Provato Swordsman

All'E3 2014 abbiamo provato il nuovo MMO free to play di Perfect World

provato Swordsman
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  • Pc
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L'espansione del mercato free to play ha certamente dato una decisa rinvigorita al genere MMO, permettendo a molte produzioni destinate al declino di sopravvivere, e ad altrettanti brand di nascere. Perfect World Entertainment questo campo lo conosce molto bene, avendo all'attivo una decina di MMO (perlopiù importati dalla Cina), e il suo catalogo sta per arricchirsi di una nuova proprietà intellettuale. Swordsman va ad inserirsi in una piccola nicchia, trattandosi di un GDR massivo online dedicato agli amanti di arti marziali orientali, ma, grazie all'offerta ludica tutto sommato tradizionale, può potenzialmente conquistare un pubblico ben più ampio. Solo un altro MMO, per il momento, si è affacciato a tale genere, ossia Age of Wushu, ma Swordsman parte da una base non certo trascurabile. Oltre ottanta milioni sono gli account ad oggi attivi in Cina, e Perfect World è più che certa che del potenziale pubblico si trovi anche in occidente. Durante l'E3 2014, abbiamo incontrato diversi esponenti del publisher californiano, che ci hanno invitato a prendere parte ad una sessione di gioco in compagnia, così da farci un'idea più precisa dell'offerta.

Grosso guaio in Cina

Nella saletta dedicata al gioco abbiamo trovato quattro postazioni PC ad attenderci, perfette per provare una delle istanze che costellano il mondo di gioco. Prima di avventurarci, ci siamo presi qualche minuto per fare pratica con i controlli, che richiedono qualche minuto per essere assimilati. Oltre a lasciare grande libertà al giocatore, con la possibilità di gestire il movimento del personaggio sia tramite click del mouse al suolo, sia direttamente con i tasti WSAD, Swordsman presenta un'interessante meccanica legata al salto. Questo può essere addirittura triplicato, premendo con il giusto tempismo la barra spaziatrice, elevando notevolmente il personaggio rispetto al suolo. Questo può servire sia a sfuggire ad un attacco diretto, uscendo dal suo raggio d'azione, sia a concatenare subito dopo un'ulteriore mossa di evasione orizzontale, possibile premendo due volte uno dei tasti direzionali. Dato che la maggior parte delle abilità d'attacco presenti in Swordsman non agganciano il bersaglio, bensì funzionano relativamente alla direzione dello sguardo e alla prossimità nei confronti del nemico, risulta chiaro come il sistema di combattimento si avvicini, almeno in parte, a quello di un classico action. A livello d'interfaccia, ci troviamo invece di fronte a qualcosa di molto più tradizionale, con una classica barra delle abilità, che permette di accedere anche alle pozioni curative e ad altri consumabili. Una volta presa familiarità con il contesto, ci siamo concessi una breve istanza per quattro giocatori, scoprendo un'offerta ludica tutto sommato tradizionale.

Istanziati

Le istanze di Swordsman non presentano particolari novità rispetto alla tradizione MMO: insieme ad un numero minimo di giocatori ci si ritrova nei pressi di un portale, lo si attraversa, e si comincia un percorso lineare costellato di nemici e boss, finalizzato naturalmente alla raccolta di esperienza e loot. Per quanto pochi minuti di gioco non siano certo sufficienti a farsi un'idea precisa di un gioco molto vasto, di Swordsman possiamo sicuramente dire che il sistema di combattimento ci è apparso piuttosto solido, sebbene le abilità non riescano a sfoggiare una vera personalità. Da un gioco che ha come focus l'arte marziale (sebbene intrisa di magia), ci si potrebbero aspettare spettacolari ed eleganti combo, ma, complice un comparto animazioni piuttosto scarno, lo spettacolo visivo non è dei migliori. Anche dal punto di vista concettuale, le diverse abilità d'attacco non ci sono apparse più di tanto originali, eppure, complice la quantità di nemici che ci si trova ad affrontare costantemente, non si può dire che il gioco non riservi diverse soddisfazioni, e non riesca a catturare completamente l'attenzione del giocatore. Interessante è comunque la possibilità per ogni personaggio di modificare in tempo reale lo stile di combattimento, scegliendo dai tre disponibili. Questo andrà a cambiare le sei skill d'attacco mappate sulla tastiera, portando a 18 le scelte complessive. Le meccaniche di gruppo, chiaramente, sono importanti, e la divisione in classi rispecchia la necessità di un corretto bilanciamento del party. Invece di proporre le consuete scelte offerte dagli MMO fantasy, Swordsman si ispira alla tradizione orientale, proponendo ben dieci diverse scuole di arti marziali alle quali ci si può affiliare, le quali influiscono sulle abilità utilizzabili dal personaggio e sulle statistiche più importanti, facendo le veci delle normali classi. Per fare qualche esempio, il clan Wu Tang comprenderà guerrieri dotati di grandi spade, e adatti a controllare le masse di nemici, mentre i Sun and Moon, dotati di una doppia lama, saranno perfetti per generare danno ad area, mentre gli Shaolin preferiranno il combattimento in mischia all'utilizzo dell'arma bianca. Non mancano le classi di supporto, come gli E'Mei Tong, dotati di una serie di abilità ottime per tenere il party in buona salute. Per quanto si sia trattato di una prova molto breve, di Swordsman ci ha convinto soprattutto lo spirito molto diverso dal fantasy ormai dilagante, e la capacità di proporre una sfida di discreto livello. Per il momento, ci è sembrato che la scelta di non includere un lock sui bersagli per la maggior parte delle abilità possa influire negativamente sulla pulizia degli scontri, che rischiano a volte di rendersi troppo caotici, ma per giungere ad una conclusione in tal senso ci sarà bisogno di prove ben più approfondite. Per quel poco che abbiamo potuto vedere dell'open world liberamente esplorabile, sembra che, a fronte di un comparto grafico in linea con quello di altre produzioni free to play, gli sviluppatori abbiano fatto un buon lavoro nel caratterizzare adeguatamente il mondo di gioco.

Swordsman Abbiamo avuto solamente un piccolo assaggio delle potenzialità di Swordsman, il quale ci è comunque apparso come un free to play di buon livello. Il suo punto di forza risiede certamente nella caratterizzazione del mondo di gioco e dei combattenti, tutti derivati dalla tradizione militare orientale antica, seppure con ampie licenze poetiche. Il sistema di combattimento si poggia su basi apparentemente solide, sebbene la grandissima varietà di offensive a disposizione rischi di confondere i nuovi arrivati, e soprattutto finisca per generare qualche sovrapposizione di troppo. Si tratta, naturalmente, di considerazioni preliminari, in quanto basate su una prova molto breve. Per farvi un'idea più precisa, vi consigliamo di riscattare una delle chiavi che vi mettiamo a disposizione in home page, utili a farsi un giro nella closed beta del gioco, mentre le nostre impressioni più approfondite arriveranno a breve.

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