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Provato Trine 3: The Artifacts of Power

I ragazzi di Frozenbyte tornano con l'Early Access del terzo capitolo della loro saga principe, questa volta caratterizzato dall'aggiunta della terza dimensione: non solo una modifica estetica, ma un passo avanti deciso per il gameplay.

provato Trine 3: The Artifacts of Power
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

I ragazzi finlandesi di Frozenbyte non sembrano affatto intenzionati ad abbandonare il brand che li ha portati sotto i riflettori cinque anni fa. Dopo un ottimo secondo capitolo, il bizzarro mix di platforming ed enigmi ambientali offerto da Trine sta per tornare in un terzo episodio. Se le basi sono rimaste quelle di sempre, con la possibilità di utilizzare i tre diversi personaggi (arciere, mago e guerriero) sfruttando le loro abilità uniche, il level design si scopre invece completamente trasformato grazie alla passaggio alle tre dimensioni. Un passo non da poco, che va a scardinare completamente buona parte delle certezze dei fan, eppure riesce a infondere nuova linfa nel progetto, offrendo un'esperienza quasi del tutto inedita. Da qualche giorno, gli sviluppatori hanno aperto la fase di Early Access su Steam (14,99 euro fino a fine mese, e poi 19,99 a offerta conclusa), la quale permette di provare due livelli della modalità trama, una mappa challenge e un'ambientazione bonus. I contenuti non sono moltissimi, e, come sempre, la formula si rivela adatta a appassionati convinti e intenzionati a dare attivamente una mano con lo sviluppo, ma ci siamo quantomeno fatti un'idea precisa della direzione intrapresa da Frozenbyte.

UNO E TRINO

Amadeus, Zoya e Pontius sono tornati, e, terminata la breve fase tutorial, ci troveremo nuovamente a poter passare in tempo reale dall'uno all'altro. Proprio come nei precedenti capitoli, questa meccanica diventa una delle colonne portanti del gameplay, dato che solo sfruttando appieno le capacità uniche dei tre protagonisti sarà possibile venire a capo dei puzzle ambientali. Prima di familiarizzare con questi ultimi, tuttavia, a colpire immediatamente è l'impatto delle tre dimensioni, peraltro integrate in maniera molto interessante dagli sviluppatori. Invece di proporre un 3D classico, si è scelto di implementare quella che risulta quasi come una ulteriore via di mezzo tra il 2.5D e il tridimensionale classico, sfruttando soprattutto la telecamera automatica. Quest'ultima inquadra l'azione in maniera molto particolare, dando a tratti l'impressione di trovarsi di fronte allo scorrimento orizzontale senza profondità, per poi aprire a nuove prospettive. Per quanto questo effetto appaia naturale pad alla mano, dietro ci sono un fine lavoro di regia e un engine sviluppato interamente in casa, e il risultato colpisce davvero nel segno. Come era lecito aspettarsi, la profondità non rappresenta solo un abbellimento estetico, ma va ad impattare in maniera radicale sul gameplay. Sia l'esplorazione, sia la soluzione dei puzzle ambientali guadagnano profondità, e non solo in termini letterali.

La raccolta dei collezionabili numerati ad esempio, che in precedenza richiedeva al giocatore del semplice platforming, si arricchisce ora di molte possibilità, e talvolta si integra al concetto di puzzle ambientale, sebbene facoltativo. Non sarà raro vedere i triangoli luminosi (il cui numero complessivo è sempre visibile nella parte alta dello schermo) chiusi dietro delle barriere, a volte da infrangere usando un po' di intelligenza, a volte da rimuovere attivando appositi meccanismi. Come era lecito aspettarsi, anche gli enigmi ambientali si arricchiscono di nuove e interessanti possibilità. In quest'ambito, i due personaggi più interessanti da utilizzare sono l'arciere e il mago. La prima ha infatti a disposizione delle corde con le quali non solo può dondolarsi da appositi ganci durante il platforming, ma anche tirare casse, porte e leve dotate di anelli, arrivando anche a collegare insieme diversi oggetti. Già nelle prime due ore di gioco, questa meccanica viene sfruttata in maniera molto interessante, e fa ben sperare per quanto seguirà. Il mago Amadeus è invece in grado di evocare una cassa, utile per raggiungere piani alti delle ambientazioni, oppure far levitare la maggior parte degli oggetti, e impilarli. Si tratta probabilmente del potere più "creativo", dato che lascia ampi spazi all'improvvisazione da parte del giocatore. Anche in questo caso, durante l'incedere abbiamo notato soluzioni molto ben pensate, come nel caso di un fiume che scorreva con notevole impeto, da attraversare sfruttando la levitazione a disposizione di Amadues. Sebbene la sperimentazione e le molteplici soluzioni al medesimo enigma non siano una novità per Trine, la maggiore complessità delle sfide offerte da questo terzo capitolo aumenta ancora le possibilità. A seconda della combinazione di personaggi utilizzata, si potrà arrivare al proprio scopo in un gran numero di modi diversi, talvolta lasciandosi sorprendere da soluzioni che si presentano per puro caso, confermando come i livelli e gli enigmi in essi contenuti siano stati progettati con intelligenza. Se finora abbiamo speso buone parole per il lavoro fatto dagli sviluppatori, la natura Early Access del prodotto giustifica un certo numero di problematiche ancora da risolvere. Tralasciando una discreta lista di bug, al momento si nota soprattutto l'assenza di bilanciamento in alcuni enigmi, con la telecamera che a volte tradisce il giocatore "dimenticando" di inquadrare elementi fondamentali alla soluzione.

Si nota inoltre, almeno in questa prima fase, la scarsa importanza conferita al personaggio di Pontius, ossia il guerriero. Privo di particolari poteri, se non la capacità di utilizzare il suo scudo come "paracadute", finisce per rimanere quasi totalmente in disparte durante la soluzione degli enigmi ambientali, entrando in gioco quasi solo durante i combattimenti, peraltro caratterizzati da meccaniche davvero elementari. Un altro problema da segnalare è legato proprio alle tre dimensioni: talvolta, durante il platforming o l'utilizzo di certe abilità (come la levitazione di Amadeus) è difficile intuire a che livello di profondità si trovi un certo oggetto, e questo può causare difficoltà impreviste nella soluzione degli enigmi. Anche in questo caso, confidiamo nella capacità degli sviluppatori di trovare soluzioni opportune.
Quanto alla varietà offerta dal design dei livelli, quanto provato in questo Early Access ci ha colpito positivamente. Tra i momenti più originali, segnaliamo una sorta di boss fight con un golem da sconfiggere senza un vero e proprio combattimento, bensì sfruttando alcune sue debolezze combinate con le abilità dei singoli personaggi. In sole due ore (e altrettanti livelli), Trine 3 è riuscito ad offrire una varietà di tutto rispetto, e questo fa davvero ben sperare per il prodotto finito. Secondo le dichiarazioni degli sviluppatori, la modalità storia dovrebbe offrire circa sette ore di gameplay, senza contare i livelli Challenge. Questi ultimi prevedono l'utilizzo di un solo personaggio, e offrono enigmi espressamente dedicati ai suoi poteri. Nell'Early Access è possibile provarne uno nei panni di Zoya, piuttosto breve ma impegnativo al punto giusto.

Trine 3: The Artifacts of Power Per quanto i contenuti dell'Early Access siano al momento molto limitati, e il consiglio d'acquisto vada pertanto solo ed esclusivamente ai fan più accaniti e intenzionati a partecipare attivamente allo sviluppo, Trine 3 ci ha lasciato ottime impressioni. L'aggiunta della terza dimensione è stata calibrata in modo da non stravolgere l'aspetto visivo tipico della saga, eppure riesce ad aggiungere moltissimo ai puzzle ambientali e alla raccolta dei collezionabili. Chiaramente, in questa fase preliminare non è difficile rintracciare debolezze di vario genere (come la scarsa importanza data a Pontius) e problemi di bilanciamento nella soluzione di alcuni enigmi, ma si tratta di problematiche veniali per un progetto ancora in piena fase di sviluppo. Inoltre, ancora molto ci rimane da provare, a partire dalla validità della modalità cooperativa e continuando con l'editor di livelli che sarà incluso nella versione finale. Se i ragazzi di Frozenbyte sapranno fare tesoro dei moltissimi feedback già disponibili sui forum di Steam, siamo certi che Trine 3 saprà portare qualcosa di nuovo nel genere puzzle/platform, proponendo un 3D molto ben studiato. Il consiglio, per il momento, è quello di tenere d'occhio con molta attenzione i lavori in corso, destinati a concludersi con ogni probabilità entro la fine di quest'anno.