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Provato The Banner Saga 2

Dopo aver liquidato l'assurda causa intentata da King.com, Stoic porta avanti la sua saga vichinga. E, grazie al supporto della community, il titolo si arricchisce sul fronte strategico.

provato The Banner Saga 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Il videogioco dalla grafica in due dimensioni più affascinante di sempre torna nella sua seconda incarnazione, provata alla Gamescom di Colonia. The Banner Saga 2 si mostra per la prima volta in tutta la sua potenza vichinga, attanagliata da quella malinconica rabbia che ha reso celebre il primo titolo. L'epopea continua nonostante la causa milionaria intentata da King.com (autori di Candy Crush Saga) contro i ragazzi di Stoic Games, e rispedita al mittente con tanto di danni morali. Un bel successo che ha permesso di non rinviare la data di uscita di questo seguito, previsto per i primi mesi del 2016: navi, carovane e scelte difficili sulla lunga via verso la salvezza di un villaggio che tra le mani si ritrova il destino del mondo intero. Se non avete giocato il primo titolo e volete evitare spoiler, allora saltate il testo che segue, leggete il commento e correte a rimediare. Perchè la strategia a turni in salsa RPG sta tornando alla grande!

Ancora muti e bellissimi

Il culmine della campagna del primo titolo era un finale al cardiopalma, dove succedeva di tutto, tra cui la morte di uno dei due protagonisti. Eravamo noi a scegliere chi far sopravvivere e, dopo quindici ore di stressante fuga dai furiosi Dredge, giunti allo stremo contro un generale più forte di noi, l'unica cosa che potevamo fare era combattere, vincere e disperarci solo dopo aver salvato il nostro popolo. The Banner Saga non lascia spazio alla misericordia: è crudo, violento, impietoso e tremendamente freddo. I suoi personaggi sembrano tutti depressi e non ci sorprende, dato che il loro stesso mondo sta per morire e, oltre alla fuga, non rimane nient'altro. Questo seguito riprende esattamente da dove avevamo lasciato i nostri compagni d'arme, dopo il funerale del protagonista e con la carovana che decide di allearsi coi giganti cornuti, per proseguire verso la capitale del regno e avvisare tutti della ricomparsa di un male antico. Potendo importare i propri save, tutte le scelte e i personaggi sopravvissuti alle catastrofi del primo capitolo le ritroveremo nel secondo; in alternativa è possibile avviare una nuova partita semplicemente scegliendo una delle due alternative del tristissimo finale. Nei venti minuti che abbiamo avuto a disposizione, abbiamo intuito che la struttura di base non è cambiata di una virgola, ma è stata espansa in maniera critica, grazie all'aiuto dell'affiatata community con cui Stoic ha esplicitamente dialogato nel corso dell'ultimo anno. Il viaggio sarà effettuato tramite lunghe navi ed estenuanti marce, tra due punti di interesse in cui potremo far riposare la carovana. Numerosi imprevisti ed eventi casuali ("pescati" da un insieme molto ampio), rendono ogni partita differente, e agli elementi randomici si aggiungono le scelte e i bivi che porteranno a conseguenze inaspettate. Quando arriverete a un villaggio o a una meta intermedia, la visuale inquadrerà le case e i suoi abitanti, permettendovi di selezionare diversi compagni per prepararvi alla tappa successiva. Proprio la carovana è stata oggetto delle attenzioni maggiori da parte degli sviluppatori: ora, oltre alle risorse di cibo, dovremo gestirla in modo molto più dettagliato, occupandoci di altre risorse e di alcuni ruoli, da assegnare a personaggi chiave per non far crepare tutti in breve tempo. Modificata anche l'altro elemento critico segnalato dai fan, ovvero il combattimento. Negli scontri da noi affrontati quel che saltava all'occhio da subito è stata la conformazione delle scacchiere: anticipiamo che purtroppo non è stata introdotta la variabile dell'altezza, tuttavia i terreni e i loro effetti (positivi o negativi) ci sono in effetti sembrati più vari. Ovviamente non bastano tre combattimenti per stabilire che i problemi siano risolti, ma già da ora The Banner Saga 2 sembra sulla buona strada, anche a livello di costruzione e vivacità dello scontro. Infatti ogni personaggio da noi controllabile potrà parlare durante le battaglie, e gli eventi verranno raccontati anche mentre verremo fatti a polpette. Questo crea situazioni molto più dinamiche, con interventi momentanei che si alterano durante il corso degli scontri.

In aggiunta a tutto questo sono ora presenti anche ostacoli di varia natura, come barriere, pozze di lava e fuoco e rocce, distruttibili e non. Troveremo anche quadrati speciali, a detta dello sviluppatore che ci guidava, che non ha però specificato esattamente che cosa intendesse: presumiamo siano buff particolari o elementi scenici per far progredire la storia anche sulle scacchiere. Meno efficace il riscontro che abbiamo avuto dal sistema in generale, con i colpi di ogni personaggio da portare o all'armatura o alla forza, e quest'ultima che determina sia i punti ferita che l'attacco di ogni unità. Il problema in questo caso era che, data la progressione a turni alterni delle fazioni i campo, conveniva lasciare in vita con pochi punti ferita più unità possibili, per non velocizzare troppo le possibilità delle unità avversarie rimanenti. Non ci è stata data una risposta precisa a questo problema, ma ci è stato detto che non ci troveremo mai nelle condizioni di poter aspettare troppo a lungo il termine di uno scontro. Il team si è infatti concentrato sulla varietà degli obiettivi e molte situazioni richiederanno velocità di esecuzione o l'esigenza di terminare al più presto la battaglia, pena l'arrivo di rinforzi. Sembra anche che ci saranno nuove fazioni in campo, rendendo trama e combattimenti ancora più intricati e ricchi di sorprese (noi abbiamo incontrato degli esseri eterei che ignoravano tutti tranne alcuni precisi bersagli, senza badare ai Dredge). Il comparto tecnico sembra invece inalterato e già privo di bug. I fondali e le immagini sono stupefacenti,semplicemente fantastici da osservare placidamente, preparandosi per la pugna che inevitabilmente occorrerà da lì a poco. Il miscuglio tattico, strategico e ruolistico, con lunghi dialoghi scritti e situazioni stremanti per tutti, torna forte della carica emotiva del primo titolo, narrando la seconda terrificante storia del titolo (veramente) indie che forse più di tutti ha saputo distinguersi nell'oceano Kickstarter.

The Banner Saga 2 The Banner Saga 2 è tutto quello che desideravamo da un seguito. Più contenuti meglio confezionati e un'attenzione encomiabile verso i difetti resi noti dai moltissimi fan, tramite il sito e la pagina facebook ufficiali. Per capire il rapporto che si è creato fra team e community, vi basti prendere a esempio il nuovo personaggio di Aleo, un bardo che si unirà fin da subito alla nuova carovana. Questo simpatico e potente vichingo altri non è se non un backer talmente dedito alla saga Stoic che ha aiutato il team a sviluppare alcuni comparti del gioco. Per ringraziarlo l'hanno immortalato con le sue fattezze, grati dell'impegno profuso. Insomma The Banner Saga 2 stupirà ancora questo inverno; l'impianto strategico è quello di sempre, ma migliorato e perfezionato, e con una trama che, a detta di Stoic, si rivelerà ancora più sorprendente e inaspettata del primo capitolo. Siete pronti a intraprendere nuovamente il malinconico viaggio per le terre di Rundwall, sulle note di Austin Wintory e nei disegni di uno degli artisti più talentuosi dell'intera industria? Noi non vediamo l'ora.

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