Provato Star Wars Battlefront

Alla scoperta della beta del nuovo sparatutto DICE basato sull'universo di Guerre Stellari: la fase di test permette di provare tre diverse modalità su alcune delle principali mappe disponibili al lancio del gioco.

provato Star Wars Battlefront
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L'8 ottobre partirà ufficialmente la beta pubblica di Star Wars Battlefront, atteso sparatutto firmato DICE che avrà il compito di appassionare i fan di Guerre Stellari in attesa del film di J.J. Abrams, provando al contempo ad impensierire l'annuale Call of Duty. Un test di tale portata si è reso necessario dopo i problemi registrati al lancio di Battlefield 4: mettere sotto stress i server è quindi un imperativo per evitare figuracce, ma in fondo l'evento potrebbe avere anche altri scopi. Uno su tutti: la prova con mano potrebbe convincere i giocatori che Battlefront, in termini di gameplay e feeling generale, riesce finalmente a distanziarsi dagli FPS moderni e futuribili che per anni hanno intasato le line up autunnali. Volati a Stoccolma per testare in anticipo la beta, possiamo dirlo senza timor di smentita: il nuovo sparatutto di DICE è tutt'altro che un Battlefield infilato nell'universo creato da Lucas, ed anzi si spinge alla ricerca di soluzioni ludiche in qualche modo originali. Purtroppo le tre modalità presenti nella beta non sono bastate a saziarci, lasciandoci invece un po' perplessi in fatto di design delle mappe e ispirazione generale: vista l'assenza di uno Story Mode, i timori che l'offerta del prodotto possa non essere traboccante non sono ancora scacciati. Nell'attesa che il gioco completo arrivi sugli scaffali, vediamo comunque cosa offre questa versione di prova.

Alla scoperta della beta

Cominciamo dalle note dolenti. Oltre alla sezione dedicata al multiplayer competitivo, la beta permette di dare un'occhiata alla co-op, concedendoci un rapido match in modalità sopravvivenza. Qui l'obiettivo è quello di resistere a cinque ondate nemiche: si parte dai Trooper regolari per arrivare a scontrarsi con minacciosi AT-ST, da abbattere concentrando sulle loro corazze tutta la potenza di fuoco e le abilità speciali. È purtroppo sufficiente qualche match per rendersi conto di quanto limitato sia questo game mode: il coefficiente di difficoltà già piuttosto blando viene ulteriormente abbassato dal fatto che le ondate siano "precostruite" e non dinamiche. Ad ogni partita, insomma, il giocatore sa già cosa aspettarsi, e l'intelligenza artificiale non proprio reattiva chiude il quadro su un'opzione abbastanza futile e noiosa. Nella versione finale sarà possibile alzare la difficoltà e pure spingersi alla ricerca di cinque collectible nascosti nelle mappe, ma ad onor del vero non pensiamo che le sfide di sopravvivenza possano sostituire in maniera dignitosa la campagna principale. Già qui, tuttavia, si iniziano ad assaporare le ottime qualità del gameplay, pilastro su cui si reggerà di fatto l'esperienza di gioco. Sia il movimento del nostro alter ego sia il comportamento delle armi (piacevolmente leggere nel rinculo, come si conviene a fucili laser privi di parti meccaniche in movimento) si identificano subito come molto originali, e prendere confidenza con la (buona) varietà dell'arsenale è un vero piacere. La scelta spazia dai fucili laser d'assalto, sino a una sorta di "mitragliatrice pesante", passando per una classica pistola. La disponibilità di una sola arma viene compensata dalle abilità speciali di cui ogni giocatore può disporre: ne abbiamo provate diverse, da uno scudo in grado di respingere i danni per qualche secondo (che tuttavia non permette di rispondere al fuoco, ma solo di defilarsi velocemente e ricaricare un po' di energia vitale), alle armi da spalla antiveicolari, passando agli immancabili detonatori termici e per i jetpack (utili per fuggire da situazioni spiacevoli o raggiungere rapidamente una zona soprelevata). La varietà, seppure ancora limitata in questa fase, ci è apparsa ottima, e si tratta di strumenti ben inseriti nel contesto di riferimento. Nelle modalità competitive il gunplay "leggero" ma non schizofrenico ed il time to kill più esteso rispetto a quello di tanti concorrenti si risolvono in ritmi di gioco generalmente gradevoli, che lasciano sufficiente spazio di manovra anche ai meno avvezzi al genere. Delle due modalità che abbiamo provato, Walker Assault è sicuramente la più interessante. Drop Zone, di contro, è una rivisitazione non molto fantasiosa della classica modalità a zone, in cui i due team si contendono il controllo di alcuni pod piovuti dal cielo. Di contro, Walker Assault non solo mette in campo due schieramenti ben più nutriti, ma si propone come uno scontro corale epico e ben costruito. La squadra destinata a giocare nei panni dei ribelli deve occuparsi di un discreto numero di obiettivi strategici, e ignorarli significa sconfitta sicura. Lenti ma inesorabili, due camminatori AT-AT imperiali cercano infatti di distruggere il reattore della base ribelle, e sperare di penetrare la loro corazza con le armi tradizionali è impossibile. L'unico modo per arrestarne l'avanzata è prendere il controllo di alcuni radiofari (che compariranno dinamicamente sulla mappa a coppie), così da richiamare un bombardamento automatico sui bersagli. Quest'ultimo rimuove per qualche tempo lo scudo agli AT-AT, che diventano conseguentemente vulnerabili ai danni tradizionali. Naturalmente, un solo bombardamento non sarà sufficiente a liberarsi della minaccia imperiale, richiedendo un notevole sforzo corale ai ribelli.

La struttura asimmetrica, a dire la verità, potrebbe portare qualche disparità se il design delle mappe non dovesse essere calcolato al millimetro, e la vita nei panni dei soldati imperiali, che hanno il solo compito di presidiare i radiofari e lasciare gli immensi camminatori liberi di mietere vittime, ci è sembrata molto più facile. Il merito è forse anche del numero discretamente nutrito di bonus che compaiono sulla mappa: soffermandosi sulle apposite icone che casualmente si materializzano sul terreno di gioco è infatti possibile prendere il controllo di AT-ST e Tie Fighter. Anche i ribelli, dalla loro, hanno la possibilità di pilotare A-Wing e X-Wing, ma per qualche strano motivo il numero di mezzi concesso all'Impero ci è sembrato a tratti soverchiante (forse la beta serve anche per testare il bilanciamento). La possibilità di mettersi alla guida di mezzi, prender possesso di torrette fisse, addirittura controllare le mitragliartici degli AT-AT garantisce alla scena un bel dinamismo ed una discreta spettacolarità. Anche per quanto riguarda gli scontri aerei, si intuisce la volontà di DICE di non complicare troppo le cose. Rispetto al modello di guida abbastanza ostico di Battlefield, il team ha cercato di semplificare il più possibile i controlli di volo, così da renderli accessibili a chiunque. Tramite l'analogico sinistro si controlla il beccheggio della nave, con la possibilità di effettuare manovre evasive semplificate tramite i tasti direzionali del D-Pad. Al grilletto destro è deputato il fuoco primario (che va dosato adeguatamente, dato che le armi tendono a surriscaldarsi dopo poco tempo), i due dorsali sono dedicati alle funzioni speciali (lancio di missili, attivazione di uno scudo temporaneo o di un boost alla velocità). Alla possibilità di scontrarsi nei cieli si affianca anche quella di impersonare gli eroi principali della trilogia: acchiappando l'apposita icona è possibile trasformarsi per un breve periodo di tempo (ridotto ulteriormente per ogni colpo subito) in Darth Vader o Luke Skywalker, mietendo vittime con spade laser e con il potere della forza. Uno dei problemi più evidenti nel corso dei primi match riguarda il fatto che l'assegnazione dei power up non è affatto meritocratica: chiunque può impersonare Luke, nel caso in cui sia abbastanza fortunato da imbattersi nell'icona apposita, anche se il rapporto fra morti e uccisioni è pericolosamente prossimo allo zero. Questo genera alcune situazioni paradossali, con giocatori che stanno fermi nelle retrovie in attesa che appaia l'icona di un mezzo o di un eroe, e poi si lanciano in assalti suicidi senza contribuire attivamente alla causa della squadra. L'idea di una battaglia corale è sicuramente interessante e DICE è maestra nella gestione di campi di battaglia "allargati", eppure riteniamo che un approccio del genere, pensato forse per far contenti tutti, sia abbastanza rischioso. Soprattutto perché coordinare un team di 20 persone è una pura utopia (sarà per questo motivo che gli sparatutto cooperativi stanno cercando di focalizzarsi sul gruppo-tipo di MOBA e simili, con 5 persone al massimo per ogni squadra?).

Ultime considerazioni sulla qualità delle tre mappe visionate, e più generalmente sul colpo d'occhio. Giocata su PC, al netto di qualche scatto abbastanza vistoso, la beta di Battlefront è una gioia per gli occhi. La qualità dei modelli che riproducono le armature degli Stormtrooper e le carene dei Tie-Fighter è eccellente, così come lo sono le texture in alta risoluzione, con ottime mappe di superficie a renderle meno piatte possibile. Al netto di un orizzonte un po' vuoto, poi, le atmosfere di Hoth e Sullust sono davvero eccellenti, e DICE sembra riuscita nell'intento di catapultare il giocatore direttamente all'interno dell'immaginario di Guerre Stellari. Per contro, a livello strutturale gli stage non hanno particolari elementi distintivi, generalmente meno complessi e ispirati rispetto a quelli dei precedenti lavori del team svedese.

Star Wars Battlefront La prova diretta della beta di Star Wars Battlefront non ha fugato tutti i dubbi sulla produzione DICE. Di certo, ha dimostrato una volta un più quanto il prodotto abbia un carattere tutto suo: dalla visuale che può schizzare dalla prima alla terza persona, passando per il feeling delle armi, per arrivare all'interessante modalità Walker Assault, il titolo EA ha più di una freccia nel suo arco. Il lavoro quasi filologico sui materiali di scena della vecchia trilogia, eseguito tramite il processo della fotogrammetria, ed una passione smisurata per le atmosfere della saga classica sfociano poi in un colpo d'occhio eccellente: la forza della licenza si fa sentire non solo attraverso i panorami splendidamente ricostruiti, ma anche tramite l'imponente sottofondo musicale, che sottolinea i momenti salienti del match con brani indimenticabili e meravigliosi. D'altro canto, però, abbiamo ravvisato qualche problema di bilanciamento ed un map design che ci ha convinto solo a metà. Nonostante abbiamo ormai accettato l'assenza di uno Story Mode, dispiace comunque avere la sensazione che le modalità cooperative non riusciranno a farci dimenticare questa mancanza. Concentrato com'è sul multiplayer competitivo, Star Wars Battlefront dovrà stuzzicarci con altri game mode, capaci di supportare e sostenere Walker Assault e di comporre un pacchetto sostanzioso. Vedremo come se la caverà al lancio.

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