Provato Rocket League

Psyonix recupera ed evolve il concept di Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars: una partita di calcio giocata a bordo di rapidissimi bolidi a quattro ruote. Ecco il nostro resoconto dopo la prova della beta!

provato Rocket League
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Ricordate Supersonic Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars? Era un videogioco di calcio molto particolare uscito sull'ormai vetusta PlayStation 3, pubblicato nel lontano 2008. La particolarità del titolo, disponibile all'acquisto solo ed esclusivamente in forma digitale sul PlayStation Store (a poco più di 2 euro, tra l'altro), era che al posto dei tradizionali calciatori in carne ed ossa potevamo usavano nientemeno che delle velocissime macchine giocattolo telecomandate, sempre e solo con lo scopo di inviare la palla nella porta avversaria. Il titolo sviluppato dai ragazzi di Psyonix Studios, nonostante fosse a tutti gli effetti un prodotto low budget, si rivelo' una divertente alternativa ai blasonatissimi calcistici tradizionali, che puntualmente anno dopo anno invadono gli scaffali dei negozi con le loro licenze ufficiali e i motori grafici all'ultimo grido. Acrobatic Rocket-Powered si rifaceva infatti a una tipologia di gioco sportivo che potevamo trovare spesso e volentieri nelle sale giochi anni '90, dove la prima cosa che risaltava all'occhio non era la quantità di opzioni disponibili, ma quanto veloce fosse il gameplay e quanto sgargiante fosse il comparto estetico. Lo scorso anno, il team Psyonix ha confermato di stare lavorando al sequel spirituale di quel divertente gioco uscito sulla penultima console da casa targata Sony, previsto per il 2015 sotto un altro nome, ossia Rocket League, la cui beta giocabile è stata pubblicata pochi giorni fa sul catalogo virtuale di PS4. Scopriamo se calciare una palla gigantesca con delle autovetture radiocomandate è divertente oggi come allora.

START YOUR ENGINE AND PALLA AL CENTRO

Ovviamente, trattandosi di una beta, molte delle opzioni che saranno presenti nel titolo finale sono state omesse o parzialmente troncate. Ciononostante sin dal primo istante di gioco è chiaro che gli sviluppatori hanno deciso di mantenere tutte le apprezzate qualità del predecessore. Innanzitutto Rocket League poggia sulla medesima struttura ludica del "primo" capitolo: due squadre di macchinine radiocomandate, due porte (una avversaria ed una del nostro team), un campo (o forse sarebbe meglio parlare di arena) degli spalti colmi di spettatori ed ovviamente una sfera di notevoli dimensioni. Obiettivo? Chiaro, battere il team avversario come in una normale partita di calcio o Palla a mano. Niente di più semplice, insomma. Nel nostro test di prova è stato possibile giocare solo in partite per un massimo di 3 contro 3, ma sin dal primo fischio d'inizio i vari match siano risultati frenetici e con un ritmo serratissimo. La prima novità del gameplay rispetto al vecchio Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars è la presenza del turbo, ricaricabile raccogliendo power-up sul campo, utile sia per far mangiare la polvere ai nostri avversari che per distruggerli letteralmente piazzando colpi ben assestati alle loro carrozzerie, oltre ad una sorta di doppio salto, direzionabile con la levetta analogica di destra, utile (per non dire fondamentale) per effettuare azioni ad effetto o pallonetti ai danni dei giocatori della squadra avversaria. Immaginate il vecchio Blitzball di Final Fantasy X e vi sarete fatti un'idea sommaria del tipo di sistema di gioco messo in piedi dal team Psyonix. Attenzione però: quello che apparentemente potrebbe risultare+ un titolo calcistico caotico e fondato interamente sull'elemento fortuna, si rivela essere invece un prodotto che premia tanto l'attacco quanto la difesa, essendo il gioco di squadra fondamentale per inanellare un gol dietro l'altro (non senza un pizzico di fortuna, chiaramente). Purtroppo, nella versione beta da noi testata non e' stato possibile partecipare a match che superassero i cinque minuti di durata, cosa questa che ha limitato parzialmente il divertimento.

Parlando di modalità di gioco, la carne al fuoco in questa prima beta di Rocket League è a conti fatti ben poca, mancando tra l'altro sia il Season Mode promesso dagli sviluppatori (in single player e in multiplayer, che permetterà di sbloccare numerosi oggetti con cui personalizzare i nostri bolidi, nuove arene e tanto altro), una modalità replay (che ci permetterà di catturare i momenti più emozionanti dei vari match), oltre ovviamente alle numerose modalità multiplayer competitive e non. L'unica possibilità decisionale che avremo sarà la scelta del server su cui giocare ed il numero di partecipanti della partita (come accennato poche righe più in alto, si va da un minimo di 2 a un massimo di 6 giocatori totali), per partite private con amici anche sulla stessa PS4. Il tutto, purtroppo in una sola arena di gioco. Inoltre, il netcode di questa versione beta non era ancora perfettamente ottimizzato, con qualche inevitabile episodio di lag o disconnessioni improvvise nel corso delle partite. Nonostante questo, i programmatori hanno comunque ben pensato di offrirci il loro antipasto nella miglior veste grafica possibile. Il titolo sviluppato dai ragazzi di Psyonix può infatti fregiarsi di un notevole dettaglio (nonostante qualche texture fatichi inevitabilmente a caricarsi in tempo), sia per gli effetti particellari di esplosioni e scie delle automobili, sia per quanto riguarda i semplici fili d'erba dei campi da calcio. Il tutto, fortunatamente, a 60 fotogrammi al secondo realmente granitici.

La telecamera fissa sul pallone non crea troppi disagi, nonostante in caso si senta la necessità di avere una visione più ampia di ciò che accade attorno a noi, con la semplice pressione di un tasto si potrà sbloccare la visuale per avere un maggior controllo del campo di gioco. Risulta invece del tutto inspiegabile la mancanza di un vero e proprio comparto audio, ad eccezione chiaramente degli effetti sonori sprigionati dai motori delle nostre macchine radiocomandate e dal brusio del pubblico sugli spalti, oltre che un banale "Goal" urlato in caso di rete. Che senso ha farci assaggiare un titolo del genere, frenetico e adrenalinico, senza una musica rockeggiante che ci gasi a mille durante i vari match? Siamo sicuri tuttavia che nel prodotto finale non mancherà una soundtrack adatta al contesto. Oltre chiaramente a tutto ciò che in questa versione di prova è risultato essere latitante.

Rocket League Dopo questo primo assaggio giocabile, Rocket League sembra aver ereditato tutte le caratteristiche vincenti del predecessore, quell’Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars che circa sette anni fa si ritagliò su console PlayStation 3 un buon numero di proseliti. Una giocabilità arcade precisa e divertente, piccole novità di spicco come la presenza del turbo e del doppio salto per le nostre macchine telecomandate, oltre alla medesima dose di divertimento del capitolo originale fanno ben sperare circa la riuscita del prodotto finale, nonostante in questa beta mancassero praticamente tutte le modalità di gioco di rilievo promesse dagli sviluppatori, sia online che offline.. In attesa del reale fischio d’inizio, il nuovo torneo calcistico a quattro ruote targato Psyonix Studios potrebbe essere il passatempo da tenere sott’occhio nei prossimi mesi.