Provato StarCraft 2 Legacy of the Void

Provata la beta della nuova espansione di StarCraft 2, che arriva a oltre due anni di distanza dal precedente Heart of the Swarm: scopriamo tutte le novità che attendono i futuri acquirenti di questo expansion pack.

provato StarCraft 2 Legacy of the Void
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Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

Entrando nel reame beta di Starcraft II si viene inevitabilmente colti da un’insolita eccitazione: la curiosità per il cambiamento, sempre familiare agli adepti di mamma Blizzard, viene spesso contrastata da una inconscia “paura dell’ignoto” che, nel caso di una grande espansione come Legacy of the Void, rende ancora più trepidante l’attesa. Del resto in un RTS così complesso ogni minimo cambiamento può stravolgere gli equilibri (ma soprattutto le abitudini) anche del giocatore più preparato, e in questo senso il magnifico Heart of the Swarm lasciava già presagire un ulteriore cambio di rotta. Le innovazioni annunciate per il multiplayer all’ultimo Blizzcon erano piuttosto chiare, e questa prima incursione nella closed beta conferma in pieno le nostre ipotesi. Le nuove unità che fanno capolino fra i ranghi delle nostre fazioni sono solo una piccola parte della grande rivoluzione che Legacy of the Void intende promuovere: il ritmo di gioco si fa ancora più veloce e con esso decadono le vecchie aperture, mandando a loro volta in pensione tutta una serie di strategie e dinamiche consolidate che rappresentavano un evergreen sin dal primo Wings of Liberty. Non è stato facile abituarsi alla rapidità imposta dalla nuova struttura del match, ma grazie alle nuove unità abbiamo potuto sperimentare un’inedita gamma di opzioni interessanti, che hanno stuzzicato non poco il nostro genio strategico, lasciandoci dunque ben disposti a questa imponente ristrutturazione. Modificare le tempistiche e le routine di questo storico ecosistema non è cosa da poco, eppure siamo di fronte ad un’evoluzione decisa, che rende ancor più specializzato l’utilizzo delle stesse fazioni. Velocità e mobilità saranno le nuove parole d’ordine, e se fino ad ora le vostre azioni per minuto (apm) non sono state eccellenti, è tempo di prepararsi ad un allenamento intensivo...

MACRO

La gestione dell’economia e l’allocazione delle risorse è il cuore di ogni partita di Starcraft, ed è proprio qui che assistiamo al primo enorme cambiamento. Il numero dei raccoglitori di minerali che ci viene fornito all’inizio di ogni match viene raddoppiato a dodici, causando così la rimozione della primissima fase di gioco, nella quale si era chiamati ad aumentare necessariamente la forza lavoro. In pochi secondi ci troveremo con la quantità di risorse sufficiente per intavolare subito una prima strategia, comprimendo quindi anche i tempi per lo scouting. E’ chiaro che in pochissimi minuti saremo esposti ai primi attacchi in forze, e dovremo essere in grado di contrattaccare anche quelle unità di livello avanzato che altrimenti avremmo incontrato in una fase più avanzata del match. Un altro cambiamento fondamentale riguarda la quantità di risorse estraibili da ogni singolo giacimento. Minerali e gas Vespene vengono infatti ridimensionati e, visto anche l’aumento della forza lavoro, saremo chiaramente costretti ad una espansione estremamente veloce. Ogni strategia a medio-lungo termine dovrà prevedere una seconda base in tempi brevissimi, per evitare di essere sovrastati economicamente (e tecnologicamente) già dopo la decina di minuti.

Dal punto di vista della produzione dell’esercito, le novità appena elencate testimoniano una cesura meno netta fra i due momenti fondamentali del match: espansione e contrasto. Con una quantità elevata di risorse sarà spontaneo creare eserciti più piccoli nella primissima fase di gioco, caratterizzati da una mobilità elevata nonché da una dichiarata aggressività. E’ facile immaginare uno scenario dai tempi rapidi, fatto di piccoli attacchi e teasing, e altrettanto prevedibile sarà l’abbandono delle classiche tecniche di arrocco o chiusura in base, vista la volatilità dei siti di estrazione. Oltre alla velocità e alla risolutezza emerge anche un approccio più controllato, esplicitato spesso dalla necessità di salvaguardare attivamente il proprio esercito, poiché lo sperpero incosciente di un piccolo gruppo di unità può costare al giocatore una veloce sconfitta. A conti fatti, si manifesta una tendenza più indirizzata verso una strategia “micro-oriented”, precedentemente esclusiva delle leghe più alte, che potrebbe con il tempo diffondersi anche nella zona più bassa della graduatoria di Starcraft: uno stile di gioco sicuramente più difficile, ma al contempo più spettacolare ed appagante.

MICRO

La gestione diretta degli scontri è stata notevolmente stravolta dall’inserimento delle nuove unità e dalle loro relative abilità. Come da tradizione nel mondo di Starcraft, ad ogni aggiunta segue una rettifica (o un nerf) di qualcosa direttamente proporzionale. E’ bene tenere a mente che, data la fase embrionale della beta, molte delle modifiche apportate sino ad ora saranno tutt’altro che definitive, ma è comunque possibile individuare quali saranno i cambiamenti principali di questa nuova espansione. Come abbiamo più volte anticipato, molte delle vecchie aperture si rivelano ad oggi inefficaci, come ad esempio la classica chiusura “con forgia” nel PvZ. Nel caso specifico degli Zerg, abbiamo riscontrato una dirompente efficacia nell’utilizzo del Ravager, la nuova evoluzione delle classiche Blatte. Queste amabili bestiole saranno il terrore dei vostri nemici Protoss, soprattutto grazie all’abilità del bombardamento corrosivo, che può distruggere velocemente i campi di forza delle sentinelle e infligge enormi danni alle strutture, liberando velocemente il campo dagli ingombri. C’è poi l’inarrestabile duo Lurker-ospite dello sciame: la formazione ideale per ogni tipologia di assedio. Mentre il primo dei due genera attacchi terra-terra devastanti, il secondo (seppur depotenziato) può contare ora sulle nuovissime locuste volanti, per creare così una sinergia d’attacco efficiente e letale, realmente contrastabile solo con un folto gruppo di lance del vuoto.

La grande novità proveniente dagli spazioporti Terran è la nuova abilità dell’ipersalto, resa disponibile agli incrociatori della flotta. Il compenso energetico richiesto da tale abilità è piuttosto alto, ma da oggi potremo teletrasportare la nostra ammiraglia in un punto qualsiasi della mappa, con sommo terrore dei nostri avversari. E’ chiaro che quest’ultima abilità sarà un’opzione esclusiva del late-match, ma per le fasi iniziali il team degli sviluppatori ha ben pensato di inserire una nuovissima unità a basso costo: il Cyclone. Basandoci sui vecchi trailer non potevamo ancora capire la portata di tale unità, che si traduce in un vantaggio tattico incredibile contro le due razze avversarie. Questo particolare cingolato è dotato di una notevole portata di fuoco e, servendosi di una apposita modalità di aggancio, può far desistere ogni tipo di inseguitore, diventando così un ottimo counter per Stalker o Idralische. Veniamo dunque ai Protoss (razza prediletta di chi scrive). I venerabili alieni, protagonisti dell’imminente campagna, sono da sempre incentrati su di una micro estremamente accurata e in Legacy of the Void tutto ciò è doppiamente amplificato. La prima unità aggiunta sono gli adepti: fanteria specializzata reperibile dai portali dietro un modesto compenso. La loro abilità principale permette loro di assumere una forma eterea per poi spostarsi indisturbati dietro le linee nemiche, una funzione sicuramente utile che è purtroppo controbilanciata da un danno contenuto. Il Disruptor è invece un ottimo acquisto per l’armata Toss: con un metodo simile a quello degli adepti, queste sfere meccaniche posso raggiungere facilmente il cuore dell’esercito nemico per poi rilasciare una potente esplosione. Dopo la detonazione saremo vulnerabili ed esposti, ma con un po’ di pratica siamo riusciti a sterminare battaglioni interi di idralische senza sacrifici. Fin qui tutto bene, ma il vero problema di questa fazione restano i due pesanti nerf che affliggono il colosso e l’immortale. Il primo subisce infatti un depotenziamento del danno, mentre il secondo non potrà più usufruire automaticamente dell’abilità barriera. Nulla di esagerato se si possiede la giusta reattività negli scontri, ma può diventare un grande handicap per i giocatori meno esperti.

StarCraft 2 Legacy of the Void Legacy of the Void si mostra per la prima volta in una versione beta: enorme e tutta da esplorare. Le modifiche volute dal team di sviluppo mirano a cambiare il ritmo generale dell’intera struttura di gioco, che abbandona così anche gli ultimi momenti di staticità in favore di una mobilità notevolmente più veloce. Questo nuovo modo di gestire l’economia e le truppe è indubbiamente più impegnativo per i giocatori meno esperti, ma presenta una nuova e interessante sfida per tutti coloro che hanno maggior dimestichezza con l’approccio micro-oriented. Le unità introdotte si rivelano subito efficaci e stimolanti, ma il bilanciamento generale delle razze necessita indubbiamente di qualche rettifica prima di poter procedere con un giudizio più completo: del resto, siamo ancora nelle primissime fasi della beta e la strada è ancora lunga. C’è poi l’interessantissima modalità Arconte, che vorremmo studiare con maggiore calma e magari in compagnia di un team vero e proprio, restate quindi in attesa di ulteriori approfondimenti sulla conclusione di questa gloriosa trilogia.

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