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E3 2015

Provato Star Wars Battlefront

All'E3 2015 il nuovo videogioco dedicato alla saga di Guerre Stellari si è presentato in forma davvero smagliante: Il campo di battaglia di Hoth trasuda lo spirito di Star Wars da ogni dove.

provato Star Wars Battlefront
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo l'intensa sequenza di gameplay mostrata durante le conferenza EA, torniamo a parlare di Star Wars Battlefront grazie a una prova diretta effettuata sullo showfloor dell'E3 2015. Un incontro che è avvenuto in due momenti separati, permettendoci prima di provare un classico scontro multigiocatore massivo, e successivamente di unirci ad un altro giocatore per una cooperativa locale in modalità Missioni. Per quanto le prime presentazioni del gioco avessero fatto temere relativamente a una semplice operazione di reskin direttamente dalla saga di Battlefield, possiamo dirci complessivamente incoraggiati da questa prova diretta. Dal feeling delle armi alla realizzazione minuziosa dei dettagli, Star Wars Battlefront si distingue immediatamente, e soprattutto rivendica senza esitazioni una forte appartenenza al brand che fu di LucasArts.

La Forza scorre potente

La nostra prova diretta ha interessato il medesimo scontro visto in conferenza, ossia l'immancabile battaglia tra ribelli e Impero ambientata sul pianeta ghiacciato Hoth, vista all'inizio de L'Impero Colpisce Ancora. Già prima di calarci sul campo di battaglia abbiamo ricevuto un breve briefing di come si sarebbe strutturato lo scontro, regolato da meccaniche strategiche ben precise. La squadra destinata a giocare nei panni dei ribelli deve infatti occuparsi di un discreto numero di obbiettivi strategici, e ignorarli significa sconfitta sicura. Lenti ma inesorabili, due camminatori AT-AT imperiali cercano infatti di distruggere il reattore della base ribelle, e sperare di penetrare la loro corazza con le armi tradizionali è un po' come pensare di cavarsela in uno scontro frontale con un Rancor. L'unico modo per arrestarne l'avanzata è prendere il controllo di alcuni radiofari (che compariranno dinamicamente sulla mappa a coppie), così da richiamare un bombardamento automatico sui bersagli. Quest'ultimo rimuove per qualche tempo lo scudo agli AT-AT, che diventano conseguentemente vulnerabili ai danni tradizionali. Naturalmente, un solo bombardamento non sarà sufficiente a liberarsi della minaccia imperiale, richiedendo un notevole sforzo corale ai ribelli. Una volta sul campo, abbiamo apprezzato subito le notevoli distanze che Battlefront prende dalla saga di Battlefield, scongiurando qualunque sospetto di reskin.

Sia il movimento del nostro alter ego, sia il comportamento delle armi (piacevolmente leggere nel rinculo, come si conviene a fucili laser privi di parti meccaniche in movimento) si identificano subito come molto originali, e prendere confidenza con la (buona) varietà dell'arsenale è un vero piacere. La scelta spazia dai fucili laser d'assalto, sino a una sorta di "mitragliatrice pesante", passando per una classica pistola. La disponibilità di una sola arma viene compensata dalle abilità speciali di cui ogni giocatore può disporre: ne abbiamo provate diverse, da uno scudo in grado di respingere i danni per qualche secondo (che tuttavia non permette di rispondere al fuoco, ma solo di defilarsi velocemente e ricaricare un po' di energia vitale), alle armi da spalla antiveicolari sino agli immancabili detonatori termici. La varietà, seppure ancora limitata in questa fase Alpha del gioco, ci è apparsa ottima, e si tratta di strumenti ben inseriti nel contesto. Una volta dato il via alle danze, abbiamo apprezzato come la solida struttura strategica dello scontro riesca sempre a incanalare a dovere l'azione. Anche senza comunicazione vocale, le diverse squadre sanno sempre dove muoversi per completare il successivo obbiettivo, anche grazie all'interfaccia minimale ma ben studiata, che avverte immediatamente l'intero battaglione quando lo scudo degli AT-AT è disattivato. Relativamente all'utilizzo delle astronavi, nella mappa di Hoth se ne trovano due (almeno nei panni dei ribelli), ossia i classici X Wing e gli Snowspeeder. Per impadronirsi di uno di questi è necessario rintracciare un token (sorta di "gettone virtuale") direttamente nell'ambientazione e avvicinarvisi. A questo punto, premendo contemporaneamente i dorsali ci si troverà alla guida della nave: nel caso dell'X Wing, sarà possibile seminare il panico tra le fila imperiali, mentre utilizzando lo Snowspeeder la mossa migliore sarà sfruttare l'arpione e il cavo per avvolgere le esili zampe meccaniche dall'AT AT. Naturalmente, quest'ultima manovra è tutt'altro che facile da portare a termine, e lo stesso Snowspeeder è difficile da rintracciare sulla mappa.

"Sempre due ci sono..."

Terminata la sessione multigiocatore online abbiamo avuto modo di familiarizzare con le Missioni, le quali vanno sostanzialmente a rimpiazzare la campagna singolo giocatore tradizionale. Sparse per i vari pianeti tipici della saga di Lucas, troveremo una serie di scontri basati su ondate, con il semplice compito di resistere sino all'attacco conclusivo, occasionalmente occupandoci anche di piccoli obbiettivi secondari. Le Missioni, introdotte da brevissime cut scene realizzate con il motore di gioco, possono essere affrontate sia in solitaria, sia in cooperativa per due giocatori, online o locale tramite split-screen. In compagnia di un collega e condividendo con lui schermo e divano, abbiamo affrontato sei ondate di soldati e mezzi d'assalto imperiali, ritrovando l'ottimo feeling delle armi laser e trovandoci ancora una volta a scegliere attentamente le abilità speciali. Dato che ci si troverà chiaramente soverchiati dalle forze nemiche, sarà fondamentale bilanciare accuratamente quelle più utili, come lo scudo (che ci ha salvato in più di un'occasione), o le armi antiveicolari. Una volta dato il via alla Missione, starà ai giocatori decidere se dividersi sulla mappa (nel nostro caso, un'ampia sezione di Tatooine, caratterizzata da una buon assortimento di dislivelli e zone di vantaggio tattico) oppure rimanere vicini. In pochi istanti, le truppe nemiche cominceranno a riversarsi sul campo di battaglia, rivelandosi ben presto piuttosto assortite.

Se i Trooper tradizionali non rappresenteranno una grande minaccia quando presi singolarmente, già dalla seconda ondata si cominceranno a notare Shocktrooper (pesantemente corazzati), cecchini, unità a loro volta dotate di scudo e in grado di librarsi in aria per qualche secondo, e naturalmente gli occasionali bipedi AT-ST a complicare il tutto. Ancora non è chiaro se sarà possibile impostare un livello di difficoltà, e onestamente ci speriamo, dato che la sfida appare per il momento piuttosto contenuta. Va anche detto che molto spesso in fiera il livello di difficoltà delle demo viene volutamente tenuto basso, dunque ci aspettiamo la possibilità di rendere le cose più complesse. Per quanto non certo originale nel concept, la modalità Missioni ci ha comunque divertito. I match sono rapidi e ben assortiti quanto a composizione delle truppe nemiche, e il feeling delle armi rimane convincente. Di certo, non andranno a compensare efficacemente l'assenza di una vera e propria campagna singolo giocatore, ma rappresentano un diversivo tutto sommato autosufficiente.

Star Wars Battlefront All'E3 2015 Star Wars Battlefront si è presentato in forma davvero smagliante. Un gameplay in conferenza e due prove dirette sono bastati per spazzare via qualunque dubbio relativo alla solidità e all'autosufficienza del progetto. Il campo di battaglia di Hoth trasuda lo spirito di Guerre Stellari da ogni dove, e riesce a stupire il giocatore con un senso notevole di scala dimensionale. Passando vicino agli AT-AT ci si sente terribilmente piccoli e vulnerabili, e si ha davvero la sensazione che sullo sfondo si stia svolgendo una guerra su larga scala. Considerato anche il comparto grafico notevole, soprattutto se si pensa alla natura ancora Alpha del progetto, non resta che capire se la qualità mostrata dalla classica ambientazione de L'Impero Colpisce Ancora si ritroverà anche nelle altre mappe, e soprattutto se queste ultime si presenteranno in numeri sufficienti per mantenere a lungo la presa sul pubblico. Le Missioni rappresentano un piacevole diversivo, ma non c'è dubbio sul fatto che il focus della produzione sia concentrato quasi esclusivamente sul multigiocatore competitivo. Dopo questo incoraggiante primo contatto, speriamo di poter tornare presto a provare Star Wars Battlefront, rimanete con noi per tutti gli aggiornamenti.

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