Provato Rise of the Tomb Raider - 20 Year Celebration

Abbiamo nuovamente messo le mani sui DLC che faranno parte della versione "20 Year Celebration" di Rise of The Tomb Raider per Playstation 4.

provato Rise of the Tomb Raider - 20 Year Celebration
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Sono passati vent'anni dal 25 ottobre del 1996, quando Lara Croft ha mosso i suoi primi passi nel mondo videoludico. Vent'anni in cui la giovane archeologa si è evoluta a più riprese, interiormente ed esteticamente, passando dalla sfrontatezza e spigolosità del carattere (e delle forme) caratteristica dei capitoli originali, alla fragilità di una giovane eroina che ancora deve realizzare la sua completa ascesa come avventuriera e come donna, in Rise of the Tomb Raider. Proprio quest'ultimo, a quasi un anno di distanza dalla pubblicazione su Xbox One, è finalmente in procinto di arrivare su PlayStation 4 (e PlayStation 4 Pro), con una versione, la "20 Year Celebration", che potremmo senza tanti giri di parole definire come una "Definitive Edition", visto che includerà tutti i DLC pubblicati sinora sulle altre piattaforme, oltre a nuovi succosi contenuti "premium" (compresa la versione VR di uno degli add-on). Per l'occasione, ci siamo recati negli uffici di Koch Media proprio per testare con mano le nuove aggiunte, in attesa della pubblicazione prevista per l'11 ottobre.

Home sweet home

Di Rise of the Tomb Raider vi abbiamo già parlato a più riprese, sia in occasione della review che nell'analisi del Season Pass; per cui, se doveste avere qualche dubbio sulla campagna principale oppure su uno dei suoi contenuti aggiuntivi già pubblicati, vi invitiamo a cliccare sui link per accedere rapidamente agli articoli dedicati.
Oggi, invece, vogliamo concentrarci sul materiale inedito che impreziosirà la "20 Year Celebration" per PlayStation 4, e che sarà disponibile gratuitamente su Xbox One e PC per chi possiede il Season Pass (esclusa ovviamente l'esperienza VR dedicata al visore Sony), mentre tutti gli altri dovranno acquistare i singoli DLC separatamente.
Partiamo da "Blood Ties", una mini-avventura ambientata niente meno che nella storica tenuta Croft, già apparsa in diversi capitoli del franchise ma qui ridotta in rovina dopo la scomparsa di Richard Croft. Vestendo naturalmente i panni di Lara, dovremo esplorare il rudere in cerca del testamento del padre, o comunque di un documento che possa attestarne il passaggio di proprietà nelle sue mani, così da respingere le assurde pretese sulla tenuta da parte di Lord Atlas DeMornay, zio di Lara e fratello di Amelia Croft. Trattandosi di un DLC narrativo, e che quindi non prevede alcun tipo di combattimento, potete capire che la progressione di "Blood Ties" sarà estremamente lineare e focalizzata unicamente sull'interazione con i vari collezionabili sparsi per le stanze della tenuta. Tra vecchi diari impolverati, registrazioni che fanno luce sui primi incontri amorosi dei signori Croft, oggetti da manipolare per scoprirne i dettagli meno evidenti, e qualche reminiscenza della stessa Lara sulla sua infanzia passata in compagnia della famiglia e del maggiordomo Winston (sì, proprio quello che si poteva chiudere nella cella frigorifera in Tomb Raider 2!), ci troveremo ad esplorare il "tempio" ormai decaduto della dinastia Croft, risolvendo di tanto in tanto qualche semplicissimo enigma ambientale (soprattutto spostando scale e carrelli). Riusciremo così recuperare il passepartout che ci darà accesso alle aree più avanzate della tenuta, e infine alla soluzione per aprire la cassaforte nello studio di Richard, dove è probabilmente conservato il documento. Si tratta insomma di un DLC non particolarmente brillante, né dal punto di vista narrativo né da quello ludico, che potrebbe però ugualmente stuzzicare i completisti e i più fedeli appassionati delle vicende legate all'eroina più celebre dei videogiochi. Certo, forse a 9,90€ (prezzo a cui verrà probabilmente venduto per chi non possiede il Season Pass) non rappresenta proprio il migliore degli investimenti.

"Blood Ties", inoltre, sarà reso disponibile anche in una versione dedicata a PlayStation VR, sempre incluso all'interno della "20 Year Celebration". Per muoverci, rigorosamente in prima persona, avremo a disposizione due modalità: una "Comfort", che prevede lo spostamento tramite una sorta di teletrasporto, e una "Free", che ci chiederà di spostarci sfruttando l'analogico sinistro del pad. La sensazione, visto l'alto tasso d'interazione con gli oggetti presenti nell'ambientazione, è che "Blood Ties" sia stato concepito (o comunque funzioni molto meglio) per la VR piuttosto che come esperienza tradizionale, potendo appunto contare sull'immersività della realtà virtuale per rendere più gustose le altrimenti compassate fasi esplorative proposte dal DLC.

Zii da incubo!

Se "Blood Ties" rappresenta l'esperienza più esplorativa e rilassante del nuovo pacchetto di DLC previsto per Rise of the Tomb Raider, "Lara's Nightmare" si erge sicuramente come sua ideale controparte ludica. Ci troviamo ancora nella tenuta dei Croft, o meglio, in una sua versione horror invasa da zombie assetati di sangue. Il perché? Semplice: Lara sta vivendo un periodo particolarmente tormentato a causa della scomparsa del padre, e le pressioni di suo zio Atlas per ottenere la proprietà della tenuta non fanno altro che spingerla oltre la soglia di tolleranza. Risultato? Di notte, proprio durante il soggiorno alla tenuta in cerca del documento del padre, l'archeologa viene assalita da un terrificante incubo ricorrente.

Ci ritroveremo quindi inghiottiti all'interno di quest'ultimo, inizialmente equipaggiati con solo una pistola e oppressi dai claustrofobici corridoi della tenuta. Il nostro scopo sarà ovviamente quello di sopravvivere agli assalti dei non-morti che tenteranno di circondarci non appena arriveremo in una nuova area della tenuta. Per farlo, proprio come se ci trovassimo nella più classica Zombie Mode di Black Ops, dovremo procurarci le diverse armi e munizioni sparse per l'ambientazione (come il fucile a pompa e il moschettone), per poi eliminare degli enormi teschi fluttuanti in grado di sputare potenti sfere di energia demoniaca. L'aspetto divertente di questa modalità è ovviamente garantito dalla frenesia survival che ne anima la progressione, piuttosto efficace nell'alternare i ritmi forsennati delle sparatorie a quelli meno tesi durante gli spostamenti tra le stanze già ripulite. Oltre agli zombie (alcuni persino armati di casco e scudo), nel salone principale della tenuta ci siamo trovati ad affrontare una boss fight contro una versione ancora più imbestialita dei teschi fluttuanti già incontrati, inframezzata dall'arrivo frenetico di diverse ondate di zombie in spazi davvero ristrettissimi. In questa situazione, per avere la meglio è richiesta una buone dose di sangue freddo e una mira quantomeno decente (soprattutto per togliere il casco ai non-morti corazzati), oltre che ovviamente un buon numero di munizioni per il fucile a pompa, arma che rende la vita sicuramente più semplice negli scontri più affollati. Volendo, prima di gettarsi nella modalità è possibile selezionare alcune sfide da svolgere per ottenere dei crediti extra da spendere in equipaggiamento, al fine di migliorare le proprie possibilità di sopravvivenza e guadagnare un punteggio più alto al termine della partita. Si tratta dunque di un DLC con un appeal evidentemente diverso rispetto a quello di "Blood Ties", certamente più adatto a chi di Tomb Raider predilige l'anima più action delle fasi shooter.

Stoicismo di coppia

Dulcis in fundo troviamo la "Co-op Endurance", una versione cooperativa a due giocatori della "Modalità Stoicismo" già pubblicata con il Season Pass su Xbox One e PC. Si tratta di una modalità ambientata in un'area inedita generata proceduralmente (con tanto di ciclo giorno/notte e meteo dinamico), molto estesa e costantemente invasa da una nebbia terribile che limita la visibilità. Non si ha a disposizione una mappa, e l'obiettivo è quello di sopravvivere più a lungo possibile cacciando e raccogliendo le limitate risorse disponibili nell'ambiente circostante.
Si deve cominciare quindi ad esplorare la zona, alla ricerca di ripari e cibo. Nell'angolo superiore dello schermo, infatti, compaiono due indicatori, che indicano il livello di freddo e di fame di entrambi i giocatori. Per evitare di morire d'inedia bisogna cacciare e scuoiare gli animali, ma anche raccogliere le bacche commestibili dai cespugli sparsi nell'area di gioco: l'indicatore della fame si riempirà automaticamente. Le risorse sono condivise, ma solo restando entro una certa distanza, per cui, per velocizzarne la raccolta, è possibile suddividersi i compiti. Se decideremo di addentrarci ad esplorare le grotte buie e umide in cerca di reliquie sarà bene farlo con lo stomaco pieno, perché i funghi che crescono in quegli ambienti sembrano davvero poco raccomandabili e le trappole sono sempre pronte a porre fine all'incedere del giocatore più disattento. A tal proposito, i giocatori hanno a disposizione tre vite condivise (recuperabili aprendo i sarcofagi nelle tombe), ognuna delle quali verrà consumata non appena uno dei due finirà al tappeto (sia per le ferite che per la fame), con conseguente countdown di un minuto per permettere al compagno di rianimarlo. Esaurite le vite o sforato il countdown, la partita terminerà immediatamente. I giocatori più abili possono ovviamente separarsi e battere zone più ampie della mappa (potendo comunque utilizzare la visione speciale di Lara per potersi immediatamente individuare a distanza), dovendo però stare attenti ai vari nemici armati che pattuglieranno l'area, i quali, tuttavia, una volta eliminati, permetteranno di sbloccare immediatamente l'arma che avevano equipaggiata. L'altro nemico della squadra è il freddo: se non si vuole morire assiderati sarà bene avvicinarsi ai fuochi che i membri della Trinità hanno acceso vicino ai campi base, oppure accenderne uno per nostro conto, consumando però le risorse faticosamente accumulate. Riposare ai falò improvvisati permette anche di assegnare i punti abilità che guadagneremo accumulando esperienza. La velocità con cui scendono gli indicatori di fame e freddo impone ai giocatori una certa fretta, costringendoli ad una corsa a volte disperata per trovare ripari o animali da cacciare. Il ritmo di gioco è quindi molto diverso rispetto a quello dell'avventura, l'approccio è quasi emergenziale, e il senso di sfida molto percepibile.

Purtroppo, a livello di meccaniche di gioco questo Survival in stile Tomb Raider resta molto elementare, rappresentando quasi una "parentesi arcade" all'interno di un titolo che fa della narrazione la sua forza. C'è da dire, però, che le meccaniche cooperative riescono a donare all'esperienza complessiva alcuni dinamismi certamente più divertenti rispetto a quelli della modalità in single player, con tanto di possibilità di posizionare degli indicatori contestuali per segnalare al compagno la posizione delle risorse e dei nemici. Perdura tuttavia quella sensazione di trovarsi davanti ad una modalità che forse pecca dal punto di vista della longevità, con un sistema procedurale che andrà certamente analizzato più a fondo, anche solo per capirne l'efficacia nella differenziazione delle varie partite. Anche in questo caso, come per "Blood Ties", i probabili 9,90€ a cui verrà venduto il DLC sulle altre piattaforme per chi non possiede il Season Pass potrebbero rappresentare uno scoglio non da poco, che potremo giudicare solamente dopo aver messo per bene le mani sulla modalità e averne analizzato a fondo profondità e longevità.

Rise of the Tomb Raider La “20 Year Celebration” di Rise of the Tomb Raider per Playstation 4 rappresenta certamente un'offerta succulenta per tutti gli amanti di Lara Croft, ma anche per chi è in cerca di un adventure game con buoni spunti narrativi e di gameplay, e anche abbastanza longevo. Alla tutt'altro che pessima qualità dei DLC già pubblicati nell'ultimo anno, si andranno ad aggiungere tre contenuti (quattro contando la versione VR di “Blood Ties”) di buona qualità e adatti a diverse tipologie di palato, oltre che ad alcuni costumi e qualche fantastica skin "low-poly" dei capitoli originali da sostituire alla Lara in alta definizione. Partendo dal già citato “Blood Ties”, che offre una sorta di rilassante “fanservice esplorativo” senza troppe pretese ludico-narrative (sicuramente più gustoso in VR piuttosto che in modalità “tradizionale”), fino ad arrivare alla frenetica zombie-mode di “Lara's Nightmare” e alla co-op per la “Modalità Stoicismo” (forse il DLC con la trovata potenzialmente più interessante di quelli nuovi): siamo evidentemente al cospetto del pacchetto definitivo per Rise of the Tomb Raider, che potrà anche contare sulle migliorie dedicate alla versione per Playstation 4 Pro. Certamente, però, bisognerà prima dare un'occhiata al prezzo di lancio, ma soprattutto a quello dei singoli DLC per chi non possiede il Season Pass su altre piattaforme, che potrebbe riservare davvero a questi ultimi un'amara (ma anche abbastanza scontata) sorpresa.