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Provato Starpoint Gemini: Warlords

Uscito su Steam Early Access lo scorso aprile, in versione Alpha, Starpoint Gemini: Warlords si propone come un mix fra i punti forti della serie.

provato Starpoint Gemini: Warlords
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Carlo Cicalese Carlo Cicalese respira, mangia e sogna mondi videoludici dal 1995, aspira a diventare uno dei migliori comunicatori italiani del settore e migliorare la percezione del medium videoludico nel grande pubblico. É un fanboy di Warhammer 40.000, quindi lanciategli un "For the Emperor!" su Facebook e Twitter per farvelo amico.

A differenza di quanto si possa pensare, il panorama dei simulatori spaziali moderni non è limitato ai soli Elite: Dangerous, Star Citizen e No Man's Sky. Esiste invece un sottobosco di titoli più o meno notevoli, come le serie "X", la cui stella si è notevolmente affievolita in seguito alla qualità discutibile delle ultime due iterazioni, e Starpoint Gemini, il cui seguito è riuscito a migliorare il concetto di base esposto dal capostitipite e che, adesso, punta a esplorare una nuova frontiera dell'ibridazione, ovvero quella con il genere Strategico 4X. Uscito su Steam Early Access lo scorso Aprile, in formato Alpha, Starpoint Gemini: Warlords si propone come un mix fra i punti forti della serie: le caratteristiche RPG vengono applicate al contesto della simulazione spaziale, con meccaniche proprie della Strategia come la costruzione e il potenziamento di un insediamento (in questo caso una stazione spaziale), la creazione di una flotta da far scontrare con quelle avversarie e la conquista dei territori nemici per espandere la propria influenza. Un progetto invero ambizioso, ma la versione attualmente disponibile è davvero troppo povera.

Great Expectations

Stabilita nel 2010 e proseguita nel 2014, la serie Starpoint Gemini si è distinta dagli altri simulatori spaziali per l'introduzione di elementi tipici degli RPG, come statistiche, abilità attive e perk passivi, che rendono la scelta di un percorso di sviluppo del proprio personaggio, caratteristica comune agli altri titoli del genere, più incisiva sullo stile di gioco. A queste meccaniche si aggiunge un sistema di navigazione meno raffinato, compensato a suo modo da un targeting con camera relativa all'obiettivo e da una disposizione degli armamenti piazzati sui quattro lati del vascello, che determinano la linea di fuoco entro cui è possibile attivarli. Grazie alla varietà di armi a disposizione, divise fra leggere (fasci laser, railgun e cannoni al plasma) e pesanti (lanciamissili ed emettitori di onde d'urto), la possibilità di attivare il fuoco automatico, marcare un obiettivo su cui concentrare quest'ultimo e quella di eseguire attacchi alternativi come l'arrembaggio e l'intrappolamento tramite gancio gravitazionale, il combattimento spaziale è comunque uno dei punti forti della produzione di LGM. Partendo dalle basi predisposte dai primi due capitoli, Starpoint Gemini Warlords propone l'introduzione di feature e concetti mutuati dal genere Strategico 4X, come una base modulare da potenziare ed ampliare, l'espansione del territorio d'influenza della propria fazione, una flotta di navi combattenti da assemblare e condurre in battaglia. Infine, c'è anche una branca di ricerca scientifica come mezzo per costruire potenziamenti dei sistemi e le navi di classe più avanzate. Il problema è che, di queste caratteristiche strategiche promesse dagli sviluppatori, al momento, ben poco è attualmente presente sul client.

La realtà dei fatti

Nonostante fosse chiaro fin da subito che la versione testata fosse un'Alpha, credevamo che i tre mesi trascorsi dalla pubblicazione avessero portato all'aggiunta di alcune delle feature premesse. Ben presto ci siamo dovuti ricredere. La parte di campagna single player a nostra disposizione, a detta di LGM un accenno del Prologo, è durata poco meno di mezz'ora. A dire il vero quanto proposto in quel breve lasso di tempo ci è sembrato ben fatto.

Certo, i doppiatori non ci sono sembrati molto entusiasti ma tant'è: i titoli indie non spiccano sempre sotto questo aspetto. Terminato il prologo, il gioco ci ha di fatto "abbandonati" al freeroam, con tutta la mappa di gioco esplorabile ma nessun modo per progredire in aspetti come la conquista di nuovi territori, la costruzione di strutture per la raccolta delle tre risorse (minerali, gas e materiali ferrosi), oppure la costruzione della flotta gestita dall'IA. Come avrete ormai intuito, l'attuale versione giocabile di Starpoint Gemini: Warlords risulta al più un rimaneggiamento degli elementi base dei predecessori, per giunta con un'interfaccia utente meno raffinata, calato in un contesto più ampio ma con molta meno interazione. Un dettaglio che potrebbe non piacere a chi è stanco della formula base e attende di vedere le novità promesse dallo sviluppatore.

Starpoint Gemini: Warlords Lusingati dalle promesse ambiziose di ibridazione con il genere 4X e forti delle esperienze positive con i precedenti capitoli della serie, abbiamo approcciato Starpoint Gemini: Warlords con le migliori intenzioni, ma lo stato ancora troppo primitivo di sviluppo e la completa assenza di qualsivoglia nuova feature ci ha lasciati abbastanza freddi. Al di là del completamento di incarichi secondari generati casualmente, della raccolta di materiali dai campi di asteroidi e della costruzione di strutture di ampliamento della propria base, le cui funzioni aggiuntive non sono state ancora implementate, e le attività significative da svolgere nell’attuale versione Alpha si esauriscono in meno di un’ora. Il consiglio, insomma, è quello di stare ben lontani dall'Early Access, soprattutto se vi aspettate già un’esperienza di gioco che abbia già una sua autonomia. Ci auguriamo che, nei prossimi mesi, lo sviluppatore introduca molte più feature, soprattutto quelle che permetteranno un’interazione più profonda con lo scenario.

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