Provato The Witcher III - Hearts of Stone

Siamo volati in Polonia, a Varsavia, per giocare a oltre quattro ore della prima espansione del capolavoro targato CD Projekt RED. Ecco le nostre impressioni su questo interessante contenuto aggiuntivo.

provato The Witcher III - Hearts of Stone
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quel volo Roma - Varsavia poteva sembrare come un milione di altri, se non fosse che in quella carlinga tirata a lucido c'ero anche io, con il passaporto da Cittadino di Everyeye in bella vista. Il viaggio è durato qualcosa in più di due ore, passate dormicchiando e leggendo un analogico libro giallo. La Polonia mi accoglie sorprendentemente calda, costringendomi a trascinare sempre dietro la giacca di cui non ho mai avuto bisogno. Il taxi che sarebbe dovuto venirmi a prendere non c'è ancora, ma c'è quello dei colleghi francesi, a cui rubo un posto nonostante i dubbi dell'autista: "ma sei sicuro sicuro che sei qui per Cd Projekt Red?", battendo il dito sul cartello, stampato con il nome della software house. Ma certo mio caro, sono anche io qui per Cd Projekt Red, non mi alzo certo all'alba per scroccare una corsa sul tuo eccitante pulmino. Varsavia è quasi come me la ricordavo, ma molto meno tetra, addirittura frizzante. La città è in pieno boom: altri grattacieli crescono accanto ad altri grattacieli. I più giovani corrono ottimisti verso il futuro, lo vedi nei loro occhi, nonostante gli enormi spazi che perennemente li circondano, così tipici dell'est sovietico, che non permettono mai di dimenticare davvero quanto è stata dura in passato. La destinazione è un brutto complesso industriale, grigio, spartano, al cui interno trovano spazio i quartieri generale di CD Projekt e della sua piattaforma per la distribuzione digitale di videogiochi GOG. L'ambientazione cambia radicalmente una volta all'interno: gli studi sono totalmente diversi, caldi di legno, profumati di pelle. Alle spalle del desk di benvenuto, oltre i tornelli, la caffetteria brulica di vita. Colgo l'occasione per una spremuta di arance e delle frittelle di patate, sempre siano lodate. Subito dopo il ruttino vengono a dirmi che tutto è pronto, ma per cosa? L'assenza di un programma dettagliato della giornata non permette di anticipare gli eventi. La risposta, con i miei colleghi, la troviamo più avanti, all'interno di una stanza dentro la quale fanno bella mostra di sé una dozzina di computer, sei per lato, su cui gira The Witcher III, in versione Hearts of Stone naturalmente. Si gioca subito. Poggio la giacca inutile, la borsa con le mie cose e quel che resta della spremuta sul tavolo, e indosso spada d'acciaio e d'argento; corazza media e stivali comodi completano la vestizione, e improvvisamente sono di nuovo Geralt di Rivia.

Three's company

Hearts of Stone può essere "attivato" partendo da un precedente salvataggio o selezionando "nuova partita", e poi Hearts of Stone, sempre dal solito menù di gioco. In quest'ultimo caso si parte con un Geralt di trentesimo livello, i punti ancora da assegnare e una collezione di armi e armature generiche completa.

Travis the translator

Durante la nostra prova abbiamo avuto la possibilità di scambiare anche quattro chiacchiere con Travis Currit, uno dei ragazzi che si occupa di scegliere le voci dei personaggi e di tradurre il gioco nelle diverse lingue. Ancora freschi di Hearts of Stone, la nostra prima domanda è stata sull'ottima caratterizzazione di uno dei nuovi personaggi dell'espansione, salvo poi scoprire che il procedimento è sempre lo stesso e da sempre: "da Londra hanno mandato a Varsavia alcune possibilità e qui abbiamo fatto la scelta più adatta, che nel caso specifico è stata subito unanime". Approfondendo ulteriormente abbiamo fatto una scoperta alquanto sorprendente: per quasi tutti i personaggi di The Witcher III, la CD Projekt Red ha scelto prima le voci inglese, e solo successivamente quelle per la lingua originale, che è il polacco. Il lavoro di Travis Currit non è certo dei più semplici, visto che siamo sull'ordine delle 400 pagine di script da tradurre in più lingue. Sviluppare un gioco con così tanti dialoghi, ci conferma Currit, è più un problema di tempo che di costi, al punto che per tradurre in inglese solo Hearts of Stone ci sono voluti due mesi. Ma la cosa peggiore sono i cambiamenti che vengono effettuati in corsa: Currit ci racconta di quando conclusero i lavori su una delle filastrocche che compaiono del gioco, tutta in rima, poi cancellata completamente. Come non si impazzisce? Semplice, dice Travis Currit, ci si fa il callo...

La storia principale del gioco base sarà considerata comunque già portata a termine. La prima quest dell'espansione si trova nella bacheca davanti alla Taverna dei Sette Gatti, poco fuori Novigrad. Qui potrete rispondere alla richiesta di aiuto di un certo Olgierd von Everec, che troverete nascosto in una bella casa a nord di Oxenfurt. Olgierd è un uomo di bell'aspetto, ha qualcosa di David Beckam ed è un grandissimo "figlio di", oltretutto immortale. Ora non entrerò troppo nel dettaglio, perché dovrei rovinarvi la sorpresa? Mi limiterò a raccontarvi a grandissime linee non tanto gli eventi, piuttosto le situazioni in cui Geralt si ritroverà nelle prime sorprendenti ore di questa espansione. Succede insomma che il nostro eroe si fa fregare, e alla grande. Ma proprio quando si ritrova a un passo dalla morte, ecco spuntare all'improvviso e dal nulla l'enigmatico Gaunter O'Dim. Ve lo ricordate? Impossibile, a patto di non avere davvero una memoria di ferro. Eppure questo misterioso uomo dallo strano sorriso ci ha già aiutato, e proprio all'inizio della nostra avventura: è Gaunter O'Dim, infatti, a indirizzarci verso l'avamposto nifgaardiano appena arrivati a White Orchard/Bianco frutteto. In quell'occasione già sembrava sapere tutto di noi, come anche di Yennefer, diceva grazie alle ballate del bardo Dandelion di cui era grande appassionato. Gaunter O'Dim è ben più di un uomo, alcuni lo conoscono come il Maestro di Specchi, e grazie ai suoi poteri è disposto a salvarci, ma solo se poi una volta al sicuro Geralt farà altrettanto con lui. Succede di tutto, ciò nonostante Geralt è ancora sano e salvo, ma c'è qualcosa sul suo volto, una sorta di sfregio luminoso, segno inconfondibile che il patto con il Maestro di Specchi è stato firmato. Hearts of Stone è questo: la storia di tre persone pericolose, apparentemente l'una contro l'altra, legate però da un patto che si spezzerà solo quando tutte le parti in gioco non arriveranno in fondo al loro destino. Trattandosi di un gioco Cd Projekt Red nulla ancora una volta è come sembra, il bene ha sempre un po' di male al suo interno e viceversa, e situazioni apparentemente spinose riescono comunque ad essere divertenti, stranamente divertenti. Esattamente come accade in una delle missioni di Hearts of Stone, dove Geralt si ritrova posseduto da uno spirito molto particolare e con una grande voglia di divertirsi, proprio come faceva quando ancora era in vita. A rendere più bislacca la situazione è un Geralt consenziente e una sfarzosa festa di nozze, dove potremo partecipare a giochi di società, partite a Gwent (che grazie a Hearts of Stone si arricchirà di nuove carte) e straordinarie bevute che trasformeranno The Witcher III in una sorta di video dei Prodigy, ma in un'inedita veste fantasy. Malgrado la mappa di gioco sia la stessa (solo alla prossima espansione sarà dedicata una regione completamente nuova), i bordi del Velen sono stati leggermente espansi per permettere ad alcuni eventi di aver luogo.

E finalmente anche la bella Oxenfurt avrà un ruolo più interessante, e da quanto ci è stato detto si potrà entrare anche nella sua importante accademia. Non siamo però riusciti a provare il sistema Runewords, una delle novità più importanti del gameplay e che permetterà di iscrivere nuove rune su armi e armature, e livellarle in cambio di un bel po' di denaro, il tutto grazie alla presenza di un nuovo mercante.

The Witcher 3: Wild Hunt Ho passato circa quattro ore con Hearts of Stone, e correndo come un cavallo da corsa alla fine del test ero a poco più di un quinto della storia. L'espansione, che uscirà il 13 ottobre al prezzo di 9,99 Euro in edizione digitale (19,99 per quella fisica), punta quindi a una longevità di tutto rispetto, specialmente per l'esiguo esborso richiesto. Hearts of Stone includerà nuove meccaniche, e anche nuove missioni secondarie ed eventi speciali, sparsi sapientemente lungo tutto il Velen. L'espansione conterrà anche nuovi set armatura e nuovi boss da sconfiggere, ognuno pensato per sorprendere il giocatore in modo diverso dal precedente (ammetto che l'unico da me combattuto non era poi così particolare, anzi, ma sono molto fiducioso sul restante bestiario). Questa nuova avventura segna inoltre il ritorno di Shani, una dottoressa che Geralt conosce fin dal primo The Witcher e che ora risiede ad Oxenfurt. Hearts of Stone promette decisamente bene, specialmente perché non avendo più Eredin tra i piedi, i CD Projekt Red hanno potuto cambiare liberamente registro, proponendo ai giocatori atmosfere e situazioni completamente nuove. Se tutto questo verrà confermato anche ad espansione completa, e questo lo scopriremo tra pochissime settimane, Hearts of Stone potrebbe diventare un acquisto obbligato sia per chi di The Witcher III non è ancora sazio che per coloro che hanno già riposto il gioco sullo scaffale. Ah, un'ultima cosa: l'espansione arriverà digitalmente su PC, PS4 e Xbox One, ma solo le versioni Pc e Ps4 potranno contare su un edizione fisica che, proprio come la limited edition del gioco originale, includerà anche due nuovi mazzi di Gwent (questa volta Monster e Scoia'tael) con cui giocare con gli amici.

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