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Matteo Corradini di The Pills gioca in diretta con Undertale

Provato The Elder Scrolls Legends

La prima prova diretta del Card Game con cui Bethesda assalta il mercato Free-to-Play. Legends si è rivelato un titolo intelligente e ben studiato.

provato The Elder Scrolls Legends
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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Quando venne annunciato durante l'E3 dello scorso anno, The Elder's Scrolls Legends fu uno di quei titoli che passarono quasi inosservati, surclassato da ben altri importanti esponenti della scuderia del publisher americano. Eppure, quel nome ha comunque un suo peso e un lore che non possono certo essere ignorati, anche se si parla di un gioco di carte collezionabili free to play. Già. Bethesda si sta per gettare a capofitto in un mercato che ha attirato le attenzioni di molti ultimamente e in cui l'ossigeno inizia a scarseggiare. Quel poco che c'è viene ovviamente monopolizzato da agguerriti competitor che possono contare su una fanbase ormai consolidata. 
Viene naturale pensare a Heartstone e a Magic, giusto per citare qualche esempio a caso. The Elder's Scrolls Legends avrà la forza necessaria per farsi largo con carattere, magari sgomitando? 
Dopo aver appreso qualcosa in più del titolo firmato da Dire Wolf Digital durante la scorsa primavera, abbiamo finalmente potuto mettere le mani sulla closed beta e testare a fondo le novità proposte dalla nuova scommessa di Bethesda. 

Razze leggendarie

The Elder's Scrolls Legends ci accoglie come un gioco di ruolo tradizionale. Ci viene richiesto di scegliere un avatar (modificabile in ogni momento) tra le diverse razze del ricco universo di Tamriel. Ci sono praticamente tutte quelle che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni: dagli squamosi Argoniani agli agili Khajiiti, dai feroci Nord agli Imperiali sino alle tre razze elfiche e agli orchi. La scelta non è casuale o priva di conseguenze, nonostante non doni alcun effetto attivo particolare - o ulteriore - alle carte del proprio mazzo.
I tratti razziali, se così li vogliamo chiamare, rappresentano semplicemente dei bonus passivi che acquistano efficacia ad un livello più superficiale, permettendo di ottenere determinati tipi di carte molto più velocemente. Le carte dedicate ai Khajiiti, ad esempio, consentono di imbastire una strategia di gioco fatta di attacchi estremamente rapidi; gli Imperiali invece ottengono con più facilità carte con cui controllare il campo di battaglia attraverso creature e concatenazioni di evocazioni. Nel caso in cui, infine, vogliate approfondire le possibilità offerte dalle razze elfiche, otterrete prettamente carte legate alle magie o alle evocazioni. 
Una volta scelto il nostro alter ego, il titolo ci catapulta direttamente nel primo atto della campagna, studiato appositamente per farci apprendere i rudimenti del gioco. Questa modalità single player non si limita a esser un semplice tutorial, ma si sviluppa attraverso un'avventura vera e propria infarcita di incontri e intermezzi narrati. Questi, a loro volta, contengono dei bivi in cui il giocatore deve effettuare delle scelte che influenzeranno non solo le ricompense ottenute, ma anche il prosieguo del racconto. 
I ragazzi di Dire Wolf Digital sembrano aver posto particolare attenzione a questa feature, probabilmente per far sentire "a casa" i fan storici della saga e incuriosire i giocatori più scafati proponendo loro un approccio diverso con cui guadagnare ricompense e nuove carte. Alla fine della campagna single player, infatti, il giocatore possiederà ben cinque mazzi completi (e un nutrito numero di carte) da utilizzare subito, oppure da riassemblare a piacimento e con cui affrontare giocatori reali o tentare la fortuna nell'Arena, sia in solitario sia contro altri avversari umani. Nessuna grossa novità, almeno sotto questo profilo.

Competere contro altri avversari umani ci consente di scalare una ladder mensile profilata sulle stelle dei dodici segni dello zodiaco di Tamriel, mentre nell'Arena (single player o competitiva) potremo partecipare solo con un apposito ticket, acquistabile con valuta di gioco o denaro reale. 
Tutto qui? Non proprio. The Elder's Scrolls Legends ha solleticato il nostro interesse con diversi spunti creativi che hanno reso la costruzione del mazzo e gli incontri decisamente movimentati e ricchi di opzioni strategiche.

È importante avere gli attributi

Al contrario di altri competitor, i quali si basano sostanzialmente su eroi o classi predefinite che caratterizzano la composizione del mazzo, in The Elder's Scrolls Legends il ruolo di protagonista viene assunto da un sistema basato su cinque attributi tra cui scegliere: Forza, Agilità, Intelligenza, Resistenza e Volontà. Oltre alle carte neutrali, a ognuno di essi sono ovviamente associate carte specifiche che possono essere scelte a piacere per creare sino a dieci combinazioni diverse. Scegliendo due attributi su cui concentrare l'intera costruzione del mazzo (che può contenere da un minimo di 50 a un massimo di 70 carte) si definisce la classe. Ad esempio, combinando Agilità e Intelligenza si otterrà l'"Assassino", mentre con Forza e Volontà è possibile gettarsi nella mischia con il "Crociato". 

Le carte inseribili comprendono, come al solito, creature con cui dominare il campo di battaglia, oggetti, magie, azioni e carte supporto. Oltre a questa distinzione preliminare, vi sono una miriade di effetti singoli da studiare e sperimentare. Alcuni li conosciamo già, solo che si presentano sotto un nome diverso; altri, invece, rispondono a nuove regole che necessitano di una maggiore pratica per poter essere appresi e sfruttati al meglio come Tocco Letale, Profezia e Sfondamento. 
Gli scontri, poi, si caratterizzano per la suddivisione del campo di battaglia in due zone distinte. Ogni zona può sottostare a regole e condizioni particolari e ciascuna ha un effetto unico sullo svolgimento dello scontro. Le Zone "Oscure", ad esempio, forniscono riparo per un turno a qualsiasi creatura che ci si trova (fatta eccezione per le creature con Carica e Guardia), mentre nelle Zone "Saccheggio" le creature evocate verranno automaticamente equipaggiate con un oggetto del tutto casuale. 
Dobbiamo ammettere che durante la nostra prova (e dopo averci preso la mano) questa trovata ha vivacizzato molte partite, aumentando la componente tattico-strategica e donando un pizzico di imprevedibilità a ogni scontro. A rendere le cose ancora più interessanti, poi, ci pensa il Magicka (l'equivalente dei cristalli di Mana) che aumenta senza alcun limite, e il sistema delle rune. 

In questo caso il giocatore parte con l'equivalente di trenta punti vita ma, ogni volta che ne perde cinque si spezzerà una runa, permettendo così di pescare una carta bonus. Nel caso in cui quest'ultima possieda l'effetto "Profezia" (altro termine che si deve imparare a conoscere), essa potrà essere messa in campo a costo zero, stravolgendo le strategie dell'avversario e costringendolo improvvisamente sulla difensiva. L'unica perplessità a cui non abbiamo ancora trovato una risposta esaustiva è la possibilità, per chi inizia la partita come secondo (alla pari di quanto accade in Heartstone), di utilizzare il bonus Magicka per ben tre volte nel corso dell'intera partita. In alcuni frangenti il vantaggio ottenuto è sembrato leggermente sperequato rispetto a chi invece non ne può beneficiare.
Al di là di questi dubbi, che potranno essere fugati con un maggior numero di ore all'attivo, The Elder's Scrolls Legends ci ha quasi del tutto convinti, anche sotto il profilo stilistico.
In attesa della build definitiva, che dovrebbe sistemare gli errori di traduzione attualmente presenti e donarci un'esperienza di gioco più "stabile", ci siamo infatti soffermati a sfogliare la nostra collezione di carte - splendidamente illustrate - che trasuda l'inconfondibile stile di The Elder's Scrolls. 

The Elder Scrolls Legends Dopo averlo testato a lungo, possiamo dire che The Elder's Scrolls Legends ci ha quasi convinti. La creatura targata Dire Wolf Digital ha dimostrato di avere la forza di staccarsi - solo in parte ma al momento giusto - dal mostro sacro a cui tutti stiamo pensando, evitando così il classico effetto fotocopia. Le idee, insomma, non mancano e alcune si sono dimostrate divertenti, intelligenti e ben implementate nell'economia di gioco. La suddivisione del terreno di scontro in zone dalle diverse condizioni e il sistema delle rune, ad esempio, consentono di ampliare il ventaglio di possibilità strategiche e tattiche di ogni scontro, magari limitando lo strapotere - dettato dall'abilità o dalla fortuna - dell'avversario. Il sistema basato sui cinque attributi, inoltre, si sono rivelati una soluzione interessante per la costruzione dei mazzi. La formula free to play, infine, ricalca in tutto e per tutto la politica adottata da altri competitor con quest giornaliere, ladder mensili e la possibilità di disincantare le carte inutilizzate per crearne di nuove senza per forza sborsare denaro reale. Insomma, da quanto abbiamo potuto vedere, The Elder's Scrolls Legends sembra avere tutte le carte in regola per poter competere ad armi - quasi - pari nello spietato mondo dei TGC digitali. Dovremo attendere ancora un po' prima di vederlo approdare su PC e sui nostri dispositivi mobile.

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