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Provato The Talos Principle

Puzzle, enigmi ed esistenzialismo.

provato The Talos Principle
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Lo studio di sviluppo Croteam, noto creatore della saga di Serious Sam, ha deciso di deporre le armi e svuotarne i caricatori, prima stracolmi di un quantitativo smodato di proiettili, per riempirli con un buon numero di neuroni da impiegare nella risoluzione di enigmi ambientali. Da questo desiderio di sperimentare nuovi generi e originali formule di gameplay nasce The Talos Principle, scritto con la collaborazione di Tom Jubert (The Swapper) e di Jonas Kyratzes (The Sea Will Claim Everything): un videogioco che gli autori stessi definiscono un First Person Puzzler, lontano dalla frenesia di Serious Sam e incline a trattare, con quella giusta dose di ironia che non guasta mai, temi che vertono sul concetto di esistenza, di etica, di libertà e di volontà divina. La deriva filosofica intrapresa dal team è evidente sin dal titolo, che rimanda alla mitologia greca, in particolare alla figura di Talos, invulnerabile automa di bronzo creato da Efesto. E non è certo un caso che nostro il protagonista si riveli essere un androide in continua comunicazione col suo creatore, in un rapporto che trascende la dialettica delle relazioni uomo-macchina per sfociare in più profonde questioni morali ed esistenziali, ben testimoniate, inoltre, dall'iconografia pubblicitaria del gioco, che prende a modello la Creazione di Michelangelo sostituendo simbolicamente la mano di Adamo con un braccio bionico. Dopo un’approfondita prova della versione beta di The Talos Principle, la cui uscita è prevista su Pc e Ps4, abbiamo potuto farci un’idea dei tre elementi cardine su cui si basano la narrazione e il gameplay della nuova opera Croteam: intelligenza, umorismo e capacità di ragionamento.

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO...

In ebraico antico Elohim significa “dio”. Con tale nome, e con fare austero e tonante, si presenta colui che, all'inizio del gioco, ci definisce suoi figli e ci palesa le meraviglie del “Giardino del Creatore”, nel quale muoveremo i primi passi. In quanto figli meccanici di un dio forse più umano di quello che vuole farci credere, obbediamo ai comandi paterni dapprima esplorando l’Eden virtuale dalle labirintiche diramazioni e sorvegliato senza apparente motivo da letali sistemi di sicurezza, e poi effettuando un breve test di logica che permette di capire se siamo appieno operativi e funzionali. Una volta superate indenni queste trappole, potremo recuperare i così detti “sigilli di Elohim”, che altro non sono che dei veri e propri tetramini. Dopo aver raccolto un numero sufficiente di questi sigilli, dovremo combinarli tra di loro per varcare le soglie di un nuovo mondo creato appositamente per noi. Ma anche questo Eden ha il suo albero proibito, rappresentato da una torre che si erge tra impervie altitudini innevate, alla quale la voce divina ci intima di non avvicinarci, perché condurrebbe solo a morte certa. Il seme del dissenso, sotto le mentite spoglie della curiosità, inizia però a serpeggiare nell'animo dei videogiocatori: quale conoscenza si cela in questo universo palesemente artificiale? L’unica consapevolezza, al momento, è che il mondo di gioco sembra essere strutturato come un’enorme matrioska: la grande torre è suddivisa in sei piani, e ogni piano in ampi androni, ognuno col suo peculiare design architettonico. Queste macro aree contengono una quantità variabile di portali che, una volta attraversati, conducono in ulteriori mappe più o meno estese, al cui interno sono presenti piccoli labirinti che celano il sigillo da recuperare dopo aver portato a termine il corrispettivo enigma ambientale.

All'inizio di ogni mappa possiamo notare quello che sembra essere un terminale piuttosto obsoleto, l’interazione con il quale ci permette di scoprire dettagli e informazioni sul background narrativo dell’universo in cui siamo messi intellettualmente alla prova. La maggiore peculiarità di queste brevi interazioni con le intelligenze artificiali “intrappolate” nei computer consiste nella possibilità di selezionare diverse linee di dialogo che andranno ad impattare, nelle intenzioni degli sviluppatori, sullo svolgimento della vicenda, tracciando diversi percorsi morali legati alle nostre risposte riguardo ad alcuni quesiti esistenziali. In questa versione beta, che sembra già di per sé in uno stadio assai avanzato di sviluppo, non si può valutare quanto simile sistema dialogico di scelte sia rilevante ai fini della narrativa e della godibilità dell’insieme, poiché si accenna solo sommariamente alla presenza di tale feature per permettere al giocatore di concentrare tutta la sua attenzione sul nucleo principale del gameplay: il puzzle solving. Come già accennato, ogni area di gioco si suddivide in piccole mappe irte di pericoli, tra torrette laser, barriere al plasma, bombe semoventi di prossimità e quant'altro: lo scopo consisterà nel superare oculatamente questi sistemi di sicurezza e aprire la porta che preclude l’ottenimento del tetramino. Ogni sigillo è legato ad un determinato colore: raccolte abbastanza forme della stessa cromatura potremo sbloccare specifici settori di gioco o gadget fondamentali per approcciare alcuni enigmi altrimenti irrisolvibili. Gli strumenti di cui entreremo in possesso sembrano piuttosto variegati: si parte con un jammer, congegno che emette onde radio in grado di provocare un malfunzionamento degli allarmi del giardino, e si prosegue poi sia con connettori che deviano fasci di luce utili a superare delle barriere di energia, sia con la possibilità di registrare le nostre azioni per poi riprodurre un’esatta copia di noi stessi con la quale sincronizzare i movimenti e azionare particolari meccanismi. Nella versione da noi testata, ogni piano della torre cela due gadget da sbloccare, il che lascia presagire come il loro numero andrà presumibilmente ad ampliarsi a dismisura nelle future zone esplorabili. E questo è un fattore che potrebbe giovare particolarmente alla varietà dell’esperienza, ora come ora piuttosto incline alla ripetitività concettuale e strutturale.

The Talos Principle presenta, infatti, una nutrita mole di livelli, con decine di tetramini da raccogliere per ogni portale attraversabile, caratteristica che, pur traducendosi in termini di longevità in un consistente numero di ore di gioco, rischia di far inciampare il titolo Croteam in un fosso di ridondanza ludica, considerando anche il fatto che i sistemi per risolvere alcuni puzzle tendono a ripetersi già ora con troppa frequenza, smorzando il divertimento e il senso di sfida. Ciò inficia anche il mal equilibrato bilanciamento della difficoltà, con sessioni di una facilità disarmante ai livelli più avanzati e grattacapi non da poco in alcuni stage delle prime mappe. Una maggiore attenzione in tal senso e un incremento della varietà nell'utilizzo dei gadget a nostra disposizione permetterebbero un più cadenzato crescendo del divertimento, senza diluirlo in una progressione inerziale che perde parte della sua verve dopo poche ore di giocato. Attualmente, vista la quantità di stage disponibili e a causa di una certa ripetitività logico-risolutiva dei rompicapo, il rischio sembra essere incombente, ma è attenuato sia dalla speranza di poter presto metter mano a nuovi strumenti che sbloccheremo in ogni piano della Torre,  sia dal supporto ai livelli aggiuntivi scaricabili in futuro dal Workshop di Steam, confidando ovviamente nell'estro creativo della community.

CONFINI MORALI, CONFINI VIRTUALI

Il primo impatto con il mondo di The Talos Principle è ingannevole: dinanzi ai nostri occhi si dipana uno scenario frutto di un’estetica apparentemente curata nei dettagli, e un colpo d’occhio che dalla distanza sembra più che soddisfacente. Tuttavia, proseguendo con un’analisi più minuziosa, si scopre subito una certa staticità delle fonti di luce e delle ombre, retaggio di paesaggi e cieli pre-renderizzati, e un riutilizzo eccessivo dei medesimi asset architettonici, nonostante lo stile e il design promettano di essere diversificati per ogni mondo esplorabile. La distanza visiva in alcune macro aree dà comunque l’idea di maestosità, e la volontà di avventurarsi verso l’immensità sconosciuta colpirà sicuramente più di un ardito esploratore videoludico. Superato un certo confine, tuttavia, come se ci trovassimo all'interno di un The Truman Show per piccoli androidi: il mondo che crediamo creato per noi si riavvierà, riportandoci dentro invisibili recinti. Un escamotage tecnico e narrativo allo stesso tempo, puntellato d’intelligenti note umoristiche, che si rivela funzionale all'atmosfera del titolo. Infine, gli effetti meteorologici pre-calcolati (che rappresentano solo un corredo scenografico senza sortire alcun impatto sul gameplay), uniti ad accompagnamenti sonori tra l’epico e il rilassante e ad un doppiaggio dal timbro teatrale ma efficace, contribuiscono a tracciare con maestria il fascino di un universo saturo di intriganti misteri sul senso della vita, senza per questo risultare inutilmente gravoso e pedante.

The Talos Principle L’ultima fatica di Croteam si allontana considerevolmente dalla tipologia di gioco cui il team era avvezzo, e si presenta agli accoliti delle piattaforme Windows e Sony carica di smaccata originalità narrativa, mentre segue con la giusta personalità quel filone dei puzzle game in prima persona di cui Portal è stato illustre apripista. La grande quantità di livelli che sarà presente nella versione finale e la possibilità di scaricarne di nuovi creati direttamente dalla comunità potrebbero donare al titolo “la vita eterna” cui ambisce; ma se non sarà bilanciato adeguatamente il livello di difficoltà e non verrà resa un po’ più varia l’esperienza che, ora come ora, pecca di ripetitività a causa di un eccessivo reiterarsi delle medesime formule di risoluzione degli enigmi, The Talos Principle rischia di venir espulso da quell’Eden videoludico  in cui dimorano, beatificati, i migliori esponenti del genere.