Undertale con Matteo Corradini Oggi alle ore 21:00

Matteo Corradini di The Pills gioca in diretta con Undertale

Provato The Wardrobe

The Wardrobe è un'avventura punta e clicca tutta italiana che propone un gameplay "old school" in due dimensioni, e si rifà alle atmosfere scanzonate di Day of The Tentacle e Monkey Island.

provato The Wardrobe
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  • Pc
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

Non è raro che un giovane team di sviluppo dichiari apertamente di essersi ispirato ad indimenticati capolavori della storia videoludica per la realizzazione della sua opera prima. Scomodare grandi classici del passato può rivelarsi in alcuni casi un utile stratagemma per presentare il proprio lavoro sul mercato, attirando in tal modo l'attenzione non solo degli appassionati ma anche - perché no? - di possibili finanziatori. La medesima logica commerciale viene perseguita dallo studio italiano CINIC Games che per il suo The Wardrobe, punta e clicca "old school" in due dimensioni, si rifà alle atmosfere scanzonate di titoli come Day of The Tentacle o Monkey Island. Su Eppela (piattaforma nostrana di crowdfunding) è stata allestita per il progetto una raccolta fondi con un traguardo fissato a 10.000 euro: una cifra certamente ragionevole, che permetterebbe agli sviluppatori di distribuire il titolo su Pc e Mac anche in copia fisica, oltre che digitale, durante il secondo trimestre dell'anno venturo. Un'alpha demo gratuita, scaricabile dal sito ufficiale, ci ha dato la possibilità di testare con mano ciò che The Wardrobe avrà da offrirci, e non neghiamo di essere rimasti notevolmente incuriositi, al termine della pur breve prova, dallo strampalato humor che permea la produzione.

Le cronache di Skinny: la citazione, l'enigma, l'armadio

Il tono umoristico di The Wardrobe si evince sin dalla tetra, eppure ironica premessa narrativa. Durante un picnic, il giovane Skinny rimane soffocato da una prugna servitagli dall'amico Ronald che, nel vederlo agonizzante, fugge via in preda al panico. Invece che nell'Aldilà, tuttavia, Skinny si ritrova segregato nell'armadio della camera del codardo compare, e decide così di vegliare su di lui per ben cinque lunghi anni. Almeno finché l'armadio non viene gettato via in una discarica: il nostro "scheletrico" eroe dovrà allora tornare indietro per far ammettere a Ronald il suo crimine e di conseguenza salvarne l'anima, altrimenti destinata ai gironi infernali. La demo si apre con il risveglio traumatico di Skinny dopo un sonoro tonfo al deposito di rifiuti, dove viene soccorso da un custode alquanto scorbutico che gli intima di allontanarsi. Benché sia ormai ridotto semplicemente ad uno scheletro ambulante, il protagonista ha la fortuna di essere tornato nel mondo dei vivi proprio la notte di Halloween, quando la sua condizione di cadavere decomposto può essere tranquillamente scambiata per un costume ben cucito. La via del ritorno non è però priva di imprevisti, ostacolata com'è da personaggi che non si dimostrano certo collaborativi.

La prima impresa di Skinny sarà quindi quella di recuperare il suo caro armadio dal cumulo d'immondizia sul quale è piantato, ma per farlo dovrà utilizzare la gru della discarica gelosamente sorvegliata dal custode, un tipetto alquanto inquietante, dedito all'alcolismo e alla magia nera. Sembra che sia proprio la sciarada dei personaggi che popola il nutrito cast di The Wardrobe a rappresentare la punta di diamante dell'intera avventura. Le conversazioni in cui è possibile cimentarsi con gli NPC, ognuno dotato di una certa bizzarria e stravaganza, presentano risposte multiple che portano ad esiti davvero divertenti, caratterizzando adorabilmente ogni sfumatura della sceneggiatura e fornendoci inoltre qualche piccolo indizio utile alla risoluzione dell'enigma di turno. A proposito di rompicapi, The Wardrobe s'appropria di meccaniche di gameplay molto tradizionali: in un ambiente bidimensionale da osservare con attenzione sarà possibile quindi interagire con determinati hotspot (evidenziabili tramite la pressione della barra spaziatrice) e con numerosi oggetti da riporre nella nostra copiosa gabbia toracica. Per analizzare ogni elemento basterà tenere premuto il tasto destro del mouse, così da rendere visibili le quattro azioni disponibili, indicate da apposite icone: osservare, raccogliere, usare e parlare. Molto spesso, soprattutto quando si tratterà di cianfrusaglie inanimate, alcune interazioni avranno risultati particolarmente stralunati in cui Skinny romperà addirittura la quarta parete per rivolgersi direttamente al giocatore ed al creatore del videogioco, apostrofandoli con vari appellativi ed ironizzando sull'illogicità delle loro azioni. Come ogni buona avventura grafica che si rispetti, tutto ciò che raccatteremo lungo il cammino potrà essere combinato in modi diversi al fine di risolvere gli enigmi che ci sbarreranno la strada. È chiaro sin dai primi minuti di gioco che The Wardrobe si fondi su di una surreale ironia che scardina, spesso, la logica comune, ponendoci dinanzi a puzzle che possono essere risolti più con la fantasia che col puro raziocinio (come quando dovremo sfruttare un pentagramma satanico ed una bambola voodoo per liberare una camera da letto da un collegiale infoiato).

A fronte di una struttura ludica assai tradizionale che nulla d'innovativo intende apportare al genere d'appartenenza, quindi, il titolo CINIC Games ricerca una propria identità facendo leva su un ipertrofico citazionismo, stracolmo di allusioni alla cultura nerd. Le ambientazioni sono piene zeppe di riferimenti a tutto ciò che ha condizionato l'immaginario collettivo degli ultimi cinquant'anni, tra cui Terminator, Ghostbusters, Dragon Ball, Crash Bandicoot, Matrix, Donnie Darko, Harry Potter, e la lista è ben lungi dall'essere esaustiva. Quasi non si contano i tanti piccoli dettagli che compongono i quadri esplorabili e che contribuiscono a creare così un mosaico di contaminazioni ed influenze artistiche di matrice sia orientale che occidentale. Ogni elemento appare studiato fin nel minimo particolare e non mancherà di divertire chiunque voglia cimentarsi in una caccia al tesoro virtuale per scovare gli innumerevoli richiami al suo videogioco o film preferito. È chiaro che l'intento del team risieda tutto nel voler martellare il giocatore con un sovrabbondante miscela di situazioni inverosimili, shakerate in un cocktail spassosamente disomogeneo. Speriamo comunque che questo focalizzarsi smaccatamente sul citazionismo non si riveli nell'insieme del tutto fine a se stesso, mettendo in secondo piano il naturale svolgimento dell'avventura e la coerenza degli enigmi che la puntellano. A far da sostegno a questo "nerdvana" videoludico non può in ogni caso mancare una direzione artistica all'altezza del compito: per fortuna, The Wardrobe è illustrato in modo delizioso, impreziosito da sfondi strabordanti di colori e particolareggiati con impegno quasi maniacale. Gli sviluppatori promettono un totale di 40 location da esaminare con occhio clinico, e siamo davvero curiosi di scoprire quali sorprese riusciranno ad inserire in ognuna di esse, nonché quanti assurdi personaggi saranno partoriti dalla loro fantasia. In collaborazione con Adventure Productions, inoltre, il gioco si fregia anche di un doppiaggio in italiano davvero ben diretto, che al momento, tuttavia, alterna voci ottimamente in parte, come quella di Skinny, ad altre un po' forzate e innaturali. L'impegno profuso in questa piccola opera indipendente dal budget striminzito rimane comunque sopra la media, e non manca certo il tempo per perfezionare al meglio la caratterizzazione vocale di ogni strambo individuo che incontreremo.

The Wardrobe Per preparare una buona avventura grafica, CINIC Games prova a seguire una ricetta molto classica, ispirandosi ai canonici stilemi degli illustri punta e clicca d’una volta, ma la modernizza con un’infinita serie di citazioni estrapolate dalla cultura massmediale e con una spruzzatina di umorismo sveglio, pungente e a tratti politicamente scorretto. Questo pur breve assaggio ha un gusto piuttosto fresco e brioso, e non fa altro che aumentare l’appetito dei fan del genere in attesa della versione completa, con l’ovvia speranza che il condimento citazionista non intacchi eccessivamente l’equilibrio dei sapori tra la componente narrativa e quella enigmistica. Confidiamo allora che al momento della release finale The Wardrobe si dimostri una piacevole sorpresa all'interno di un panorama ormai ipersaturo, e che riesca a tenere ben nascosti eventuali scheletri nell'armadio.

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