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GamesCom 2017 Dal 22/08/2017 al 26/08/2017

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Surviving Mars Provato

Durante la Gamescom di Colonia abbiamo potuto provare con mano la versione Xbox One di Surviving Mars: ecco le nostre impressioni.

provato Surviving Mars
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Diciamoci la verità: domenica scorsa il lunghissimo panel pre GamesCom di Microsoft ha lasciato un po' tutti con l'amaro in bocca. La maggior parte delle "World Exclusive" si sono mostrate semplicemente attraverso gli stessi, identici trailer visti in occasione della fiera losangelina. Le novità si sono, letteralmente, contate sulle dita di una singola mano e sono andate a toccare un singolo genere, anzi, un sottogenere: quello strategico/gestionale.
Confessiamo che, quando un uovo di dinosauro si è schiuso davanti ai nostri occhi, un moto di commozione ci ha colto all'improvviso. Impossibile possa essere un titolo su Jurassic Park. E, invece, eccolo lì, Jurassic World Evolution, sviluppato dagli autori di Zoo Tycoon e ScreamRide. Perché è scesa la lacrimuccia? Beh, forse non tutti se lo ricordano ma, nel lontanissimo 2003, i ragazzi del compianto studio Blue Tongue Games (chiuso nel 2011 in seguito alla ristrutturazione di THQ) ci regalò un gestionale titolato Jurassic Park Operation Genesis. Ma non è di questo che vogliamo parlarvi oggi. Nel corso della "conferenza" ha fatto il proprio debutto anche un altro titolo gestionale molto - lo ripetiamo: molto - interessante: Surviving Mars. Il titolo, sviluppato da Haemimont Games (responsabili, tra l'altro, di Tropico, Imperium, Victor Vran) e pubblicato da Paradox, era presente a Colonia e noi lo abbiamo potuto testare in anteprima.

Giocare a fare Dio su Marte

Prima di tutto, lasciateci dire questo: a dispetto di quanto potessimo aspettarci, l'interfaccia di gioco che ci siamo trovati di fronte si è presentata sin da subito estremamente intuitiva, scevra da schermate inutilmente dispersive e - pare - già ottimizzata per poter funzionare alla grande anche su console.

La filosofia che sta alla base di Surviving Mars è già contenuta nel titolo (e nel suo ironico slogan): cercare di fondare una colonia e sopravvivere alle avverse condizioni del Pianeta Rosso. Possibilmente, "with minimal casualties". Guidati addirittura dalla saggia e rassicurante voce del responsabile del progetto Gabriel Dobrev, ci siamo seduti davanti al PC prendendo il controllo una piccola colonia persa nelle desertiche lande marziane color rosso fuoco, ma già popolata e attiva.
I primi passi sul suolo alieno ci sono serviti per comprendere il lavoro svolto dal team sull'interfaccia di controllo approfondendo, pian piano, la conoscenza delle feature che caratterizzeranno il prodotto, la cui uscita è prevista nel corso del 2018 per tutte e tre le piattaforme, ovvero PC; Xbox One e PlayStation 4.
Secondo quanto riferitoci, comunque, l'avventura inizierà ben prima della nascita della colonia. Questo, perché il team di sviluppo ha voluto mantenere il più possibile l'aderenza con la realtà fattuale che un'impresa di tale portata comporterebbe. In questo senso, sarà necessario prima di tutto organizzare la spedizione inaugurale, che porterà su Marte materiali, droni, rover e i primi coloni specialisti come ingegneri, biologi e scienziati.

Signore e signori, il Pianeta Rosso apre al pubblico!

Una volta assicurata una testa di ponte attraverso la costruzione delle strutture basilari per il funzionamento del nuovo insediamento (quindi, prima d'ogni altra cosa, riserve d'acqua; centrali eoliche - o solari - con cui produrre energia), sarà possibile considerarne l'ampliamento della colonia portando nuovi abitanti. Questi, dopo il primo viaggio, saranno soprattutto semplici cittadini alla ricerca di un posto nuovo in cui stabilire la propria dimora. Approntati, prima di tutto gli edifici atti al soddisfacimento dei loro bisogni fondamentali, abbiamo provato ad organizzare il primo trasferimento dalla Terra. Ci siamo trovati a dover prendere delle decisioni critiche, in grado di mutare drasticamente l'evolversi della partita.

In primis dovevamo trovare uno sponsor, per sovvenzionare la spedizione (più importante è il finanziatore, ovviamente maggiori saranno le risorse iniziali) e, poi, scegliere la categoria di abitante più adatta che avremmo voluto per la nostra colonia. Forza lavoro già formata, oppure giovani intraprendenti pronti a garantire la subitanea proliferazione della specie sul pianeta? I parametri di scelta a nostra disposizione sono stati molteplici e vari. La fitta schiera di candidati papabili si suddivideva non solo per età e sesso, ma anche per entusiasmo, ceto sociale e abilità sotto il profilo della mansione lavorativa. Per invogliare i terrestri a partire e far sì che la loro fiducia nel progetto non cali progressivamente, portando a un malcontento generale, inoltre, abbiamo dovuto creare spazi sociali vivibili e attività che li facessero sentire a casa. Durante la nostra prova sono servite egregiamente allo scopo una palestra, un bar e un'area verde ma, spulciando nei menu di costruzione, abbiamo notato anche la presenza di altri edifici più complessi, come il casinò. Ogni abitante, poi, possiede dei tratti caratteristici che ne connotano la personalità, le inclinazioni e possono, addirittura, influenzare la loro salute mentale e il loro benessere fisico. Ad esempio, ci è capitato di avere a che fare con un gran lavoratore ("workaholic") il cui unico desiderio, nel tempo libero, era quello di sperperare i propri guadagni al gioco d'azzardo ("gambler").
Questo individuo, se non monitorato nel tempo, ci avrebbe dato sicuramente problemi in quanto i due tratti appena descritti avrebbero provocato un repentino deterioramento della sua salute mentale. Insomma, la vera sfida - dopo aver impiantato il germe della vita su Marte - consiste proprio nel coltivare e veder prosperare la colonia, gestendone principalmente gli abitanti e le loro interazioni sociali. Ognuno di essi, se sottoposto a determinate condizioni (come turni di lavoro massacranti in fabbrica), potrà addirittura sviluppare tratti del tutto inusuali che potrebbero sfuggire al nostro controllo, creando non pochi problemi all'interno delle grandi cupole che ospitano la colonia.
Non ci è stato possibile addentrarci troppo in questi aspetti, ma si è parlato anche di rivolte e problemi di ordine pubblico; quindi con tutta probabilità sarà possibile mantenere la "pace" con una forza militare addestrata ad hoc.

Oltre ai rischi legati alla difficile gestione dell'aleatoria natura umana, dovremo fare i conti ovviamente con il nemico più terribile di tutti: Marte. Il Pianeta Rosso sarà inclemente e ostile, capace di scatenare tempeste elettriche o uragani di sabbia capaci di spazzar via intere cupole; danneggiare i supporti vitali e condannare gli abitanti a morte certa in un battito di ciglia. Le variabili, insomma, sembrano essere davvero incalcolabili e ogni nuova sessione di gioco potrà evolversi in modo del tutto inaspettati.

Sandbox vintage

Surviving Mars, comunque, non avrà una componente narrativa. I ragazzi di Haemimont Games hanno preferito concentrarsi sulla rifinitura di un'esperienza sandbox a obbiettivi dinamici piena e soddisfacente, che promette di tenerci incollati per centinaia di ore. Il nostro compito, infatti, non sarà solo quello di costruire un insediamento sostenibile e controllare che tutto fili liscio (di per sé una cosa già abbastanza impegnativa).

Dovremo anche fondare laboratori di ricerca (a questo proposito, abbiamo scoperto un research tree mastodontico) e, soprattutto, esplorare la superficie del pianeta allestendo e inviando spedizioni alla scoperta del pianeta. Abbiamo provato a estorcere qualche informazione in più su tale meccanica ma il buon Gabriel ha voluto mantenere il più stretto riserbo. Sappiamo solo che Marte celerà una grande quantità di segreti e starà a noi investigare, mettendo insieme tutti i pezzi dei vari puzzle. Probabilmente non vedremo gli omini verdi, ma ci è stato detto che le lande riarse del pianeta ospiteranno una gran quantità di easter egg e misteri ispirati alle opere dei grandi maestri della fantascienza del secolo scorso, come Asimov e Clarke. La stessa veste grafica, davvero pregevole e già dettagliata, ricorda molto da vicino quell'estetica retró che possiamo trovare unicamente nella cinematografia e nei fumetti degli anni '50 e '60. La versione dimostrativa a cui abbiamo partecipato è durata, ahinoi, troppo poco e il 2018 pare ancora lontanissimo. Ciò nonostante, siamo comunque riusciti a farci un'idea precisa sulla strada seguita dal team di sviluppo e, stando a quanto abbiamo provato, Surviving Mars promette di essere un city builder davvero peculiare e meritevole di esser tenuto in grande considerazione.

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