Provato The Witcher 3: Blood & Wine

Siamo stati a Varsavia per provare con mano Blood & Wine, nuova espansione di The Witcher 3 Wild Hunt: abbiamo passato quattro ore nel magnifico Toussaint, intraprendendo quante più quest possibili. Ecco il nostro resoconto.

The Witcher 3: Blood and Wine

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The Witcher 3: Blood and Wine
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

The Witcher 3: Wild Hunt ha oramai tanti di quei premi al seguito che potremmo equipararlo al Ben Hur della sua categoria. Del resto quando all'altissima qualità dei contenuti aggiungi anche una quantità praticamente sterminata, il successo viene da sé. Ma The Witcher 3 non è solo un grande gioco, è anche una delle più grandi sfide della nostra epoca videoludica: quella di riuscire a creare un open-world vivo e credibile, qualcosa di più di un semplice presepio di NPC. Anche quando viaggi per le isole Skellige, anche se sei indaffarato con le tue quest, non puoi non fermarti a parlottare con i paesani, magari sbirciando un poco dentro le loro case, contando uno ad uno gli oggetti disposti sopra quei lunghi tavoli di quercia. Ecco: quei volti scontrosi, quelle storie buffe e grottesche, quei bicchieri di vino mezzi pieni e illuminati solo da qualche candela, hanno contribuito a rendere davvero unica l'ultima avventura del nostro Geralt di Rivia, ed è qualcosa per cui non smetteremo mai di ringraziare i ragazzi di CD Projekt Red. Ebbene, ad oggi c'è solo una cosa che abbiamo amato più di dell'immenso Witcher 3, e quel qualcosa è indubbiamente Hearts of Stone. Sì, perché se Wild Hunt è stato il più ricco dei banchetti, la sua prima espansione è equiparabile ad un dessert ricercato e di rara bontà. La riscoperta di una "trama in tono minore", dai toni intimi, i personaggi così ben scritti che sembrano usciti da un racconto di Oscar Wilde, le situazioni divertenti e spensierate come il matrimonio sono state, per chi vi scrive, il momento più apprezzato dell'intera produzione; un elemento che non dovrebbe -in nessun modo- mancare nella collezione di chiunque si consideri un appassionato di giochi di ruolo. Questa lunga dichiarazione era necessaria per farvi comprendere quanto ci sia caro questo mondo, ma soprattutto per prepararvi a quanto sta per arrivare. Ora che i tempi sono maturi, possiamo finalmente parlavi di Blood And Wine, di quella che sembra non solo un'espansione, ma un nuovo ed enorme capitolo da aggiungere alla storia del leggendario Strigo. Qualche settimana fa, infatti, grazie ad una fugace visita presso gli studi di Varsavia, abbiamo finalmente messo le mani sull'ultima fatica dei CD Projekt Red, e credeteci: dire che siamo rimasti estasiati non sarebbe abbastanza. Abbiamo passato ben quattro ore nel magnifico Toussaint, intraprendendo quante più quest possibili ed esplorando in lungo e in largo, portando allo stremo la nostra cara Rutilia. Una nuova e vastissima area si è aperta dinnanzi a noi, e tutto ci è sembrato perfetto, come quando arrivammo per la prima volta a Bianco Frutteto, forse di più. Ma non era certo finita lì: nuove mutazioni, meccaniche ed armature spuntavano fuori da ogni dove, sovrastandoci -letteralmente- di cose da fare. E mentre viaggiavamo, l'incipit della trama ci accompagnava di buon passo, grazie a una ispiratissima regia e ad una marea di personaggi interessanti che ci hanno conquistato all'istante, esattamente come era accaduto in Hearts of Stone. Insomma, oramai l'avrete capito, quando ti invitano a soggiornare nel Toussaint, non puoi certo rifiutare.

Comme La Chanson De Roland

Non si può entrare nel vivo di Blood And Wine senza prima avervi introdotto alla nuova e magnifica area del Toussaint che, anche a detta degli stessi CD Projekt Red, incarna uno degli aspetti di punta della nuova produzione. Aspettatevi ben quaranta nuovi punti d'interesse (tutti dinamici) e una superficie paragonabile a quella delle No Man's Land (forse di più) e, come sempre, un colpo d'occhio mozzafiato. Si tratta di una zona completamente inedita, tecnicamente superba e realizzata con una cura addirittura superiore a quanto visto sino ad ora. Stilisticamente, poi, non c'è niente di paragonabile: una vegetazione quasi completamente ridisegnata, architetture mai viste e una palette cromatica sgargiante, che conquista all'istante. Per chi come il sottoscritto ha passato più di una estate nel sud della Francia, non sarà difficile rintracciare l'ispirazione alla base di questo paesaggio; sole, grano e vigneti a non finire, come nei racconti dell'antica Provenza. Eppure non mancano contaminazioni di ogni sorta, fra cui quelle provenienti dalla nostra cara Italia, rintracciabili in qualche piccolo e ridente villaggio della scogliera Ligure o nelle fitte foreste maremmane. Il clima è afoso nel Toussaint, anche quando piove, e il blu del cielo è sempre tinteggiato di quel giallo di fine agosto, pressante, che quasi si fonde con le distese dei campi dorati. Qui non c'è la guerra portata dall'impero di Nilfgaard, è tutto sembra leggero e spensierato, quasi Bucolico. Il popolo passa il suo tempo pescando fra i fiumiciattoli, bevendo buon vino nelle taverne e ovviamente assistendo ai festosi tornei cavallereschi, proprio come si narra nelle vecchie canzoni. Per le strade della stupenda capitale Beauclaire anche gli abiti sono diversi, più ricercati e aristocratici, mentre i cavalieri tutti sfoggiano corazze sfarzose, colme di drappi e intarsiate d'oro. Dimenticatevi i toni pesanti delle calate Scozzesi e Irlandesi, qui tutti parlano con un leggero accento Francofono e usano maniere più cordiali, o almeno all'apparenza. Una location magnifica, insomma, dal gusto esotico e alquanto originale per l'immaginario fantasy, dove non vediamo l'ora di perderci. E dire che non vi abbiamo ancora parlato delle damigelle locali (ma forse è meglio lasciare a voi il piacere della scoperta)! È proprio in mezzo a questo affresco, fatto di Merlot e giostre paesane, che il nostro Geralt sbarca pronto a risolvere l'ennesimo mistero. Tutto comincia quando due vecchie conoscenze ci informano che la bella Duchessa di Beauclair ha bisogno del nostro aiuto per indagare su di alcuni oscuri avvenimenti. Sembrerebbe il classico lavoro da Witcher, e invece, come in Hearts of Stone, la faccenda si rivela più complicata del previsto: i misteriosi omicidi e le creature sovrannaturali sono solo l'inizio di quello che si cela dietro l'avventura di Blood and Wine.

Non vogliamo certo far spoiler su quanto avverrà in seguito, ma possiamo dirvi che, in quanto alla narrazione, siamo nuovamente sugli altissimi picchi raggiunti dalla precedente espansione, con personaggi carismatici ed eventi che scandiscono magnificamente il tempo di gioco. In più, abbiamo subito notato un'ulteriore innalzamento della qualità della regia nelle cut-scene e dei dialoghi, cosa che ci siamo sentiti confermare poco dopo, facendo quattro chiacchiere con gli sviluppatori. Citiamo testualmente "con Wild Hunt dovevamo pensare a mille cose, mentre qui, in Blood and Wine, ci siamo presi il nostro tempo, potenziando al massimo ogni singola componente del gioco, senza compromessi". Avete bisogno di sentire altro?

It's A Witcher Job, Madame.

L'esplorazione della nuova regione di gioco e la narrazione sono sicuramente gli aspetti fondamentali dell'espansione, ma dalle parti di CD Projekt Red, si sa, non si accontentano di "così poco". Ecco perché gli sviluppatori hanno inserito anche una lunghissima lista di modifiche e aggiunte al gameplay tradizionale. C'è davvero l'imbarazzo della scelta, a partire dalla rinnovata interfaccia di gioco, ora incredibilmente più chiara e funzionale, fino alle nuove mutazioni, che aggiungono un livello di profondità ancora maggiore alla crescita del personaggio (che ora potrà raggiungere il livello 100). Queste ultime sono pensate soprattutto per il NG+, e si traducono in dodici potenziamenti, progettati da zero ed ottenibili tramite nuove modalità di ricerca. Nella maggior parte dei casi si tratta di upgrade tematici per i cinque segni del Witcher, come ad esempio l'effetto di congelamento che si aggiunge al segno AARD, oppure il far esplodere un nemico in seguito ad un critical hit.

Per ragioni di tempo non abbiamo potuto provarli tutti, eppure, già dopo i primi esperimenti, l'impatto di queste mutazioni in battaglia si è rivelato davvero notevole, lasciandoci piacevolmente soddisfatti. In Blood and Wine arriveranno anche 100 nuovi pezzi d'armatura e più di 30 armi inedite. Inoltre, anche i set da Witcher hanno subito qualche deliziosa modifica; a parte il nuovo equipaggiamento della Manticora (una via di mezzo fra il set del Gatto e quello della Vipera), è stato aggiunto un ulteriore grado di potenziamento ai vecchi set preesistenti. Orso, Grifone, Gatto, Lupo ora avranno anche il livello Grand Master e sì, questo significa anche l'arrivo di nuove quest dedicate alla caccia al tesoro. Per di più in Blood and Wine verrà integrata anche la possibilità di colorare i suddetti set, con ben quindici tinture ottenibili tramite loot, ricette o vendute da un apposito mercante. Potremmo poi continuare dicendovi dell'ultimo mazzo Gwent a tema Skellige, oppure dei venti nuovi mostri che si aggirano per le terre del Toussaint (fra cui pare vi sia un buon numero di boss), ma vogliamo invece concentrarci su una delle novità che più ci ha colpito: la nuova dimora del Witcher. Si tratta di una grande cascina immersa nella campagna, denominata Corvo Bianco, che ci verrà donata nei primi momenti di gioco. Inutile dirvi quanto sia curata la location, con tanto di vigneto, stalla e maggiordomo al seguito. Il bello è che questo resort Provenzale fungerà da vero e proprio hub di gioco, popolato da mercanti e quest-giver, e potremo addirittura espanderlo e ristrutturarlo in tempo reale. Abbiamo immediatamente provato ad apportare qualche modifica, fra cui arredare gli interni e costruire stalle più grandi, scoprendo -fra le altre cose- tutta una serie di interessanti dettagli. A parte le aggiunte estetiche, peraltro deliziose e divertentissime, la nostra attenzione è stata rapita da un piccolo laboratorio alchemico, scoperto scavando per caso nelle profondità delle cantine. Una spolverata...et voilà: ecco pronto un nuovo banco dei potenziamenti con le sue ricette, e chissà cos'altro si nasconde ancora laggiù! Questo era solo un esempio di quello che potremo fare al Corvo Bianco, ma gli sviluppatori ci hanno comunque assicurato che la "dinamica dell'housing" non sarà fondamentale per lo svolgimento della trama, eppure ha una profondità tale da aggiungere numerose ore di gioco, anche perché il denaro necessario per compiere gli upgrade non è certo poco.

A proposito di longevità, prima di lasciarvi, eccovi qualche numero: Blood And Wine aggiunge ben 90 nuove missioni, per una durata dichiarata di oltre 30 ore. Ne abbiamo provate una manciata, alcune originali ed altre più classiche, e tutte realizzate con la cura maniacale tipica del team Polacco. Insomma, in sole quattro ore, la nuova espansione di Witcher 3 ci aveva già stregato, ma non potevamo andarcene senza chiedere un'ultima, importantissima cosa; ovvero se ci sarebbe stato ancora spazio per quelle story-line secondarie importanti, per intenderci, qualcosa di paragonabile alla lunga e famosa quest del Barone. Con il più ampio dei sorrisi, gli sviluppatori hanno risposto sì, ma per ovvie ragioni non hanno aggiunto altro, lasciandoci in balia dell'hype.

The Witcher 3: Blood & Wine Con la sconfinata perfezione del suo open world, The Witcher 3: Wild Hunt aveva già tutto quello che un appassionato di RPG potesse mai desiderare, eppure Hearts Of Stone aveva saputo aggiungervi una qualità della narrazione ancora superiore, raggiungendo le più alte vette del genere. Ebbene, con Blood and Wine sembra che CD Projekt Red sia in procinto di superarsi nuovamente: quello che abbiamo provato a Varsavia, infatti, è senza dubbio un lavoro di prima scelta, così vasto e curato, che può tranquillamente aspirare ad essere qualcosa di più di una semplice espansione. Tutti i migliori elementi della saga ritornano, ovviamente potenziati e raffinati, mentre le nuove aggiunte come mutazioni, i gear-set e la dinamica dell’housing potrebbero davvero garantire un nuovo grado di profondità all’avventura dello Strigo. In più, con ben 90 quest e più di 30 ore di gioco, anche la longevità sembra assicurata e se i ritmi narrativi e i personaggi riusciranno ad eguagliare quelli della precedente espansione, allora possiamo aspettarci anche una trama di primissima qualità, resa ancora più viva dalla nuova regia. In definitiva, questo scorcio di Blood and Wine ha superato alla grande anche le nostre più rosee aspettative, ed ora come ora non riusciamo ad immaginare un finale migliore per l’avventura del nostro Geralt di Rivia. Parlare del prezzo con un prodotto del genere ci sembra superfluo, ma se dovessimo azzardare un pronostico, vi diremmo che i 19,99€ di Blood and Wine saranno uno dei migliori investimenti di questo 2016.

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