Robo Recall, provato con Oculus Rift

La demo Bullet Train mostrata nel 2015 ad Oculus Connect 2 è ora diventata un prodotto completo, pieno di scontri a fuoco e adrenalina.

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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Una delle sorprese più grandi di Oculus Connect 2, la maxi-conferenza che Oculus ha tenuto lo scorso anno, fu Bullet Train, demo di Epic Games che ci aveva galvanizzato per la classica carica esplosiva con cui l'azienda americana arricchisce i suoi prodotti. Quest'anno Bullet Train ha fatto il grande salto e ad Oculus Connect 3 è stato annunciato Robo Recall, prodotto che è nato proprio da quella demo, evolvendosi in un action a rotta di collo. Con grande curiosità ci siamo quindi infilati il visore Rift, abbiamo afferrato i controller Touch e abbiamo affrontato una missione come "recuperatore" di robot impazziti.

Una tranquilla giornata di lavoro

In Robo Recall siamo proprio questo, un novello Rick Deckart alle prese con esseri artificiali fuori controllo, dalle fattezze però ben diverse da quelle degli androidi di Blade Runner. Come visto nel trailer di annuncio, le macchine di Robo Recall sono dei robot bipedi, nati per aiutare l'uomo soprattutto nell'ambito dei lavori pesanti e ad alto rischio. Non sappiamo cosa sia andato storto e quando questi esseri meccanici si siano rivoltati contro gli uomini: sappiamo solo che dovremo distruggerli, farli a pezzi, disintegrarli, visto che il dialogo non è un'opzione percorribile.
La demo si apre su un ascensore che ci porta al centro di addestramento, per il primo giorno di lavoro: mentre saliamo al piano di destinazione un altoparlante ci fornisce una rapida introduzione, complimentandoci per aver scelto questa strada nella vita, con un tono sinistro e scherzoso che non può che far pensare a Portal.
Una volta arrivati è necessario entrare nel laboratorio utilizzando l'abituale meccanica del teletrasporto; Epic ha infatti scelto un metodo ormai classico per la gestione del movimento in VR, aggiungendo però una feature interessante: muovendo in avanti lo stick analogico del controller Touch di sinistra è possibile far comparire una sorta di bersaglio, che si muove sul terreno in base a come spostiamo la mano nello spazio.

Indica ovviamente la posizione in cui compariremo una volta premuto il tasto che attiva il teleport ma è possibile fare in modo di arrivare a destinazione rivolti in una direzione differente rispetto a quella di partenza.
Basta infatti ruotare lo stick a destra o sinistra prima di spostarsi per far comparire una freccia intorno al bersaglio: in questo modo i movimenti diventano molto più rapidi, e si potrà così abbandonare una strada sotto assalto da parte dei robot e comparire in fondo alla stessa, già girati verso il punto in cui eravamo in precedenza, pronti a riprendere la battaglia. È un aspetto importante, in quanto ha permesso al team di alzare drammaticamente il ritmo di gioco, rispetto a quello già molto dinamico di Bullet Train.
I combattimenti sono infatti rapidissimi e alternano l'uso di armi da fuoco a scontri corpo a corpo. Per entrambi si capisce subito che il titolo di riferimento è stato Raw Data: basta guardare in basso per notare due fondine appese alle proprie cosce, che ospitano ognuna una pistola dalla canna lunghissima. Inoltre abbiamo a disposizione un fucile a canne mozze appeso ad un supporto dietro alla schiena, da utilizzare per sfoltire le cariche nemiche più massicce. Per prendere confidenza con le armi da fuoco basta quindi spostarsi nel laboratorio e raggiungere il poligono di tiro, provando a svuotare qualche caricatore su bersagli fissi o in movimento, rappresentati da dei riquadri colorati proiettati a distanze variabili. Il feedback delle pistole e del fucile è buono, anche se il sistema non è perfetto e non fornisce la sensazione che una buona mira possa fare la differenza come in Raw Data.
La modalità di ricarica, poi, è differente, in quanto le pistole vanno inserite nuovamente nelle fondine per qualche istante, prima di poter cominciare nuovamente a fare fuoco. E' un approccio che toglie qualcosa in termini di spettacolarità ma aggiunge un pizzico di strategia: meglio sparare con entrambe le pistole e poi ricaricarle contemporaneamente o alternarne l'utilizzo, magari puntando a mirare meglio e sprecando meno colpi?
E però la meccanica degli scontro corpo a corpo a stupire maggiormente: in un angolo del laboratorio sono presenti alcuni robot che sono già stati resi inoffensivi. Teletrasportandoci in quell'area notiamo che tutti, malgrado abbiano forme differenti, sono dotati di alcune maniglie e comunque di parti che possono essere afferrate, evidenziate da un bagliore.
Ecco quindi che emerge la parte più dinamica di Robo Recall: allungando una mano possiamo sollevare un robot dal collo, afferrando poi la giuntura di un ginocchio e allargando le mani per strapparlo letteralmente in due, generando un secco rumore di metallo che va in pezzi, con scintille che escono dai cavi elettrici recisi e liquidi da sistemi di raffreddamento ormai compromessi. Molti altri punti possono essere afferrati, tra cui mani, gomiti, piedi e spalle, permettendoci quindi di devastare i robot in tantissimi modi differenti, lanciando poi le componenti rimaste in modo da sbarazzarcene o utilizzando gli arti rimossi come armi da mischia.
Presa confidenza con i nostri mezzi possiamo quindi passare all'azione: veniamo portati in quella che sembra essere la classica downtown di una metropoli americana, a metà tra New York e Los Angeles. I palazzi arrivano fino al cielo e le strade sono disseminate di veicoli semi distrutti, segno che la popolazione è già stata evacuata e tutti i danni che possiamo fare andranno contabilizzati alla voce "collaterali".

Un paio di teleport e da una via laterale arrivano i primi due robot, che freddiamo rapidamente con alcuni colpi ben piazzati, sparati dalla pistola nella nostra mano destra. Giusto in tempo per alzare la sinistra verso due droni simili a dei ragni, che sbucano da sotto un'auto cappottata, mentre in fondo alla strada notiamo che altri esseri sintetici si stanno avvicinando ad armi spianate. Ci spostiamo quindi sul lato opposto della carreggiata, facendoci scudo con un cassonetto e afferrando il fucile dietro alla nostra spalla destra. Mettiamo fuori la testa e freddiamo un avversario, proprio dietro l'angolo, mentre notiamo con la coda dell'occhio che l'altro sta facendo il giro dalla parte opposta. Lo attendiamo e gli afferriamo il braccio appena è alla nostra portata, spezzandolo e usandolo per farlo cadere, sparandogli poi a bruciapelo al volto per rimuoverlo definitamente dalla lista delle minacce.

Il ritmo aumenta progressivamente e torna anche la possibilità di afferrare al volo un proiettile per rispedirlo poi al mittente con una mossa del braccio, azione tra le più appaganti in tutto il gioco, eguagliata solo dal piacere di afferrare un robot al volo, scardinargli la testa e lanciarlo contro un suo compagno che stava per spararci a bruciapelo.
Gli scontri in Robo Recall sono quindi rabbiosi, rapidissimi e i pochi istanti a disposizione vanno utilizzati per attaccare, difendersi e nel contempo capire quando è ora di spostarsi e dove, magari sfruttando il tetto di un autobus abbandonato per guadagnare una posizione rialzata che ci permette di avere una visuale migliore. Al culmine dello scontro e con già qualche goccia di sudore sulla fronte, un gigantesco carro armato bipede atterra in mezzo ad un incrocio, accendendo dei razzi che gli permettono di planare con relativa leggerezza. Proprio in questo momento ci rendiamo finalmente conto di quanto l'interfaccia stacchi rispetto al resto dello stile di Robo Recall: ogni volta che un colpo va a segno o che il nostro moltiplicatore di punteggio sale, onomatopee di classico stampo fumettistico compaiono nel campo visivo, dando quel gusto un po' retrò a un titolo che invece sprizza tecnologia da ogni pixel, rendendo il tono più giocoso e meno serio. Lo scontro con il boss rende il gameplay più vario e ci permette addirittura di saltargli sulla schiena per controllare temporaneamente il gigantesco gatling che ha montato sotto il braccio destro, dopo averlo reso inoffensivo. Questo ci permette di ripulire completamente l'area, annichilendo letteralmente ogni assalto e permettendoci di arrivare alla fine della demo con un punteggio di tutto rispetto.

Robo Recall Robo Recall è adrenalina pura in VR e rappresenta la risposta di Epic e Oculus al successo di Raw Data. La missione che abbiamo provato galvanizza l’utente e lo spinge a trovare modi creativi per abbattere i nemici sintetici, alternando l’uso delle armi da fuoco e la spettacolarità delle mosse corpo a corpo, che permettono di smembrare e fare a pezzi ogni avversario in maniera intuitiva e dannatamente soddisfacente. Stupisce quindi che Epic abbia deciso di optare per un lancio gratuito del proprio prodotto, segno che la partnership con Oculus è salda e che probabilmente sta dando i suoi frutti, come dimostrato anche dall’annuncio della gratuità della licenza dell’Unreal Engine per gli sviluppatori che vogliono sviluppare un gioco per Rift. Robo Recall è inoltre un titolo molto importante per i controller Touch: anche se arriverà dopo il lancio dell’hardware, potrebbe essere considerato come una delle killer app per i controller di movimento, oltretutto offerta senza dover spendere nulla in più per poterla giocare.

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