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RimWorld Provato

Un po' sandbox, un po' gestionale, un po' survival: RimWorld si è rivelato un progetto indie davvero interessante.

provato RimWorld
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  • Pc
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Pochi giorni fa, sulle nostre pagine, vi abbiamo parlato di Stardew Valley, una piccola perla indie che ha saputo catturaci grazie a quella sua genuina capacità di andare oltre alle semplici dinamiche gestionali con cui ci era stato presentato, abbracciando invece un gameplay più stratificato e brillante.
Oggi, invece, siamo qui per parlarvi di RimWorld, un altro indie dal grande potenziale e che condivide con Stardew Valley una filosofia a tratti molto simile, salvo però svilupparsi intraprendendo un percorso più caotico e all'insegna delle dinamiche survival. Al momento il titolo è disponibile in Early Access su Steam, alla tutt'altro che modica cifra di 27,99 Euro. Potrebbe trattarsi del sandbox-survival che stavate cercando? Scopriamolo insieme.

Un po' sandbox...

Se in Stardew Valley una nuova partita inizia con il protagonista che eredita una fattoria in disuso e completamente da ristrutturare, in RimWorld il giocatore si ritroverà catapultato su un pianeta sconosciuto e ostile, con solo una manciata di risorse e una serie di personaggi da controllare, dal background scelto in maniera casuale durante la creazione del mondo di gioco. Si tratta di un incipit piuttosto comune nel panorama dei survival game, ma che in RimWorld si evolverà sospinto da dinamiche con un respiro decisamente più ampio.
Lo scopo della partita, comunque, sarà quello di avviare, espandere e potenziare una piccola comunità di colonizzatori spaziali, imparando a gestire la suddivisione dei lavori, la raccolta delle risorse e i bisogni di ognuno degli abitanti. Cerchiamo però di procedere con ordine, poiché RimWorld vive di diverse fasi, ognuna con una sua importante autonomia.
Prima di mettere piede sul suolo polveroso di un pianeta dell'orlo esterno, un Rimworld appunto, si dovrà procedere alla selezione dello scenario. Ce ne sono tre, che variano nel numero di personaggi e nelle risorse che avremo a disposizione inizialmente, andando così ad ammorbidire o inasprire la curva di difficoltà nelle prime fasi della partita. Ai giocatori che amano personalizzare nel dettaglio la propria esperienza di gioco viene comunque fornita la possibilità di editare manualmente ogni singolo aspetto dello scenario, proprio come se ci si trovasse in un Civilization qualsiasi.
Una volta impostate le caratteristiche del mondo in cui ci troveremo, sarà il turno di scegliere il cosiddetto "narratore". Si tratta sostanzialmente di un'intelligenza artificiale, una sorta di algoritmo che decide la frequenza e l'alternanza degli "eventi esterni" che interferiranno con la vita della nostra colonia. Tra questi, vanno annoverati gli attacchi a sorpresa delle fazioni rivali o dei pirati, l'improvviso attacco di alcuni animali selvatici, ma anche la caduta repentina di alcuni gusci di salvataggio con a bordo delle preziose risorse o persino dei nuovi superstiti (che potremo arbitrariamente decidere se aiutare oppure se eliminare per recuperarne l'equipaggiamento).

Anche per la scelta del narratore ci verranno fornite tre opzioni: una che propone una progressione bilanciata, e cioè che si farà via via più difficile con il passare del tempo; una più rilassata, dove gli eventi negativi si presenteranno con molta meno frequenza, lasciando al giocatore la possibilità di gestire la colonia con più serenità; e una che non seguirà alcun filo logico, tanto che nell'arco di cinque minuti potremmo tranquillamente assistere allo scoppio di una tempesta di fulmini susseguita da un'eruzione solare e dopo ancora da una tormenta di neve, senza ovviamente lesinare sulle scorribande nemiche o sull'approdo nei nostri territori di qualche creatura particolarmente rara e feroce. Inoltre, per ogni narratore, si dovrà scegliere un livello di difficoltà (facile, medio, difficile e così via), che modificherà il danno dei nemici, la resistenza dei nostri personaggi e la durata dei bonus, siano essi positivi o negativi.
L'ultimo passo sarà quello dedicato alla creazione del personaggio (o dei personaggi). In realtà la libertà che ci è concessa in questa fase è ben poca, dato che l'insieme di abilità, incapacità, paure, fobie e interessi che caratterizzerà il suo background sarà impostato arbitrariamente dal gioco, e noi potremo solo rimescolarlo premendo un pulsante che ci darà anche modo di randomizzarne l'aspetto estetico e la "cartella clinica", ovvero l'elenco di menomazioni (cicatrici, infezioni, problemi alla vista e via dicendo) che influenzerà con piccoli bonus negativi alcune delle caratteristiche primarie.
Potete quindi capire come RimWorld, ancora prima di farci mettere piede sul pianeta da colonizzare, ci permetta di creare delle partite a loro modo uniche e irripetibili, fondate sulla commistione di elementi ben definiti e altri del tutto casuali e caotici.

Un po' gestionale...

È una volta giunti alla selezione della zona di atterraggio, però, che RimWorld entra finalmente nel vivo. Si tratta di una decisione importantissima e delicata, poiché ogni zona del pianeta offrirà caratteristiche climatiche e geologiche completamente differenti, che andranno a modificare in maniera sostanziale le nostre possibilità di reperire determinate risorse durante le diverse stagioni dell'anno. Scegliere di fondare la colonia in una zona desertica, ad esempio, ci permetterà di avere degli inverni meno rigidi (le temperature sono fondamentali in RimWorld!) e la possibilità di cacciare animali più resistenti (come i dromedari) e quindi capaci di fornirci più cibo una volta uccisi o di trasportare più merci se sfruttati in una carovana; di contro sarà molto più difficile trovare zone coltivabili, costringendoci a fare gli straordinari per riuscire ad accumulare abbastanza provviste prima del sopraggiungere dell'inverno. Sempre sulla mappa del pianeta vedremo visualizzate le diverse colonie neutrali e ostili disseminate casualmente all'inizio della partita: starà a noi decidere a quanti giorni di marcia da esse fondare la nostra comunità, consapevoli che una distanza troppo ampia ci darà modo di subire meno incursioni nemiche, ma allo stesso tempo ridurrà le visite delle carovane esterne (fondamentali per barattare le risorse e ottenere armi e animali più rari), e ci costringerà a impiegare molto più tempo e provviste per raggiungere i villaggi commerciali più vicini.
Sbarcati finalmente nel territorio selezionato, dovremo subito rimboccarci le maniche e procedere alla progettazione della colonia, impostando le zone dedicate alla casa, alla lavorazione dei materiali, alla coltivazione e quelle in cui accatastare le varie risorse e i rifiuti. Se avete avuto modo di giocare a Prison Architect, questa fase vi sembrerà assolutamente familiare. Proprio come nel meraviglioso indie sviluppato dai ragazzi di Introversion Software, infatti, ogni personaggio sotto il nostro controllo agirà per conto suo, in totale autonomia, secondo uno schema di priorità che dovremo impostare attraverso una comoda schermata dedicata. Per ogni lavoro si potrà impostare un valore di priorità, cosicché il personaggio agisca sempre con una certa cognizione di causa; senza che, ad esempio, continui a cucinare dei deliziosi manicaretti mentre un incendio sta divorando il magazzino delle risorse. L'implementazione della pausa tattica (premendo la barra spaziatrice), inoltre, ci permetterà di gestire con più tranquillità ognuno di questi aspetti. È anche possibile accelerare il tempo, così da rendere più sbrigative le operazioni degli abitanti.

La prima struttura da erigere sarà ovviamente la nostra casa, ove andremo a posizionare un letto per ognuno degli abitanti, cercando -dopo aver realizzato la prima rete elettrica- di inserire alcuni climatizzatori per regolare la temperatura delle diverse stanze a seconda della stagione. Successivamente dovremo individuare le risorse presenti sul territorio circostante, marcando le zone di raccolta attraverso un'intuitiva interfaccia. Le tipologie di risorse recuperabili saranno sostanzialmente tre: cibo, minerali e pelli, ognuna con una serie di sottocategorie che varieranno in base alla tipologia del giacimento da cui sono state raccolte e dalla loro rarità (espressa con un valore monetario crescente). Un aspetto davvero interessante è che molti oggetti e strutture, come ad esempio le mura e le porte degli edifici, potranno essere costruite con un materiale scelto a nostra discrezione, così da gestire alla perfezione il consumo delle risorse e non rischiare di trovarsi sprovvisti di alcuni materiali fondamentali come l'acciaio e il legno.

Costruito il primo scampolo di una colonia autosufficiente, con tanto di campi agricoli e postazioni da lavoro per cucinare, tessere vestiti e fabbricare sculture da poter barattare, potremo procedere alla sua espansione ed evoluzione, ottimizzando la suddivisione degli incarichi e avviando delle ricerche che ci permetteranno -attraverso dei rami tecnologici- di sbloccare nuovi, utilissimi oggetti per far progredire la comunità e renderne più semplice la vita (come le vasche idroponiche o la fusione elettrica per recuperare l'acciaio dai materiali di scarto). Sfruttare i personaggi più indicati per un determinato incarico, che può essere quello del cacciatore o del minatore, è uno degli aspetti più importanti dell'anima gestionale di RimWorld. Ogni personaggio, in base al pool iniziale di caratteristiche dettato dal suo background, potrà occuparsi solo di determinati incarichi. Assegnarne un personaggio dalle dubbie qualità a un compito importante, come quello della raccolta agricola o della costruzione, sarà sempre una scelta rischiosa, poiché ogni suo tentativo sarà inficiato da una percentuale di fallimento più alta, che potrebbe anche farci perdere tutte le risorse e i materiali. Di contro, man mano che un personaggio completerà i suoi incarichi guadagnerà esperienza e migliorerà le sue skill, con un piccolo bonus se il lavoro è tra quelli che gli sono più graditi. Allo stesso modo sarà importantissimo suddividere con criterio la giornata di ogni lavoratore, cosicché abbia sempre a disposizione abbastanza ore per riposarsi. A tal proposito, è bene sottolineare che in RimWorld non avremo a che fare con degli automi sempre pronti a soddisfare ogni nostro ordine o capriccio: siamo al cospetto di personaggi con dei bisogni che andranno soddisfatti, pena il sopraggiungere repentino del cosiddetto "mental break", ovvero una crisi di nervi che potrebbe persino spingerli a fare del male agli altri abitanti.

Un po' survival e gioco di ruolo.

Già a questo punto potremmo considerare il gameplay di RimWorld sufficientemente autonomo o comunque capace di tenere testa a buona parte dei titoli gestionali a sfondo survival reperibili su Steam. Ma è proprio qui, che il titolo passa alla fase successiva. Potremmo quasi definirlo come il momento in cui il titolo si trasforma in una ibrido tra un survival game e un gioco di ruolo: nel tentativo di sopravvivere, infatti, ci troveremo spesso a interagire con eventi che potrebbero permetterci di sbloccare alcuni risvolti narrativi inaspettati. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma comunque una serie di situazioni che ci daranno modo di indirizzare la "cronistoria" della nostra comunità. Vi abbiamo già parlato dei raid improvvisi delle fazioni nemiche, ma non vi abbiamo detto che potremo curare le nostre relazioni con esse, magari facendo delle donazioni monetarie, oppure prendendoci cura di uno dei loro superstiti precipitati nel nostro territorio. Allo stesso modo, ci sarà possibile incrinare completamente ogni tipo di rapporto con loro, attaccando le carovane in transito o persino assaltando direttamente le basi.
Indipendentemente dalla situazione, durante i combattimenti potremo prendere il controllo diretto dei nostri personaggi, utilizzando il puntatore del mouse per fargli raggiungere una posizione di guardia dietro alle coperture circostanti e per attaccare/fiancheggiare i bersagli designati. I personaggi più adatti al combattimento sono ovviamente quelli che presentano un background di tipo belligerante, come i pirati, gli assassini e i commissari, e che saranno quindi più abili nell'utilizzo delle armi da fuoco o quelle melee. Ce ne sono davvero tantissime (dalle semplici pistole ai lanciagranate), così come molti sono i tipi di equipaggiamenti indossabili. È fondamentale tenere presente che in RimWorld è attivo sia il fuoco amico sia il danno agli oggetti e agli edifici che si interpongono sulla nostra linea di tiro. Ve lo diciamo perché durante le fasi concitate dei combattimenti potrebbe tranquillamente capitarvi di colpire inavvertitamente un edificio, oppure un alleato o un membro di una fazione neutrale, causando danni irreparabili alle relazioni pubbliche.
Altre volte, addirittura, potrebbe succedere di ricevere il messaggio disperato di un membro di un'altra fazione che ha deciso di abbandonare la sua colonia per entrare a far parte della nostra, e starà noi scegliere se accettarlo, causando l'inevitabile scontro con i suoi inseguitori, oppure se lasciarlo al suo triste destino da disertore. Anche qui, però, RimWorld non lesina sui curiosi retroscena, dato che il personaggio rifiutato potrebbe essere in qualche modo imparentato (sì, ci sono anche gli alberi genealogici e i matrimoni) con uno dei personaggi che abbiamo accolto nei mesi precedenti, causando una reazione tutt'altro che felice da parte di quest'ultimo. A tutto ciò, vanno poi aggiunti i già citati "mental break", le condizioni climatiche avverse, gli incendi e le malattie (molte delle quali si potranno prendere mangiando cibo avariato o non cotto). E se dovessero morirci tutti gli abitanti? Avremo due opzioni: cominciare una nuova partita oppure aspettare che un nuovo colono giunga al nostro insediamento, ereditandone le strutture e le risorse.

RimWorld, insomma, è ben più di un semplice gestionale a sfondo survival. È un sandbox che ci fa vivere costantemente sul confine tra l'ordine e il caos, che ci dà modo di tenere per le redini la nostra comunità senza mai lasciarci completamente sicuri che le cose andranno sempre per il verso giusto. È un'esperienza che ci permette anche di indirizzare le vite degli abitanti della nostra comunità. Vogliamo diventare dei mercanti di risorse? Nessun problema, ci basterà addomesticare gli animali più grossi per poi utilizzarli per trasportare le merci negli altri insediamenti, creando via via delle reti commerciali più efficienti e che ci permetteranno di accrescere le nostre ricchezze. Vogliamo perseguire un piano d'espansione guerrafondaio? Dovremo semplicemente equipaggiarci al meglio e assaltare le altre colonie, facendo prigionieri o eliminando tutto e tutti indiscriminatamente. Vogliamo diventare dei trafficanti di organi? Ci basterà catturare un estraneo per poi espiantargli il cuore, i reni, gli arti e via discorrendo, potendo addirittura sviluppare degli innesti da impiantare nel corpo dei nostri abitanti per renderli più preformanti. Ci vengono insomma date tante possibilità, che potranno diventare ancora più numerosi grazie agli upgrade futuri in vista della release definitiva e alle mod realizzate dalla comunità.

RimWorld Pur mostrando un aspetto grafico molto grezzo, simile a quello saggiato in Prison Architect, RimWorld si è rivelato un progetto davvero interessante. Il titolo sviluppato dai ragazzi di Ludeon Studios è un gestionale a tema survival a cui piace anche indossare una maschera ruolistica, permettendo al giocatore di scrivere la storia della sua colonia e del suo rapporto con le altre fazioni che popolano la superficie planetaria. Non c'è un vero e proprio fine ultimo in RimWorld, ma solo un lungo racconto che parla della fondazione, dell'espansione, dell'evoluzione e probabilmente dell'estinzione di una comunità di reietti, ma anche di anime pie che si rifiutano di ricorrere alla violenza. È una storia di sopravvivenza e di amore, di scelte generose o raccapriccianti. E in tutto questo, il giocare può fingersi una divinità buona oppure un demone senza alcun rimorso. Non sappiamo ancora quando il progetto raggiungerà il capolinea, né se da qui alla sua pubblicazione definitiva il titolo subirà dei particolari scombussolamenti nel gameplay. Quel che è certo, però, è che RimWorld è un indie dal grande potenziale, capace già in questa fase Early Access di coinvolgere gli appassionati del genere e anche chi è in cerca di un survival vario e malleabile.

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