Provato The Banner Saga 2

A due anni di distanza dal primo capitolo della Saga, Il meraviglioso RPG tattico a turni di Stoic è pronto a tornare in un sequel ancora più profondo dal punto di vista narrativo e rifinito nel suo sistema di combattimento.

provato The Banner Saga 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Sia lodata Stoic per averci regalato The Banner Saga! Perché, insomma, in un mercato come quello PC, che da lungo tempo fremeva alla ricerca di un nuovo messia degli RPG tattici a turni, l'avvento della "Saga dello Stendardo" è stata probabilmente una delle migliori cose che gli siano capitate dalla nascita di Kickstarter, al pari di capolavori ben più blasonati come Pillars of Eternity e Divinity: Original Sin. Del resto, al di là di un brillante tessuto strategico squisitamente ispirato ai grandi classici del passato (come Final Fantasy Tactics), The Banner Saga ha saputo mettere sul tavolo una struttura ludica profonda e multiforme, accompagnata da un'affascinante narrazione ipertestuale a metà tra il gioco di ruolo e il libro-game. Come se non bastasse, Stoic è riuscita nell'intento di riunire (è proprio il caso di dirlo) sotto un unico stendardo il meraviglioso -e poco sfruttato- background della mitologia norrena (con tanto di fantastiche melodie intrise di epicità e folklore nordico) e un favoloso art design che sembrava uscito dalle più belle opere animate della Disney. Il 19 aprile finalmente, ad appena due anni da quella meravigliosa esperienza, la carovana della speranza è pronta a riprendere il suo lungo e impervio viaggio attraverso un mondo tanto affascinante quanto oscuro e decadente.

In viaggio per Arberrang

La versione di prova fornitaci da Stoic era in tutto e per tutto una preview della build finale su cui metteremo le mani il 19 aprile; solo limitata ai capitoli dall'otto all'undici, ovvero quelli che avranno il compito di riprendere e rilanciare la narrazione laddove l'avevamo lasciata. Proprio a seconda delle scelte effettuate in quel drammatico frangente (le quali -con tanto di item e personaggi- potranno essere importate in The Banner Saga 2 tramite caricamento del salvataggio finale), uno dei due personaggi principali era caduto vittima di Bellower, il Sundr Immortale a capo dell'orda di Distruttori, lasciando all'altro l'onere di guidare la carovana di Uomini, Varl e Riparatori fino ad Arberrang (la capitale degli Uomini), al fine di consultare il Consiglio dei Riparatori e trovare una soluzione tempestiva all'avanzata dei Distruttori e alla misteriosa Oscurità che stava sconquassando il mondo intero. Purtroppo, su richiesta di Stoic, non possiamo addentrarci nei dettagli del plot principale che accompagnerà questo secondo capitolo, rimandandovi necessariamente alla nostra review che arriverà tra un paio di settimane. In ogni caso, da quello che abbiamo potuto assaporare in questi primi capitoli del sequel, possiamo assicurarvi che la narrazione occuperà un ruolo ancora più preponderante nell'economia di gioco, arricchendosi di nuovi personaggi, affascinanti razze e tematiche legate al soprannaturale, senza ovviamente lesinare su quello straordinario art design che ci aveva fatto strabuzzare gli occhi appena due anni fa.
Venendo all'ossatura ludica, da buon sequel quale vuole essere, The Banner Saga 2 seguirà la medesima impostazione del suo predecessore, affidandosi nuovamente al lento viaggio di una o più carovane (cambiando quindi spesso il punto di vista della storia) per alternare l'anima più narrativa del titolo al puro combattimento tattico. Progredendo nel gioco, infatti, avremo modo di attraversare piccoli e isolati villaggi costieri, antiche città in rovina, oscure foreste pullulanti di Distruttori e pietre divine dedicate agli dei: tutti luoghi traboccanti di mitologia e sofferenza, e dove verremo chiamati a compiere numerose scelte più o meno incisive per il proseguo del viaggio, che finiranno quasi sempre per influire sul numero di combattenti e sulle provviste a disposizione della carovana. Tra una schermaglia e l'altra, esattamente come nel capitolo precedente, potremo allestire un accampamento dove far riposare i personaggi feriti, migliorare le loro statistiche e aumentare il morale dell'intera carovana (che influirà sul bonus alla volontà durante i combattimenti). È proprio qui, più precisamente presso la capanna d'allenamento (che in The Banner Saga aveva l'unico di scopo di farci testare le abilità dei personaggi in un "finto" combattimento), che abbiamo incontrato la prima vera novità di The Banner Saga 2, ovvero la possibilità di affrontare dei combattimenti-tutorial con degli obiettivi predeterminati (come attivare delle abilità nel giusto ordine, eliminare un nemico con un eroe specifico, accerchiare il nemico) per ottenere della preziosissima fama extra e imparare a gestire al meglio le potenzialità dei nostri personaggi. Sempre presso la capanna d'allenamento potremo trasformare cinquanta membri del clan in puri combattenti (aumentando però il consumo giornaliero delle provviste), rendendoli disponibili per le famigerate Guerre che avevamo già affrontato nel precedente episodio, ovvero quelle battaglie scriptate in cui l'intera carovana si sfiderà (a suon di scelte ipertestuali) con un nutritissimo gruppo di nemici, e che in The Banner Saga 2 saranno esaltate da una migliore caratterizzazione narrativa e da un'orchestrazione scenica che renderà gli scontri tattici sul campo molto più affascinanti. A completare le opzioni a disposizione del giocatore durante il viaggio ci penserà la splendida mappa di gioco realizzata dai ragazzi di Stoic, che ci permetterà di verificare la posizione della carovana e approfondire le nostre conoscenze di lore su ogni luogo del fantastico mondo vichingo che ci circonda.


Stoica finitura

Dal punto di vista dei combattimenti, secondo cuore pulsante dell'esperienza di gioco, le novità che abbiamo riscontrato sono poche ma sicuramente degne di nota. Innanzitutto, ora avremo modo di imbatterci in alcune mappe disseminate di ostacoli, che potremmo sfruttare per permettere al nostro party di risultare più efficace a livello difensivo (magari per proteggere i nostri arcieri) o per attirare il nemico in una sorta di "imbuto" tattico. Potremo invece decidere di distruggerli, per riuscire a raggiungere il più velocemente possibile gli avversari barricati al di là di essi. Un'altra novità è invece rappresentata dalle nuove unità che rimpingueranno i ranghi alleati e quelli nemici, capaci di aggiungere ulteriori opzioni tattiche ad un sistema di combattimento già di per sé diversificato e profondo. Basti pensare alla nuova "classe" del Poeta, un support capace di applicare un buff alla volontà e alla forza degli alleati in difficoltà, tramite la formulazione di brevi versi magici intrisi di misticismo nordico; oppure al Berserk, in grado di infliggere due colpi con un singolo attacco delle sue possenti asce; o ancora ad alcuni nuovi Distruttori in grado di vomitare su alcune caselle una melma nerastra che infligge danno alla forza e all'armatura di chiunque ci passi sopra. Ultima ma non meno importante è invece la possibilità di ottenere una seconda abilità attiva al raggiungimento del livello 6, oltre che dei nuovi bonus passivi ogni volta che livelleremo al massimo una delle statistiche principali dei nostri personaggi (forza, armatura, volontà, sforzo, rompi-armatura). Proprio queste ultime, che ci daranno modo di sbloccare e potenziare un bonus offensivo o uno difensivo, ci permetteranno di caratterizzare al meglio il ruolo ricoperto in battaglia da ciascun personaggio, avvicinando lievemente la progressione e la gestione del party di The Banner Saga 2 al concept più classico che prevede la suddivisione dei ruoli tra tank e unità d'attacco. Potenziando al massimo la statistica "sforzo", ad esempio, potremo decidere se investire i punti nella passiva difensiva denominata "schivata", ottenendo una certa possibilità di evitare un attacco nemico, oppure se assegnarli a quella più offensiva chiamata "tiro fortunato", migliorando di parecchio la possibilità di colpire l'avversario (anche quando la differenza tra la forza del nostro personaggio e l'armatura del nemico non sarà particolarmente favorevole). Per il resto, le regole che animeranno ogni combattimento di The Banner Saga 2 saranno sostanzialmente le stesse già viste nel capitolo precedente, con la sola differenza che adesso gli scontri forniranno come ricompensa un quantitativo di fama più sostanzioso e coerente con la difficoltà delle schermaglie affrontate (le quali -lo ricordiamo con un certo entusiasmo- in caso di sconfitta continueranno a non condurre al game over, facendoci invece subire delle conseguenze più o meno deleterie, come la morte prematura di uno dei personaggi).

Sul fronte tecnico, beh, c'è poco da fare: Stoic è riuscita a conservare immutato il fantastico tocco animato di cui ci eravamo innamorati due anni fa, realizzando un'avventura di pregevolissima fattura artistica, con personaggi meravigliosamente animati a mano, e fondali cesellati con una cura davvero invidiabile. Lo stesso si può dire per le splendide musiche realizzate da Austin Wintory (The Journey), sempre sul pezzo quando si tratta di comporre score evocativi e capaci di scandire perfettamente i ritmi della narrazione e delle battaglie.

The Banner Saga 2 A due settimane dalla release, abbiamo avuto modo di mettere le mani su una build pressoché definitiva di The Banner Saga 2, scoprendo un sequel giustamente conservativo ma comunque capace di introdurre qualche interessante rifinitura ad un meccanismo già di per sè profondo e perfettamente rodato. Al di là delle nuove sfide-tutorial disponibili presso l'accampamento della carovana, le principali introduzioni rispetto al precedente episodio sono concentrate soprattutto nel sistema di progressione dei personaggi e nell'allestimento del campo di battaglia. Le prime, permetteranno al giocatore di caratterizzare più profondamente il ruolo ricoperto dai vari personaggi del party, creando una migliore distinzione tra i personaggi difensivi e quelli offensivi, mentre gli ostacoli sulle mappe di gioco aggiungono un ulteriore fattore tattico agli scontri, invitandoci ad adottare la migliore strategia in base alla disposizione delle barricate e del team avversario. Dobbiamo ancora valutare a fondo la trama che accompagnerà il titolo, ma sembra proprio che i ragazzi di Stoic siano sulla buona strada per ottenere un altro entro. Non ci resta che attendere il 19 aprile, quando il titolo verrà pubblicato su Steam, per poi approdare successivamente su Playstation 4 e Xbox One.

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