Provato Star Citizen

Provata l'ultima versione del modulo Arena Commander.

provato Star Citizen
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il viaggio nello spazio ha sembre avuto un grande fascino per l’uomo. I temi dell’esplorazione spaziale, la scoperta di mondi inespolorati e la colonizzazione di nuovi pianeti ammaliano da sempre anche i videogiocatori, che spesso volgono lo sguardo alla fantascienza per soddisfare la costante brama di divertimento e la sete curiosità. Sin dall’annuncio di Star Citizen, l’ambizioso e colossale progetto videoludico di Chris Roberts, papà di Wing Commander, ha generato un vero e proprio terremoto nel mondo videoludico, probabilmente dovuto anche all’incredibile successo ottenuto grazie alla campagna di raccolta fondi e di pre-ordine (proprio mentre scriviamo sono stati raggiunti i 53 milioni di dollari). Star Citizen è una simulazione spaziale sviluppata su base modulare che, una volta completata, permetterà non solo di navigare per la galassia attraverso il sub-spazio, ma anche atterrare su basi stellari, pianeti, scoprire nuove forme di vita e ingaggiare combattimenti in prima persona in un universo persistente di epiche proporzioni. I giocatori potranno dedicarsi a un’ampia gamma di attività, dall’esplorazione alla pirateria, da soli o in gruppo.

LE ULTIME NOVITÀ

Dall’ultima volta che abbiamo scritto di Star Citizen - circa sei mesi fa - il client ad accesso anticipato si è aggiornato più volte, offrendo ai backers la possibilità di provare con mano alcune importanti feature del gioco, quelle che, di fatto, costituiscono l’ossatura dell’ambizioso progetto di Cloud Imperium Games. All’hangar module - ampiamente discusso grazie a un hands-on ad esso dedicato - si aggiunge finalmente Arena Commander, che permette ai giocatori di mettere le mani su joystick e manetta provando l’ebbrezza del volo a gravità zero, tra gli spazi siderali del cosmo. Quello che offre Arena Commander è una modalità skirmish pura e semplice, all’interno della quale si ha un rapido assaggio di sistema di guida, fisica del volo e primo approccio al combattimento spaziale: un’esperienza essenziale insomma, che però mette già in evidenza l’impegno del team al lavoro negli uffici di Los Angeles.
La build Early Access è giunta alla versione 0.8 e, grazie alle numerose patch rilasciate nel corso dei mesi estivi, i quasi seicentomila aspiranti cosmonauti hanno finalmente la possibilità di combattere contro una discreta IA (Vanduul Swarm) o con avversari in carne ed ossa (Battle Royale).

"Le navi attualmente pilotabili in Arena Commander sono l’Aurora, l’Hornet e la serie 300i, tutte monoposto e di lunghezza compresa tra i 18,5 e i 24 metri."

Le navi attualmente pilotabili in Arena Commander sono l’Aurora (il velivolo base di Star Citizen), l’Hornet (un veloce caccia da combattimento) e la 300i (un vascello piuttosto versatile, oggi disponibile nelle varianti touring, exploration, interdiction e racing). Tutte le navi abilitate all’arena sono monoposto e di lunghezza compresa tra i 18,5 e i 24 metri.
Parlando di astronavi, Cloud Imperium Games è lieta di presentare i nuovi modelli classe Constellation. In occasione della scorsa GamesCom infatti, il team di sviluppo ha rivelato le variant del modello di punta made in RSI, rilasciando anche un breve video per mostrarne peculiarità e differenze. La Taurus, per esempio, è una nave da trasporto e vanta una stiva di carico di grandi dimensioni; Aquila invece è pensata per l’esplorazione, e dispone di un rover Ursa a 6 ruote motrici per la perlustrazione dei pianeti inabitati; Phoenix è un trasporto di lusso destinato a viaggiatori facoltosi, personaggi illustri e diplomatici; infine c’è l’Andromeda, multifunzione che offre spazio ad un equipaggio di 5 persone.

DOGFIGHT: LA PROVA CON MANO

Il sistema di guida ci ha piacevolmente impressionato. Siamo al cospetto di un gameplay dal sapore prettamente arcade, con un control system facile e immediato. La guida semplificata non intacca in alcun modo la componente simulativa del software, che rimane tale grazie alla necessità di padroneggiare al meglio i controlli per navigare attraverso fitti campi di asteroidi o manovrare l’astronave tra colpi di laser e missili a testata nucleare. Naturalmente sarà possibile valutare il sistema di pilotaggio solo quando saranno implementate manovre d’attracco e atterraggio; inoltre resta da chiarire il comportamento dei vascelli di grandi dimensioni (la Constellation arriva a 61,1 metri) e la guida in multi-crew.
Il joystick risponde molto bene ai controlli, rivelandosi l’input device perfetto per la space simulation. In alternativa è sempre possibile munirsi di un joypad con levette analogiche, come il controller di Xbox 360, o il Dualshock di Playstation; funzionano anche mouse e tastiera, naturalmente, anche se sarà piu’ difficile gestire egregiamente i movimenti del velivolo nello spazio tridimensionale del cosmo. Non occorre molto per impratichirsi e padroneggiare al meglio la “strumentazione di bordo”: nel caso usiate una tastiera, circa un terzo dei pulsanti sarà delegato alla guida o ad altro (come cambiare visuale e telecamera).
Paragonato ad un simulatore di volo, l’HUD di Arena Commander è piuttosto essenziale. In alto a sinistra abbiamo una proiezione della nostra nave con tutte le indicazioni relative a scudi, scafo e armamenti; attraverso i pulsanti F1, F2, F3 e F4 possiamo passare da una funzione all’altra e tenere monitorato ogni singolo aspetto del nostro piccolo vascello. Dalla parte opposta invece troviamo lo scanner dell’obiettivo lockato, che ci mostra stato e condizioni del vascello nemico/alleato. Nella parte inferiore si trova invece il radar, che ci aiuta nell’orientamento nelle tre dimensioni (sebbene in Star Citizen la navigazione non sia strumentale ma “a vista”).

"Siamo al cospetto di un gameplay dal sapore prettamente arcade, con un control system facile e immediato."

Il primo approccio attraverso la modalità Free Flight, cioè Volo Libero, ci permette di muoverci liberamente all’interno dello scenario scelto, così da imparare a governare il mezzo e prendere confidenza con il sistema di controllo. In seguito possiamo dedicarci a tre distinte modalità di gioco: Vanduul Swarm, l’ormai immancabile Horde Mode con ondate di nemici sempre più forti e numerosi - rigorosamente contro l’IA del software; Battle Royale è un tutti contro tutti con giocatori in carne ed ossa; Capture the Core, l’ennesima rivisitazione del vecchio Cattura la Bandiera, ovviamente a squadre. Quest’ultima è la vera novità del momento, nonché la variante più amata dai giocatori. Le squadre schierate sul campo devono passare attraverso una sorta di portale per catturare il nucleo energetico, quindi trasportarlo alla propria base facendo attenzione che il nemici non facciano lo stesso. I due scenari oggi disponibili, Broken Moon e Dying Star, sono piuttosto piccoli e delimitati da barriere invisibili dalle quali non è possibile uscire.
Dal punto di vista tecnico il gioco è ottimo: il design delle due ambientazioni è eccezionale, con atmosfere sublimi ed evocative; le astronavi mosse dall’IA si comportano in maniera sempre credibile, anche nelle situazioni più complesse. I combattimenti sono visivamente verosimili, seppur conditi da improbabili esplosioni e una fisica hollywoodiana. I laser turbinano nello spazio, i missili a ricerca inseguono i vascelli nemici, gli scudi deflettori assorbono i colpi in arrivo e i piccoli asteroidi si sbriciolano sotto il fuoco dei cannoni: nella sua essenzialità, Arena Commander mette sul tavolo da gioco le carte migliori, con la chiara intenzione di portarsi a casa l’intero piatto. Gli unici difetti ad ora riscontrati sono un lieve ritardo nel caricamento delle texture (appena avviato il gioco) e qualche ingiustificato calo di framerate nella modalità Vanduul Swarm, che si traduce in un tanto raro quanto fastidioso effetto singhiozzo. Con il prossimo update ci auguriamo di vedere un pannello delle opzioni grafiche più ricco di opzioni.

PREVISIONI PER IL PROSSIMO FUTURO

Come sappiamo, fare previsioni per il futuro di Star Citizen è molto difficile, visto che il team capitanato da Chris Roberts pare essere incline a prendersi tutto il tempo necessario a sviluppare ogni singolo aspetto del gioco, con estrema cura e la massima attenzione per i dettagli. La programmazione, fino a questo momento concentrata su navi e combattimento, sembra finalmente essere passata alla “fase due”, come dimostra anche il brevissimo trailer relativo al modulo FPS. Di quest’ultimo è stata mostrata una brevissima sequenza video - purtroppo rapida e poco esplicativa - e alcuni screenshot dai quale traspare un’atmosfera davvero molto promettente. Il modulo FPS è in sviluppo presso lo studio di Santa Monica, in collaborazione con la filiale di Austin che invece si occupa delle animazioni e di altri aspetti tecnici legati alla versione 3.6.3 del CryEngine. Lo stesso distaccamento texano è al lavoro sullo struttura e sullo scheletro del mondo persistente, al momento in fase di prototipizzazione.
Per quanto riguarda Arena Commander (la cui versione 0.9 è attualmente in fase release candidate), il prossimo update dovrebbe aggiungere la nuova modalità di gioco Murray Cup Racing, una vera e propria competizione ad alto tasso di adrenalina, nella quale le astronavi più veloci della galassia si sfidano per l’ambito podio. L’annuncio della racing mode ha visto anche la presentazione della M50 Interceptor di Origin Jumpworks, una fuoriserie compatta (solo 11 metri di lunghezza) capace di raggiungere velocità incredibili. Il design dello scafo ricorda quello di un’automobile super-sportiva, con il potente motore sigillato in un cofano trasparente. Il video promozionale della Murray Cup richiama senza dubbio Wipeout e le competizioni pod viste in Star Wars: Episode I. Con il prossimo, imminente update, M50 e 350R saranno pilotabili in Arena Commander; a questo si aggiunge l’ennesima ottimizzazione del netcode e una serie di feature legate al gioco multiplayer. Vanduul Swarm sarà quindi finalmente giocabile anche in co-op grazie all’integrazione di una piattaforma social basata sui friend code (pensiamo simili a quelli usati da Nintendo). Interessanti anche le Leaderboards, che terranno finalmente monitorate le attività e i record di tutti i giocatori nelle varie modalità. Da non dimenticare le migliorie grafiche che saranno apportate all’hud di gioco, al menù e all’hangar navette.
Le future tappe di Arena Commander prevedono l’aggiunta delle navi di grandi dimensioni, come Freelancer e Constellation, e l’inserimento di ulteriori modalità di gioco, tra cui Capture the Idris.

Star Citizen Lo Star Citizen da noi saggiato è divertente, adrenalinico, nonché stupendo sotto il profilo tecnico/grafico. Quello che abbiamo visto fino ad ora, tuttavia, è ancora troppo poco per poter prendere le distanze dagli annosi dubbi circa una produzione lunga, complessa e piena di incognite. Purtroppo non possiamo fare pronostici a lungo termine, ma solo sperare di poter mettere presto mano ad altre interessanti feature di Star Citizen. Ci auguriamo di poter giocare alla versione 1.0 di Arena Commander per il prossimo Natale, mentre per gli altri moduli (FPS e Planetside in primis) siamo costretti ad attendere il 2015. Ricordiamo inoltre che il prossimo 10 di ottobre, a Los Angeles, si terrà il Citizen Con 2014: restiamo quindi in attesa di informazioni e conferme che non dovrebbero tardare ad arrivare.

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