Provato The Crew Wild Run

Dal giorno del lancio fino ad oggi, il racing game di Ubisoft è cambiato alla grande. Adesso si prepara ad rimpolpare l'offerta di gioco con la prima grande espansione, stracolma di eventi e novità.

provato The Crew Wild Run
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Diciamo basta ai luoghi comuni, alla guerriglia comunicazionale, all'infamia: il videogiocatore c'ha l'occhio lungo, vede cose prima degli altri, e nutre la massima fiducia nel prossimo. Sganciata la pecunia, ecco che scatta l'atto di fede nudo e crudo. Poi magari riversa un quantitativo francescano di bile nei forum -sì, esistono ancora-, o si autodevasta di insulti sui social, ma tant'è, ormai è fatta, si può solo attendere con gli occhioni unti di speranza. Contenuti aggiuntivi, dlc, espansioni: il videogioco del presente è -anche- un piccolo Jeeg Robot che aspetta i moduli giusti per poter volare tra le stelle come si conviene. Ecco, The Crew ci ha messo un pochino ad ingranare, con il leggero posticipo della scorsa release dicembrina che è tranquillamente collocabile nella lista dei palliativi più simpatici del 2014. Il problema era un'asticella posizionata un pelino troppo in alto dal team di sviluppo, quel prurito insaziabile di sfondare con qualcosa di mai sperimentato nel ramo racing. Ok, ma il lieto fine? C'è c'è, e si ricollega alle capacità predittive di cui sopra: quel The Crew, amici, è morto. Sepolto da una svalangata di contenuti extra, e di piccole revisioni da parte del team che hanno contribuito a fidelizzare 3 milioni di giocatori. Ma mica è finita. Wild Run, la prima vera espansione prevista per il prossimo 17 Novembre porta in dote una grassa dose di materiale da sviscerare senza troppi giri di parole. Siamo volati in Francia, ospiti di Ivory Tower, per fare un po' di insana bagarre, e magari anche il punto della situazione su questo fondamentale pezzetto di codice.

Hands-On

Informazioni di servizio, tutte d'un fiato: The Crew Wild Run sarà acquistabile separatamente oppure in bundle con il gioco, in un pacchetto definito The Crew Complete Edition; il prezzo dell'espansione, al momento, è coperto da segreto militare mentre la beta PC, cari lettori, partirà il 15 Ottobre e si concluderà il 19 dello stesso mese. La domanda: cosa contiene Wild Run? Risposta: tanta roba. Ma non è solo una questione riguardante il riempimento di una mappa che, oggi come allora, sembra non finire mai. Spazio dunque alla sfera quantitativa, ma c'è dell'altro. Il team sta dunque sviluppando l'ecosistema alla base di The Crew in maniera più selettiva, sensata, un modo per dare senso compiuto all'acronimo Carpg. Wild Run, al di là degli annunci ufficiali, è solo la prima zampata. Cominciamo dai mezzi: moto, monster truck, drugster. Se per la prima categoria non abbiamo potuto appurare la presenza di eventi specifici, è comunque confermato che l'intera esperienza di gioco offerta da The Crew sia tranquillamente spendibile con le chiappe appoggiate su una due ruote. Chiaramente la componente fisica è stata riscritta, sia per restituire un feeling appropriato, sia per bilanciare la coesistenza di tipologie di veicoli diametralmente opposte. Pur mantenendo una univoca filosofia arcade, anche le moto non disconoscono una certa coerenza di fondo, perlomeno durante un free drive classico. Di certo non andiamo a scomodare il recente Ride di Milestone, e a voler essere pignoli lo spostamento dei pesi ci pare un po' ingessato, tuttavia l'handling è genuinamente soddisfacente. Discorso diverso per ciò che concerne le collisioni, laddove il motore fisico arriva col fiato corto. Il problema è tecnologico e non riferibile alle sole moto: la fisica di The Crew abbisogna -ancora- di rifiniture evidenti, al netto comunque di migliorie apprezzabili dal lancio ad oggi. Scontri, urti con l'oggettistica ambientale, spesso danno il la a situazioni poco verosimili. Il team ci ha assicurato che altre update non tarderanno ad arrivare. Perché dubitare?
Le Monster Truck spaccano. Inserite in ambienti studiati per amplificare la loro innata spettacolarità (circuiti disseminati di rampe, sopraelevate, half-pipe) sono una goduria da manovrare. Le Drugster invece fanno quello che devono: rettilineo, partenza bruciante, avversari umiliati. In realtà il sistema di controllo ci fa capire perché tali corse siano così apprezzate oltreoceano: al traguardo ci si arriva sì pestando sull'acceleratore, ma anche considerando la temperatura dei pneumatici, ingranando marce e nos al momento giusto. Frazioni di secondo che distanziano una vittoria dall'essere ridicolizzati. Ci piacciono anche le gare di drift: nulla di anormale, solo l'insana propensione alle derapate e alla concatenazione delle stesse, per una modalità che tra l'altro ben si sposa con l'impostazione precipua di The Crew, cresciuta a pane e spazzolate sull'asfalto.

Summit

I summit sono Wild Run. Volendo per forza tracciare un parallelo, è come se i tamarrissimi festival di Forza Horizon prendessero vita. Tour itineranti su cadenza mensile ricchissimi di eventi e altrettanto generosi in termini di premi, necessitano però di requisiti specifici per poter dischiudere i loro portoni. Un insieme dunque di nuove stunts, challenge e modalità specifiche multiplayer che includono giocoforza anche i nuovi veicoli di cui sopra. Semplicemente eccezionali, soprattutto per la caratura ricreativa, sono le due modalità PvP testate: se nella prima era necessario rubare una corona e scappare per quanto possibile dalla follia omicida degli altri concorrenti (il passaggio della corona avviene "al tocco"), la seconda prevedeva lo spostamento automatico e casuale di point zone nelle quali parcheggiare la propria auto per far schizzare il counter, prendendosi chiaramente la briga di meglio indirizzare, con gentili sportellate, gli altri contendenti. Modalità semplici eppure gustosamente spassose, che prendono forme diverse grazie alle infinite possibilità date dalla mappa di gioco, così come dalle diverse tipologie di veicoli. Gli stessi stunts scovabili sull'intera mappa hanno subito una portentosa iniezione di anabolizzanti in quanto a numero, mentre la possibilità di tracciare un proprio circuito (con checkpoint distanziabili a piacimento) lanciando guanti di sfida ad altri quattro giocatori aprono scenari nuovi per il prodotto, che confidiamo Ivory Tower vorrà in futuro approfondire in maniera adeguata.
Wild Run porta con sé una sorpresina gradita, anche per chi deciderà di stare lontano dai Summit: è infatti previsto un update tecnico di prim'ordine che spingerà soprattutto alle voci profondità di campo, texture e particellari, con diverse migliorie anche sul fronte fisico. Se su quest'ultimo aspetto, come scritto poco sopra, i passi in avanti ipotizzabili sono ancora diversi, il fronte puramente scenico gode di una maggior pulizia, a tutto vantaggio del colpo d'occhio. Tenendo bene a mente l'estensione della mappa, i risultati ora raggiunti sono di assoluto livello. Ciliegina, le condizioni climatiche variabili. L'effetto, seppur non confrontabile -e per ovvi motivi- con quanto espresso da un Driveclub a caso, è decisamente apprezzabile, con alcune ingerenze anche nel controllo del mezzo.

The Crew Wild Run The Crew Wild Run è una fantastica prova di maturità dell'opera magna di Ivory Tower. Un'espansione ricca di contenuti ben indirizzati, che acuiscono la varietà di un prodotto migliorato nel tempo ma ancora portatore sano di un potenziale in parte inespresso. La quantità di nuove sfide, e dei Summit che promettono follie su quattro ruote pronte a diversificarsi, la bontà dei nuovi veicoli, e i miglioramenti tecnici fanno di Wild Run un'espansione che difficilmente gli amanti del racing game con spasmi da mmo potranno lasciarsi sfuggire. Al netto di piccole imperfezioni sul sistema di guida, tutt'ora ancorato ad un eccessivo slittamento, The Crew Wild Run si presenta bello carico all'appuntamento con l'unico Summit che interessi davvero: quello con il mercato.

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