Provato Star Citizen: Alpha 2.0

Il sogno stellare di Chris Roberts si arricchisce del primo tassello davvero concreto: la nuova alpha, con le sue missioni tutorial e le sue interazioni sociali, apre un piccolo spiraglio su una delle produzioni più ambiziose della storia.

provato Star Citizen: Alpha 2.0
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

E' tutta una questione di cifre. Di statistiche. A confermare che Star Citizen è probabilmente uno dei videogame più ambiziosi mai realizzati ci sono loro, i numeri, gli incorruttibili testimoni di una realtà che, seppur ancora in via di formazione, è già concreta, e soprattutto smisurata. Cento milioni: sono tanti i dollari che il colossal dello spazio voluto da Chris Roberts, il creatore di Wing Commander e Privateer, ha già raccolto. Un milione: sono le persone che hanno deciso di aprire il portafogli per finanziare un progetto che vedrà la luce tra chissà quanto tempo, credendo in un'idea, una visione, portata avanti con indomita passione dal signor Roberts. Duecentosessanta, più o meno, sono i talenti tra programmatori, designer, artisti che compongono oggi il team di sviluppo: nel 2012, quando il gioco venne annunciato, la squadra Roberts Space Industries era composta da appena sette persone. Mille miliardi sono i chilometri quadrati che compongono la galassia di Star Citizen: un'area smisurata, con pianeti generati proceduralmente, che potremo esplorare per andare ben oltre l'ultima frontiera dello spazio. Una galassia che potremo scoprire a bordo delle tante astronavi disponibili nel gioco, diventando combattenti, esploratori, contrabbandieri. Esplorando a piedi stazioni abbandonate e avamposti nemici, confrontandoci contro altri giocatori o contro misteriose razze aliene, in una space opera dai confini davvero galattici. Star Citizen è anche la riaffermazione del PC come macchina da gioco all'avanguardia, l'ultima frontiera, il sistema dove i videogame si possono spingere oltre ogni limite, creativo certamente ma soprattutto tecnico: un gioco del genere, semplicemente, sulle console attuali non potrebbe girare, non senza enormi rinunce almeno.

Spazio, ultima frontiera

Era tempo che su PC non si vedeva un "tripla A" di questa portata. Almeno sulla carta, perché poi bisognerà vedere se le promesse verranno mantenute. Insomma, qualche dubbio è più che lecito: non a caso, Star Citizen è stato anche oggetto di feroci polemiche. Perché la politica dei prezzi di Roberts e soci è stata a dir poco aggressiva (ci sono "pacchetti" che arrivano a costare oltre diciottomila dollari!), perché ci sono stati mille ritardi, perché le prime demo lasciavano parecchio spazio alle critiche. Perché, in poche parole, un progetto così vasto e ambizioso fa sognare, ma anche discutere. Per stemperare un po' i toni, per assicurare tutti che la Roberts Space Industries è duramente al lavoro, ecco arrivare la versione Alpha 2.0. Chiunque abbia già prenotato una copia del gioco può scaricarla dal sito ufficiale e cominciare a dare un'occhiata al gioco in una versione decisamente più corposa rispetto al passato: tra combattimenti nello spazio, missioni, esplorazione e persino qualche giro a piedi su stazioni abbandonate c'è tutto quello che serve per farsi un'idea abbondantemente più precisa di quello che sarà.
Cosa è esattamente Star Citizen? Immaginate una puntata di Star Trek o, se preferite, una delle avventure di Mass Effect. Immaginate di essere il comandante dell'Enterprise, con i vostri amici collegati online a coprire i ruoli più importanti dell'equipaggio. Immaginate di poter esplorare una stazione abbandonata, attraccare utilizzando un vascello più piccolo, scendere a piedi e combattere contro mille insidie per scoprire cosa è successo. Oppure immaginate di essere dei lupi solitari, di andare all'avventura a bordo della vostra nave, da soli, commerciando preziosi materiali da un pianeta all'altro, oppure unendovi a un gruppo di pirati, deprendando le astronavi più grandi sulle rotte commerciali più battute. Immaginate, insomma, di poter vivere la vostra epopea nello spazio, di poter scrivere la vostra storia liberamente, scegliendo cosa diventare in una galassia sconfinata, dove insieme a voi combattono e si avventurano altri giocatori in carne e ossa in un universo online in costante evoluzione. È il sogno che Chris Roberts coltiva dai tempi di Wing Commander, di Privateer, di Freelancer, un sogno che ha già convinto un milione di giocatori. Il gioco, naturalmente, sarà soprattutto una simulazione di volo nello spazio, ma ci saranno altre parti, definite "moduli" nel gergo di Star Citizen, che andranno ad aggiungere nuovi tipi di gameplay.

C'è il modulo FPS, ovvero le parti "a piedi", dove il gioco si trasforma in uno sparatutto in prima persona. C'è il modulo "social", dove è possibile interagire con gli altri giocatori come in un normale MMO. C'è, ovviamente, il modulo dedicato ai combattimenti nello spazio, quello dedicato al PVP e, nei piani di Roberts e soci, chissà cos'altro. Ci sarà anche il single-player, con un'avventura a episodi chiamata Squadron 42. Questa parte sarà la prima a uscire (si dice verso marzo) e sarà il vero seguito spirituale di Wing Commander e soci. Sarà un'avventura dove la trama avrà un peso fondamentale, con attori del calibro di Gary Oldman e ovviamente Mark Hamill (già protagonista di vari Wing Commander) che presteranno il loro talento per immergerci in una epica battaglia per la salvezza della razza umana, dove noi, nei panni di un giovane pilota, saremo chiamati a fare la differenza. L'alpha appena uscita, però, non riguarda Squadron 42, non c'è alcun accenno del single-player. L'alpha 2.0 permette infatti di provare alcuni dei moduli che comporranno la parte online di Star Citizen, quella che con le sue dinamiche da gioco online di massa promette di tenerci impegnati per anni.

Qualcosa è cambiato

Il primo assaggio di Star Citizen con la discussa demo Arena Commander non fu proprio dei migliori. C'erano diversi problemi, un modello di volo a dir poco piatto, decine di bug che di fatto non permettevano di farsi un'idea di quel che sarà. Con questa Alpha 2.0, invece, il buffet si fa decisamente più ricco. Una volta scaricato il gioco avrete accesso a 17 missioni, intervallate da numerosi incontri casuali che saranno la linfa vitale dell'enorme universo di Star Citizen quando il gioco sarà ultimato. Le missioni non sono granché varie (gli obiettivi e i meccanismi tendono a ripetersi), ma permettono di provare diverse novità: ci sarà ovviamente la parte dedicata al volo, quella FPS e anche quella EVA, Extra Vehicular Activity, ovvero la tanto attesa possibilità di fermare la propria nave, infilarsi la tuta e uscire all'esterno per operare a gravità zero grazie a una specie di jetpack. Le missioni sono di esplorazione e combattimento.

Nelle prime di solito bisogna riparare qualcosa, uscendo dalla nave a gravità zero. Nelle seconde invece si arriva in qualche punto nello spazio e si fa fuori qualche nemico. Niente di troppo complesso per chi ha già giocato titoli simili. C'è una missione che richiede l'esplorazione di una stazione abbandonata e infine una dedicata al PVP. Si possono provare diverse navi, comprese alcune multi-crew. La cosa che abbiamo gradito di più è il miglioramento del sistema di volo: il comportamento delle navi è stato pesantemente rivisto, con grosse differenze tra un modello e l'altro, molto più avvertibili che in precedenza. Ora le navi hanno anche il classico afterburner, che permette di accelerare per un breve periodo oltre la velocità massima, e il sistema di volo di precisione, quello dedicato alle manovre di attracco alle stazioni, è leggermente più preciso (ma rimane ancora molto complesso e ricchissimo di bug, con la nave che a volte esplode senza che si capisca effettivamente il perché). La parte sparatutto è piuttosto basilare: al momento si possono usare solo due armi, una pistola e un fucile d'assalto. Sono armi piuttosto classiche, senza particolari spunti: a convincerci di più è stato il level design delle strutture e della mappa dedicata al PVP. La cura per i dettagli di questo gioco è semplicemente incredibile e potrebbe davvero fare la differenza. Ogni struttura, ogni tubo, ogni condotto in questi corridoi bui e abbandonati sembra essere stato messo lì con uno scopo preciso. Impressionante anche il livello di dettaglio delle astronavi (sono state tutte pesantemente riviste nella grafica, dalla strumentazione agli interni). Per salire a bordo bisogna letteralmente camminare per Port Olisar, ordinare la nave, salire verso il molo di attracco ed entrare nell'abitacolo, salendo una scaletta nel caso di un caccia a posto singolo oppure aprendo un portellone nel caso delle navi più grandi, quelle con equipaggio composto da più persone. In questo caso potrete anche andare in giro per la nave, esplorare i vari scompartimenti, passare da una postazione all'altra, ad esempio dal posto di guida a quello dedicato a una torretta difensiva.

Molto divertenti (quando tutto funziona), le parti a gravità zero, dove a volte è possibile persino usare delle armi, se necessario. Per ora si può andare in giro e riparare antenne di comunicazione e altri macchinari nelle missioni disponibili, ma un domani si potrà uscire per cercare di riparare i danni alla nave in seguito ad uno scontro. La parte FPS è ancora molto acerba per poter dare un giudizio: ci limitiamo per ora a dire che non ci ha convinto il movimento e l'eccessivo effetto motion blur, che sembra far galleggiare un po' troppo il nostro personaggio, levando fisicità alle animazioni. Ma questo è solo uno dei tanti piccoli e grandi problemi di questa alpha...

Cosa non funziona

Era prevedibile. Questa è un'alpha: significa che è un codice ancora largamente incompleto, in costante evoluzione, ricchissimo di bug che starà a noi scoprire. L'intento di Roberts e soci non è solo quello di addolcire l'attesa permettendoci di giocare un pezzo di Star Citizen, ma anche quello di andare a caccia di bug e di bilanciare meglio il gioco. Aspettatevi quindi tanti problemi. I server crashano con una certa frequenza, a volte il gioco ci disconnette senza apparente motivo. Ci sono diversi bug che possono avere effetti devastanti sulla vostra nave, come un sistema di rilevamento delle collisioni che ogni tanto sembra lavorare un po' troppo di fantasia. È difficile anche trovare altri giocatori, mentre altre volte i server sembrano troppo pieni e non si riesce a connettersi. Si passa da sessioni PVP dove non c'è nessuno da uccidere ad altre in cui è quasi impossibile entrare. Insomma, è un piccolo calvario, ma quando tutto funziona Star Citizen mostra delle potenzialità davvero incredibili. Ci sono anche alcuni problemi di gameplay che vanno assolutamente risolti. Qualche esempio: se prendete una nave multi-crew, il gioco tende ad assegnarvi altri giocatori che però possono in qualunque momento decidere di andarsene, lasciandovi quindi senza possibilità di governare realmente la nave. Altro grave problema è la facilità con cui è possibile rubare i veicoli altrui. Le navi al momento si ordinano attraverso uno schermo, una specie di computer posto in una stanza di controllo sotto i vari moli di attracco. Si sceglie il modello, il computer vi dice a quale molo è attraccata la vostra nave e a quel punto basta seguire le indicazioni nella base per raggiungerla. Tutto molto scenografico, spettacolare. Peccato che molti giocatori non facciano altro che attendere direttamente ai moli di attracco, per poi volarsene via con la vostra nave. Altro problema è che, rispetto alle precedenti tech demo, questa Alpha 2.0, almeno nella nostra prova, sembra essere molto più esigente in termini di risorse hardware, forse perché ancora non ottimizzata. Con un buon computer (Intel i5 3,3 Ghz, 32GB di memoria e scheda R9 390X) a volte avevamo cali di frame rate notevoli. Si tratta di cali sporadici, per fortuna, ma molto vistosi. Insomma, non prendete assolutamente questa versione come una demo di quello che sarà, perché di fatto ancora non lo è.

È un'alpha e come tutte le alpha ci sono dei problemi e molte cose potrebbero cambiare da qui all'uscita. Però, per la prima volta, Star Citizen per alcuni lunghi e divertentissimi momenti si mostra per quello che potrebbe essere: un gioco vasto, emozionante, dove insieme a un gruppo di amici potrete guidare la vostra Normandy alla scoperta dello spazio, vivendo avventure memorabili. La struttura a moduli sembra perfetta anche per le future espansioni: pensate ad esempio alla possibilità di scendere su un pianeta o un asteroide e di vivere una missione come fosse una puntata di Star Trek, magari utilizzando altri tipi di veicoli. È in questi momenti che l'idea di Chris Roberts ti conquista e coinvolge, è in questi momenti che pensi che questi cento milioni di dollari già guadagnati, forse, non andranno buttati via.

Star Citizen Per quanto ricca di problemi di vario genere, questa Alpha 2.0 rappresenta di fatto il primo esempio concreto e credibile di quello che potrebbe essere Star Citizen: una galassia vasta, in continua espansione, dove i giocatori potranno vivere la loro avventura e, con le loro imprese, plasmare il futuro dell'universo. È un progetto epico, ambizioso, ma che fino a oggi era rimasto vago nella sua attuazione. Con l'Alpha 2.0 si vede finalmente qualcosa di reale, come verrà organizzato il gioco, come si passerà dal pilotare un'astronave alle passeggiate a gravità zero nello spazio, come si passerà dai corridoi angusti di una stazione abbandonata al mercato di qualche stazione spaziale degna del porto di Mos Eisley. Il problema, per il nostro amico Roberts, è uno solo: il tempo. Perché intanto la concorrenza non sta certo a guardare, anzi: quella che nel 2012 sembrava un'idea rivoluzionaria oggi non ha più lo stesso effetto, non quando Elite Dangerous e l'espansione Horizon funzionano così bene e ci vanno così vicini (e, con tutti i piani futuri annunciati da David Braben, probabilmente potrebbero anche andare oltre). E, nonostante gli evidenti miglioramenti di Star Citizen, l'impressione dopo aver provato questa Alpha 2.0 è che di tempo ce ne vorrà ancora parecchio prima di arrivare a qualcosa di stabile e definitivo. Sicuramente prima uscirà il single-player, che potrebbe placare la sete degli appassionati per qualche tempo. Ma, da quanto abbiamo capito, si tratterà di un gioco a sé, lontano quindi dalle rivoluzionarie idee di Star Citizen. Per avere Star Citizen, quello vero, dovremo quindi attendere molto di più: Roberts e soci dicono 2016, ma è difficile immaginarne l'arrivo se non verso la fine dell'anno. Insomma, quanto, esattamente, dovremo aspettare? Certo, nel frattempo potremo giocare altre alpha, le prime beta, andare avanti nell'esplorazione di questo mondo così affascinante e incredibile, così attento ai dettagli, così speciale nel farci sentire i protagonisti di un'epica epopea spaziale. Però, la domanda sorge spontanea: perché pagare ora per qualcosa che ancora non è pronto quando, dall'altra parte, c'è un gioco che già viaggia alla velocità della luce? Questa è una scelta che spetta a voi, ma una cosa è certa. Per i giocatori PC e per chi vuole arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima, il prossimo anno sarà davvero galattico.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: Intel i5 3,3 Ghz
  • RAM: 32 GB
  • GPU: Radeon R9 390X

Quanto attendi: Star Citizen

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 56
73%
nd