Provato Shoppe Keep

Uno stravagante gestionale in cui dovremo vestire i panni di un venditore di un non meglio precisato MMORPG, avendo spesso a che fare con clienti indisciplinati e lestofanti incalliti.

provato Shoppe Keep
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  • Pc
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Che cosa hanno in comune Lucan Valerius, Crazy Wolfgang e Granny Smith, oltre ad essere rinomati personaggi non giocanti di alcuni dei titoli ruolistici più famosi? Ve lo diciamo noi: sono mercanti, o traducendo letteralmente il termine inglese più comune in ambito videoludico, venditori. Ne abbiamo incontrati davvero di ogni razza e dimensione nel nostro peregrinare digitale: spesso gettandoci a capofitto nei loro negozietti senza nemmeno degnarli di un saluto, solo per svuotarci le tasche dai junk o per rifornirci di quelle novantanove stack di farina necessarie a far salire di qualche livello la nostra abilità in Cucina. Ma vi siete mai chiesti cosa si prova a passare un'intera giornata rinchiusi in un antro polveroso, a vedersela con clienti per lo più indisciplinati, mentre fuori c'è un mondo fantasy tutto da esplorare e gli altri NPC, persino i più insignificanti mob del più lurido dungeon, vivono le loro vite avventurose? Se siete curiosi di scoprirlo, o meglio, di patire le sofferenze di un venditore videoludico, dovreste buttare un occhio su Shoppe Keep, titolo indie, al momento disponibile in Early Access su Steam, con un concept quantomeno interessante e spedite meccaniche gestionali tutte rigorosamente in prima persona.

Il mio Shoppe!

Quella di Shoppe Keep è, appunto, un'esperienza immediata, appartenente a quel filone di rapidi gestionali che oggigiorno vanno tanto di moda, soprattutto su piattaforme mobili (avete presente Fallout Shelter?). Per cui, al di là di una lieve carenza contenutistica di fondo (più che naturale trattandosi di un titolo in Accesso Anticipato), in Shoppe Keep dovremo vedercela con semplici meccaniche di gioco reiterate per l'intera durata della partita, con una progressione che mostrerà qualche timido accenno di profondità solamente grazie ad alcuni piccoli espedienti di gameplay e ai vari "sbloccabili" con cui potremo migliorare il negozio e la qualità della sua merce.
Selezionata una nuova partita e personalizzato l'aspetto estetico del nostro venditore, verremo immediatamente catapultati in un negozietto sperduto di un sobborgo medioevale appartenente ad un non meglio precisato MMORPG, dove, a seconda della fase della giornata, per le strade vedremo transitare i vari avventurieri controllati dall'intelligenza artificiale. Va infatti considerato che ogni personaggio che vedremo in Shoppe Keep, oltre ad essere generato senza equipaggiamento e con pochi spicci in tasca (come tutti i personaggi appena creati in un MMORPG), rimarrà nel mondo di gioco per l'intera durata della partita, svolgendo in totale autonomia le sue quest e ritornando al nostro negozietto per rifornirsi di pozioni e acquistare (se li avremo) nuovi pezzi d'equipaggiamento. Ciò significa che, per fare veramente fortuna, non potremo adagiarci unicamente sulla vendita d'equipaggiamento di qualità "comune" e sulle pozioni minori, ma dovremo progressivamente migliorare il nostro inventario per far fronte alla domanda sempre più esigente dei clienti più affezionati. All'inizio del gioco, tuttavia, tra le mani avremo solamente un piccolo locale vuoto e un pugno di monete d'oro per avviare l'attività. Il nostro primo compito sarà quindi quello di collocare nello store (tramite un editor simile -ma molto più semplificato- a quello visto in Fallout 4 per gli accampamenti) l'attrezzatura da esposizione (tavoli, scaffali, banconi, rastrelliere, porta cappelli), ove andare poi a posizionare in bella mostra la merce per attirare i primi clienti. Successivamente, consultando una schermata dedicata, dovremo effettuare il nostro primo ordine, che una volta inviato ci verrà recapitato dopo circa un minuto in un forziere del retrobottega. A questo punto, andando a posizionare i vari articoli (ognuno dei quali potrà essere collocato solamente su alcuni tipi di scaffale), dovremo aggiungere al loro prezzo d'acquisto originale la percentuale di guadagno desiderata, stando bene attenti a non esagerare per evitare di spazientire i clienti, i quali non accetteranno di buon grado eccessivi sovrapprezzi della merce, arrivando persino a gettare a terra con sprezzo l'articolo desiderato e andandosene via. Sistemati gli scaffali e approntati i prezzi di vendita, potremo finalmente aprire le porte al pubblico.

Ogni giornata lavorativa sarà suddivisa in tre fasi (mattina, giorno e sera) da cinque minuti ciascuna, che incideranno unicamente sull'affluenza degli avventurieri nel sobborgo. Se alle prime luci dell'alba, infatti, alle porte del negozio faranno capolino solamente gli eroi più mattinieri, a metà giornata, soprattutto quando avremo guadagnato una certa popolarità, verremo letteralmente invasi dai clienti, obbligandoci a tenere alta la concentrazione per riempire prontamente gli scaffali vuoti e per rifornire l'inventario. Ad ogni vendita, oltre alle monete, otterremo dell'esperienza che ci permetterà di livellare il venditore e guadagnare un buon numero dei cosiddetti "K-Point", fondamentali per sbloccare i vari perk messi a nostra disposizione. Questi ultimi, suddivisi in svariati skill tree, non solo ci daranno modo di sbloccare nuovi scaffali, oggetti decorativi per il negozio e persino un giardinetto dove coltivare gli ingredienti, ma ci permetteranno anche di mettere in vendita pozioni uniche ed equipaggiamenti specializzati per le varie classi di gioco: a partire dal guerriero (che avrà bisogno di armature pesanti, scudi e spadoni) fino all'assassino (che vestirà pelle e necessiterà di pugnali e arco), passando per il mago e il druido, anch'essi con dei set di armi e abbigliamento unici. In Shoppe Keep, insomma, dovremo confrontarci con un sistema economico che partirà molto lentamente, ma che poi si evolverà repentinamente seguendo la continua generazione di nuovi avventurieri e la nostra capacità di espandere il negozietto e le sue merci. Purtroppo, soprattutto quando avremo sbloccato la maggior parte dei set a disposizione (che allo stato attuale è un'impresa raggiungibile nell'arco di una decina di ore), il fascino del concept comincerà inevitabilmente a scemare, e con lui il divertimento. E a poco servirà l'opportunità di comprare (e rivendere) direttamente dagli avventurieri gli oggetti speciali (spesso di qualità blu e viola) ottenuti svolgendo le loro quest, oppure il perk che ci permetterà di inviare un nostro campione armato di tutto punto in missione per raccogliere nuovo equipaggiamento; abbandonandoci ad un senso di ripetitività che potrebbe essere in qualche modo mitigato solamente con l'aggiunta di nuovi talenti e opzioni gestionali.


Al ladro, al ladro!

Fortunatamente (anche se ben più di un professionista direbbe il contrario), man mano che il nostro negozio finirà sulla bocca di tutti e frotte di avventurieri si sfideranno idealmente per accaparrarsi l'ultima ascia magica sui nostri scaffali, la nostra avventura verrà stimolata da quella che un venditore di Skyrim definirebbe senza remore come la più terribile delle sventure: i ladri. Capiterà di sovente, infatti, che gli eroi più squattrinati entrino nel nostro negozietto con aria innocente, per poi afferrare l'articolo tanto agognato e fuggire verso le porte del sobborgo, gridando sproloqui verso di noi e i nostri prezzi da strapazzo. In questi casi, trattandosi di un titolo fantasy che punta tutto sul mito del "farsi da sé", per recuperare la refurtiva e ottenere giustizia non potremo che ricorrere alle nostre doti -mai coltivate- di guerrieri ancestrali, affidandoci alle armi e alle magie (anch'essi migliorabili spendendo K-Point) dateci in dotazione all'inizio della partita. Potremo infatti lanciarci all'inseguimento dei briganti per poi assestargli un colpo letale di spada sul groppone, oppure potremo incenerirli con una scarica letale di fulmini. Di contro, oltre a spaventare i clienti presenti (che si metteranno in fuga), sbagliando mira rischieremo di ammazzare qualche povero innocente, obbligandoci a versare al sistema un bel pugno di monete d'oro come risarcimento, oltre che a dover ripulire il pavimento dai cadaveri (utilizzando una comoda scopa) e riparare gli scaffali danneggiati prima che si distruggano completamente. Per nostra fortuna, oltre ad aver a disposizione alcuni talenti che ci permetteranno di evitare che gli innocenti subiscano danno, per eliminare i lestofanti prima che possano mettere piede fuori dal negozio potremo affidarci ad alcune trappole e bot, con questi ultimi che, in cambio di un pagamento orario, potranno anche raccogliere gli oggetti da terra e rifornire con prontezza e precisione gli scaffali vuoti.

Venendo all'aspetto tecnico, gli sviluppatori hanno scelto di affidarsi ad un engine molto grezzo, vestendo oggetti e personaggi con una sorta di toon shading che, sì, è funzionale, soprattutto considerando la natura indie del progetto e l'identità fantasy del titolo, ma che non è certamente eccezionale dal punto di vista estetico. Lo stesso si può dire per il sobborgo in cui saremo costretti a "vivere" la nostra avventura professionale, limitato a qualche stradina desolata e abitazione fittizia, incapace di restituire la sensazione di trovarsi in un borgo commerciale da cui transitano settimanalmente oltre mille avventurieri. Fortunatamente, alcune simpatiche trovate, come il ciclo delle stagioni (che trasformano il clima e la veste grafica del sobborgo) e la casa del venditore (dove verranno progressivamente collocate le statuette commemorative degli achievment guadagnati), riescono a donare al colpo d'occhio un tocco di vivacità, ma sotto questo aspetto ci aspettiamo senz'altro qualche sforzo in più da parte degli sviluppatori nei mesi a venire.

Shoppe Keep Lo ammettiamo, Shoppe Keep ci aveva attirati soprattutto per il suo concept originale. L'idea di vestire i panni di un venditore videoludico, d'altronde, meritava assolutamente una chance, soprattutto da amanti degli RPG. E in effetti il titolo che ci siamo trovati davanti funziona e diverte per circa una decina di ore, salvo poi abbandonarsi ad una ripetitività inesorabile, che, purtroppo, è congenita al genere d'appartenenza. È per questo che, insomma, l'impressione che ci aveva dato fin da subito era quella di un titolo gestionale forse più adatto ad una piattaforma mobile, dove le esigenze dei giocatori sono certamente diverse (così come il "dosaggio" medio delle sessioni di gioco), piuttosto che all'ambiente PC. Il titolo si trova ancora in fase Early Access, e necessita quindi di tutte le rifiniture del caso. Per cui, considerati i buoni margini di miglioramento mostrati, ci sentiamo di lasciare agli sviluppatori il tempo necessario a perfezionare ulteriormente il titolo, in attesa della sua versione definitiva.

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