Provato The Talos Principle

Il team di Serious Sam si interroga sul significato della vita

provato The Talos Principle
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Di fianco a Hotline Miami 2 e Titan Souls, in uno degli stand più belli di quest'ultimo E3, il publisher Devolver presentava il nuovo gioco di Croteam, autori niente meno che di Serious Sam. The Talos Principle, però è tutto fuorchè uno sparatutto: incuriositi, ci siamo avvicinati alla roulotte metallica che li ospitava. Praticamente buona parte dei team indipendenti stavano in un vero e proprio campo nomadi, con tanto di bar e fuoco con griglia al centro del cerchio di camper in cui erano mostrati i vari titoli. L'allestimento ci è parso incredibilmente appropriato, per l'atmosfera informale che voleva ricreare. E poi quando il programmatore croato che ha dato vita al personaggio più cazzone della storia dei videogame ti offre birra e salsiccia, sai che comunque vada ne sarà valsa la pena.
The Talos Principle, comunque, promette davvero bene indipendente dalla grigliata!

Dal fragfest alla filosofia

Pensando a Croteam non si può che pensare a Serious Sam, a orde di nemici fuori di testa che cercano di farti la pelle nei modi più biechi, e che vengono respinti senza pietà in un marasma di sangue e ossa rotte. The Talos Principle non è niente di tutto ciò, come ci racconta il lead design del progetto: "Dopo anni e anni che abbiamo pensato solo a sparare e uccidere nei modi più assurdi, vogliamo tirare un respiro di sollievo. E così è nato The Talos Principle, un First Person Puzzler con profondi temi filosofici".
Nel gioco si impersona un androide che, per qualche motivo, si ritrova in una specie di foresta medievaleggiante, con tanto di castelli e verdi colline. I controlli sono quelli tipici degli FPS, ma senza alcuna arma da usare. Esplorando, una voce esterna (chiamata “the voice in the sky”) commenta le nostre azioni e ci suggerisce parte degli indizi necessari a proseguire.

Ci saranno altri dialoghi, gestiti quasi unicamente tramite terminali nascosti, in cui albergano intelligenze artificiali che interagiscono con il mondo esterno solo tramite una tastiera e uno schermo. I discorsi tra robot sono piuttosto buffi. Le linee di dialogo conterranno spesso citazioni dai linguaggi di programmazione, fra stringe SetVar() e altri comandi da richiamare al momento giusto per ottenere informazioni dai terminali.
Non ci vorrà una laurea in Computer Science per giocare a The Talos Principle però, perchè le opzioni di dialogo sono comunque predeterminate, e insomma la nostra ignoranza in fatto di programmazione può essere sopperita dal trial and error. Ed è tuttavia interessante cercare di intuire quali variabili utilizzare per farci dire la posizione del nostro prossimo obiettivo.
Il succo del gameplay sono però l'esplorazione e il puzzle-solving.
Nella sequenza provata a Los Angeles dovevamo il gioco ci conduceva in in arene ristrette in cui interagire con diversi elementi, e capire come combinarli assieme per ottenere il tassello di un puzzle (in stile Tetris) posto oltre un ponte di legno. Campi di forza, raggi laser, torrette automatiche ed emettitori di campi di energia sono quanto abbiamo dovuto recuperare e utilizzare nelle tre stanze affrontate. Il gioco ci ha ricordato molto Portal (il primo), titolo che è evidente fonte di ispirazione del team per quel che riguarda le meccaniche di gioco. The Talos Principle non è però un copia spudorata: Portal viene usato anzi come un'ottima base sulla quale creare un gioco completo e con il proprio stile (al contrario di quel che han fatto altri prodotti più famosi, come Quantum Conundrum).
La trama viene svelata poco a poco; a seconda di come risolveremo alcuni puzzle e risponderemo ai diversi computer che troveremo assisteremo a biforcazioni più o meno pesanti nella narrazione, il cui fulcro rimane la domanda: "Che cos'è l'esistenza?".

Per quanto arguto e profondo sia il tema, non credo che troveremo una risposta in The Talos Principle che, a detta stessa dello story designer, non vuole proprio fornirla: "ogni terminale e personaggio nel nostro gioco rappresenta una visione del mondo, una filosofia di vita che si può condividere o meno, direttamente, rispondendo e agendo in determinati modi lungo le ore di gioco".
Gli enigmi sono piuttosto interessanti sebbene semplici alla prova dei fatti, mentre il plot risulta molto interessante soprattutto in virtù di questa esposizione molto peculiare.
Sicuramente un altro indie da tenere d'occhio da qui all'uscita, nel 2015 su PS4 e PC.

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