’ex S.T.A.R.S., Natalia Korda. Inutile chiedere, non sa una mazza, se non che l’isolotto è stato tolto da un pezzo dalle guide Alpitour. Ogni capitolo richiederà circa quattro orette per poter essere completato (tre i livelli di difficoltà), mentre lo storytelling persegue nella politica da B-movie tanto cara ai fan, con abbozzi di dialoghi smangiucchiati, ed il senso dell’horror lasciato all’ambientazione, sempre evocativa, soprattutto all’aperto. Impossibile valutare il valore complessivo dell’episodio in sé. Troppo poco, infatti, il tempo a disposizione, e relegato soprattutto alla fase iniziale, con tanti saluti alla torre radio che già ci aspettava a fauci aperte. Resident Evil Revelations 2 abbraccia dunque l’impostazione originale, con due personaggi controllabili, ed intercambiabili in tempo reale. Barry incarna il tank di turno, Natalia l’elemento chiave dell’esplorazione. La piccola infatti riesce ad individuare eventuali minacce (mostri dietro l’angolo) così come è lesta nello scovare tra gli anfratti bui scorte essenziali per il buon proseguimento dell’avventura. Come già ribadito durante il precedente hands on, la formula non ha beneficiato del passare degli anni, risultando un pochino stucchevole, perlomeno inizialmente. Man mano che i puzzle ambientali cominciano a dipanarsi lo sdoppiamento prende una piega essenziale, sebbene la sua struttura sia chiaramente forzata dalla scelta di design di inserire necessariamente il multiplayer cooperativo. All’interno della prima fortezza incontrata non mancano elementi ricorrenti, eppure sempre deliziosi da superare: porte chiuse dall’altro lato, lame rotanti da disattivare, gestione degli spazi da educare alla presenza di due personaggi. Il level design scopre subito le sue carte, con una gestione degli ambienti oculata, moderatamente tentacolare e pronta a mandare in bambola i più disattenti (e tra i giornalisti presenti, ne abbiamo visti alcuni imbottigliati già al primo giro di boa: vergogna).


La cooperazione fra i due coprotagonisti è dunque una bella cosa, con Natalia capace di infilarsi o abbassarsi nei pertugi più angusti, e Barry pronto ad intervenire per sgominare le minacce presenti. La bimba, all’evenienza e solo contro avversari striscianti, può anche difendersi, utilizzando dei mattoni trovati in giro come simpatici poggiatesta. Le sezioni all’aperto, ammantati da una nebbia grassa, e da un buon utilizzo delle luci, sono quelle scenograficamente più convincenti, sebbene il sentiero da seguire si apra in maniera pressoché lineare. In buona sostanza, l’intero pacchetto dell’esperienza Resident Evil è presente in Revelations 2, con la commistione delle erbe, lo scambio di materiale fra i protagonisti, un backtracking generoso ed i banchi di lavoro, su cui impiantare potenziamenti all’arsenale. Impossibile stabilire il coefficiente di reperibilità dei materiali: cercando bene con Natalia, le munizioni non mancano, sebbene i più disattenti o svogliati potrebbero già nelle fasi iniziali trovarsi con qualche grattacapo di troppo. I nuovi amichetti, poi, offrono fin da subito il gancio alla voce diversificazione: Rotten, Afflitti e Revenant si muovono ed attaccano in maniera completamente diversa, comandati da routine chiaramente funzionali. Se i primi barcollano senza un perché, e risultano facilmente avvicinabili da tergo, gli Afflitti schizzano che è un piacere, oltre ad essere generalmente più resistenti. Il Revenant, abbracciato alla fine della demo, abbisogna invece di cure specifiche nel cuore pulsante del virus, pena o la dipartita od un esborso incauto di pallottole.

La formula, come sempre, affascina ed appaga, convincendo soprattutto il giocatore affezionato o più navigato a gettare il cuore oltre l’ostacolo, rappresentato in questo caso da un’intelaiatura figlia di un’epoca arcaica. I più giovani, probabilmente, potrebbero faticare ad inserirsi in una struttura capace di parlare una lingua molto specifica, diversa da un The Evil Within (ironia della sorte) o Alien Isolation qualsiasi. Di certo la commistione fra vintage e distribuzione digitale rateizzata potrebbe agevolare l’opera di avvicinamento a quella che è comunque una delle serie seminali dell’horror in salsa ludica.

Vi siete persi qualcosa?

Nel caso vi foste persi dei pezzi, ecco il box dei vostri sogni che spiega chi, cosa e quando dell’ultimo survival horror firmato Capcom. Resident Evil avrà dunque due distribuzioni (digitale e fisica), ognuna con specificità proprie e spalmate in due periodi differenti. Vai con la didascalia:

A)   Versione  Digitale  

  • Quattro episodi a cadenza settimanale a partire dal 25/02/2015
  • Complete Season, dal 20/03/2015: 2 episodi Spin Off sui nuovi personaggi Moira Burton e Natalia Korda/Personaggio Bonus Modalità RAID: Hunk

  •  
    B) Versione fisica, dal 20/03/2015
    Contenuti aggiuntivi versione fisica:
  • 2 episodi bonus Spin Off sui nuovi personaggi Moira Burton e Natalia Korda
  • 2 Personaggi Bonus Modalità RAID: Hunk e Wesker
  • 4 costumi alternativi
  • 4 nuovi scenari Modalità RAID
  • Tecnicamente

    Sul versante tecnico Resident Evil Revelations 2 palesa chiaramente la natura cross gen: modellazione poligonale nella norma, e più che buona per ciò che concerne i protagonisti, ma texture soltanto discrete ed un’effettistica appena sufficiente non rendono giustizia alla potenza della PlayStation 4 su cui abbiamo effettuato il test.
    Stilisticamente d’impatto, non è sicuramente nella componente tecnologica che bisogna ricercare i veri pregi dell’ultima produzione Capcom.

    Modalità Raid

    Resident Evil Revelations 2 presenterà la modalità Raid, affrontabile anche con un amico in split-screen. E quindi? Orde di nemici sempre più famelici e agguerriti, suddivisi in decine di location, la possibilità di customizzare personaggio ed arsenale, quest’ultima legata ad una maggiore stratificazione strategica che talvolta ci vedrà distruggere le armi per recuperare i potenziamenti o distruggere i potenziamenti per liberare gli slot. Modalità canonica nello svolgimento, con una soundtrack volutamente tamarra, Raid è comunque estremamente godereccia, rappresentando un bel plus per il pacchetto globale.

    Resident Evil Revelations 2 Resident Evil Revelations 2 è la legittima prosecuzione di uno spin-off prestigioso. La formula di gioco risente del passare degli anni, ma questa sua limpida adesione al canone potrebbe giocare un ruolo importante soprattutto nei confronti degli estimatori di lungo corso, scoraggiati dalle sceneggiate action di Resident Evil 5 e 6. Curiosa anche la natura episodica, con un doppio sviluppo della trama che potrebbe prevedere risvolti interessanti, mentre è ancora da valutare l’assetto della componente survival e la longevità effettiva. Il pacchetto completo, fra campagna, co-op offline e modalità Raid si presenta piuttosto succulente, in attesa chiaramente di Resident Evil 7.