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Provato The Long Dark

Sopravvivenza non è per forza sinonimo di invasione zombie: dispersi nel nord del Canada, dovremo combattere contro minacce ben più terrene.

provato The Long Dark
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  • Pc
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il grande successo di Day Z e l'invasione di una serie di cloni più o meno originali e riusciti ha ormai identificato il concetto di "esperienza survival" con la strenua resistenza contro un'invasione di zombie, tanto da farci dimenticare che la sopravvivenza non ha certo bisogno dei non morti per essere portata in scena. Proprio questo sembrano volerci ricordare i ragazzi di Hinterland con il loro The Long Dark, un progetto partito su Kickstarter nel 2013 e oggi disponibile in early access su Steam e, grazie al programma Preview, anche su Xbox One. Dietro al progetto c'è l'ex Game Director di Warhammer 40.000: Space Marine, Raphael van Lierop, che ad un certo punto della sua carriera ha deciso di prendersi una pausa creativa e si è trasferito con la sua famiglia da Vancouver verso il nord del Canada. Proprio da questo cambio di panorama è scaturita l'idea di un survival puro, dove le uniche minacce all'incolumità del protagonista fossero quelle naturali. Il freddo, la disidratazione, le malattie, gli animali selvatici, questi sono i "nemici" contro i quali ci troveremo a combattere, immersi in un silenzio rotto solo dal costante sibilare del vento.

Paradiso letale

A colpire immediatamente di The Long Dark è la sua capacità di immergere completamente il giocatore in un'ambientazione credibile. Gli sviluppatori hanno utilizzato al meglio gli strumenti offerti dal motore Unity per mescolare una sorta di raffinato cel shading a un design volutamente stilizzato, ottenendo un mix unico nel suo genere. Nasconde perfettamente un limite di budget che non avrebbe probabilmente permesso un grafica realistica, e al tempo stesso sdrammatizza, concedendo scorci in grado di favorire un animo persino contemplativo. Quanto al gameplay vero e proprio, per il momento è possibile provare solamente la modalità Sandbox, sebbene gli sviluppatori siano al lavoro su una vera e propria trama, che vedrà il protagonista precipitare con il suo aereo nel nord del Canada, e rimanere completamente isolato. Relativamente a come quest'ultima verrà narrata non vi sono ancora dettagli precisi, e per il momento ci siamo limitati ad affrontare la libera esplorazione. Quest'ultima prevede tre livelli di difficoltà, rinominati Pellegrino, Viaggiatore e Predatore: il primo è stato studiato per favorire un'esperienza quasi puramente contemplativa, con tutti gli elementi survival ridotti al minimo, e le bestie selvagge rese completamente innocue. I due restanti metteranno il giocatore di fronte alla necessità di combattere costantemente con gli elementi e con i bisogni del proprio corpo, insegnandogli come nella morte non c'è quasi mai nulla di trionfale, ma solo un grande senso di solitudine. All'avvio di una nuova sessione di gioco verranno proposti diversi punti di partenza (e, almeno all'inizio la scelta sarà puramente casuale), dopodiché ci si troverà a vagare guidati solo dall'istinto e dal caso, tenendo costantemente d'occhio i fondamentali valori vitali.

Se fame, sete e affaticamento sono abbastanza intuitivi, da tenere d'occhio ci saranno anche la temperatura esterna e l'intensità del vento, in grado di uccidere in una manciata di minuti se troppo intensi. Sopravvivere sarà dunque una questione di fortuna e improvvisazione, di raccolta di risorse e loro trasformazione. Per quanto l'incontro con altri esseri umani vivi sia del tutto da escludere (perlomeno in modalità Sandbox), il territorio proposto da The Long Dark non è del tutto privo di tracce di civilizzazione. Durante l'esplorazione ci si imbatterà in rifugi di montagna, capanni da caccia e da pesca, treni deragliati, cadaveri di esploratori, animali selvatici. Ognuno di questi ritrovamenti potrà rivelarsi fondamentale, permettendovi di aggiungere al vostro inventario cibo, vestiti più caldi, legna e strumenti per accendere un fuoco, acqua, medicinali e materie prime di vario genere. Il crafting è naturalmente una componente primaria dell'esperienza, ed avviene a vari livelli. Alcuni oggetti potranno essere combinanti in tempo reale all'interno dell'inventario, mentre per le creazioni più complesse (come ami da pesca, frecce, indumenti e molto altro ancora) serviranno i tavoli da lavoro, posizionati in luoghi ben specifici della mappa.

Quanto a quest'ultima, il gioco non ne fornisce una, dunque starà a voi cominciare a memorizzare le diverse aree: al momento, l'estensione complessiva non è eccezionale, e dopo qualche ora di gioco (e diverse morti per la cause più disparate) comincerete facilmente a riconoscere alcuni luoghi chiave, come la diga e i due capanni forniti di tavoli da lavoro. Giunti al momento dell'ineluttabile, vi verrà mostrata una schermata riassuntiva, con indicato il numero esatto di giorni, ore e minuti di durata della vostra sopravvivenza. Chiaramente, in modalità Sandbox lo scopo non dichiarato è proprio quello di prolungare al massimo la vostra esistenza, sebbene l'unico "finale" possibile rimanga proprio la dipartita. Chiaramente, si tratta di un'esperienza di gioco non convenzionale, fatta di lunghi momenti esplorativi che potrebbero annoiare i giocatori abituati a esperienze più dinamiche, e soprattutto priva di uno scopo che non sia esplorare il più possibile la mappa e stabilire dei "record" di sopravvivenza. Al tempo stesso, The Long Dark colpisce con il realismo che interessa alcuni specifici dettagli, come il costante bruciarsi delle calorie corporee ad ogni più semplice attività, o la necessità di alzare in qualunque disperato modo la temperatura circostante per non morire assiderati. Già al momento attuale si possono spendere diverse ore soddisfacenti nella modalità Sandbox, sebbene vi sia comunque un limite: prima o poi, si sarà esplorata tutta l'area disponibile, e si conosceranno ormai tutti i punti chiave disponibili. Proprio per questo, confidiamo che la versione finale proponga altre regioni da esplorare, e che la modalità storia sappia offrire delle alternative interessanti alla semplice "gara alla sopravvivenza".

The Long Dark Soprattutto al momento attuale, sprovvisto di una modalità storia che giungerà solo prossimamente, The Long Dark non è un'esperienza adatta a tutti. L'unico scopo è sopravvivere il più a lungo possibile, nel contempo godendo del notevole lavoro paesaggistico svolto dai ragazzi di Hinterland. Un'esperienza indubbiamente particolare, che riporta il concetto di "survival" alle proprie origini ed è in grado di offrire tanto inaspettati momenti di relax contemplativo quanto un senso di costante ansia e pericolo. Il complesso sistema di crafting e le molte variabili garantiscono già notevole profondità al progetto, e la modalità storia, se ben strutturata, potrebbe aggiungere ulteriore fascino. Al momento, siamo di fronte ad un prodotto evidentemente incompleto, eppure già in grado di convincere con l'atmosfera e con una rappresentazione molto veritiera del concetto di sopravvivenza: da queste premesse potrebbe nascere un'esperienza davvero unica nel suo genere. Se l'argomento è di vostro interesse, tenetene d'occhio le future fasi di sviluppo.

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