The Turing Test - Enigmi ed esistenzialismo

Abbiamo provato nuovamente il promettente puzzle in prima persona sviluppato da Bulkhead, che insegue le orme di Portal e The Talos Principle.

provato The Turing Test
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Ava Turing viene svegliata dal sonno criogenico nella stazione spaziale che orbita attorno ad Europa, il glaciale satellite di Giove che ospita una base dell'International Space Agency. La accoglie la voce robotica di T.E.D., l'intelligenza artificiale che supervisiona l'intera struttura e sorveglia l'equipaggio: il contatto con il personale di terra si è interrotto da diverse ore, a seguito della scoperta di una nuova, misteriosa forma di vita.
Comincia così The Turing Test, il puzzle game in prima persona sviluppato da Bulkhead Interactive, team che qualche anno fa ha dato i natali al discreto Pneuma: Breath of Life. Il gioco insegue da vicino le orme dei grandi della categoria, guardando ovviamente a Portal 2 ma soprattutto al recente The Talos Principle, capolavoro di Croteam. Anche la trama di The Turing Test, del resto, parla in maniera abbastanza esplicita di profonde questioni scientifiche e filosofiche. Arrivata, dopo una breve introduzione scarsamente interattiva, all'interno della base di Europa, del resto, Ava scopre che l'equipaggio ha riconfigurato tutta la struttura in modo da costruire una serie di stanze-sfida: una sequenza interminabile di Test di Turing, pensati per poter essere superati soltanto da un umano e non da una macchina senziente.
Sarà proprio questa scoperta a gettare i primi dubbi nel giocatore, che inizierà a chiedersi se sia saggio "accompagnare" all'interno della struttura l'Intelligenza Artificiale che gli altri astronauti volevano tenere a debita distanza. L'intrigante sceneggiatura, meno criptica rispetto a quella di The Talos Principle ma comunque molto appassionante, finirà per ragionare di temi legati al libero arbitrio, all'opposizione tra logica e istinto, mettendo a confronto il punto di vista di un'esistenza rigorosamente "giusta" e matematica a quello di una creatura fallibile ed emotiva. L'espressivo doppiaggio in inglese (non c'è traccia dell'adattamento in italiano) rende i dialoghi molto interessanti, riuscendo ad incuriosire i giocatori più attenti e sottolineando l'acume non comune del racconto.

Alla Prova!

Il Test di Turing è una prova teorica proposta da Alan Turing nel 1950, pensata per determinare se una macchina sia o meno in grado di pensare. Gli enigmi che si susseguono nelle stanze della stazione spaziale servono allo stesso scopo: richiedono quindi una buona dose di adattamento e di pensiero laterale.
Il modello del gameplay è quello dei titoli già citati: ci si muove in prima persona cercando di interagire con i meccanismi delle stanze, tra porte automatiche, montacarichi e piastre a pressione. Ci sono grossi generatori che servono per attivare i misteriosi macchinari della stazione, e spesso e volentieri bisogna raccogliere questi blocchi, spostarli da una stanza all'altra facendoli passare in qualche fessura, oppure muoverli grazie ad enormi magneti di cui possiamo prendere il controllo. Le cose si complicano quando si comincia ad usare l'ETM, acronimo di Energy Manipulation Tool: è una sorta di pistola con cui possiamo acchiappare, anche a distanza, alcuni nuclei energetici, per poi spararli successivamente all'interno di altri attivatori. Il punto fondamentale è che i generatori trasportabili a mano e questi nuclei da "afferrare" grazie all'ETM sono di fatto intercambiabili, ma bisogna pensare bene al loro posizionamento. Solo i nuclei, infatti, si possono recuperare da lontano, mentre i generatori vanno afferrati manualmente. Ben presto le prove di logica a cui siamo sottoposti cominciano a farsi interessanti, costringendoci a serrati andirivieni.
La nuova versione di prova su cui abbiamo messo le mani ci ha permesso di andare più avanti nell'avventura, per scoprire una varietà di enigmi sicuramente discreta. Procedendo all'interno della stazione si trovano nuclei che si attivano a intermittenza, raggi che possono essere interrotti come una sorta di interruttore booleano, piattaforme semoventi. L'impianto enigmistico, insomma, è più che solido, anche se non sembra in grado di raggiungere i picchi di cattiveria di certe prove di The Talos Principle né la varietà di permutazioni che ha resto immortale il secondo Portal.
Tutto concentrato sulla gestione "energetica" di nuclei e generatori, The Turing Test utilizza solo marginalmente le routine fisiche, ed è un peccato, perché alcuni degli enigmi più creativi sono proprio quelli in cui bisogna smettere di pensare alle stanze come ad enormi circuiti, iniziando invece a considerare la massa degli oggetti, il loro ingombro ed il loro peso.

Forse, insomma, il team di sviluppo avrebbe potuto allontanarsi un po' di più dal concept di base; ma anche così The Turing Test è stimolante, a tratti difficile, in alcuni casi persino brillante. Se pure dovesse essere - come sembra - un erede molto meno ambizioso dei videogiochi che l'hanno ispirato, potrebbe rappresentare un'esperienza misurata e gradevole per gli appassionati del genere, aprendosi addirittura a chi ha trovato troppo cervellotici i titoli più volte citati.
Dal punto di vista tecnico, il gioco si comporta bene. Per quanto il riciclo di elementi sia evidentissimo, The Turing Test è sostenuto da una discreta performance dell'Unreal Engine 4. Gli interni della stazione spaziale sono molto piacevoli da visitare, grazie alle ottime texture, alle mappe di superficie che rendono la scena più credibile, e persino agli effetti speciali che contribuiscono a costruire un'atmosfera riuscita, addensando in certi casi una coltre di nebbia gelida che si insinua negli angoli delle stanze. Perduti in un ambiente asettico, in un dedalo di corridoi metallici e porte automatiche, ci troveremo avvolti da un profondo senso di solitudine, per nulla smussato dal distacco con cui ci parlerà il nostro supervisore virtuale.

The Turing Test The Turing Test è un titolo promettente, da tenere d'occhio. È una produzione onesta e solida, e non senza ambizioni. Sebbene la qualità e la varietà degli enigmi non raggiunga quella dei grandi del genere, il titolo appare sempre stimolante, sia per quel che riguarda la qualità delle prove d'ingegno, sia in fatto di sceneggiatura. Discutendo di temi interessanti e proponendo una visione sempre bifronte, l'opera di Bulkhead evidenzia una inaspettata profondità narrativa. In arrivo il 30 agosto su PC e Console, The Turing Test potrebbe essere un ottimo modo per chiudere l'estate.

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