Provato Toy Soldiers: War Chest

Annunciato alla Gamescom, il nuovo capitolo della saga cambia poche carte in tavola

provato Toy Soldiers: War Chest
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Annunciato in sordina nel corso della recente Gamescom, Toy Soldiers: War Chest è il terzo capitolo di una saga nata per volontà di Microsoft ai tempi della “vecchia” Xbox 360. Come i predecessori, War Chest sarà un tower defence con diversi elementi presi in prestito da RTS e sparatutto in terza persona, che rendono il gioco, di fatto, un ibrido piuttosto interessante e dalle tinte fortemente action. Prodotto e sviluppato sotto l’attenta direzione di Ubisoft, che ha acquisito i diritti sull’IP, abbiamo avuto il piacere di testarlo in prima persona al termine di una breve presentazione comunque più che sufficiente per introdurre le (poche) novità che caratterizzeranno l’esordio di Toy Soldiers nella nuova generazione.
Atteso su PS4, Xbox One e PC nel corso del 2015, da quanto abbiamo potuto vedere, ha buone chance di rivelarsi un titolo sommariamente apprezzabile e divertente.

Soldati contro unicorni

La novità principale è anche quella meno interessante da un punto di vista prettamente ludico. War Chest non si limiterà a contrapporre tra loro eserciti di soldatini come in passato: nel conflitto su minuscola scala prenderanno parte anche altri tipi di giocattoli, al fine di creare eserciti diversificati sia per punti di forza e debolezze, sia dal punto di vista prettamente estetico. Oltre ai più classici militari del Kaiser (utilizzati nella demo), ci è stato mostrato uno degli altri quattro schieramenti che saranno presenti al momento del lancio del gioco: un manipolo di guerrieri dalle fattezze di orsetti colorati, unicorni e bambole che si avvalevano dell’utilizzo di arcobaleni, bolle e raggi di luce per abbattere i propri avversari. Di sicuro questa novità farà storcere il naso ai puristi, anche se a ben vedere un minimo di varietà aiuterà ad ampliare il potenziale bacino d’utenza della saga.
Pad tra le mani, siamo stati aiutati dagli addetti ai lavori presenti nella creazione delle difese al nostro quartier generale: edificio da difendere a tutti i costi se non si vuole incorrere in un prematuro game over. Balza immediatamente all’occhio la ridotta libertà d’azione relativa alla fase gestionale. Le postazioni di difesa sono prestabilite: si costruisce solo dove gli sviluppatori hanno deciso che è possibile farlo. Come se non bastasse, anche cosa verrà eretto è deciso a priori. La grandezza dell’area edificabile sancisce di fatto se si potrà creare di una mitragliatrice, di un mortaio o di un gigantesco cannone a lungo raggio.

Va da sé che una tale scelta di design persegue il chiaro intento di attirare i videogiocatori alle prime armi con il genere o che sono a caccia di qualcosa di leggero, che non sia pretenzioso in termini di applicazione e uso del cervello. D’altra parte è anche vero che sul lungo periodo, per forza di cose, tale feature si rivelerà deleteria per quanto concerne profondità e varietà.
Noi stessi ne abbiamo fatto le spese. Già alla seconda partita di prova, andavamo con il pilota automatico: intenti ad accumulare denaro con le prime e deboli ondate, solo per piazzare, nello stesso luogo, le stesse postazioni difensive. Ripetitivo e poco esaltante.
Fortunatamente Toy Soldiers: War Chest non è un tower defense classico: ha altro da offrire. Selezionando le mitragliatrici piazzate, oltre a poterne potenziare gittata, barra di salute e danni inferti, era possibile prenderne il controllo in prima persona. Discorso analogo per alcune unità speciali di terra e aria. Evocate sul campo di battaglia, sempre spendendo monete sonanti guadagnate abbattendo i nemici, è possibile controllare questi speciali avatar per muoversi in tutta libertà, usando l’ampio arsenale in dotazione. Tra fucili di precisione, bazooka e mitragliatrici, abbiamo fatto un po’ di sana mattanza finché non ci hanno abbattuto dopo averci circondato contando sulla schiacciante superiorità numerica del nemico.
Vivere lo scontro in prima persona movimenta e non di poco le cose, tanto più che in qualsiasi momento è possibile abbandonare il controllo dell’unità, ritornando alla classica visuale isometrica, e verificare l’andamento della battaglia, piuttosto che preoccuparsi di potenziare o costruire nuove postazioni difensive.
Il risultato è insomma un gameplay nel complesso dinamico, sterile nella sua componente da tower defense, estremamente più stimolante quando si tratta di scendere fisicamente in battaglia. Purtroppo anche le fasi da sparatutto paiono ovviamente limitate se paragonate ad altri esponenti del genere: nessun sistema di copertura, poche armi e uno sparutissimo numero di unità da controllare.
Anche graficamente Toy Soldiers: War Chest non impressiona in nessun ambito. Le texture sono appena sufficienti, la mole poligonale lascia alquanto a desiderare e altrettanto fanno animazioni e effetti speciali. L’unico elemento veramente next-gen è il frame-rate: impeccabile anche nelle situazioni più concitate.

Toy Soldiers: War Chest Per quanto poco conosciuta, la saga di Toy Soldiers è sempre riuscita a farsi apprezzare dagli estimatori del genere. War Chest non stravolge le meccaniche ormai classiche e solo timidamente tenta di rinnovarsi incrementando il numero di eserciti selezionabili. Eppure viene da chiedersi cosa ci sia di veramente next-gen in questo episodio. Campagne personalizzate per ogni schieramento, co-op e ovviamente multiplayer competitivo incrementeranno e non di poco i contenuti con cui potranno intrattenersi gli utenti, ma si tratta di modalità considerate standard già da tempo. Inoltre una blanda interazione con lo scenario (sarà possibile abbattere ponti per rendere più difficoltoso il passaggio alle ondate nemiche) potrà anche ritenersi una new entry di un certo peso, ma non impressionerà certo chi i videogiochi li mastica da tempo. La sensazione insomma, è che Toy Soldiers: War Chest voglia accontentarsi di divertire il pubblico di affezionati, senza tentare il grande salto. In questo caso, tra qualche mese in ambito review, parleremo solo di un bel gioco. Chissà però che non ci sia stato celato, volutamente, qualche interessante asso nella manica. La speranza resterà viva fino all’ultimo.

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