Provato Sword Art Online Lost Song

Ci siamo recati negli studi italiani di Bandai Namco per mettere mano alla versione PS4 del nuovo capitolo della famosa serie JRPG nipponica. Un titolo interessante, con un porting discreto da PS3.

provato Sword Art Online Lost Song
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

La serie di Sword Art Online è sempre stata costellata di titoli inusuali, di quelli che giungono dal marasma fermentante del Sol Levante e restano difficili da collocare in un genere d'appartenenza ben definito. Tratta da una serie di light novel, la saga racconta di mondi videoludici realizzati sfruttando la realtà virtuale, di fatto costruendo un "gioco nel gioco": una sorta di VRMMO (Virtual Reality Massive Multiplayer Online) in cui i protagonisti delle vicende immergono quotidianamente le loro coscienze al fine di completare una serie di obiettivi end-game; un po' come giocare a World of Warcraft indossando un bel paio di occhialoni VR e dimenticandosi della realtà.
Un paradiso integrale per gli amanti degli MMO, ma una questione dannatamente seria per Kirito e i suoi compagni d'avventura, protagonisti dell'atteso Sword Art Online: Lost Song, terzo capitolo della serie dopo Sword Art Online: Infinity Moment e Sword Art Online: Hollow Fragment. Nell'attesa della sua release ufficiale, prevista su PS4 e PSVita il 12 Novembre (mentre in Giappone è stato pubblicato su PS3 e PSVita il 26 Marzo), ci siamo recati presso gli studi milanesi di Bandai Namco per provarlo in anteprima.

ALfheim Online

Sword Art Online: Lost Song, al contrario dei suoi predecessori, porterà la compagnia di Kirito ad affrontare un'avventura completamente inedita, svincolata dalla trama originale della light novel e della serie TV (trasmessa anche in Italia). Dopo aver terminato con successo il VRMMO "Sword Art Online", il gruppo di Kirito si ritroverà questa volta all'interno di "Alfheim Online", più precisamente nella zona di Svart Alfheim, un territorio in pieno stile nordico composto da una serie di isole galleggianti nei pressi del World Tree, l'altissimo albero ove si congiungono tutte le aree del mondo di gioco.
Ma che cos'è, quindi, Sword Art Online Lost Song? È un gioco single player offline che "simula" un mondo open world in pieno stile MMO, con NPC, mostri e città. Ci troveremo spesso a viaggiare in ampie aree disseminate di mostri, costellate da dungeon in cui si potrà recuperare nuovo equipaggiamento dai forzieri nascosti. Per la prima volta nella serie, oltre a Kirito, potremo utilizzare uno degli oltre 20 personaggi messi a disposizione; volendo, è anche possibile creare un proprio avatar personalizzato, sfruttando un editor integrato piuttosto minimale e limitato. Tuttavia, indipendentemente dal personaggio selezionato, la trama di gioco sarà comunque affrontata come se ci trovassimo nei panni di Kirito, rovinando un po' l'immedesimazione e rendendo la scelta del protagonista una mera questione estetica.


Dalla terra al cielo

Lost Song, insomma, replica in tutto e per tutto le dinamiche tipiche dei prodotti massivi, senza esserlo davvero. Il combat system è strutturato alla maniera degli Action RPG più canonici: dovremo avvicinarci a portata del nemico, ingaggiarlo e poi cercare di eliminarlo sfruttando le molteplici armi a nostra disposizione, ognuna con un proprio set di attacchi che modificherà l'approccio tattico al combattimento. Sarà anche possibile ricorrere alla magia, ampliando ulteriormente la versatilità ed i tatticismi del sistema di combattimento. Purtroppo, durante la nostra prova, abbiamo avuto modo di giocare con personaggi di livello talmente alto che per sbarazzarci dei nemici ci era sufficiente appena un colpo, negandoci quindi la possibilità di saggiare in maniera approfondita le meccaniche degli scontri. Questa situazione un po' scomoda, fortunatamente, non ci ha impedito di saggiare un'altra fondamentale caratteristica di Lost Song: la possibilità di spiccare il volo e lanciarsi in combattimenti aerei molto serrati. Grazie a questa opportunità sarà possibile sfruttare la verticalità offerta dalle isole fluttuanti di Svart Alfheim, esplorando zone altrimenti inaccessibili ed incontrando nemici particolarmente ostici, come draghi e altri mostri volanti. Durante gli scontri aerei l'auto-attack sarà disabilitato e, almeno inizialmente, sarà possibile attaccare solo con l'arma equipaggiata in una mano. Di contro, potremo colpire le singoli parti che costituiranno il corpo dei nemici, infliggendo una diversa quantità di danno in base alla resistenza della parte colpita, rendendo quindi determinante la gestione del posizionamento; sappiate che ci vorrà un po' per metabolizzare il control scheme, e sulle prime potreste ritrovarvi leggermente spiazzati durante le virate e le planate verso il terreno.

Sebbene il progetto sia stato realizzato con in mente un'esperienza debitamente single player, in Lost Song, per la prima volta nella serie, sarà possibile cooperare con altri 3 giocatori per sconfiggere alcuni nemici particolarmente insidiosi, attraverso una modalità co-op con la difficoltà degli scontri automaticamente livellata in base ai personaggi del party, così che l'esperienza di gioco non risulti in qualche modo favorita dalla presenza di compagni di livello molto alto.
Dal punto di vista tecnico, le vaste ambientazioni di gioco ci permetteranno di esplorare scenari suggestivi, ricchi di colline, iceberg, deserti e cascate. Il rendering non è certo esaltante, complice anche la genesi old-gen del titolo, ma comunque in linea con le aspettative di un porting da PS3. Il character design ci è sembrato abbastanza curato, forse un po' povero di dettagli e a livello poligonale. Buone, invece, sono le cutscene realizzate in 2D, fedeli per stile e realizzazione a quelle ammirate nell'anime.

Sword Art Online Lost Song La nostra prova presso gli studi di Bandai Namco ci ha dato modo di confrontarci brevemente con le caratteristiche principali di Lost Song. L'impressione immediata è stata quella di trovarci di fronte ad un vero e proprio MMO, con centinaia di mostri sparsi per le grandi ambientazioni ed NPC guidati dall'intelligenza artificiale, nel tentativo di simulare le dinamiche tipiche di un mondo persistente. Come accennato, purtroppo, ci è stato impossibile saggiare in maniera approfondita il combat system del titolo, comunque evidentemente orientato verso una classica impostazione da Action RPG. Molto interessante è l'implementazione del volo, sia durante le fasi più esplorative, con conseguente aumento vertiginoso della verticalità delle mappe, sia durante gli scontri, dove un attento posizionamento giocherà un ruolo determinante nelle nostre possibilità di vittoria. Non ci resta che attendere l'arrivo della versione definitiva di Lost Song, prevista per il 12 Novembre su Playstation 4 e PSVita, anche per potervi fornire maggiori dettagli sulla trama e sul sistema di progressione.

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