Provato The Crew

Abbiamo giocato alla beta del nuovo racing game di Ubisoft. Ecco le nostre impressioni.

provato The Crew
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Le gomme urlano, bruciano di fumo bianco mentre cerco di girare il volante dalla parte opposta alla curva, mirando i mattoncini di un muro che pare così vicino da poterlo toccare. C’è abbastanza spazio, quindi lascio scivolare Fairlady, il vero nome della mia Nissan 370 Z, verso quel mucchio di calce e argilla digitale. C’è armonia, equilibrio, in questa sbandata: un senso di bellezza e poesia che profuma di benzina e asfalto. Un ghigno di soddisfazione si stampa sul mio volto, mentre, con l’auto totalmente di traverso, infilo un avversario all’esterno. Le luci di Times Square a New York disegnano riflessi fluorescenti sul cofano, il cronometro scorre ma sono davanti, ben due secondi sotto al record fissato da non so chi. Poi, la vettura s’impunta, improvvisamente, come fosse legata a un gancio invisibile: si alza in aria, piroettando come una ballerina del Bolshoi di Mosca, poi si schianta contro il palazzo. Rimango impassibile, come se fosse normale: premo un paio di tasti sul pad e ricomincio la gara da capo. Ecco, la mia esperienza con la beta di The Crew su PlayStation 4, l’atteso gioco di guida open world e anche un po’ di gioco di ruolo online che Ubisoft lancerà sul mercato, per console e PC, il prossimo 2 dicembre, si può riassumere tutta in questa immagine. Momenti di puro entusiasmo che s’infrangono contro un muro invisibile, contro un modello di guida che mi sembra ancora incerto e che, a volte, crea incidenti dal nulla o quasi, come se il vasto mondo di The Crew sia disseminato di ostacoli invisibili messi lì da qualche folletto dispettoso con indosso la maglietta di Forza Horizon o Driveclub. Aspettate un attimo, però, non disperate. Salite in macchina e andiamo a farci un giro, che ho qualcosa da raccontarvi...

Living the dream

The Crew è un titolo che inizia per Ambi e finisce per Zioso. È un progetto enorme, che vuole essere un gioco di guida ma anche un gioco di ruolo, un’avventura ma anche un mondo online persistente. Insomma, è un bel mix di tante cose diverse per creare quello che dovrebbe essere il racing game del futuro. Un po’ l’idea alla base di titoli come Driveclub, Forza Horizon e Need for Speed (ma c’è anche una punta di Midnight Club), se vogliamo, solo che qui è tutto portato all’eccesso. A cominciare dal mondo di gioco, che sono gli Stati Uniti. Tutti gli Stati Uniti, mica solo un pezzettino. Si può andare dalla costa ovest a quella est, da New York alla California, il tutto senza il minimo caricamento in un “open world” davvero smisurato. Ovvio, è tutto in scala, è una rappresentazione molto ridotta degli Stati Uniti, ma il senso di libertà che esprime è semplicemente pazzesco. Ci sono città e in mezzo c’è un mondo da esplorare, ricco di “landmarks”, ovvero di punti d’interesse come la rampa di lancio dello shuttle a Cape Canaveral o la diga Hoover. Si comincia a Detroit, che è una città cattiva cattiva dove vive gente troppo malvagia che, pronti via, uccide vostro fratello e vi fa finire in prigione. Ma voi siete innocenti!
E l’FBI lo sa, ma invece di scarcerarvi come succederebbe in qualsiasi paese normale, nel fantastico mondo dei videogame decide di usarvi per debellare una pericolosa organizzazione criminale, il cui capo ovviamente è l’assassino di vostro fratello. Ok, la storia non è proprio il massimo, diciamolo, però il fatto che The Crew abbia una modalità storia è un piacevole diversivo rispetto alle gare tematiche tipiche del genere. Bastano un paio di missioni, che fungono anche da tutorial, per poi essere liberi di girare come meglio vogliamo.

Gli Stati Uniti sono divisi in cinque macro zone, ognuna con le proprie missioni da portare a termine. Il gioco in singolo è completamente integrato con l’online. Così, mentre girate per farvi i fatti vostri, potreste vedere altri giocatori sfrecciare per le strade. Potrete decidere di sfidarli oppure di unirvi a loro, fino a formare la famosa crew del titolo. Si corre in coop, si svolgono missioni, si combatte contro altre crew nel “PvP” oppure, più semplicemente, ci si fa gli affari propri e si prosegue nella storia o magari si cerca di battere il record nelle tante missioni secondarie disponibili. Nella beta purtroppo era possibile provare le missioni solo di due delle cinque regioni, e non tutti gli obiettivi secondari erano accessibili. Le missioni principali sono quelle che portano avanti la storia, mentre i compiti secondari sono sparsi sulla mappa e bisogna fisicamente raggiungerli per sbloccarli (con un sistema simile a quello di Forza Horizon). C’è un po’ di tutto: dalle gare di accelerazione e slalom stile Need for Speed alle corse su circuito o in città stile Midnight Club, senza dimenticare gli inseguimenti con la polizia, che aggiungono ulteriore gusto a un piatto già incredibilmente ricco. Ogni quest secondaria ha un record da battere e le classiche medaglie da vincere: prendete l’oro e in cambio riceverete preziose modifiche per la vostra auto. Peccato che durante la beta ci fossero diversi problemi di connessione: nel corso delle nostre sessioni al volante abbiamo avuto tante disconnessioni improvvise ed era difficile trovare un collegamento stabile con gli altri giocatori per provare la modalità cooperativa.

La grande libertà di azione convince: è facile passare da una missione principale all’altra, la mappa è realizzata benissimo e il sistema di navigazione GPS, per impostare una meta, è tra i migliori mai visti in un videogame. Veloce e immediato da leggere, grazie a una linea blu che guida dritti alla meta senza però ostacolare la visuale. Tecnicamente il gioco è ancora difficile da giudicare: lo stile c’è, la grandezza della mappa da sola vale il prezzo del biglietto e le auto sono realizzate piuttosto bene (con tanto di visuale dall’interno). La fluidità è buona anche se è tutto bloccato a 30fps, ma non abbiamo potuto fare a meno di notare come i modelli delle auto “secondarie”, del traffico insomma, siano molto meno efficaci e che ci siano diversi difettucci qua e là, tra sporadici rallentamenti e fenomeni di pop-up.

Supercar Gattiger

Completando le gare si guadagnano soldi, che potrete investire per acquistare una nuova auto dal concessionario. Ce ne sta uno per ogni regione, cinque in tutto, e ognuno è specializzato in un certo tipo di vettura, dalle muscle car americane fino alle supersportive europee. Oltre ai soldi, si sbloccano nuove parti per la vettura. E qui viene il bello. The Crew ha un sistema di modifiche che è davvero evoluto e complesso: ogni auto ha venti parti che possono essere modificate. Undici hanno un impatto sulle prestazioni, mentre le restanti nove sono solo estetiche. Siccome c’è una forte impostazione da gioco di ruolo online, c’è anche il “loot”, le ricompense alla fine di ogni missione. Queste consistono in pezzi per la vostra auto, che potrete poi montare una volta arrivati nel vostro quartier generale (anche qui, ce ne sta uno per ogni regione). Le auto possono essere modificate seguendo cinque diversi tipi di utilizzo in gara: street, dirt, performance, raid e circuiti. Nella beta si potevano provare le prime due, una riservata alle corse su strada e l’altra a quelle su sterrato. Performance è una classe dedicata alle gare di accelerazione e velocità massima, raid invece dovrebbe riguardare gare di durata con vetture capaci di sfrecciare tanto sul fango che sull’asfalto, mentre circuit sono le supercar preparate per le gare su pista. Una varietà estetica mostruosa, perché a ogni categoria corrisponde una versione totalmente diversa della stessa vettura, che poi potrete continuare a modificare nel dettaglio sostituendo le singole componenti. Come in un gdr online, per avere le componenti migliori dovrete faticare e completare le missioni più impegnative. Il sistema ha delle potenzialità incredibili ed è figlio di quell’ambizione di cui parlavamo all’inizio: è presto per dare un giudizio, ma le prospettive sono davvero stimolanti. È come avere, almeno questa è l’impressione, un sistema di loot sullo stile di quello di Diablo applicato però a un gioco di guida. Oltre alle modifiche per la vettura, con l’esperienza guadagnerete anche dei punti abilità che potrete spendere per migliorare il vostro pilota. Il risultato finale è un gioco in cui andare in giro per la mappa a ripetere sempre le stesse gare assume un senso solo perché, in questo modo, potrete avere un auto sempre più veloce ed esclusiva. Se a questo sistema verrà unito un minimo di varietà nelle sfide disponibili, allora The Crew avrà centrato il suo bersaglio. Ma, prima di festeggiare, è bene chiarire un paio di cose...

Buon natale a tutti

The Crew ha subito diversi ritardi, l’ultimo dei quali ha rimandato l’uscita al prossimo dicembre. La prova di questa beta, però, non ci ha tranquillizzato del tutto. Il gioco soffre di alcuni bug e il sistema di guida è ancora incerto. Partiamo dai primi: a parte un motore fisico che a volte ha reazioni schizofreniche, come l’incidente che descrivevamo a inizio articolo, ci è capitato di colpire altre auto e passargli praticamente attraverso. Abbiamo subito diverse disconnessioni improvvise dai server, che spesso erano deserti (ma questo potrebbe essere normale, trattandosi di una beta). Alcuni movimenti della telecamera, inoltre, sono un po’ troppo frenetici e tendono a distrarre dall’azione principale. C’è un po’ troppo pop-up, con oggetti che compaiono all’improvviso e qualche volta, senza apparente motivo, il gioco ha annullato la missione che stavamo facendo, rispedendoci nella modalità free roaming. Quello che però ci preoccupa di più è il sistema di guida, che al momento conferma quei dubbi che avevamo espresso nei precedenti hands-on.

Le auto tendono a essere estremamente leggere, con reazioni a volte improvvise che finiscono in un testacoda senza che voi capiate esattamente cosa sia successo. Lo stile è arcade, ma un arcade più improntato verso il realismo (per quanto possa essere realistico un titolo di questo tipo). Le curve è meglio affrontarle frenando che in derapata: non che il drifting sia impossibile, semplicemente è molto difficile da padroneggiare al meglio. Il risultato è un mix che non convince del tutto, è un po’ piatto e la differenza tra una vettura e un’altra, ad esempio tra una Aston Martin DB9 e una Nissan 370Z, non è ancora abbastanza netta, a parte la velocità ovviamente. La speranza è che il tempo extra concesso al team di sviluppo permetta di risolvere questi problemi ma, a onor del vero, qualche dubbio che tutto possa essere a posto tra poco più di un mese e mezzo rimane. Staremo a vedere.

The Crew The Crew potrebbe essere uno dei giochi di guida più interessanti degli ultimi anni. Ha un sistema di modifiche più ampio e fuori di testa di Midnight Club, la varietà di missioni di un Forza Horizon e una componente online che potrebbe davvero renderlo unico. Però, l’impressione che abbiamo avuto dopo aver giocato a questa beta è che il titolo ancora non sia pronto. Saranno sufficienti i circa due mesi che ci separano dall’uscita per risolvere i problemi che abbiamo riscontrato? Difficile dirlo, perché è impossibile conoscere con esattezza lo stato di avanzamento dei lavori negli uffici di Ivory Tower. La speranza è che su certi problemi stiano lavorando già da tempo, da prima che uscisse questa beta per PlayStation 4, e che usino il tempo rimasto per mettere a punto un sistema di guida che ancora non ha deciso cosa vuole fare da grande. Speriamo sia così, altrimenti ci troveremo di fronte un titolo non finito, che potrà realizzare la sua ambizione solo a forza di patch e aggiornamenti. Se però tutto andrà per il verso giusto, allora avremo un titolo con un potenziale enorme, un ambiente di gioco che per attraversarlo tutto richiederà due ore, modalità online ben integrate nel gioco in singolo e un mondo persistente che potrebbe cambiare in base ai nostri successi. Senza dimenticare che potremo mettere le ruote tassellate a una Porsche Cayman e andare a Central Park a ricoprire di fango hipster e fighetti vari.